venerdì 17 gennaio 2020

Tre diversi contenuti della parola Battesimo nel Nuovo Testamento - 2


   Il battesimo della croce precede la fede: davanti alla croce, la fede riceve il lieto annuncio: «Sei stato battezzato nella morte di Gesù»;
non è la fede che mette in movimento è il battesimo, 
è il battesimo (della croce) che mette in movimento la fede; 
credo non per essere battezzato, ma perché sono stato battezzato.
  
  Il battesimo nello Spirito è collegato con il battesimo nell’acqua; 
è libero rispetto al battesimo nell’acqua e non ne dipende; 
ma è fedele e lo accompagna; 
la fede invoca lo Spirito e si apre al suo soffio.
    
   Nel battesimo «nell’acqua» invece la fede precede il battesimo che, come s’è detto, è un ordine divino, il secondo comandamento (Mt. 28,19): subito dopo il primo, che è quella della missione («Andate e ammaestrate…»), viene l’ordine di battezzare («battezzandoli…»); in ubbidienza a quest’ordine, alla fede segue immediatamente il battesimo. 

   Non c’è battesimo senza fede e non c’è fede senza battesimo. 
Anche il  battesimo dei bambini non è pensabile senza un contesto di fede. Non c'è la fede del bambino battezzato, tanto più se si tratta di un neonato; c'è la fede di chi lo presenta al battesimo, quella di chi lo battezza e quella della comunità che lo accoglie. 

   Non si tratta in alcun modo di una fede vicaria, che sostituisca quella che il bambino non ha. 
L'idea stessa di fede vicaria è del tutto estranea al Nuovo Testamento e perciò cristianamente improponibile. 

   Si tratta invece della fede della chiesa che, celebrando il battesimo, crede e confessa che il grande «Sì» di Dio, pronunciato per tutti sul Golgota, è ora pronunciato su questo bambino, il cui nome è associato al nome di Gesù. "


Paolo Ricca


tratto da:
Paolo Ricca
Dal battesimo allo “sbattezzo”
La storia tormentata del battesimo cristiano
(I libri di Paolo Ricca), Claudiana, Torino, 2015, 56-57.