venerdì 24 novembre 2023

Una fede generosa e concreta

 

DOMENICA 26 NOVEMBRE

ULTIMA DOPO PENTECOSTE      ULTIMA DELL'ANNO LITURGICO 

- DOMENICA DELL'ETERNITÀ

Bibbia Versione Nuova Riveduta

Evangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 25,37b-40

"Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare? O assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto? O nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto ammalato o in prigione e siamo venuti a trovarti?" E il re risponderà loro: "In verità vi dico che in quanto lo avete fatto a uno di questi miei minimi fratelli, l'avete fatto a me". 


la Lumière

Una Domenica di Memoria        

Una 'pennellata' teologica d'autore

Una fede che generosamente ti raggiunge

   

BRICIOLE DI FEDE

per una fede non in briciole


             Una fede generosa e concreta

                                                                      Meditazione di Maurizio Abbà


Una piccola nota storico-liturgica comparata:

l'Ultima Domenica dell'Anno Liturgico ha significati 

molto diversi tra loro per le chiese cristiane, 

ma di certo, almeno qui, non per forza in contrasto tra loro.


- In ambito luterano: 

Federico Guglielmo III di Prussia, in data 17 novembre 1816,

dichiarò l'Ultima Domenica dell'Anno Liturgico: 

"Festa generale della Chiesa a ricordo dei defunti",

è "il pendant evangelico della Commemorazione dei defunti."

(- Karl-Heinrich Bieritz, Il Tempo e la Festa, Marietti 1820, 1996, p. 160,

il testo di Bieritz rimane un solido punto di riferimento 

per la storia della liturgia).


- In ambito riformato:

è tempo altresì di Memoria e di Prospettive, 

con il nuovo Anno Liturgico ed il conseguente tempo nell'Avvento

che sulla soglia con delicatezza e tatto sta per incontrarci.


- In ambito cattolico: 

è la Domenica designata come 

Solennità di Cristo, re dell'universo 

fu papa Pio XI, nel 1925,

che per rimarcare la regalità di Cristo introdusse la Festa di Cristo Re,

in occasione della ricorrenza di 1600 anni dal Concilio di Nicea (325),

la festa era celebrata, originariamente, l'ultima Domenica di Ottobre.

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Una fede concreta è suggerita,

a chiare lettere,

dal brano evangelico di Matteo.


I suoi contenuti ed orizzonti

sono esemplarmente e magistralmente delineati

in questa 'pennellata' teologica d'autore:


«Resta 

nella fede, che ti dà Cristo: 

qui tu hai infinitamente più che abbastanza; 

e nell’amore, che dà te al prossimo: 

qui tu da fare ne troverai talmente 

da essere infinitamente troppo poco»

                                                            Martin Lutero



citazione da: 

M. LUTERO, Evangelo dei Dieci Lebbrosi [1521], 

scritto per Giovanni di Sassonia, che aveva chiesto informazioni 

sul rapporto tra fede e opere 

(qui WA 8,366,22-25). Traduzione di Sergio Rostagno.

Tratto da: 
Sergio ROSTAGNO, Doctor Martinus. Studi sulla Riforma 
(Piccola biblioteca teologica 117), Claudiana, Torino, 2015, 9.


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Didattica delle letture a corredo


Come ogni settimana anche i 'passi' biblici a corredo, 

della Parola della Predicazione sono anch'essi pregni di significati,

e questa settimana lo sono ancor più intensamente. 


Ezechiele 34,11-12.15-17

Tornano in mente le parole di una canzone 

di Fabrizio De André, Spiritual (album Vol.1°),

"Dio del cielo ... vienimi a cercare".

Risuona chiaro e forte l'Eccomi! del Signore DIO,

per fasciare la pecora quella ferita, 

per curare quella malata

per sostenere la più debole, la più fragile.

Il giudizio sarà discernimento di benignità e benedizione.


Salmi 23 

L'esordio di questo Salmo alla lettera suona così:

"Dio è pascente me, non manco (di nulla)".

- Maternità e Paternità di Dio qui strettamente unite. 


I Corinzi 15,20-26.28

Morte ultima nemica.

Siamo circondati da morte nemica: le guerre e le violenze a partire da contesti

che dovrebbero essere quelli che dovrebbero invece proteggere,

i 'nidi' umani invece non poche volte sono dei vespai.

Le relazioni sono avvelenate.

Tensioni sociali, disagio psichico, la violenza per controllare ed umiliare,

il tutto si aggroviglia e pare inestricabile,

non si sa a chi rivolgersi, a chi rivolgersi per chiedere aiuto.


Le famiglie dovrebbero fare la loro parte all'origine, decisiva,

ma è proprio lì che, a volte,

drammi in miniatura diventano poi tragedie ciclopiche.


La scuola è già sovraccarica di urgenze e deleghe educative,

ed inoltre non è supportata adeguatamente da risorse umane e materiali 

per fronteggiare l'ordinario, 

figuriamoci per le urgenze che ormai sono divenute quotidiane.


Ma non ci si può rassegnare.

Una possibilità di cambiamento, 

e per questo ci vorranno tempo e risorse, 

è da ricercare nell'educazione sentimentale.


Sì, l'educazione sentimentale è necessaria,

andrebbe coltivata con cura e premura.

Quando essa è trascurata i risultati devastanti si vedono.

Educazione ai Sentimenti ed alle Emozioni,

educazione capillare, massiccia.

Non episodica, non servirebbe.

La teologia può fare anch'essa la sua parte,

certamente, sarebbe ora.

non episodicamente.


'Passi' biblici 

davvero pregni di significato, 

però mai saturi, 

davvero inesauribili nel porgere senso ed orientamento!


giovedì 16 novembre 2023

Il talento generoso

 

DOMENICA 19 NOVEMBRE

25a DOPO PENTECOSTE

Versione Biblica Nuova Riveduta

Evangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 25,14-15.19-21

«Poiché avverrà come a un uomo il quale, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e affidò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due e a un altro uno, a ciascuno secondo la sua capacità; e partì. 

Dopo molto tempo, il padrone di quei servi ritornò a fare i conti con loro. Colui che aveva ricevuto i cinque talenti venne e presentò altri cinque talenti, dicendo: "Signore, tu mi affidasti cinque talenti: ecco, ne ho guadagnati altri cinque". Il suo padrone gli disse: "Va bene, servo buono e fedele; sei stato fedele in poca cosa, ti costituirò sopra molte cose; entra nella gioia del tuo Signore".


la Lumière 

Un dono da offrire 



BRICIOLE DI FEDE

per una fede non in briciole


                     Il talento generoso                                    

                                    Meditazione di Maurizio Abbà


Quando il 'talento' non è inteso come moneta, 

ma come dono da esprimere.

Un dono da offrire anche balbettando, 

da esprimere anche nel rossore della timidezza,

nei limiti delle nostre fragilità,

non li usa come scudo,

non si fa oscurare l'orizzonte di fiducia e di speranza.


Una definizione di talento? - Avere stoffa ...

pensi di non averla? C'è, tirala fuori,

anzi la stai già utilizzando,

è il talento artistico che metti nell'affrontare la vita,

per poter dipingere sulla tela delle emozioni,

sulle note del pentagramma del ritmo dei sentimenti di ogni giorno.


Il talento sa osare generosamente ed intraprendemente,

e sa aspettare (il tempo di Avvento inizia già a fischiettare),

si ricordi, la promessa:

"getta il tuo pane sulle acque, perché dopo molto tempo lo ritroverai",

Qohelet 11,1


Fare spazio alla gioia, 

per le sue caratteristiche è raramente programmabile,

la gioia è improvvisa e più è improvvisa, più è grande e festosa.

Essere convinti di quello che si può fare,

di ciò che si può condividere,

moltiplicando risorse, attitudini e prospettive.

(questa parabola è  dello stesso conio di un altro racconto evangelico,

quello della condivisione dei pani e del companatico!).


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TALENTO 

di derivazione greca inteso come unità di misura, 

di probabile origine babilonese.

Inizialmente misura ponderale poi anche moneta di conto.

Il valore del talento è variato a seconda dei tempi e dei luoghi.

In una scala monetaria: si può valutare un talento corrispondente 

a 60 mine e a 6000 dramme.

(dati desunti dalla: Enciclopedia on line Treccani www.treccani.it).

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Didattica delle letture a corredo


Proverbi 31,10-13.19-20.30-31


Questa lode del 'genio femminile' potrebbe anche essere appropriata

nel riconoscimento dell'enorme sforzo lavorativo che le donne svolgono

con abilità ed ingegno, 

ma, a volte, è fatta risuonare soltanto

in sede di emarginazione e sottrazione reale di diritti delle donne,

diciamo come 'contentino'.


- La tragedia dei femminicidi, 

l'uccisione di donne da parte di uomini,

sta lì invece 

a ricordarci, preoccupantemente, che siamo distanti anni luce

da una riconosciuta dignità al soggetto donna ed ai suoi diritti a 360°,

non c' diritto ad una vita vera 

in essere ed in prospettiva per le donne.


Soprattutto sui comportamenti violenti

gli uomini devono lavorare molto e farsi aiutare, 

per capire i meccanismi di violenza

che scattano in loro,

quando mascherano i gesti assassini con un malinteso 'amore', 

prima che il sangue delle donne sia versato 'per un amore' da brividi.

Di certo non sono brividi da innamoramento.

Come si può dire 'amore' in questi contesti e situazioni violente??


'Amore' termine abusato come pochi altri, 

come la parola 'Dio'.


Siamo altresì lontani da un egualitarismo 

di dignità sociale tra i due sessi,

- per intenderci: medesima retribuzione di salario a parità di lavoro -


Nella grammatica della vita la donna non è considerata soggetto

ma complemento oggetto.

La grammatica relazionale deve cambiare profondamente. Per una 

nuova morfologia e sintassi di azioni, gesti e linguaggi,

dall'abolizione della schiavitù del possesso maschile, 

ad una libertà di vita per donne e uomini.


Salmi 128

Camminare nelle vie di Dio,

è il percorso del discepolato,

e lo sa solo Dio.


Nessuna istituzione religiosa, piccola o grande che sia, 

può pretendere di agire e parlare al suo posto.

Dio non ha avatar, non ha 'duplicati'.


Il cammino nelle vie del SIGNORE

è il gustare anche delle piccole cose (piccole ma grandi!)

che Dio ci porge.


Una benedizione che si vuole intergenerazionale

che riguarda nonni e nipoti.


Guardare oggi al futuro,

gettando semi diversi, 

diversi da quelli che siamo soliti invece seminare senza frutto 

e con tanta preoccupazione.


I Tessalonicesi 5,1-6

Qui l'insegnamento è prestare attenzione,

essere desti,

risuonano le parole di Gesù in Matteo 10,16:

"siate dunque prudenti come serpenti e semplici come le colombe".



venerdì 10 novembre 2023

L'antisemitismo non deve avere posto


tratto da: www.riforma.it 


«L'antisemitismo non deve avere posto in

Germania»


 di Redazione


Commemorazioni ieri per gli 85 anni dalla "Notte dei Cristalli", il pogrom

voluto da Hitler e dal nazismo


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Il 9 novembre è l'anniversario della cosiddetta Notte dei Cristalli del 1938. A quel tempo, i nazionalsocialisti erano passati dalla discriminazione contro gli ebrei alla violenza aperta. Più di 1.300 persone furono uccise e almeno 1.400 sinagoghe in Germania e Austria furono gravemente danneggiate o danneggiate. Il regime di Hitler gettava definitivamente la maschera e lanciava il mondo verso l'abisso.

Nell'85° anniversario da quella tragica notte di morte e violenza, ieri sera le principali chiese tedesche hanno manifestato il loro dolore di fronte all'attuale ostilità nei confronti degli ebrei. L’antisemitismo non dovrebbe avere posto più in Germania hanno commentato a una voce sola.

«È insopportabile che 85 anni dopo la Notte dei Cristalli gli ebrei in Germania abbiano di nuovo motivo di temere di uscire per strada e di preoccuparsi per i loro figli negli asili e nelle scuole», ha spiegato la presidente del Consiglio dell'Ekd, la Chiesa evangelica in Germania Annette Kurschus.

Il presidente della Conferenza episcopale cattolica tedesca, Georg Bätzing, ha lanciato un appello a non lasciare solo allo Stato la lotta contro l'antisemitismo. «L’antisemitismo è una vergogna per la nostra società che possiamo superare solo insieme».

«L’antisemitismo, qualunque sia la sua forma, non deve avere posto in Germania», ha aggiunto Kurschus. Anche la presidente del Sinodo dell’Ekd, Anna-Nicole Heinrich, si è espressa contro ogni forma di antisemitismo. «Ricordare l'odio e la violenza contro gli ebrei è il compito costante dei cristiani», ha affermato. «Ricordare l'odio, la follia, la violenza contro gli ebrei e il silenzio di molti è il compito costante dei cristiani».



tratto da: www.riforma.it

giovedì 9 novembre 2023

Domani è un altro giorno

 

DOMENICA 12 NOVEMBRE

24a DOPO PENTECOSTE

Versione Biblica Nuova Riveduta

Evangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 25,1-13

«Allora il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini le quali, prese le loro lampade, uscirono a incontrare lo sposo. Cinque di loro erano stolte e cinque avvedute; le stolte, nel prendere le loro lampade, non avevano preso con sé dell'olio; mentre le avvedute, insieme con le loro lampade, avevano preso dell'olio nei vasi. Siccome lo sposo tardava, tutte divennero assonnate e si addormentarono. Verso mezzanotte si levò un grido: "Ecco lo sposo, uscitegli incontro!" Allora tutte quelle vergini si svegliarono e prepararono le loro lampade. E le stolte dissero alle avvedute: "Dateci del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono". Ma le avvedute risposero: "No, perché non basterebbe per noi e per voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene!" Ma, mentre quelle andavano a comprarne, arrivò lo sposo; e quelle che erano pronte entrarono con lui nella sala delle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi vennero anche le altre vergini, dicendo: "Signore, Signore, aprici!" Ma egli rispose: "Io vi dico in verità: Non vi conosco".
Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l'ora.



la Lumière

Ma uno dei miracoli di Dio si può vedere nel volto di tante persone.
Si dice a volte che una persona è giovane quando si sente tale.
Io credo che si possa fare una modifica e dire: 
è bella quando continua a sperare.
     
                                                                                             Eugen Drewermann



BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole

Domani è un altro giorno

                                    Meditazione di Maurizio Abbà

A tutta prima la ‘filosofia’ di questa parabola lascia un po’ sconcertati e con l’amaro in bocca. 
Della serie per intenderci: ‘chi c’è c’è e chi non c’è non c’è’;
qui pare mancare l’Evangelo del condividere quel poco che abbiamo e del non preoccuparsi delle incertezze future.

Ritorna in mente la vicenda della costruzione dell’arca di Noè (Genesi 6-7):
è nota la vicenda: chi poteva entrare si sarebbe salvato 
ma chi era fuori era perduto,
e chissà quando l’arca era in costruzione
(una sorta di enorme ‘cesta’ per galleggiare sulle acque) 
forse chi guardava avrà irriso Noè per questa bizzarra grandiosa edificazione, 
sulla terraferma, 
ma torniamo alla parabola.

Proviamo a vedere il brano evangelico da una prospettiva diversa in quanto recante un messaggio diverso da quello che pare affiorare decisamente ma solo superficialmente:

tutte le ‘ragazze’ 
(così traduce la Bibbia della Riforma invece di ‘vergini’) 
si addormentano, sia le ‘stolte’, sia le ‘avvedute’. 
Il ‘Vegliare’ dovrebbe essere l’insegnamento principale, 
eppure tutte si addormentano, 
(ma sognano qualcosa di bello? Non lo sappiamo).

A mezzanotte, non è per forza solo il buio che avanza,
è un nuovo giorno che fiorisce.

Come ci ricordano una canzone di Ornella Vanoni 
e una delle protagoniste del film Via col Vento
Rossella O’Hara (interpretata dall’attrice Vivien Leigh), 
la frase famosa nella sua radicale semplicità:

Dopotutto domani è un altro giorno

sì è un altro giorno che inizia, 
vuol dire altre possibilità, 
vuol dire voltare pagina.
Vuol dire una nuova avventura di fede e di vita.

Il Regno di Dio è tante cose, è anche un ritmo diverso,
con una lente – avveduta – di vedere la realtà. 

Matteo parla di ‘Regno dei cieli’, 
non solo per il riserbo – tutto da imparare, 
soprattutto da parte di chi crede! – 
nel non voler citare Dio continuamente ed ossessivamente, 
neppure per dargli una ‘sede’ abitativa particolare, 
il proposito è quello di cercare di sottrarlo alle grinfie, 
soprattutto quelle religiose! 
che lo vorrebbero fare prigioniero.

Dunque non ci sono esclusi
ma ci sono quelli che non lasciano la speranza
e seppure con occhi assonnati dalle fragilità,
restano aggrappati con più energia nell'attesa
di poter vedere i tempi messianici: 

"la bontà e la verità si sono incontrate,
la giustizia e la pace si sono baciate", 
Salmi 85,10.

Artigliando, ed è questo l’insegnamento, 
la sensibilità dell’anima 
con la tenacia di amorosa speranza.  

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Didattica delle letture a corredo

Salmi 111,10 
Il timor del SIGNORE è il principio della sapienza;
hanno buon senso quanti lo praticano.
La sua lode dura in eterno.

Dio non spaventa, 
ma irradia sapienza di vita, non pratiche di morte.

Proverbi 7,4
Infatti sapienza e intelligenza di fede
sono al servizio della vita.

Salmi 63,1-4.6-8
La ricerca – continua – di Dio 
significa non possederlo,
questa è l’illusione distruttiva dei fondamentalismi
che lo fanno prigioniero di un sistema teologico oppressivo ed opprimente.
L’ombra delle ali di Dio racchiude invece 
in una confidenza dialogica. 
per un libero dolce sottile affettuoso legame d’amore.


I Tessalonicesi 4,13-18
Essere rapiti da Dio vuol dire accoglienza dove vita piena, consolazione e gioia regnano sovrane.
Rapimento della chiesa?
Certo, la salvezza è comunitaria, 
(però a ben vedere il termine ‘chiesa’ nel testo non c’è…), 
una comunità che non ha confini terreni, 
niente lotte per guadagnare qualche metro 
( a volte solo qualche penoso, altrettanto inutile, centimetro…).

Tutto ciò è da discernere con speranza di luminosa certezza!




sabato 4 novembre 2023

Mettete dei fiori nei vostri cannoni

 


(l'immagine della colomba della pace è ripresa dal sito internet: www.qumran2.net)


Una canzone

PROPOSTA (Mettete dei fiori nei vostri cannoni)

[1964]

Testo di Enrico Maria Papes

Musica di Enrico Maria Papes e Sergio Di Martino

interpretata da I Giganti


Mettete dei fiori nei vostri cannoni

era scritto in un cartello

sulla schiena di ragazzi

che senza conoscersi,

di città diverse,

socialmente differenti

in giro per le strade della loro città

cantavano

la loro proposta,

ora pare ci sarà un'inchiesta


tu come ti chiami?

Sei molto giovane


Me ciami Brambilla e fu l'uperari

lavori la ghisa per pochi denari

e non ho in tasca mai

la lira

per poter fare un ballo con lei

mi piace il lavoro,

ma non son contento

non è per i soldi che io mi lamento,

ma per questa gioventù

c'avrei giurato che mi avrebbe dato di più


Mettete dei fiori nei vostri cannoni

perché non vogliamo mai nel cielo

molecole malate,

ma note musicali

che formano gli accordi

per una ballata di pace,

di pace, di pace


Anche tu sei molto giovane,

quanti anni hai?

E di che cosa non sei soddisfatto?


Ho quasi vent'anni e vendo giornali

girando quartieri fra povera gente

che vive come me,

che sogna come me

sono un pittore che non vende quadri

dipingo soltanto l'amore che vedo

e alla società non chiedo

che la mia libertà


Mettete dei fiori nei vostri cannoni

perché non vogliamo mai nel cielo

molecole malate,

ma note musicali

che formano gli accordi

per una ballata di pace,

di pace, di pace


E tu chi sei?

Non mi pare che abbia di che lamentarti...


La mia famiglia è di gente bene

con mamma non parlo,

col vecchio nemmeno

lui mette le mie camicie

e poi critica se vesto così

guadagno la vita lontano da casa

perché ho rinunciato ad un posto tranquillo

ora mi dite che ho degli impegni

che gli altri han preso per me


Mettiamo dei fiori nei nostri cannoni

perché non vogliamo mai nel cielo

molecole malate,

ma note musicali

che formano gli accordi

per una ballata di pace,

di pace, di pace



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dal libro biblico del profeta

Michea 4,1-4  Versione Nuova Riveduta


Non impareranno più la guerra


Gloria futura di Gerusalemme



1 Ma negli ultimi tempi,
il monte della casa del SIGNORE
sarà posto in cima ai monti
e si eleverà al di sopra delle colline
e i popoli affluiranno ad esso.
2 Verranno molte nazioni e diranno:
«Venite, saliamo al monte del SIGNORE,
alla casa del Dio di Giacobbe;
egli c'insegnerà le sue vie
e noi cammineremo nei suoi sentieri!»
Poiché da Sion uscirà la legge,
da Gerusalemme la parola del SIGNORE.
3 Egli sarà giudice fra molti popoli,
arbitro fra nazioni potenti e lontane.
Dalle loro spade fabbricheranno vòmeri,
dalle loro lance, ròncole;
una nazione non alzerà più la spada contro l'altra
e non impareranno più la guerra.
4 Potranno sedersi ciascuno sotto la sua vite e sotto il suo fico,
senza che nessuno li spaventi;
poiché la bocca del SIGNORE degli eserciti ha parlato.

mercoledì 1 novembre 2023

Il filo dell'Evangelo per Comunità di persone libere e liberate


DOMENICA 5 NOVEMBRE

- 23a DOPO PENTECOSTE

Bibbia Versione Nuova Riveduta

Evangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 23,1-12

(Mc 12,38-39; Lc 20,45-47; 11,43.46;

Mt 6,1-5.16; Lc 14,7-11)


Allora Gesù parlò alla folla e ai suoi discepoli, dicendo: «Gli scribi e i farisei siedono sulla cattedra di Mosè. Fate dunque e osservate tutte le cose che vi diranno, ma non fate secondo le loro opere; perché dicono e non fanno. Infatti, legano dei fardelli pesanti e li mettono sulle spalle della gente; ma loro non li vogliono muovere neppure con un dito.  Tutte le loro opere le fanno per essere osservati dagli uomini; infatti allargano le loro filatterie e allungano le frange dei mantelli; amano i primi posti nei conviti, i primi seggi nelle sinagoghe, i saluti nelle piazze ed essere chiamati dalla gente: "Rabbì!" Ma voi non vi fate chiamare "Rabbì"; perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. Non chiamate nessuno sulla terra vostro padre, perché uno solo è il Padre vostro, quello che è nei cieli. Non vi fate chiamare guide, perché una sola è la vostra Guida, il Cristo; ma il maggiore tra di voi sia vostro servitore. Chiunque si innalzerà sarà abbassato e chiunque si abbasserà sarà innalzato.


la Lumière

Non arroccarsi

Senza armi solo così è Festa

Discepoli e Cittadini




BRICIOLE DI FEDE

per una fede non in briciole


Il filo dell'Evangelo 

per Comunità di persone libere e liberate


                        Meditazione di Maurizio Abbà


I 'rimproveri' di Gesù non sono rivolti ad altri,

ma dobbiamo prestare attenzione che potrebbero essere rivolti a noi.


Attenzione! 

Testi come questo possono purtroppo 

essere strumentalizzati dagli antisemitismi mai sopiti 

ed ora tornati a ruggire violentemente, come poche altre volte nella Storia.

Attenzione agli antisemitismi e attenzione anche all'islamofobia.

La paura del fantasma dell'altro ci fa perdere 

il senso dello stare bene con noi stessi e con gli altri.

Non è arroccandoci che saremo liberi.


Legare fardelli pesanti: la retorica 'dei nostri ragazzi', 

mandati in guerra, ma sono sempre i ragazzi degli 'altri', 

della povera gente, 

che sono mandati a morire nei macelli 

delle tante guerre che arricchiscono i trafficanti di armi.


In questi giorni di quasi (ex) feste, memorie e ricorrenze: 

i 'santi', poi i 'morti', ed anche le 'forze armate',

in realtà la sequenza è stravolta ogni giorno:

le armi, i morti, e poi i santi.


Nell'orizzonte del Regno di Dio c'è spazio

invece per la festa della vita, qui ed ora,

senza armi, 

solo così può essere davvero Festa.


Una guida: è importante avere l'orientamento ed il senso della direzione,

è ovvio.

Ma una persona sola al comando per tutto, non lo può dare

e non c'è da fidarsi di chi lo promette.

                         

Questo vale anche e soprattutto in ambito religioso

e quindi anche ecclesiastico, 

infatti:

Mt 23,9: "Non chiamate nessuno sulla terra vostro padre",

chi lascia situazioni e beni,

riceve il centuplo, Mc 10,29 s., 

ma non in padri.

La comunità di Gesù è di sorelle e fratelli,

non di 'padri', 

(come giustamente affermato dal teologo gesuita Gerhard Lohfink,

Gesù come voleva la sua comunità? La chiesa quale dovrebbe essere,

Edizioni Paoline, 1987, p. 73, poi San Paolo edizioni, 2015).


Sono, siamo Discepoli.


- E la società? Sono, siamo Cittadini.


Bisogna 'alzare' ciò che importa davvero.

Scoprire questo giorno dopo giorno.

Ed 'abbassare' ciò che invece non è importante.

Il tempo che abbiamo vale tanto,

allora è meglio concentrarsi, Amando 

e facendo fiorire ciò che il SIGNORE 

fa sbocciare ogni giorno.


Gesù è stato il Maestro anche in questo,

anche per questo.


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Didattica delle letture a corredo:


Malachia 1,14 - 2,2.8-10

Prendere 'la cosa a cuore' (Ml 2,2),

è una delle più belle affermazioni che possiamo ascoltare

e sentirci rivolgere,

e che, a nostra volta, possiamo rivolgere.

Per questo è molto impegnativa 

ma foriera di realizzazioni benedicenti.


Salmi 131

Riuscire a trovare calma ed equilibrio

in questo mondo che pare 

una gigantesca maionese impazzita non facilmente rimediabile,

è un compito davvero molto arduo,

prendere a cuore la Parola questo aiuta appunto.


I Tessalonicesi 2,7-9.13

come una nutrice accentuare accoglienza, tenerezza e nutrimento,

nella gratuità della Predicazione concreta del vangelo di Dio.

Imparare a dire grazie e ad Essere Gratitudine.

Il filo conduttore risulta evidente.

Non dobbiamo spezzarlo.