Karl Paul Reinhold Niebuhr (1892 - 1971)
teologo protestante
«Dio, concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare,
il coraggio di cambiare le cose che posso,
e la saggezza per conoscerne la differenza.
Vivendo un giorno per volta;
assaporando un momento per volta;
accettando la difficoltà come sentiero per la pace.
Prendendo, come Lui ha fatto, questo mondo peccaminoso così com'è,
non come io vorrei che fosse.
Confidando che Egli metterà a posto tutte le cose, se io mi arrendo al Suo volere.
Che io possa essere ragionevolmente felice in questa vita,
e infinitamente felice con Lui per sempre nella prossima.»
È la forma estesa della celebre Preghiera della Serenità (Serenity Prayer) l’autore è il teologo protestante statunitense Reinhold Niebuhr.
- Alcuni tratti di questa preghiera sono stati fatti risalire a Tommaso Moro (Thomas More), a Francesco d’Assisi, a Tommaso d’Aquino - .
“ Il grande amico di Niebuhr, Abraham Joshua Heschel, ha così sintetizzato la propria valutazione della sua opera: «Un pieno apprezzamento del significato di Reinhold Niebuhr ci porta... non soltanto ai suoi libri, ma anche alle sue azioni». Questo perché il ‘cammino’ di Niebuhr è «un esempio dell’unità tra devozione e vita. Egli ci ricorda che il Male verrà sconfitto dall’Uno, mentre ci incita per aiutarci a sconfiggere i mali uno per uno». L’insegnamento più popolare di Niebuhr (anche se molti sono inconsapevoli della fonte) è la sua Serenity Prayer, composta durante un’estate di predicazione nel New England “
(Peter B. Josephson – Ward Holder, Realismo cristiano e politica statunitense, 245).
Karl Paul Reinhold Niebuhr
(Wright City, 21 giugno 1892 – Stockbridge, 1 giugno 1971)
Teologo statunitense, figlio di Lydia Hosto e Gustav.
Il padre era emigrato dalla Germania negli USA,
«Gustav era il pastore della locale congregazione del German Evangelical Synod of North America, filiazione americana della Chiesa evangelica prussiana, che era nata in Germania nel 1817, per decreto di Federico Guglielmo III, da una combinazione di luteranesimo e calvinismo.»
(Peter B. Josephson – Ward Holder, Realismo cristiano e politica statunitense, p. 16).
Reinhold Niebuhr ha svolto il suo ministero pastorale per la comunità operaia di Detroit capitale dell’industria automobilistica statunitense, esperienza che lo ha portato ad essere sensibilizzato sulle condizioni del proletariato e del sottoproletariato.
è poi docente, dal 1928, all’Union Theological Seminary di New York. Ha partecipato all’Assemblea di fondazione del Consiglio ecumenico delle chiese (CEC) ad Amsterdam (22 agosto – 4 settembre 1948).
- Il fratello Helmut Richard Niebuhr (1894–1962), anch’egli teologo, ha insegnato all’Università di Yale.
Tra le opere di Reinhold Niebuhr tradotte in italiano si ricorda qui anche:
- Reinhold Niebuhr, Fede e Storia. Studio comparato della concezione cristiana e della concezione moderna della storia, traduzione di Franco Giampiccoli, il Mulino, Bologna, 1966.
Barack Obama affermò di aver tratto ispirazione dal pensiero teologico e politico di Reinhold Niebuhr.
Pensiero che si articola anche con varianti significative in un percorso che va da Uomo morale e società immorale (1932) a Natura e destino dell’uomo (1941-1943) a Figli della luce e figli delle tenebre. Il riscatto della democrazia: critica della sua difesa tradizionale (1944).
(in italiano: Figli della luce e figli delle tenebre. Il riscatto della democrazia: critica della sua difesa tradizionale, a cura di Giuseppe Butta, traduzione di Fabrizio Butta, Gangemi, Roma, 2002).
In particolare, in una delle sue opere principali: Uomo morale e società immorale (pubblicata negli Stati Uniti nel 1932), tradotta in italiano da Jaca Book nel 1968 (riedita nel 2018), in cui, seppur senza un esplicito ricorso alla strumentazione critica marxiana, giunge ad evidenziare le ricadute negative del sistema del capitalismo sulle classi più deboli e povere.
«Il peccato è il rifiuto di ammettere la finitezza»
(Reinhold Niebuhr, The Nature and Destiny of Man, vol. II, p. 238 citato da: Peter B. Josephson – Ward Holder, Realismo cristiano e politica statunitense, p. 247 nota 14), affermazione breve e densa che, ancora oggi, apre a dibattiti sul compito dell’agire politico e teologico dell’essere umano e sulla concezione antropologica in generale che riguarda la creaturalità dell'essere umano con le sue possibilità e, appunto, i suoi limiti.
Su questo libro edito in edizione italiana da Unicopli possono vedere le considerazioni di:
- Massimo Rubboli, L’attualità del pensiero di Reinhold Niebuhr, in Riforma.it, 22 maggio 2020;
Sulla dicotomia tra etica individuale ed etica collettiva in R. Niebuhr si può leggere anche:
- Gianfranco Ravasi, Il teologo di Barack Obama, ilsole24ore.com, 26 febbraio 2019.
_________________________________________________________
Le Edizioni UNICOPLI
hanno proposto sul pensiero e l’attività di Reinhold Niebuhr questo libro in traduzione italiana:
- Peter B. Josephson, R. Ward Holder
Realismo cristiano e politica statunitense
Reinhold Niebuhr alla prova della pratica di governo
Traduzione di Anna Zangarini
(Collana Lo Scudo d’Achille scienze per l’uomo a dimensione storica 11)
Edizioni Unicopli
2020, Pagine 277
http://www.edizioniunicopli.it
_________________________________________________________
“ Nei termini in cui si esprime Niebuhr, il discorso pubblico (e in particolare il discorso religioso) deve soddisfare a un duplice test di tolleranza. Se questa operazione rara e difficile ha luogo, allora si può stabilire un fondamento civile per la vita politica. Vivere secondo gli standard del duplice test evita sia la Scilla dello scetticismo che la Cariddi del fanatismo). Il duplice test del discorso pubblico consiste in primo luogo in una pratica di tolleranza verso le convinzioni degli altri. Come ha sottolineato anche Daniel Rice, per Niebuhr la tolleranza è un’«esperienza politica» e una pratica, non soltanto un ideale o un atteggiamento. La tolleranza niebuhriana per le convinzioni degli altri riflette un impegno religioso all’umiltà e un riconoscimento che riserva la conoscenza ultima al Signore. «Il vero test della tolleranza», scrive Niebuhr, «è il nostro atteggiamento verso coloro che si oppongono a verità che a noi sembrano importanti». Nelle sue basi, la tolleranza niebuhriana è dunque del tutto diversa da quella che può fondarsi in un diritto di coscienza individuale o in uno scetticismo o relativismo esistenziale.
Piuttosto, essa comincia riconoscendo che, in materia di credo religioso, la verità divina è nota solo alla divinità stessa.
La seconda parte del test, la fermezza nelle proprie convinzioni morali, è essenziale se il cittadino vuole evitare lo scetticismo morale o l’indifferenza. In termini politici, la democrazia non può difendersi se ai suoi difensori manca il coraggio delle proprie convinzioni, o se non sono in grado di rivendicare la bontà della democrazia stessa. È nel far fronte a questo secondo test, scrive Niebuhr, «che la cultura moderna il più delle volte fallisce». Come risultato, la comunità democratica moderna cade preda dell’irresponsabilità e dello scetticismo o non riesce a difendersi da nuovi fanatismi. “
(citazione tratta da: Peter B. Josephson – Ward Holder, Realismo cristiano e politica statunitense, pagine 248-249)