venerdì 31 ottobre 2025

Vita Eterna ora e ancora

 



           Evangelo di Gesù Cristo "secondo Giovanni" 6,40    

                                 versione e note Bibbia Einaudi

Questo, infatti, vuole il Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui, abbia vita eterna – e io lo risusciti nell’ultimo giorno!»


6,40 Escatologia anticipata tipicamente giovannea: la vita eterna non comincia post mortem, nell’aldilà – ma è ora già godibile in forza della fede («chi crede, ha la vita eterna»), che fa da caparra della risurrezione futura («e io lo risusciterò nell’ultimo giorno!»). c. 6,42 L’ispido scandalo dell’incarnazione (cfr. Gv 1,46) sta nel fatto che un Galileo di ben nota famiglia si pretenda rivelatore. 


                                        BRICIOLE DI FEDE

per una fede non in briciole

Vita Eterna ora e ancora

                                                         Meditatio biblico-teologica di Maurizio Abbà


sulla tavola

c'è vita prima della morte? 


prima Briciola

Sì vita prima della morte, 

occuparsi della vita adesso,


seconda Briciola

Ultimo giorno lasciamolo alla benigna misericordia di Dio.

Il nostro compito è che ogni giorno sia il nostro primo giorno,

La vita eterna è adesso: Giovanni 17,3.


terza Briciola

dare un senso alla vita adesso, senza sprecarla,

avendo cura e premura della propria 

per potersi occupare di quella altrui.


Albert Schweitzer

parlava di Rispetto per la vita

rispetto per la vita di tutte le creature,

come chiave interpretativa di comprensione della realtà,

una sana e davvero vitale filosofia di vita,



raccogli Briciole

allora alla domanda: c'è vita dopo la morte?

rispondiamo:

è importante che ci sia vita prima della morte.


E la morte? Non è l'ultima parola. 

L'ultima parola sarà, è Amore,

'Amore' è un sostantivo che ha più di un'origine lessicale,

secondo un'etimologia di fragranza poetica,

la sua radice terminologica deriverebbe

da a-mors, in cui 'a' è privativa, indica cioè assenza, 

senza morte, assenza di morte!

L'assenza di morte è Evangelo,

la vita viva amorosa lo è ancor di più.














mercoledì 29 ottobre 2025

Una storia per crescere, di Paolo Coelho

 

La storia della matita 

 


Il bambino guardava la nonna che stava scrivendo una lettera. 

A un certo punto, le domandò: 

"Stai scrivendo una storia che è capitata a noi? E che magari parla di me."


La nonna interruppe la scrittura, sorrise e disse al nipote:

"È vero, sto scrivendo qualcosa di te. 

Tuttavia, più importante delle parole, è la matita con la quale scrivo. 

Vorrei che la usassi tu, quando sarai cresciuto." 


Incuriosito, il bimbo guardò la matita, senza trovarvi alcunché di speciale.

"Ma è uguale a tutte le altre matite che ho visto nella mia vita!"


Dipende tutto dal modo in cui guardi le cose. 

Questa matita possiede cinque qualità: 

se riuscirai a trasporle nell'esistenza, sarai sempre una persona in pace con il mondo. 

Prima qualità: puoi fare grandi cose, ma non devi mai dimenticare che esiste una Mano che guida i tuoi passi. 'Dio': ecco CHI È questa mano! Egli deve condurti sempre verso la Sua volontà. 

Seconda qualità: di tanto in tanto, devo interrompere la scrittura e usare il temperino. È un'azione che provoca una certa sofferenza alla matita ma, alla fine, essa risulta più appuntita. Ecco perché devi imparare a sopportare alcuni dolori: ti faranno diventare un uomo migliore. 

Terza qualità: il tratto della matita ci permette di usare una gomma per cancellare ciò che è sbagliato. Correggere un'azione o un comportamento non è necessariamente qualcosa di negativo: anzi, è importante per riuscire a mantenere la retta via della giustizia. 

Quarta qualità: ciò che è realmente importante nella matita non è il legno o la sua forma esteriore, bensì la grafite della mina racchiusa in essa. Dunque, presta sempre attenzione a quello che accade dentro di te. 

Ecco la quinta qualità della matita: essa lascia sempre un segno. Allo stesso modo, tutto ciò che farai nella vita lascerà una traccia: di conseguenza, impegnati per avere piena coscienza di ogni tua azione." 

                                                                                                     Paolo Coelho

venerdì 24 ottobre 2025

Il senso autentico della preghiera

 

Evangelo di Gesù Cristo "secondo Luca" 18,9-14

versione e note Bibbia Einaudi

9 Disse poi anche questa parabola per alcuni che confidavano in sé stessi pensando di essere giustiC e disprezzavano tutti gli altri:

10 «Due uomini salirono all’area del tempio a pregare, uno era fariseo e l’altro esattore delle imposte. 11 Il fariseo, stando ritto in piedi, pregava tra séD con queste parole: “O Dio, ti ringrazio, perché non sono come il resto degli uomini, rapaci, iniqui, adulteri, o anche come questo esattore delle imposte: 12 faccio digiuno due volte alla settimanaE e verso la decima di tutto ciò che guadagnoF”. 

13 L’esattore invece, tenendosi a distanzaG, non voleva neppure alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il pettoH dicendo: “O Dio, sii buono con meI, che sono un peccatore!” 14 Vi dico: quest’ultimo scese a casa sua nella condizione di giustoJ, a differenza dell’altro; chiunque infatti si innalza sarà abbassato, ma chi si abbassa sarà innalzato»K




a. 18,7 Cfr. Zc 1,12; Sal 22,3; 44,23-25; Lam 2,18; 2Pt 3,9; Ap 6,10-11. b. 18,7 Cfr. Sir 35,22, dove ricorre la stessa espressione: Dio, di fronte alla preghiera dei poveri e delle vittime innocenti, non trattiene la sua ira nei confronti dell’ingiustizia perpetrata a loro danno. c. 18,9 Cfr. Ez 33,13; Lc 10,29; 15,7; 16,15. d. 18,11 Lett.: «rivolto a sé stesso» (pros heauton). Nota ironica: quella del fariseo piú che una preghiera è un monologo. e. 18,12 Cfr. Mt 6,16; Lc 5,33. f. 18,12 Cfr. Lc 11,42. g. 18,13 Probabilmente si deve intendere: rispetto allo spazio piú sacro del tempio. h. 18,13 Cfr. Lc 23,27. i. 18,13 Lett.: «renditi propizio nei miei confronti». j. 18,14 Lett.: «giustificato» (sottinteso: da Dio). Il verbo «giustificare» (dikaioo) proviene dall’ambito giuridico-forense: pur non avendo ancora la precisa accezione paolina (cfr. Rm 3,20; Gal 2,16) esprime già qui l’atto con cui Dio, assolvendo il peccatore, lo dichiara giusto. Si tratta quindi di una giustizia che l’uomo non può attribuirsi ma solo ricevere in dono. k. 18,14 Cfr. Mt 18,4; 23,12; Lc 14,11.                                         

                                                                  Barent Fabritius

                                               Il fariseo e il pubblicano particolare

                                                                      (1661)

                                                            olio su tela    95 x 293 cm 

                                                           Rijksmuseum - Amsterdam


                                 BRICIOLE DI FEDE

per una fede non in briciole

Il senso autentico della preghiera 

                                                         Meditatio biblico-teologica di Maurizio Abbà



sulla tavola

Come pregare e non solo,

il senso dell'umiltà, quella vera,

la direzione della giustizia che non può solo alimentarsi di gesti esteriori.


La parabola de Il fariseo e il pubblicano, specifica di Luca.

Due quindi sono i personaggi della parabola lucana 

(presente appunto, infatti, solo in Lc):

- il fariseo: chi erano i farisei?

I farisei erano una confraternita laica, 

composta da persone di tutte le categorie sociali, molti gli scribi. 

I Farisei attenti ad una precisa osservanza delle Scritture.

Attraverso la rete capillare delle sinagoghe esercitavano la loro influenza.

Storicamente di loro abbiamo poche notizie.

Nel tempo si è solidificato il pregiudizio fariseo = ipocrita,

che come tutti i pregiudizi non aiutano a capire.     

Sappiamo dunque poco del 'partito' religioso dei Farisei.

         

- Il pubblicano, chi erano i pubblicani?

"Gli «esattori di imposte» (telones) erano privati ai quali i Romani appaltavano la riscossione dei dazi pubblici. Erano considerati collaborazionisti e disonesti, e per questo come dei pubblici peccatori", (Bibbia Einaudi)


prima Briciola

per chi osserva l'opera di Barent Fabritius:

ambientato in un tempio in stile Barocco.

Lo sguardo per chi osserva il dipinto trova:

il fariseo a destra

la sua è una preghiera recintata.


il pubblicano a sinistra

la sua è una preghiera che sa che ha bisogno di sostegno.


seconda Briciola

La preghiera del pubblicano è veramente dialogica,

sa di essere mancante davanti alla giustizia di Dio e degli umani,

attende qualcosa da Dio,

attende la semplice possibilità di tornare a 'casa',

pacificato per aver revisionato il suo agire e il suo pensare.


terza Briciola

abbassarsi per essere innalzato

se pensiamo che sia una 'ricetta', frutto di calcolo,

è completamente sbagliato, 

non è un meccanismo per carpire vantaggi,

è invece uno stile di vita interiore ed esteriore


      - Il pubblicano abituato a 'contare' aveva imparato 

ciò che 'conta' davvero!

Questo personaggio ricorda (ma non è) il pubblicano Matteo, 

divenuto poi apostolo, (Marco e Luca lo chiamano Levi),

citato in Matteo 9,9:

 "un uomo seduto al banco delle imposte",

una chiamata di Gesù irrompe nella sua vita e la cambia.


raccogli Briciole

Essere Preghiera

per osare di più, molto di più Essere Evangelo,

essere Buona Notizia da porgere

in quanto la si è ricevuta

ed ora sappiamo su cosa contare davvero.



giovedì 23 ottobre 2025

La vita è oggi

 

BASTA A CIASCUN GIORNO IL SUO AFFANNO


          Ieri è passato, domani non è ancora venuto;

oggi Dio ti aiuterà.


Rifiuta al giorno di ieri di oscurare il tuo presente.

La vita non è ieri: è oggi.


 Il contrario della fede è l'ansietà per il domani:

non lasciarti paralizzare dalla paura del domani.


 Non portare la croce di ieri con quella di oggi,

né quella di oggi con quella di domani,

altrimenti ne sarai schiacciato.


 La vita è oggi.

Saluta con gioia ogni aurora

e con fede saluta l'Iddio della tua vita.


 Egli si occupa del tuo passato

per sbrogliare la matassa del presente

e per preparare con amore il tuo avvenire.


                                                                  A. Hunziker



tratto da:

Comitato italiano per la CEVAA  Comunità di Chiese in missione,

Un Sentiero nella Foresta  raccolta di testi di fede, 

a cura di Renato Coïsson,

Stampato ma non pubblicato, 2006, Torre Pellice (TO), 165.

mercoledì 22 ottobre 2025

Importante titolo su Gesù di Nazareth

 



Daniel Marguerat
Gesù di Nazareth Vita e destino
Curatori Eliana Bouchard, Alice Campetti, Yann Redalié
pagine 293, 
Editore Claudiana, Torino, 2020,
www.claudiana.it


«Le ricerche per ritrovare il “vero Gesù” hanno dato vita a un Gesù rivoluzionario, hippie, rabbi, profeta, femminista, filosofo… Di quale ritratto fidarsi? Questo libro propone ai lettori un ritratto del Gesù storico. Come in un’inchiesta poliziesca, lo storico lavora per indizi. Ricostruire la vita del Nazareno significa riesplorare le testimonianze antiche per scrutare l’oscurità e scoprire chi egli fu, come apparve ai suoi contemporanei».
Daniel Marguerat

«Questo libro non pretende in alcun modo di consegnare ai lettori il “vero Gesù”. Ogni descrizione del passato è una ricostruzione e l’esame più obiettivo delle fonti a nostra disposizione resta condizionato dallo sguardo di chi le esamina. Io sono in grado di presentare un Gesù “possibile”, probabile, forse anche verosimile. Ho l’ambizione di proporre un Gesù il cui ritratto è stato minuziosamente verificato dall’analisi rigorosa delle fonti. Aspiro a condurre un’inchiesta che non arretri davanti alle risposte impreviste o non auspicate. Niente di più. Lo storico onesto rinuncia alle certezze assolute. L’onestà consiste anche nel dire che chi scrive queste righe è un credente e un teologo cristiano».
Daniel Marguerat

martedì 21 ottobre 2025

A di Aiuto G come Guarigione

 

MARTEDÌ 21 OTTOBRE 2025

Aiuto e guarigione

Leggiamo: Salmo 118:1-7

Nella mia angoscia invocai il SIGNORE; 

il SIGNORE mi rispose e mi portò in salvo.

Salmo 118:5

Soffrivo di dolori al petto, difficoltà respiratorie e terribili mal di testa. Il medico mi prescrisse un antibiotico e altri farmaci, ma per una settimana passai notti insonni, con attacchi di tosse che mi lasciavano esausta e in lacrime. Allo stesso tempo, infuriava in me un conflitto interiore: ansia, paura, delusione e stati depressivi attaccavano la mia mente e il mio cuore. Continuai a rivolgermi al Signore affinché provvedesse ai miei bisogni e mi concedesse aiuto e guarigione. Il Salmo 118 ci assicura che il Signore è con noi e ci soccorre quando lo invochiamo: questo è successo per me. Anche se le mie condizioni fisiche ripresero a migliorare solo dopo un paio di giorni, Dio mandò persone a sostenermi, a pregare e a provvedere per me; diede al mio medico la saggezza necessaria a individuare la terapia giusta; mi incoraggiò quotidianamente a nutrire la mia anima, rendendola un ampio spazio in cui respirare e perseverare. Alla fine la guarigione arrivò e il mio cuore fu nuovamente inondato di gioia e gratitudine.

PREGHIERA
Dio fedele, invochiamo il tuo aiuto. 
Quando la malattia e la paura minacciano di sopraffarci, 
dacci il coraggio di perseverare. Amen.

PENSIERO DEL GIORNO

Il Signore mi aiuta nelle difficoltà.

                                                                            Hadassah Treu (Pazardzhik, Bulgaria)



tratto da Il Cenacolo Meditazioni per ogni giorno
vol. 91, n.5, Settembre-Ottobre 2025, 53, 
edizione in lingua italiana di Upper Room Where the World meets to pray
www.upperroom.org

Edizione italiana e-mail: cenacolo@chiesavaldese.org

venerdì 17 ottobre 2025

P come Preghiera

 

                                         

   Evangelo di Gesù Cristo "secondo Luca" 18,1

Gesù invita a:

                 pregare sempre e non stancarsi

                             

                                                                         Albrecht Dürer  

Mani in Preghiera

(1508) 

Disegno a inchiostro e tempera bianca su carta colorata di blu   

Albertina - Vienna


 BRICIOLE DI FEDE

per una fede non in briciole


P come Preghiera

                                                         Meditatio biblico-teologica di Maurizio Abbà


sulla tavola

è di sostegno la seguente affermazione:

che il filosofo danese Søren Aabye Kierkegaard riprendeva a sua volta:

La preghiera è figlia della fede, ma la figlia deve nutrire la madre


prima Briciola

Entrare nel mondo della Preghiera con fiducia.

La preghiera è Dialogo, non monologo.


seconda Briciola

La preghiera: arte dell'ascolto aiutante,

è senso della richiesta per cambiare la sopravvivenza in vita vera,

Lode che si scioglie in Canto,


terza Briciola

L'invito non è solo a dire Preghiere,

è saper dare spazio al silenzio per far sbocciare le parole giuste,

per dare spazio alla Parola.


L'invito

a non scoraggiarsi,

a resistere alla frustrazione, 

al non perdersi d'animo,


raccogli Briciole

La preghiera è una relazione a tempo indeterminato, 

non l’avventura di una notte.                                                                                                      

                                                                 John Pritchard



lunedì 13 ottobre 2025

Preghiera per poter aiutare

 

Ci preceda e ci accompagni sempre la tua grazia, o Signore,
perché, sorretti dal tuo paterno aiuto,
non ci stanchiamo mai di operare il bene.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

                                                                                   Preghiera di Colletta

                                                                        dalla Liturgia della Chiesa Cattolica

venerdì 10 ottobre 2025

Un biglietto per la Libertà

 


                       Meditatio biblico-teologica

                        Non più come schiavo

                                                   (dalla Lettera a Filemone, 16)


La lettera a Filemone (datazione 61-63)



                                     Frammento papiraceo della Lettera a Filemone 

                                             dal papiro 87  (datazione: 200 circa)


                                      BRICIOLE DI FEDE

per una fede non in briciole


Un biglietto per la Libertà

                                                         Meditatio biblico-teologica di Maurizio Abbà


sulla tavola

La Lettera a Filemone

delle lettere dell'apostolo Paolo 

che ci sono pervenute 

presenti nel Nuovo Testamento, 

Filemone è la più breve, 

è di soli 25 versetti, 335 parole nello scritto greco.

Oggi diremmo quasi un "biglietto".


Lo scritto paolino, è una comunicazione personale, intima, affettuosa.

Alcuni studiosi pensano invece sia da considerare nel genere letterario

dell' 'Epistola' (ossia comunicazione pubblica), 

forse l'apostolo Paolo ha voluto rendere pubblico

un metodo di relazioni sociali e di accoglienza vicendevole 

per le nascenti comunità cristiane,

superando una barriera che all'epoca pareva insormontabile: la schiavitù.



prima Briciola

      «È sorprendente che la chiesa abbia voluto conservare questo semplice appello e includerlo in quella serie di scritti che più tardi sarebbero diventati le sacre Scritture. La verità è che il sostegno di Paolo alla causa dello schiavo era veramente rivoluzionaria e segna l’inizio di un nuovo capitolo nelle relazioni sociali. La lettera parla di come i membri della chiesa di Cristo devono relazionarsi e trattarsi vicendevolmente. Per questo, la lettera ha un significato sempre valido»,

(Ralph P. Martin, Efesini Colossesi Filemone, Claudiana, Torino, 2014, 159).

                 
                           


Corrado Giaquinto

                    La Santissima Trinità e la liberazione di uno schiavo per opera di un angelo

   (1748-1750)

pala dell’altare maggiore Chiesa della Santissima Trinità degli Spagnoli - Roma



seconda Briciola

Tre i personaggi principali:

Paolo, per l'Evangelo è agli 'arresti domiciliari', diremmo oggi;

Onesimo schiavo, (provvisoriamente) fuggitivo 

dal suo padrone Filemone,


anche Filemone dovrà imparare cos'è la libertà,

la libertà dell'altro è anche la tua,

anche se comporta qualche rinuncia, 

la rinuncia urgentemente necessaria,

il NO ad una comunità di padroni e schiavi


terza Briciola

Onesimo

"non era uno schiavo giudeo, ma gentile, un pagano convertito a Cristo nel pieno della sua fuga, inoltre Paolo lo voleva restituire al proprietario, cose esplicitamente vietata da Deut. 23,16-17", 

Beale - Carson (a cura di), L'Antico Testamento nel Nuovo. Commento ai testi 3, Paideia-Claudiana, 2017, Torino, 1577.


Paolo trasgredisce la legge cercando di realizzarla, 

e come? Cercando di arrivare al cuore umano.

Paolo oggi ci pare ottimista, 

si basava sulla speranza che in una comunità cristiana 

le relazioni sociali potevano essere evangelicamente trasformate.


Ai giorni nostri, circa due millenni dopo,

la situazione purtroppo non è migliorata, anzi.

Su gommoni preda di aguzzini senza scrupoli,

giungono sulle coste europee tanti 'Onesimo',

vittime disperate, di tutte le età, 

arrivano,

arrivano se sono riuscite ad evitare l'annegamento.

- Rispedire indietro queste persone che cercano presente e futuro,

significa rimandarle all'inferno di provenienza, 

inferno fatto di torture, carcere, fame.


Salvarle dall'annegamento è umano.

Rispedirle indietro è disumano.

Tutta l'Europa dovrebbe saperle accogliere dignitosamente.

Per la dignità loro e dell'Europa stessa.


raccogli Briciole

Un 'biglietto' per la Libertà?

Sì, ricordando che

la libertà non può e non dev'essere una lotteria per pochi,

ma è un diritto fondamentale,

di ogni creatura,

per la libertà di tutti.

Non più come schiavo 


giovedì 2 ottobre 2025

Teologia vegetale

 


Evangelo di Gesù Cristo "secondo Luca" 17,5-6


In quel tempo, gli apostoli dissero al Signore: 

«Accresci in noi la fede!».

Il Signore disse: 

«Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: 

“Sràdicati e vai a (tra)piàntarti nel mare”, ed esso vi avrebbe obbedito subito.


                                     BRICIOLE DI FEDE

per una fede non in briciole

Teologia vegetale

                                                         Meditatio biblico-teologica di Maurizio Abbà


sulla tavola

Il filosofo danese ren Kierkegaard affermò che l'annuncio cristiano 

è così semplice che 

lo si può scrivere su di una scatola di fiammiferi.

Un esercizio, un compito a casa, potremmo dire, 

di più: un compito da svolgere a casa e per via, 

l'annuncio cristiano tra le pareti domestiche e lungo i villaggi dove abitiamo,

annuncio che non ha bisogno di essere gridato,

basta un piccolo sussurro,


prima Briciola

una certezza: non c'è uno strumento che misura e potenzia la fede,

e questo, come si vedrà, è un bene!


seconda Briciola

fede come un granello di senape ...  gelso

a quel tempo il granello di senape era considerato il più piccolo di tutti i semi.


Il detto "piccolo come un granello di senape", 

rientrava nei proverbi popolari.

L'importante era sottolineare le possibilità di una fede, 

che seppur molto piccola,

ha grandi possibilità,


gelso o sicomoro ? 

l'identificazione botanica non è del tutto sicura.

Una comparazione su due tratti diversi:

Il gelso per le radici, sono più robuste, molto profonde,

si adatta a diverse tipologie di terreni.


Il sicomoro albero considerato sacro nell'Antico Egitto,

simbolo di vita, morte e rinascita.

Nel cristianesimo assume un significato di rilievo.

In particolare, sempre nell'evangelo lucano, 19,1-10,

nel racconto che vede protagonista Zaccheo 

che si arrampica proprio su di un sicomoro per vedere Gesù. 

La simbologia è quella di non perdere le occasioni 

per 'vedere' Gesù, sentirsi chiamati da lui per nome 

poterlo accogliere nella propria casa!


Il sicomoro ha i suoi frutti all'interno del siconio: un'infiorescenza esterna carnosa,

ma non è il frutto, 

i frutti sono all'interno,

tanti piccoli acheni, un frutto secco, contenente un solo seme,

può essere legnoso, 

è indeiscente il che vuol dire che alla maturazione 

il seme non è rilasciato spontaneamente,

(al contrario dei frutti deiscenti come i legumi).

La fede è come un frutto, richiede cura ed accoglienza, 

da 'estrarre' con ricercata delicatezza.


La tensione interpretativa tra 'gelso' e 'sicomoro':

- le possibilità grandiose della fede che riesce a sradicare ciò che pare inamovibile,

- la fede e i suoi frutti che sono da cercare, da far maturare, 

un solo seme, una sola vita, la nostra e quella degli altri, da non sprecare.


La scelta esegetica tra gelso e sicomoro è complementare non alternativa.

Il gelso delinea l'(im)possibile del muoversi da una realtà consolidata 

che pareva appunto inamovibile, c'è speranza di poter cambiare.


Il sicomoro rinvia a ciò che è nascosto, ma lo si può trovare.

Gelso e Sicomoro: le loro caratteristiche vegetali sono d'insegnamento.


terza Briciola

Sràdicati 

a chi perde le sue radici occorre almeno che trovi rami di solidarietà, 

foglie di significato, 


(tra)piàntarti nel mare 

è la capacità di adattamento, 

condizione perché si realizzi al meglio,

per questo occorre che il luogo ospitante sia capace di Accoglienza vera,

di movimento vitale, 


Purtroppo la triste realtà attuale:

"il mare restituì i morti che erano in esso", Apocalisse 20,13,

il Mar Mediterraneo è diventato un cimitero acquatico di persone 

che cercavano sulle sponde dell'Europa una vita dignitosa.


raccogli Briciole

come detto non c'è uno strumento che misura e potenzia la quantità della fede,

ed è un bene questo,

perché è richiesto altro, 

è richiesta la qualità della fede, quella sì, 

e lo 'strumento' per 'misurarla' è la testimonianza evangelica, 

la vicinanza al Regno di Dio forte ma nascosto,

che si può trovare nella piccola quotidianità.






mercoledì 1 ottobre 2025

Lezionario, un fedele compagno di viaggio

 





dall'Introduzione della pastora battista Lidia Maggi



www.claudiana.it