venerdì 29 dicembre 2023

Fare crescere e fortificare ciò che vale davvero

 

DOMENICA 31 DICEMBRE - ULTIMO GIORNO DELL'ANNO

Versione Biblica Nuova Riveduta

Evangelo di Gesù Cristo secondo Luca 2,22.39-40

Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione secondo la legge di Mosè, 

[Giuseppe e Maria] portarono il bambino [Gesù] a Gerusalemme per presentarlo al Signore,

E il bambino cresceva e si fortificava; era pieno di sapienza e la grazia di Dio era su di lui.


la Lumière

Per una fede di sana e robusta costituzione 

attenta ai più fragili


BRICIOLE DI FEDE

per una fede non in briciole


Fare crescere e fortificare ciò che vale davvero

                                    Meditazione di Maurizio Abbà


Giunti al termine di un anno eccoci ad un tempo di bilanci, di rivisitazioni,

di rimpianti, di nuovi progetti speranzosi.


Nel passo lucano ci viene detto: 

"Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione",

attenzione! la 'purificazione' qui non è da intendersi in senso etico,

ma riguarda la sfera del sacro, 

infatti,

il sangue del parto aveva reso Maria impura, Levitico capitolo 12,

ed il contatto con essa rendeva a sua volta impuri. 

La purificazione è indicata al plurale, non riguardava solo Maria, 

infatti Luca è preciso: riguarda anche Gesù neonato.

Impurità, ribadisco da intendere non nel suo significato di 

purezza morale, ma di purità rituale/religiosa.

Quindi due riti di purificazione: uno per Maria ed uno per Gesù,

ecco il senso dell'affermazione:

della loro purificazione.


Con Giuseppe e Maria il bambino cresceva e si fortificava ...

Far crescere e fortificare l'infanzia in un mondo 

climaticamente più salubre e non bellicoso dev'essere il nostro impegno.

Per questo occorre far crescere e fortificare la Pace e la Fede:

la Pace finché ci sono armi non può crescere 

e se non c'è un radicale cambio di mentalità non può irrobustirsi,

per questo occorre una profonda conversione evangelica 

e pratiche di nonviolenza passiva e attiva (la gandhiana satyagraha);


per la Fede occorre una rivisitazione ed una sterzata anch'essa radicale. 

Le Religioni infiammano il mondo invece di pacificarlo,

pietrificano i cuori e fanno ribollire le menti d'idee violente e divisive.

La fede autentica deve riscoprire il dialogo intimo con Dio,

la Preghiera deve porgere radice ed orientamento,

così da riscaldare i cuori e rinfrescare le menti.

Per una fede di sana e robusta costituzione attenta ai più fragili,

agli ultimi.




lunedì 25 dicembre 2023

Una piccola grande forza risanante



                                                           LUNEDÌ 25 DICEMBRE
                                                                 NATALE

Versione Biblica Nuova Riveduta

Evangelo di Gesù Cristo secondo Luca 2,1-14

1 In quel tempo uscì un decreto da parte di Cesare Augusto, che ordinava il censimento di tutto l'impero. 

2 Questo fu il primo censimento fatto quando Quirinio era governatore della Siria. 

3 Tutti andavano a farsi registrare, ciascuno alla sua città.

4 Dalla Galilea, dalla città di Nazaret, anche Giuseppe salì in Giudea, alla città di Davide chiamata Betlemme, perché era della casa e famiglia di Davide, 

5 per farsi registrare con Maria, sua sposa, che era incinta.

6 Mentre erano là, si compì per lei il tempo del parto; 

7 ed ella diede alla luce il suo figlio primogenito, lo fasciò, e lo coricò in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo.

8 In quella stessa regione c'erano dei pastori che stavano nei campi e di notte facevano la guardia al loro gregge. 

9 E un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore risplendé intorno a loro, e furono presi da gran timore. 

10 L'angelo disse loro: «Non temete, perché io vi porto la buona notizia di una grande gioia che tutto il popolo avrà: 

11 "Oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è il Cristo, il Signore. 

12 E questo vi servirà di segno: troverete un bambino avvolto in fasce e coricato in una mangiatoia"».

13 E a un tratto vi fu con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste, che lodava Dio e diceva:

14 «Gloria a Dio nei luoghi altissimi, e pace in terra agli uomini che egli gradisce!»


la Lumière

Difficoltà del Natale

Un segno fragile ma con un futuro

L'insegnamento della cura e delle premure


                                        Bottega de il Ghirlandaio Adorazione del Bambino 

       Veneranda Biblioteca Ambrosiana - Milano



BRICIOLE DI FEDE

per una fede non in briciole


Una piccola grande forza risanante

                            Meditazione di Maurizio Abbà


Già, il N-A-T-A-L-E, dunque è arrivato,

e, guerre terroristiche e clima sconvolto permettendo, tra un anno ritornerà.

Natale una delle festività tutto sommato, da molti come la più sentita,

la più condivisa, ancora la più partecipata.


A Natale si mescolano con le luci e i suoni tipici del periodo,

frammenti di malinconia che ti avvolgono

è il ricordo di coloro che non sono più lì con te 

e ti hanno lasciato nei mesi e negli anni scorsi, 

a volte proprio in questi giorni, divenuti per il lutto (ex)festivi,

il Natale allora ha il sapore aspro del Venerdì Santo.


v. 12  E questo vi servirà di segno: 

troverete un bambino avvolto in fasce e coricato in una mangiatoia


segno     sono davvero molteplici i significati di ségno. 

Tra questi i vocabolari riportano:

- il segno dei passi sulla neve. In questi giorni, anche in questi giorni

c'è chi in zona di guerra affonda i calzari nella neve camminando verso un orizzonte di 

guerra o per cercare di scampare alle atrocità dei conflitti bellici;


- il segno delle dita su di un bicchiere. 'Un bicchiere' simbolo di una convivialità 

che la pandemia ha smorzato enormemente, 

la si vorrebbe riprendere, ma occorre essere ancora decisamente prudenti.

Convivialità fatta di cose semplici che non sapevamo ricercare ed apprezzare 

ed ora purtroppo non è più praticabile pienamente.

'Il bicchiere' può essere purtroppo anche il segno di una dipendenza dall'alcol, 

dipendenza, a volte, neppure consapevole, ma insidiosamente in atto, 

una dipendenza crescente. 

Emozioni e sentimenti c'è chi se li fuma, chi se li mangia, 

e c'è chi se li beve, 

come si suol dire 'attaccandosi alla bottiglia'. 

L'educazione sentimentale per giovani e per adulti passa anche da qui,

soprattutto imparando a chiedere aiuto, non è facile,

e trovando chi lo porge, anche questo non è facile;


- i segni delle unghie del gatto sulla poltrona.

Inutile prendersela con il gatto che fa solo il suo. 

Siamo noi che dobbiamo distaccarci da concezioni poco dinamiche

della Via cristiana, siamo seduti, praticamente coricati sulle poltrone 

dei nostri schematismi e dei nostri pregiudizi e da lì pare che non ci alziamo.

Dobbiamo ri-trovare un dinamismo da cristianesimo del primo giorno.

Con l'umiltà estremamente fragile e promettente di un neonato, Salmi 8,2!

che ha tutto il laico e sacrosanto diritto di crescere 

in un mondo diverso da quello attuale 

così fumoso ed intossicato da guerre e razzismi.


Nelle relazioni purtroppo quando lasciamo il segno delle nostre unghie

è per ferire e sovente proprio a chi ci è più vicino,

infliggendo ferite come neppure una tigre vorrebbe e saprebbe fare.


In-segnare: il significato è imprimere segni. 

Quali segni cerchiamo? Quali segni lasciamo? Quali segni riceviamo?


Domenico Bigordi detto il Ghirlandaio Nascita di Gesù  (1492 circa) 
tempera su tavola
Fitzwilliam Museum - Cambridge


troverete un bambino un segno diverso, inaspettato, elementare, semplice, 

disarmato e dovrebbe essere disarmante nel senso che proprio che toglie le armi. 

Dovrebbe.

Proprio dal citato libro dei Salmi 8,2: 

"Dalla bocca dei bimbi e dei lattanti hai tratto una forza",

una forza di speranza di futuro nel presente,

ma può accadere che la 'forza' sia piegata ancora a fini guerreschi, infatti,

in diverse parti del mondo, sono gli adulti ad armarlo,

i bambini-soldato è una delle tante piaghe dell'infanzia violata.


fasce La cura e le premure, 

da esercitare con diligenza e determinazione 

e non rifiutarle quando te le offrono.

Lascia che Gesù Cristo sia una una piccola grande forza risanante nella tua vita.

Nel nome di Dio Padre Figlio Spirito Santo

                                                 Buon Vero Natale!


                                           Domenico Bigordi detto il Ghirlandaio Natività 
                                                        Cappella Sassetti Santa Trinità - Firenze


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Didattica delle letture a corredo

Salmi 96 

Cantare un cantico nuovo al SIGNORE,
forse possiamo ripartire con cantare un cantico nuovo
nelle relazioni con gli altri, con noi stessi e con Dio.

Un cantico quando si può, ma ogni volta che si può, 
brioso e spumeggiante,
aperto agli accordi musicali del futuro,
con le note di un tempo a fare lieta e dolce compagnia. 


Tito 2,11-14

La benigna volontà di Dio generosa e misericordiosa offertaci
è il pentagramma in cui scrivere i nostri giorni e le nostre ore.



L'origine del Natale

 

weihnacht                                         natale


damals                                                 allora


als gott                                                 quando dio

im schrei der geburt                          nel grido del parto

die gottesbilder zerschlug                 distrusse le immagini di dio


und                                                         e


zwischen marias schenkeln               tra le cosce di maria

runzelig rot                                           grinzoso e paonazzo

das kind lag                                          il bimbo giacque


                                                                                       Kurt Marti


tratto da: 

- Kurt Marti, La passione della parola Dio 

Traduzione di Beata Ravasi e Fulvio Ferrario

(collana Spiritualità 10), Editrice Claudiana, Torino, 2014, 22-23.

domenica 24 dicembre 2023

È Natale ogni volta che...

 

QUANDO È NATALE?


È Natale ogni volta

che si asciuga una lacrima

negli occhi di un bambino.


È Natale ogni volta

che si depongono le armi

ogni volta che si firma un accordo.


È Natale ogni volta

che si interrompe una guerra

e si schiudono i pugni.


È Natale ogni volta

che si obbliga la miseria

ad andarsene via.


È Natale sulla terra

ogni giorno.


È Natale fratello,

quando c’è l’amore.


                                                      Anonimo


tratto da:

Comitato Italiano per la CEVAA,

In Attesa del Mattino

raccolta di testi di fede,
 a cura di Renato Coïsson.


Stampato ma non pubblicato, 
Torre Pellice, 1991, p. 121.

sabato 23 dicembre 2023

Genesi Atto II

 


DOMENICA 24 DICEMBRE

IV NELL'AVVENTO


Versione Biblica Nuova Riveduta

Evangelo di Gesù Cristo secondo Luca 1,26-38

26 Al sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città di Galilea, chiamata Nazaret, 

27 a una vergine fidanzata a un uomo chiamato Giuseppe, della casa di Davide; e il nome della vergine era Maria. 

28 L'angelo, entrato da lei, disse: «Ti saluto, o favorita dalla grazia; il Signore è con te». 

29 Ella fu turbata a queste parole, e si domandava che cosa volesse dire un tale saluto. 

30 L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. 

31 Ecco, tu concepirai e partorirai un figlio, e gli porrai nome Gesù. 

32 Questi sarà grande e sarà chiamato Figlio dell'Altissimo, e il Signore Dio gli darà il trono di Davide, suo padre. 

33 Egli regnerà sulla casa di Giacobbe in eterno, e il suo regno non avrà mai fine». 

34 Maria disse all'angelo: «Come avverrà questo, dal momento che non conosco uomo?» 

35 L'angelo le rispose: «Lo Spirito Santo verrà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà dell'ombra sua; perciò, anche colui che nascerà sarà chiamato Santo, Figlio di Dio. 

36 Ecco, Elisabetta, tua parente, ha concepito anche lei un figlio nella sua vecchiaia; e questo è il sesto mese, per lei, che era chiamata sterile; 

37 poiché nessuna parola di Dio rimarrà inefficace». 

38 Maria disse: «Ecco, io sono la serva del Signore; mi sia fatto secondo la tua parola». 

E l'angelo la lasciò.


la Lumière 

Una parola feconda 

Attesa sorprendente!

Una Parola libera da raccontare e ri-raccontare



BRICIOLE DI FEDE

per una fede non in briciole


Genesi Atto II

                            Meditazione di Maurizio Abbà


                               Gli Angeli di Dio non hanno bisogno di Ali

                                                            Claus Westermann


Il riferimento al sesto mese, v. 26, è al sesto mese di gravidanza di Elisabetta. 

La storia di due gravidanze.

Una storia di donne al quadrato, da cui bisogna imparare, tanto.

Una storia, Lc 1,5-25, che ha i riferimenti in parole come gravidanza (l'aspettare...!),

vero tempo di Avvento! Il Nascere, il Natale!


Lc 1,26 e Lc 1,42 costituiscono l''Ave Maria',

rettamente intesa: Maria è figlia, non madre!, della Grazia, 

così come ogni altra creatura.

La maternità di Maria non per questo è sminuita.

'Ave', come notano i biblisti allo specchio teologico, risulta 'Eva',

è altresì una storia radicata in una genealogia di donne.

Siamo come nel secondo atto della Genesi

all'orizzonte c'è Gesù Cristo con il suo messaggio.

Un messaggio non religioso ma in Parole ed azioni 

di misericordia e guarigione per l'altro.


E sua madre Maria è una giovane donna teneramente forte,

e questa forza debole nella sua fragilità la colloca in un orizzonte terrestre

accessibile ai credenti in Gesù Cristo.

Una esaltazione celeste di Maria otterrebbe paradossalmente l'effetto contrario,

cancellandola dall'orizzonte terrestre

della fede povera ma vera che ci può attraversare.


I nostri bei messaggi, se e quando ci sono, finiscono racchiusi

come un messaggio dentro ad una bottiglia gettata in mare, 

rinviato a chissà quando e a chissà dove.

Dobbiamo invece liberarlo ora,

per accoglierlo e farlo ri-suonare.

Il messaggio di Gesù Cristo è da raccontare 

e ri-raccontare ogni giorno nuovamente,

senza secondi fini, 

solo per amore 

con lo Spirito Santo a dare  materno orientamento.


L'Angelo è il nunzio, è il messaggero.

Come affermava il biblista e teologo Claus Westermann (1909-2000):

gli angeli biblici non sono figure mitologiche,

sono messaggeri appunto.

Nella Bibbia, il luogo dove incontrano le persone è solitamente all'aperto,

per la via, comunque non in luoghi delimitati dal recinto del sacro,

ma il luogo diventa (ma solo provvisoriamente!) sacro soltanto

per il tempo dell'incontro che accade in quel momento.


Su questo lasciamo la parola proprio a Westermann:


« È un fatto ben sorprendente nelle narrazioni bibliche con angeli per protagonisti, che esse si svolgano sempre nel contesto della vita umana quotidiana. Il teatro della loro azione è il campo o il gregge, la strada, la stanza o il posto di lavoro. I messaggeri di Dio non incontrano mai l’uomo in ambiente sacro: anche se il luogo dove avviene l’incontro tra il messaggero di Dio e l’uomo diventa in quel momento sacro.

Le narrazioni sugli angeli sono legate a un concetto specifico e molto vivo della santità: sono santi soltanto il luogo e l’ora (dell’incontro), durante il quale Dio nel suo messaggero tocca la terra.

Ma non è una santità che possa essere protetta, curata, conservata dagli uomini: sussiste soltanto nel momento dell’incontro. » (C. Westermann).


Non può sfuggire l'importanza liberatrice 

e di profondo cambiamento di tutto questo







Buon Natale da Alda Merini

 

Buon Natale


A Natale non si fanno cattivi pensieri 

ma chi è solo lo vorrebbe saltare questo giorno.

A tutti loro auguro di vivere un Natale

in compagnia.


Un pensiero lo rivolgo a 

tutti quelli che soffrono 

per una malattia.

A coloro auguro un

Natale di speranza e di letizia. 


Ma quelli che in questo giorno 

hanno un posto privilegiato

nel mio cuore

sono i piccoli mocciosi

che vedono il Natale

attraverso le confezioni dei regali. 


Agli adulti auguro di esaudire

tutte le loro aspettative.


Per i bambini poveri

che non vivono nel paese dei balocchi 

auguro che il Natale

porti una famiglia che li adotti

per farli uscire dalla loro condizione 

fatta di miseria e disperazione.


A tutti voi

auguro un Natale con pochi regali 

ma con tutti gli ideali realizzati.

                                                                         Alda Merini (1931-2009)


Citato dalla rivista "dialoghi di riflessione cristiana",

Locarno, Anno 55, Dicembre 2023, 28.

venerdì 22 dicembre 2023

PRESEPIO PER I PROTESTANTI ?!

Uno sguardo cristiano-protestante sul presepio 



disegno tratto da: www.qumran2.net

                                                                                    

                                                                             Maurizio Abbà


1. Presepio per i cristiani-protestanti ?!?

corona dell’Avvento, ghirlande e pigne, albero di Natale, vanno bene, sono doc per i protestanti, 
ma… il presepio …?!?, il presepio no, non appartiene come sensibilità spirituale al mondo protestante, 
al riguardo si possono avanzare due serie obiezioni a sostegno del rifiuto del presepio da parte evangelica:

- rifiuto di tipo teologico;
- rifiuto di tipo pedagogico.

- Il rifiuto di tipo teologico si basa sul divieto biblico, la seconda delle Dieci Parole, il secondo comandamento afferma infatti:
«Non farti scultura, né immagine alcune delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra. Non ti prostrare davanti a loro e non li servire, perché io, il SIGNORE il tuo Dio, sono un Dio geloso», Esodo 20,4-5; Deuteronomio 5,8-9.



- Il rifiuto di tipo pedagogico è per evitare che il bambino crescendo accomuni la sorte di Babbo Natale e Gesù bambino, si delinea il rischio che una volta dissolta la convinzione sull’esistenza del primo, per l’effetto ‘trascinamento’, anche Gesù diventerebbe un balocco buono soltanto per il periodo dell’infanzia.



2. un nuova prospettiva sul presepio

Considerate le obiezioni di cui sopra, per una rivalutazione del presepio da parte cristiano-protestante occorre inquadrare in maniera del tutto diversa, nella forma e nel contenuto, la rappresentazione della nascita di Cristo.
Questo comporta l’interrogarsi su alcuni pregi che possono, all’inizio cautamente ma poi decisamente fatti emergere da un’utilizzo del presepio come strumento di richiamo e di divulgazione biblica, per una didattica fruttuosa a partire da uno spunto interessante per ri-meditare alcune figure bibliche.


Innanzitutto:

Gesù: è stato un Bambino in un mondo che già all’epoca con Erode uccideva i bambini. In Matteo e Luca abbiamo i racconti dell’infanzia che ci ricordano l’importanza, la difficoltà, e la gioia di un bambino che arriva tra noi;



Maria e Giuseppe: finalmente possono essere visti come figure terrestri, e senza sdolcinatura, si può affermare l’importanza e la solidità di questo ‘ritratto’: quello di una coppia che si ama e che si coccola il proprio bambino;



- gli Animali sembrerebbero la parte più controversa: da una parte sono una parte costitutiva del presepio tradizionale, ma, d’altra parte, non hanno riscontro nei racconti evangelici della natività. Bisogna però tener presente che all’epoca persone e animali condividevano gli stessi ambienti, e soprattutto non si può certo dire che vi sia il silenzio nella Bibbia su episodi e vicende che concernono gli animali! Basti qui citare: nel Primo Testamento l’asina di Balaam, libro biblico dei Numeri capitolo 22; e poi: Gesù «stava tra le bestie selvatiche» Marco 1,13, il riferimento è a Gesù in età adulta, all’inizio della sua attività pubblica!
Nella Bibbia e nella successiva tradizione artistico-letteraria-musicale la simbologia animale è stata richiamata per rappresentare Cristo con animali veri ma anche con animali leggendari, fra gli altri: l’unicorno, il pellicano, il leone, la tigre;
- i Pastori: sono coloro che all’epoca erano considerati ai margini della società, nel racconto della Natività c’è una grande nota di attenzione e di considerazione nei loro confronti.
Luca 2,14: «Gloria a Dio nei luoghi altissimi, e pace in terra agli uomini ch’egli gradisce!» questo dice il testo biblico e non il fuorviante: “pace in terra agli uomini di buona volontà!”, si tratta di uno spostamento d’accento significativo: sull’iniziativa di Dio che va incontro alle persone;



- gli Angeli: la figura dell’angelo, solitamente sequestrata dal consumismo religioso e commerciale, inquadrata anch’essa correttamente (cioè secondo il dato biblico) permette di riscoprire l’importanza del messaggero di Dio, nell’angelo è Dio medesimo che ci raggiunge. L’angelo biblico è un comunicatore della Parola, non ha bisogno, solitamente, di descrizioni immaginifiche e fuori dalla norma, appartiene alla quotidianità. Come dice il teologo Claus Westermann: «Gli angeli di Dio non hanno bisogno di ali».*



* Claus Westermann, Gli Angeli di Dio non hanno bisogno di Ali. Riflessioni e letture bibliche,
traduzione di Teresa Franzosi, (collana I Triangoli), Edizioni Piemme, 1995, Casale Monferrato (AL).




- i Magi: nella narrazione biblica si usa il plurale, quindi erano più di uno ma il loro numero non è riportato (il tre è poi sorto anche e soprattutto in riferimento ai tre doni che portano); non sono riportati i nomi (una tradizione successiva li chiamerà: Gaspare, Melchiorre, Baldassarre), nella narrazione biblica non si dice che sono dei re (e questo comunque non sminuisce il loro omaggio al bambino Gesù!).
La parola biblica può illuminare il presepio di cose genuine e di altre secondarie, riscoprendo persone e vicende bibliche e della tradizione cristiana successiva che meritano di essere conosciute.


3. Didattica del presepio:

Per l’elaborazione dello schema seguente ho ripreso, con alcune varianti, lo specchietto con i temi su cui riflettere e lavorare proposto da Roberta Colonna Romano da lei elaborato con molta competenza:


argomento ricerca biblica ricerca storico-geografica o scientifica

Gesù ( Yehôsûa΄ )
Evangeli di Luca e Matteo
i neonati: cure, modi di vestirli,
a seconda dei paesi e delle culture,
in diverse epoche, nelle civiltà mediterranee.

Maria ( Miriàm )
Evangeli di Luca e Matteo
condizione della donna in Israele.
Abbigliamento, modo di viaggiare.
Censimenti: nell’antichità ed ai nostri giorni.


Giuseppe ( Iosef )
Evangeli di Luca e Matteo
vivere in un paese sotto l'occupazione dell'Impero Romano.

gli Animali
gli animali nella Bibbia,
nella tradizione artistica,
alcuni animali sono considerati simboli di Gesù Cristo.


Pastori
Evangelo di Luca 
condizione dei pastori in Israele;
la pastorizia al giorno d'oggi;

gli Angeli 
Evangeli di Luca e di Matteo
vari modi di raffigurarli
(sogno di Giuseppe)
gli angeli nell’arte del Nuovo e dell'Antico Testamento.

Magi
Evangelo di Matteo astrologia e astronomia
profezie in Mesopotamia e, in genere, in Oriente.

la stella 
Evangelo di Matteo 
natura delle comete

la capanna 
Evangelo di Luca
abitazioni in Israele e nel bacino del Mediterraneo.

la neve 
clima di Israele


4. Quali contatti con il presepio di francescana memoria ?

Nella memoria dei protestanti, Francesco d’Assisi è sentito in gran parte vicino alla fede evangelica. Le sue ‘somiglianze di fede’ con Valdo ( la cui vicenda di fede, precede di alcuni anni quella di Francesco. Valdo è all’origine del movimento dei ‘Poveri di Lione’ da cui sorgeranno i movimenti valdesi medievali) sono notevoli: il richiamo ad una predicazione di fede vissuta nella povertà come stile di vita che rovescia ambizioni ormai consolidate; la nonviolenza e il rifiuto della guerra.
Francesco d’Assisi storicamente è inquadrato nella tradizione cattolico-romana, il suo messaggio ha però valicato gli steccati confessionali.
(Francescani, uomini e donne, sono presenti con un proprio ordinamento anche tra i luterani e gli anglicani).
Il messaggio francescano è attuale nel cercare un rapporto diverso con la natura e tutto il creato e le creature; di estrema attualità è altresì il suo tentativo di dialogare.
Sono due i punti di contatto che in quanto cristiano-protestante mi sento di condividere con altri cristiani riflettendo sul presepio ideato da Francesco.


Primo punto di contatto:

- Per il Natale del 1223, nel paese di Greccio*,

* Il paese di Greccio è nel Lazio, in provincia di Rieti, ancora oggi si svolge il presepio. La memoria di quell’evento è mantenuta viva. Il presepio proposto ha delle caratteristiche peculiari: non è quello tradizionale con i personaggi tipici della Natività: i personaggi del presepio di Greccio, infatti, non sono quelli della famiglia di Gesù, troviamo invece i personaggi e la riproposizione dell’ambiente dell’epoca per rammentare cosa accadde in quella notte del XIII secolo per cui troviamo: Francesco d’Assisi, i frati, il cavaliere Giovanni Velita (con il titolo di signore di Greccio) e sua moglie Alticama.

Francesco organizza la rappresentazione della Natività.

Francesco, che in tempo di crociate belliche per (ri)conquistare violentemente la “Terra Santa”, era riuscito invece a parlare con il “lupo” cioè con il Sultano, Francesco aveva cercato, in qualche modo, di dialogare facendo tacere le armi.

Francesco si rende conto che non c’è bisogno di partire armati per

combattere per la fede, la terra santa è dentro ognuno di noi, riecheggiano le parole dell’apostolo Paolo:
«Non sapete che siete il tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi?». Là dove siamo, abitiamo, viviamo, speriamo e amiamo ecco è il luogo dove Cristo nasce: nei nostri cuori e nei luoghi dove ogni giorno ci troviamo e ci ri-troviamo.
Una scelta di fede che squarcia il buio dell’epoca e di quelle successive: la nostra più che mai ha bisogno di questo raggio di sole. Una scelta che adotta la nonviolenza: infatti, non si va a combattere per la fede, in quanto non ci sono dei luoghi “più santi di altri che richiedono che sia versato del sangue ”, si pensi alle parole che Gesù rivolge alla Samaritana nell’Evangelo di Giovanni 4,23: «i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: poiché il Padre cerca tali adoratori» è Dio che s’incammina in pellegrinaggio verso di noi!

Tutto ciò comporta una precisa scelta di fede con una conseguente metodologia nonviolenta ed uno stile di vita sobrio il che non significa piatto e banale.

Secondo punto di contatto:

è la possibile partecipazione attiva alla Natività, diventando parte attiva e costitutiva della rappresentazione. Si può fare un parallelo con quello che sosteneva il filosofo danese protestante Søren Aabye Kierkegaard (1813-1855) che bisogna essere ‘contemporanei di Cristo’ che significa essere lì presenti dove Gesù sta predicando il Regno di Dio, guarendo i malati, ascoltando i bisognosi, resistendo al male, pregando. Fare parte della narrazione biblica, questo vuol dire diventare protagonisti delle vicende bibliche, sentirsi coinvolti nelle vicende descritte nei due Testamenti,

per vivere davvero la Bibbia, nella Bibbia!
                                                                                                                                           
                                                                                                                                          

breve nota bibliografica:


- Tonino Conte, …e San Francesco inventò il presepio, illustrazioni di Emanuele Luzzati, Il Melangolo, Genova, 2002 - volume realizzato in collaborazione con la città di Torino - . (Tonino Conte fondò nel 1975, insieme ad Emanuele Luzzati, il Teatro della Tosse).


- Roberta Colonna Romano, "Didattica del presepio",

in:

«La Scuola Domenicale – rivista del consiglio nazionale scuole domenicali del servizio istruzione ed educazione della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia», luglio 1993, anno C – n.1, pp. 107-116; lo schema sopra riportato (con alcune modifiche) è tratto da p. 111.

Ho qui ripreso, con alcune modifiche, il mio articolo apparso nel periodico:
«Tempi di Fraternità – donne e uomini in ricerca e confronto comunitario»,
n. 10, anno trentatreesimo, dicembre 2004, pp. 14-16.





giovedì 21 dicembre 2023

Lezione di stile

 

Signore, salvami dall'impulso di dire qualcosa in ogni circostanza.

Salvami dalla grande passione di voler mettere ordine negli affari 

degli altri.

Insegnami ad essere premuroso e utile, ma non prepotente.

Insegnami la meravigliosa consapevolezza che posso sbagliare.

Conservami il più amorevole possibile.

                                                                             Teresa d'Avila

mercoledì 20 dicembre 2023

Il Pane e le Rose

 


Dacci oggi il nostro pane,

la nostra parte di affetto,

la nostra parte di forza per vivere

e trasmettere il Buon Annunzio.

                                                       Anonimo



Una rilettura della preghiera de Il Padre nostro,  in:

- Comitato Italiano per la CEVAA,

Quando è giorno? - raccolta di testi di fede, traduzione di Renato Coïsson,

Torre Pellice 1988, Trieste 1994, stampato ma non pubblicato, p. 169.


martedì 19 dicembre 2023

RASSEGNAZIONE? NO, GRAZIE!

 

LE STELLE DI MARE


Sulla spiaggia, all'alba, un vecchio nota,

lontano davanti a lui, un giovane che raccoglie

delle stelle di mare e le ributta in acqua.


Incuriosito, lo raggiunge facilmente

e gli chiede il perché di questo strano modo di fare.


Il ragazzo spiega che le stelle di mare,

scaraventate dalle onde ed arenate sulla sabbia,

sono destinate a morire se rimangono esposte

al grande sole del mattino.


" Ma la spiaggia si estende per chilometri e chilometri

e di queste bestiole ce ne sono a migliaia!

- esclama l'altro - Non vedo bene che cosa cambia".


Il giovane, allora, guarda la stella che tiene nel palmo

della mano, poi la lancia nelle onde e gli risponde:

" Per questa, ad ogni modo, cambia tutto! ".


                                                             Journal des missions


tratto da:

Comitato Italiano per la CEVAA,

Quando è giorno?

raccolta di testi di fede, traduzione di Renato Coïsson,

Torre Pellice 1988, Trieste 1994, stampato ma non pubblicato, p. 147.

lunedì 18 dicembre 2023

I beni per la vita dello spirito

 

La vita dello spirito, si alimenta con beni non tangibili,

come amore, amicizia, compassione, 

cura e apertura all'infinito.

Tolta la vita dello spirito noi giriamo a vuoto senza radici

e senza un senso che renda la vita più desiderabile.


                                                                Antoine de Saint-Exupéry

domenica 17 dicembre 2023

Il sapore della con-divisione

 

IL PADRE OFFRE DA MANGIARE

DA BERE A TUTTI


Il padre si sedette a capo del tavolo, 

assieme agli altri uomini. Arrivarono dei parenti di un paese vicino,

arrivarono dei ragazzi, 

arrivarono delle donne.


Il padre offrì da bere e da mangiare a tutti, seduti intorno a lui. 

Versò il vino e disse: “Bevete”. Ruppe il pane e disse: “Mangiate”. 


“È mio figlio - egli disse - che mi ha aiutato a seminare, 

a sarchiare, a mietere, a trebbiare, a macinare il grano di cui è fatto questo pane. 

Prendete e mangiate, questo è il suo pane”.


Arrivarono altri. Il padre versò da bere e disse:

“È mio figlio che mi ha aiutato a potare, 

inzolfare, sarchiare, vendemmiare la vigna dalla quale viene questo vino.

Bevete, questo è il suo vino”.

Gli uomini mangiavano e bevevano.

E c’era chi bagnava il pane nel vino.


“Il pane è fatto da molti chicchi di grano. 

Perciò esso significa unità. Il vino è fatto da molti acini d’uva, 

e anch’esso significa unità. 

Unità di cose simili, uguali, utili. 

Quindi anche verità e fraternità, sono cose che stanno bene insieme”.


“Per fare il pane ci vogliono nove mesi” disse il padre.

“A novembre il grano è seminato, a luglio mietuto e trebbiato”.


Il vecchio contò i mesi: 

“Novembre, dicembre, gennaio, febbraio, marzo, aprile, maggio, giugno, luglio. 

Fanno giusto nove mesi.

Per maturare l’uva ci vogliono anche nove mesi, da marzo a novembre”.


Egli contò i mesi: 

“Marzo, aprile, maggio, giugno, luglio, agosto, settembre, ottobre e novembre. 

Anch’essi fanno nove mesi”. 

“Nove mesi?” domandò la madre. Non ci aveva mai pensato.

Ci vuole lo stesso tempo per fare un uomo.


                                                                    da Ignazio Silone, “Vino e Pane”

sabato 16 dicembre 2023

Il significato della vita

 

Quello che conta nella vita non è il semplice fatto che abbiamo vissuto.

È il modo in cui abbiamo fatto la differenza nella vita degli altri 

a determinare il significato della vita che conduciamo.

                                                              

                                                                                   Nelson Mandela