martedì 31 ottobre 2023

Riforma Protestante: cosa (non) è successo il 31 ottobre 1517

 

«Il 31 ottobre 1517, vigilia della solennità di Ognissanti, non è accaduto nulla. 

O meglio, nulla di visibile e di clamoroso. Lutero prende carta e penna, e scrive due lettere una al proprio vescovo, l’altra all’arcivescovo di Magonza. 

Il primo, Hieronymus Schulze, era l’ordinario di Lutero, perché Wittenberg si trovava nella sua giurisdizione; egli tuttavia non aveva alcuna diretta responsabilità per ciò che concerneva lo scandalo delle indulgenze. La lettera  è andata perduta, anche se Lutero la menziona più volte. 

Il secondo, Alberto di Brandeburgo, arcivescovo di Magonza, di Magdeburgo, e amministratore di Halberstadt, era il responsabile della predicazione delle indulgenze in Germania e aveva incaricato alcuni predicatori domenicani di annunciare le lettere penitenziali. 

Quest’ultima corrispondenza ci è stata conservata dalla storia».



tratto da:

- Giancarlo PANI, Lutero tra eresia e profezia

EDB - Edizioni Dehoniane Bologna, Bologna, 2017, pp. 84-85,

(saggi editi precedentemente su «La Civiltà Cattolica», tra il 2015 e il 2017). 

venerdì 27 ottobre 2023

Preghiera Desiderio


Una preghiera desiderio,

la ritroviamo anche nella raccolta di testi di fede: In Attesa del Mattino, 1991;

(poi ripresa, in parte, anche nella raccolta: Allarga la tua Tenda, 2016).



Avevo una scatola di colori

brillanti, decisi, vivi.

Avevo una scatola di colori,

alcuni caldi, altri molto freddi.

Non avevo il rosso

per il sangue dei feriti.

Non avevo il nero

per il pianto degli orfani.

Non avevo il bianco

per le mani e il volto dei morti.

Non avevo il giallo

per la sabbia ardente,

ma avevo l’arancio

per la gioia della vita,

e il verde per i germogli e i nidi,

e il celeste dei chiari cieli splendenti,

e il rosa per i sogni e il riposo.

Mi sono seduta e ho dipinto la pace.

                                                                   Talil Sorek

"La poesia è stata scritta da Talil Sorek, all’epoca giovane poetessa Israeliana non ancora maggiorenne, diventata famosa in tutto il mondo con questa poesia evocativa sul senso della fratellanza. La poesia fu scritta durante la guerra dello Yom Kippur, un conflitto armato combattuto dal 6 al 25 ottobre 1973 in cui furono coinvolti Egitto, Siria e Israele. Talil Sorek era una ragazza israeliana tredicenne quando ha scritto questa poesia che ha vinto un premio ed è diventata famosa in tutto il mondo. Attraverso un’immagine molto semplice, Talil ci fa riflettere su ciò che può significare questa parola in una zona come il Medio Oriente, teatro di molte terribili guerre. Un concetto che vale in Medio Oriente come in Ucraina e in tutte le altre terre dove ci sono purtroppo ancora conflitti tra popoli."

tratto da: www.libreriamo.it

 


giovedì 26 ottobre 2023

RI-FORMA

 

“ L’idea pericolosamente nuova, saldamente incastonata nel cuore della rivoluzione protestante, era che i cristiani hanno il diritto di interpretare la Bibbia per se stessi.

Un’idea che però, alla fine, si rivelò un incontrollabile focolaio di sviluppi che in pochi, a quell’epoca, avrebbero potuto anticipare o predire. 

I grandi sommovimenti degli inizi del sedicesimo secolo che oggi gli storici definiscono «la Riforma», fecero penetrare nella storia del cristianesimo, da un lato, un’idea pericolosamente nuova che ha dato origine a un livello senza precedenti di creatività e di progresso, provocando però, dall’altro lato, tensioni e dibattiti che, per loro stessa natura, sono probabilmente senza soluzione. 

Lo sviluppo del protestantesimo 

come grande forza religiosa mondiale è stato plasmato in maniera decisiva dalle tensioni creative scaturite da questo principio “.


citazione tratta da:

Alister McGrath

La Riforma protestante e le sue idee sovversive. 

Una storia dal XVI al XXI secolo

Traduzione: Roberto Cappato, Edizioni GBU, Chieti, 2017, pp. 10-11.

Un amorevole filo conduttore

 

DOMENICA 29 OTTOBRE

22a DOPO PENTECOSTE

DOMENICA FESTA DELLA RIFORMA PROTESTANTE

(31 OTTOBRE 1517-2023)

Bibbia Versione Nuova Riveduta

Evangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 22,34-40

I farisei, udito che egli aveva chiuso la bocca ai sadducei, si radunarono; e uno di loro, dottore della legge, gli domandò, per metterlo alla prova: «Maestro, qual è, nella legge, il gran comandamento?» Gesù gli disse: «"Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente".  Questo è il grande e il primo comandamento. Il secondo, simile a questo, è: "Ama il tuo prossimo come te stesso". Da questi due comandamenti dipendono tutta la legge e i profeti».


Testi paralleli:                     Mc 12,28-34; Lc 10,25-37

Testi liturgici a corredo:    Es 22,20-26; Sal 18,1-3.46-50; I Ts 1,5-10



la Lumière 

Festa della Riforma?

Ricerca di orientamento

Un amorevole filo conduttore


BRICIOLE DI FEDE

per una fede non in briciole


Un amorevole filo conduttore


                              Meditazione di Maurizio Abbà


Festa della Riforma Protestante? 

Una Festa? Sicuro?

Alla Riforma del XVI secolo

sono seguiti la spaccatura della cristianità, 

le guerre di religione nel cuore dell'Europa,

dalla guerra dei Trent'Anni (1618-1648),

fino al conflitto, in età contemporanea, in Irlanda del Nord.

Dove certo i motivi religiosi, via via nei secoli, sono sempre più solo un pretesto

per altre finalità politiche.


Lutero come ormai assodato dagli studiosi non ha affisso personalmente 

le sue 95 tesi

sul portone della chiesa di Ognissanti del castello di Wittenberg, 

mercoledì 31 ottobre 1517,

(Discussione sulla dichiarazione del potere delle indulgenze),

tesi sul 'dialogo' tra il credente e Dio, qui e ora e oltre.

Il suo pensiero si è affermato e diffuso, com'è noto, 

soprattutto tramite l'invenzione della stampa a caratteri mobili.


- Papa Leone X (alla nascita Giovanni di Lorenzo de' Medici),

richiese che 41 di queste fossero ritrattate da Lutero - .

Lutero alla Dieta di Worms si appellò solo alla Scrittura ed alla libertà di coscienza

e la Riforma iniziò a delinearsi.

"La riforma costituisce paradossalmente il mezzo di conservazione della chiesa",

afferma il teologo docente all'Università di Ginevra Hans-Chistoph Askani.


Quindi non un cambiare tanto per non cambiare un bel nulla,

ma un cambiare in profondità per obbedienza alla Parola di Dio.

Parola che si serve anche di strumenti diversi da quelli ecclesiastici.

Questo per la Chiesa tutta vuol dire essere liberata da un fardello 

che grava sulle sue spalle e poter procedere con più serenità interna

in aiuto ad un mondo esterno estremamente febbricitante, 

che ha bisogno di un servizio laico di liberazione con attenzione concreta

non episodica

verso i più svantaggiati, 

questo sul piano sociale senza sostituirsi ad altre 'agenzie',

ma collaborando con esse.

Sul versante teologico la Parola di liberazione è nell'orientamento 

con parole bibliche e teologiche che scrutano l'attualità

con il cuore e la mente tutta a Dio.


Possibilmente senza dare Dio e le Scritture che di lui narrano 

in testa al prossimo.

Sarebbe già un primo bel risultato, 

a tutti favorevole.


Un amorevole filo conduttore da tenere presente ed insieme

nelle Scritture e nella vita quotidiana.

Compito necessario, diciamo pure urgente.


Intanto si può festeggiare questa ricerca del credere e del comprendere.

Con un accorgimento: in tutto questo metterci l'anima, 

senza dimenticare un sorriso

che fa così bene 

anche alle fedi viventi.


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Mots-Clé

La 'panoramica' delle correnti dell'ebraismo all'epoca di Gesù

è ampia e solo in parte ricostruibile.

Da quel che sappiamo grazie agli studiosi, tra queste vi erano:

i farisei che cercavano con estrema scrupolosità l'osservanza della Parola e delle norme rituali.

Erano il 'partito' con forse più seguito popolare.

Gli utilizzi poi del termine di 'farisaismo' come sinonimo di persone 'ipocrite' 

gli fanno torto e pregiudizio.


Mentre i 

sadducei (mancano fonti di parte sadducea) erano una corrente spirituale

di un certo rilievo, dell'aristocrazia,

da cui provenivano i sacerdoti considerati di alto livello,

era una fazione impegnata in politica nel trovare l'intesa con il potere romano invasore.

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Lucas Cranach detto il Vecchio
Polittico della Riforma 
(1547) 
olio su tavola
Wittenberg - Chiesa di Santa Maria

                                                            

                                                          Lucas Cranach detto il Vecchio
                                                    Ultima Cena con Lutero tra gli apostoli 
                                                              dal: Polittico della Riforma 


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Didattica delle letture liturgiche a corredo:

Esodo 22,20-26

è la cura per la vedova e l'orfano.

Un modo per dire che nessuno deve restare indietro,

soprattutto i più deboli socialmente.

Proprio quello che dovrebbe caratterizzare le opere di una fede fruttuosa.

Le grandi fedi viventi dovrebbero dare spazio e tempo a questo, non ad altro.



Salmi 18,1-3.46-50

Forte rocca è il nostro Dio

è il celebre corale che Martin Lutero compose nella notte tra il 15 e il 16 aprile 1521

momento di grande tensione nella sua vita, 

infatti, doveva presentarsi alla Dieta di Worms in Germania,

(Dieta: assemblea dei prìncipi del Sacro Romano Impero)

che lo avrebbe condannato e bandito.

Ispirato dai Salmi, in particolare dal n. 46,

(nell'originale tedesco: Ein feste Burg ist unser Gott),

qui risuona altresì.


Roccia: per una fede solida e duratura come una quercia, non spigolosa e senz'anima.

Rifugio: per ritrovarsi come pulcini sotto le ali della chioccia. 


I Tessalonicesi 1,5-10

Qui l'evangelo secondo l'apostolo Paolo

si delinea con quattro pennellate 

per dipingere il quadro di una fede non superficiale, 

ma robusta e verace:

parole, potenza, Spirito Santo, piena convinzione.


Parole: le buone parole non ci bastano mai, ne abbiamo bisogno sempre, 

abbiamo fame di parole come di fame d'amore,

fame di riconoscimenti, fame di gratitudine da ricevere, 

ma sappiamo porgerle? Stentiamo. 

Ci risulta più facile ricorrere a quelle che sgretolano.

Ci risulta difficile 'governare' le parole, 

invece è importantissimo.

Il libro biblico dei Proverbi ha molti tesori d'insegnamento

su questa tematica decisiva per il nostro vivere quotidiano.


Potenza: le Religioni, e non solo loro,

si sentono a loro agio con la Forza impositiva e distruttrice, 

così facendo rovinano enormemente la loro credibilità ed autenticità.


Spirito Santo: la sua compagnia attesta la veridicità dell'agire e del pensare 

secondo la benigna volontà misericordiosa cui Dio ci chiama.

La sua energia è vitale e si propaga in modi diversi, 

è musica gridata e sussurrata:

ora è un rock dinamico che s'irradia e si dispiega, 

ora è un lento, melodia calda, intima.


Piena convinzione: ecco lo spartiacque, anzi lo spartitraffico (!)

tra fondamentalismi vari che si annidano dappertutto.

A volte sovrapponendosi.

Il fondamentalismo ha la pretesa di voler 'difendere Dio' 

ed i testi sacri,

perché li sente come minacciati,

ma proprio il fondamentalismo è il primo attacco

rivolto alla maestà e sovranità di Dio.

I fondamentalismi hanno paura, 

anzi la incutono per poter prosperare.

E dove paure non ci sono, allora le fanno sorgere.


E dall'altra, la piena convinzione dell'ebreo apostolo Paolo,

(infatti non ha mai rinnegato la sua radice di fede),

che con un percorso di maturazione

ci dice

che vi è quanto di più delicato e di grazioso 

in una fede che può sbocciare

con entusiasmo (pianticella da innaffiare costantemente e non saltuariamente),

e studio per la comprensione 

seppur, inevitabilmente, con il senso, qui ed ora, del limite, dell'imperfezione,

accettandolo, 

con un pizzico d'ironia per sorriderci su.





venerdì 20 ottobre 2023

Restituire dignità e credibilità

 

DOMENICA 22 OTTOBRE

21a DOPO PENTECOSTE

Bibbia Versione Nuova Riveduta

Evangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 22,15-21

(Testi paralleli: Luca 20,20-26; Matteo 20,16;

Testi liturgici a corredo: Isaia 45,1.4-6; Salmi 96; I Tessalonicesi 1,1-5)


Allora i farisei si ritirarono e tennero consiglio per vedere di coglierlo in fallo nelle sue parole.
E gli mandarono i loro discepoli con gli erodiani a dirgli: «Maestro, noi sappiamo che sei sincero e insegni la via di Dio secondo verità, e non hai riguardi per nessuno, perché non badi all'apparenza delle persone. Dicci dunque: Che te ne pare? È lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?» Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, disse: «Perché mi tentate, ipocriti? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli porsero un denaro. Ed egli domandò loro: «Di chi è questa effigie e questa iscrizione?» Gli risposero: «Di Cesare». E Gesù disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare, e a Dio quello che è di Dio».aa



 la Lumière

Il volto dell'amore

Vera restituzione

dell'autenticità del vivere

 Bartolomeo Manfredi  
Il Tributo di Cesare
(XVII sec.,)
olio su tela, 130 x 191 cm, 
Galleria degli Uffizi - Firenze


BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole


Restituire dignità e credibilità

               Meditazione di Maurizio Abbà


Tramare, complottare per mettere in grave difficoltà,
per mettere in gravissima difficoltà,
è un esercizio davvero bellicoso,
come constatiamo anche ai nostri tristi giorni,
lo si pratica non solo ai 'piani alti',
ma è pratica velenosa diffusa nel fare quotidiano.


- Le Religioni purtroppo fanno la loro brutta parte,
offrendo sovente il lato peggiore, violento.
Chiedendo sanguinosi tributi esistenziali ai propri adepti,
e poi la richiesta di sacrificare la vita dei nemici (le guerre..),
e sacrifici di animali (le feste religiose come ecatombe di animali innocenti).
Un tributo richiesto che allontana via via sempre di più le persone da esse.
 .
- Potrebbe sorgere il dubbio: allora dare a "Cesare" sarebbe ... meglio?
'Cesare' da nome indicante una persona 
era divenuto un appellativo, un titolo designante l'imperatore.

Nel dettaglio: per pagare il tributo a Cesare era stata coniata 
appositamente una moneta, era un denario d'argento, 
che ogni persona era tenuta a pagare,
la moneta era piccola di dimensioni
ma il suo valore non era così esiguo,
infatti,
equivaleva al salario quotidiano di un lavoratore.
(Facendo una comparazione al giorno d'oggi,
per quanto ipotetica,
il suo valore era, rapportato ad oggi appunto, di circa 8 €, 
paga bassa, questa purtroppo non è molto ipotetica..).

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La moneta, il denario, recava l'effigie dell'imperatore Tiberio
e l'iscrizione in lingua latina: 
TIBERIUS CAESAR DIVI AUGUSTI FILIUS AUGUSTUS PONTIFEX MAXIMUS
(Tiberio Cesare, augusto figlio del divino Augusto, sommo sacerdote).


- L'effigie dell'imperatore Tiberio;
- una figura femminile incarna la Pax
(sono state fatte diverse ipotesi su chi fosse il personaggio che la incarna),
qui interessa rilevare che 
la Pax è seduta (anche troppo... la pace invece richiede movimento), 
tiene un ramoscello d'ulivo nella mano sinistra,
ma nella mano destra impugna una lancia, l'arma dell'epoca, simbolo di tutte le armi.
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Fa riflettere: 
la paga di un giorno di salario terrestre per il cielo del Potere imperiale divinizzato.


La politica è l'arte di dibattere per prendere decisioni per il meglio,
per cambiare in meglio 
la vita delle persone, di tutte le creature, dell'ambiente, 
almeno così dovrebbe essere.

L'uomo è un "animale politico", già oltre tre secoli prima di Gesù, 
questo era chiaro, con il filosofo greco Aristotele,
l'uomo è un "animale politico", 
bene,
ma quando 'Cesare' pretende di essere dio
non ci siamo,
non ci siamo proprio.

Non per nulla gli ebrei e i cristiani erano disposti a pregare 
per l'imperatore ma non l'imperatore.
Non è una sottigliezza insignificante, 
ma quanto mai pregnante di significati.

Ossia erano disponibili a pregare per il buon esercizio della cosa pubblica,
ma non a divinizzarla, 
sarebbe stata idolatria.
Da qui l'accusa di 'ateismo' rivolta agli ebrei ed ai primi cristiani.

Ora per i discepoli del Maestro
il riferimento è sempre Gesù Cristo
al suo fare, al suo pensare 
energicamente  e teneramente misericordioso.

Il passo in questione al contrario
delinea il fare ed il pensare che sgorgano dalla malizia velenosa dei suoi avversari:
(attenzione però non tutti i farisei erano di tale pasta, 
non bisogna generalizzare impropriamente).

Dunque:
se Gesù avesse risposto
di dare tributo al Cesare di turno,
avrebbe riconosciuto l'autorità esterna che si era sovrapposta
a quella eterna del Dio d'Israele-Dio di Gesù Cristo;

se Gesù invece avesse risposto di no
sarebbe stato tacciato di essere un agitatore
sociale, fautore di una politica di rivolta contro il potere dominante, 
con l'accusa d'incitare a non pagare le tasse.

Alla domanda-tranello Gesù replica con una contro-domanda,
la moneta del tributo non è nelle sue 'tasche',
ma in quelle di chi ha cercato di metterlo in una via senza uscita!

L'esito della trama-complotto era già scritto,
la domanda rivolta a Gesù non ammetteva un dialogo davvero sincero, 
infatti:

Luca 23,2:
"E cominciarono ad accusarlo, dicendo: 
«Abbiamo trovato quest'uomo che sovvertiva la nostra nazione, 
istigava a non pagare i tributi a Cesare e diceva di essere lui il Cristo re»."


Rivolgersi a Dio non vuol dire indirizzarsi per forza verso le religioni.

Occorre valorizzare la dimensione dell'azione benefica,
e della preghiera, lo studio, la meditazione.

Ma attenzione 
la dimensione di fede è certo individuale, 
però non può risultare individualistica,
non ci si salva senza il fratello e la sorella, 
anche questo vuol dire date a Dio quel che è di Dio.
Meglio: 'restituite a Dio ciò che è di Dio.'

Le religioni possono giocare il loro ruolo 
ma solo se sapranno, ed alla svelta, cambiare e bene in profondità.
Ma questo vale per tutti,
non solo per l'aspetto religioso dell'essere umano.

Una moneta ha due facce,
ma noi possiamo, dobbiamo e soprattutto vogliamo offrirne una sola,
quella dell'amore, 
delicato fiore che ogni giorno rischia di appassire,
e con esso avvizzisce la credibilità del cristianesimo,
e di tutti.

Ora ascoltiamo la didattica delle letture liturgiche,
dove la fragile speranza sa diventare
solida e luminosa certezza.


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La didattica della letture liturgiche a corredo
è molto nitida,
in stretta connessione con il testo di questa Domenica,
come non mai.
Alcuni spunti, tra i tanti, come sempre, 
che la Parola elargisce generosamente:

Isaia 45,1.4-6
l'insegnamento è che solo Dio è Dio, 
nessun macigno sarà di ostacolo, per quanto grande e pesante possa essere,
si pensi, nel Nuovo Testamento, 
al passo evangelico splendidamente inquietante:
"Maria Maddalena andò al sepolcro 
e vide la pietra tolta dal sepolcro" Gv 20,1.


Salmi 96
Cantare al SIGNORE un cantico nuovo,
un nuovo slancio proteso con un pensiero radicato, 
come insegna il pensiero ebraico con l'immagine dell'albero capovolto,
le radici delle creature sono in cielo e da lì traggono linfa.

- E sulla terra, le foglie s'incontrano 
e se cadono, un giorno si rialzeranno;
ed i rami da cui raccogliere frutti saporiti
per una condivisione ed una bellezza non proibita.
Una musica terrestre nuova con radici celesti!


I Ts 1,1-5
L'energia benefica, non solo a a parole, della Parola Evangelica
per la quale si ringrazia singolarmente e comunitariamente,
una preghiera a cadenza trinitaria,
prorompente di energia gradevole e benefica!
Per restituire dignità e credibilità.
Quanto ne abbiamo bisogno!













giovedì 19 ottobre 2023

L'insegnamento di Giannino Piana

 

Il teologo Giannino Piana ci ricordava:


" Già a suo tempo Norberto Bobbio diceva che la democrazia

non è una realtà acquisita una volta per tutte, ma è un processo

permanentemente in fieri e che la vera democrazia si ha quanto più

si democratizzano tutti gli aspetti della vita, a partire dalla vita familiare

per arrivare fino alla vita economica, sociale, ecc.

Se vogliamo cambiare la situazione anche dal punto di vista 

ecologico, dobbiamo creare le condizioni perché l'ambiente diventi

una realtà sempre più abitabile per l'uomo, in cui ci si possa

arricchire non soltanto di beni materiali ma anche di beni spirituali,

attraverso la via della contemplazione e della comunione. "



tratto da: 

- Giannino Piana, Per un'etica ecologica

in: 

Maurizio Abbà - Giannino Piana

Cieli Nuovi e Terra Nuova. 

Una buona notizia per tutti gli esseri viventi

quaderni di "fine settimana", anno 34° - 2012/13 nuova serie 116 (210), 

pagina 17,

www.finesettimana.org




mercoledì 11 ottobre 2023

Un appetito diverso

 

DOMENICA 15 OTTOBRE

20a DOPO PENTECOSTE

Bibbia Versione Nuova Riveduta

Evangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 22,1-10

(Testi paralleli: Luca 14,16-24; Matteo 20,16;

Testi liturgici a corredo: Isaia 25,6-10; Salmi 23; Filippesi 4,12-14.19-20)


Gesù ricominciò a parlare loro in parabole, dicendo:
«Il regno dei cieli è simile a un re, il quale fece le nozze di suo figlio. Mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze; ma questi non vollero venire. Mandò una seconda volta altri servi, dicendo: "Dite agli invitati: Io ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e i miei animali ingrassati sono ammazzati; tutto è pronto; venite alle nozze". Ma quelli, non curandosene, se ne andarono, chi al suo campo, chi al suo commercio; altri poi, presero i suoi servi, li maltrattarono e li uccisero. Allora il re si adirò, mandò le sue truppe a sterminare quegli omicidi e a bruciare la loro città. Quindi disse ai suoi servi: "Le nozze sono pronte, ma gli invitati non ne erano degni. Andate dunque ai crocicchi delle strade e chiamate alle nozze quanti troverete". E quei servi, usciti per le strade, radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni; e la sala delle nozze fu piena di commensali.


la Lumière 

La responsabilità delle religioni nelle violenze di ieri e di oggi

L'urgenza della convivialità delle differenze

Ri-trovare la speranza gioiosa





                                                            Eugène Burnand
                                        Parabole delle nozze e degli invitati indegni
                                                                     (1899) 
                                                 Kunstmuseum di Winterthur - Svizzera




BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole


Un appetito diverso

                             Meditazione di Maurizio Abbà


Isaia 25,8: annienterà la morte, altra traduzione possibile: inghiottirà la morte,

la festa lo sia fino in fondo, senza la morte. 

Proprio la morte il cui 'appetito' pare inesauribile, sarà divorata!

Allora sì sarà festa della vita per tutti,

nessuno deve sentirsi infelice altrimenti non c'è vera felicità per nessuno.

Festa della vita per tutti, ma proprio per tutti

anche per i buoi e per gli animali ingrassati!


Il Salmo 23: è del Buon Pastore, è il salmo dei salmi,

è l'accoglienza ad una tavola dove le benedizioni

del SIGNORE Buon Pastore si moltiplicano generosamente.


Filippesi 4,12-14.19-20: l'apostolo Paolo ringrazia 

e prega che Dio provveda alle necessità e benedica.


La Preghiera è la necessità di trovare pace per i nostri cuori smarriti

e per questo mondo malato di guerre,

nel passato e nel presente.

La guerra è la violenza suprema

che falcia con i suoi gregari: antisemitismi, razzismi, corsa agli armamenti.


Il passo tratto dall' Evangelo matteano ci rammenta 

che anche un momento di festa, le nozze,

è trasformato in una occasione, da più parti, di violenze.


- Domanda: le religioni fomentano la violenza?

Purtroppo in (gran) parte la risposta è sì.

Ma, al contempo, sono uno specchio della violenza prorompente

che raffredda i cuori e scalda le menti.


Occorre trovare orizzonti di senso diversi

a partire dalle cose piccole ma grandi:

alla mensa delle nostre tavole, 

tra tutte le portate ne manca una fondamentale: la gioia.


Dove tutti i commensali possano gioiosamente (non debbano!)  

sentirsi degni di accoglienza, 

e con un appetito diverso, 

l'appetito dell'accoglienza 

e della convivialità delle differenze

nelle vita quotidiana.


Questo perché quelli che sono considerati "indegni", 

ossia gli esclusi, i perdenti, 

non siano anche i perduti.


Queste sono solo briciole di fede

che rischiano facilmente di essere calpestate ed ulteriormente sbriciolate,

ma finché ci sono la speranza resiste

ed allora le briciole di fede diventano un motivo di moltiplicazione e diffusione 

di gioiosa speranza.




Pieter Bruegel il Vecchio

Banchetto nuziale

(1568 circa)  

olio su tavola   114x164 cm

Kunsthistorisches Museum - Vienna

martedì 10 ottobre 2023

Preghiera dal ritmo trinitario

 

Dio onnipotente ed eterno,

che esaudisci le preghiere del tuo popolo

oltre ogni desiderio e ogni merito,

effondi su di noi la tua misericordia:

perdona ciò che la coscienza teme

e aggiungi ciò che la preghiera non osa sperare.

Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,

e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,

per tutti i secoli dei secoli.


                                                      dalla Liturgia cattolica


venerdì 6 ottobre 2023

I predatori della vigna perduta

 

DOMENICA 8 OTTOBRE

19a DOPO PENTECOSTE

Bibbia Versione Nuova Riveduta

Evangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 21,33-43

(passo a corredo: Salmi 118,22-23; 

passi paralleli: Marco 12,1-12; Luca 20,9-19; Isaia 5,1-7; 

- Vangelo di Tommaso, apocrifo, detto 65)


«Udite un'altra parabola: C'era un padrone di casa, il quale piantò una vigna, le fece attorno una siepe, vi scavò una buca per pigiare l'uva e vi costruì una torre; poi l'affittò a dei vignaiuoli e se ne andò in viaggio. Quando fu vicina la stagione dei frutti, mandò i suoi servi dai vignaiuoli per ricevere i frutti della vigna. Ma i vignaiuoli presero i servi e ne picchiarono uno, ne uccisero un altro e un altro lo lapidarono. Da capo mandò degli altri servi, in numero maggiore dei primi; ma quelli li trattarono allo stesso modo. Finalmente, mandò loro suo figlio, dicendo: "Avranno rispetto per mio figlio". Ma i vignaiuoli, veduto il figlio, dissero tra di loro: "Costui è l'erede; venite, uccidiamolo, e facciamo nostra la sua eredità". Lo presero, lo cacciarono fuori della vigna e l'uccisero. Quando verrà il padrone della vigna, che farà a quei vignaiuoli?» Essi gli risposero: «Li farà perire malamente, quei malvagi, e affiderà la vigna ad altri vignaiuoli i quali gliene renderanno il frutto a suo tempo».
Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture:
"La pietra che i costruttori hanno rifiutata
è diventata pietra angolare;
ciò è stato fatto dal Signore,
ed è cosa meravigliosa agli occhi nostri"?
Perciò vi dico che il regno di Dio vi sarà tolto, e sarà dato a gente che ne faccia i frutti.



la Lumière

Dov'è la vigna?
Eredità identità da coltivare per relazionarsi con altre identità
Vigne bellezza e arte





BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole

I predatori della vigna perduta
         

                              Meditazione di Maurizio Abbà


Parafrasando una celebre saga cinematografica: I predatori della vigna perduta ...
Ma, appunto, dov'è la vigna?

La vigna è anche simbolo della comunità ecclesiastica,
in cui a volte, vi si entra con entusiasmo, e, a volte, se ne esce delusi,
allora ancora di più è forte e delicata 
è la responsabilità della testimonianza di chi, 
con pazienza, tenacia e, soprattutto, dolcezza,
dall'interno continua a "tirare la carretta".

La carretta è quella di lasciare aperta una fenditura
per intravedere lampi di futuro di credibilità evangelica 
ad altre persone che arriveranno.

Credibilità evangelica inattesa e sorprendente
che controcorrente ci raggiunge.


La vigna è questo mondo cui siamo chiamati, 
nel nostro piccolo vivere quotidiano
(che poi tanto piccolo non è), 
a custodire.

Eredità: è un termine ambivalente.
Può indicare sia lascito e subito dovrebbe essere presente la domanda:
Quale chiesa e soprattutto quale pianeta porgiamo a chi arriverà?
Anzi a chi percorre già un tratto di strada con noi,
arrivato da mille sentieri diversi ma convergenti.

E sappiamo porgere?

Coltivare eredità con la consapevolezza di una identità
che non si arrocca ma che consapevole delle proprie origini 
interagisce con altri soggetti.

Eredità può indicare però purtroppo le guerre devastanti
per accaparrarsela 
con conseguenti relazioni famigliari distrutte da queste lotte.


Non sappiamo apprezzare la bellezza, l'arte ...

La bellezza, l'arte ...

Le viti, (la vitis vinifera) sanno farlo, 
apprezzano la musica,
gli esperimenti fatti con la musica di Mozart
e l'uva è più buona ... !


Invece
la vigna del nostro mondo è diventato un mondo 
che semina mine antiuomo in terra e mine in mare.

Una chance, una possibilità, c'è ancora,
è l'ultima a disposizione, ma c'è,
ed è tornare a dare frutto.
Frutto sano, da gustare insieme,
di condivisione.

Questo non è un frutto proibito,
è il frutto della vita.

Per chi si colloca in un sentiero in movimento
si trova nel Regno di Dio che ci raggiunge qui ed ora
seppur a piccoli sprazzi ma riconoscibili.

                                                                                        Maurizio Abbà





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"Dio ama la Chiesa, sua creatura, 
ma ama ancora di più l'umanità, al cui servizio ha voluto la Chiesa."
- Sandro Ramirez, Ascolta! La Parola ti fa Chiesa, 239

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in copertina: Zvonimir Atletic / Shutterstock


Sandro Ramirez
Ascolta! La Parola ti fa Chiesa Commento ai Vangeli festivi Anno A
Paoline Editoriale Libri 
Figlie di San Paolo, Cinisello Balsamo (MI), 2022
www.paoline.it