lunedì 19 febbraio 2018

la Lumière - Domenica 18 febbraio 2018


DOMENICA 18  Febbraio 2018
1a DEL TEMPO DI PASSIONE   INVOCAVIT 
Egli mi invocherà e io gli risponderò
 Salmi 91,15

Evangelo di Gesù Cristo secondo Marco 1,12-15
Traduzione Nuova Riveduta


12 Subito dopo lo Spirito lo sospinse nel deserto; 13 e nel deserto rimase per quaranta giorni, tentato da Satana. Stava tra le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano.
14 Dopo che Giovanni fu messo in prigione, Gesù si recò in Galilea, predicando il vangelo di Dio e dicendo: 15 «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; ravvedetevi e credete al vangelo».



BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole 

     
Maurizio Abbà

Spirito lo Spirito Santo sospinge Gesù nel deserto, alla lettera lo 'scaccia' nel deserto, frase dura che diverse traduzioni 'ovattano' per attenuarne la spigolosità. 
Nel deserto, anche nel deserto, lo Spirito Santo "che è il Signore e dà la vita", come afferma la confessione di fede del Credo Niceno-Costantinopolitano, non ti lascia solo.

quaranta giorni 40 è, com'è noto, un numero che ricorre sovente nella Bibbia, alla base anche del periodo liturgico detto di Quaresima.
Quaresima, è periodo di preparazione a ricevere il messaggio pasquale della Risurrezione perché Gesù Cristo è la nostra Pasqua di fede, libertà, vita,
tentato Gesù è nel deserto, attraversa una situazione desertica, senza facili scorciatoie purtroppo, come accade anche a noi, a volte,
Gesù ne uscirà più forte di prima. Possiamo uscirne più forti anche noi.
Il deserto a volte è una malattia che ci ha colpiti o la malattia una persona cara, dobbiamo trovare fonti di acqua viva per andare avanti, per resistere, per vincere.
Satana non va sopravvalutato né sottovalutato: è il Potere con il suo tremendo fascino, ti prende per fame, ti possiede per vanità (la tua vanità), ti prende per delirio di onnipotenza, insomma ti afferra è il il desiderio di potere di sopraffare gli altri. 
Il testo dell'evangelista Marco rispetto ai due passi paralleli di Matteo e Luca non presenta un 'catalogo delle tentazioni', ognuno ha le sue di tentazioni da scansare, da superare...

La tentazione del gioco d'azzardo che ti possiede è da evitare assolutamente, ti distrugge e distrugge le tue relazioni, ti distrugge la vita.

La vera trasgressione è non cadere in esse, infatti, la preghiera del Padre nostro invita, rettamente intesa, a chiedere di avere la forza di non cadere nella tentazione. 
stava tra le bestie selvatiche la compagnia è inaspettata, anzi no è proprio quella attesa: Isaia 11,1-10: l'Evangelo della e per la natura, Evangelo di pace, giustizia e misericordia per tutti e ancora dal medesimo libro biblico d'Isaia: 65,25! 
Inoltre possiamo annotare quanto segue:
"forse quest'ultimo particolare vuol richiamare Genesi 2, la vita nell'Eden prima del peccato, quando almeno secondo il Libro dei Giubilei (cfr. 3,28) tutti gli esseri viventi parlavano la medesima lingua." (citazione da: Marco, nuova traduzione ecumenica commentata, a cura di Ernesto Borghi, Edizioni Terra Santa, Milano, 2017, 30).


Saper ritrovare se stessi, rientrare in noi, dando contenuti costruttivi al nostro esistere.
Questo è il compito in un deserto che a volte non possiamo evitare, occorre attraversarlo, poi finisce, il deserto non è per sempre, questa è una buona notizia! 
 
angeli lo servivano gli angeli sono messaggeri di Dio, è Dio stesso che ti aiuta, che ci aiuta..
prigione nella vita vi sono molte sbarre che c'ingabbiano, Giovanni Battista percorreva un sentiero di fede un poco diverso ma simile da quello di Gesù che lo porterà alla croce, una gabbia mortale,
Evangelo come si sa vuol dire 'Buona Novella', ma come può la teologia della croce essere una Buona Notizia, anzi la Buona Notizia? 
- Si può dire Buona Notizia in quanto è la vittoria della vita sulla morte, e questa è la parola ultima e definitiva, allora le paure sono sconfitte, sconfitto è anche il Potere con i suoi elenchi di tentazioni.



Theologica
Lamar Williamson jr.

    " Rispetto a Mt. 4,1-11 e Lc. 4,1-13 il racconto che Marco fa della tentazione è assai conciso. Gli elementi più familiari della storia non si rinvengono in Marco: non si accenna a digiuni o al fatto che Gesù abbia fame, nulla viene detto della natura e del contenuto della tentazione, nulla dell'esito della lotta. E tuttavia lo stringato testo di Marco offre più spunti all'interpretazione se si legge il passo teologicamente, badando agli indizi disseminati nel testo.
   Uno di questi indizi è lo scenario del deserto, che collega la tentazione di Gesù al ministero di Giovanni Battista, tiene insieme i versetti 1-13 e definisce teologicamente tutto questo materiale (...).
Questo indizio rivela che il conflitto e la lotta sono due elementi fondamentali per un'autentica comprensione del passo sulla tentazione.
I quaranta giorni di Gesù nel deserto (1,13) costituiscono un parallelo ai quaranta anni di Israele nel deserto (Num. 32,13), ai quaranta giorni di Mosè sul Sinai (Es. 34,28) e al viaggio di quaranta giorni e quaranta notti di Elia sino all'Oreb (1Re 19,8). 
Oltre al numero quaranta, il denominatore comune in tutte queste allusioni è la crisi indotta da un senso di assenza di Dio. Il deserto è il luogo in cui si annidano forze ostili a Dio, residui del caos primordiale che minaccia la vita umana. Malgrado le apparenze e le sensazioni, Dio è presente nel deserto nelle tradizioni veterotestamentarie  (Deut. 2,7; 32,10) e nei racconti marciani (p. es., 1,2-4.35; 6,31-44). La scoperta di questa presenza e provvidenza, tuttavia, nasce dalla lotta e dalla prova. Nell'Antico Testamento Israele mette alla prova Dio nel deserto (Es. 17,7; Deut 6,16); in Marco, Satana mette alla prova Gesù nel deserto. 
(...)

Il lezionario propone agli interpreti questo testo la prima domenica di Quaresima: una scelta appropriata, dal momento che i quaranta giorni della Quaresima commemorano i quaranta giorni di Cristo nel deserto. "

tratto da: - Lamar Williamson jr.,  Marco 
Edizione italiana a cura di Teresa Franzosi, (collana Strumenti 17 Commentari),
Claudiana Editrice, Torino, 2004, 55-56.58

domenica 11 febbraio 2018

la Lumière - Domenica 11 febbraio 2018

DOMENICA 11  Febbraio 2018
ESTO MIHI
Sii per me una forte rocca! Salmi 31,2

Evangelo di Gesù Cristo secondo Marco 1,40-45
Traduzione Nuova Riveduta
40 Venne a lui un lebbroso e, buttandosi in ginocchio, lo pregò dicendo: «Se vuoi, tu puoi purificarmi!» 41 Gesù, impietositosi, stese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio; sii purificato!» 42 E subito la lebbra sparì da lui, e fu purificato. 43 Gesù lo congedò subito, dopo averlo ammonito severamente, 44 e gli disse: «Guarda di non dire nulla a nessuno, ma va', mostrati al sacerdote, offri per la tua purificazione quel che Mosè ha prescritto; questo serva loro di testimonianza». 45 Ma quello, appena partito, si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare apertamente in città; ma se ne stava fuori in luoghi deserti, e da ogni parte la gente accorreva a lui.

BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole 

       ConTatto

Maurizio Abbà

 v. 41 Gesù, impietositosi
altre traduzioni: mosso a pietà (Riveduta, Diodati, Nuova Diodati)
Mosso a compassione (CEI)
la recensione occidentale (D,05) invece attesta come traduzione:  orghistheís mosso ad ira 
- altra possibile traduzione : irato;
greco orghistheís: Gesù esprime sdegno contro il male che affligge le persone; 
anche questa è misericordia, anche questa è pietà!


"ribellarsi contro il male, la malattia, la situazione di schiavitù e di segregazione che rendeva come morto quell’uomo. Non era cosa giusta, ed ecco allora la collera di Gesù!" 
(Enzo Bianchi - fonte: Monastero di Bose)


Con tatto estremamente delicato ma determinato si può diffondere empatia.
Il che significa anche saper stare "nella pelle dell'altro", ossia saper comprendere
la situazione che sta vivendo l'altra persona,
andando oltre i pregiudizi con le sue barriere visibili e invisibili.
Senza cercare facili applausi, non c'è da vantarsi nel fare il bene.



domenica 4 febbraio 2018

la Lumière - Domenica 4 febbraio 2018


DOMENICA 4  Febbraio 2018
SEXAGESIMA
60 GIORNI PRIMA DI PASQUA

Evangelo di Gesù Cristo secondo Marco 1,29-39
Traduzione Nuova Riveduta


29 Appena usciti dalla sinagoga, andarono con Giacomo e Giovanni in casa di Simone e di Andrea. 30 La suocera di Simone era a letto con la febbre; ed essi subito gliene parlarono; 31 egli, avvicinatosi, la prese per la mano e la fece alzare; la febbre la lasciò ed ella si mise a servirli.
32 Poi, fattosi sera, quando il sole fu tramontato, gli condussero tutti i malati e gli indemoniati; 33 tutta la città era radunata alla porta. 34 Egli ne guarì molti che soffrivano di diverse malattie, e scacciò molti demòni e non permetteva loro di parlare, perché lo conoscevano.
35 Poi, la mattina, mentre era ancora notte, Gesù si alzò, uscì e se ne andò in un luogo deserto; e là pregava. 36 Simone e quelli che erano con lui si misero a cercarlo; 37 e, trovatolo, gli dissero: «Tutti ti cercano». 38 Ed egli disse loro: «Andiamo altrove, per i villaggi vicini, affinché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto». 39 E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e cacciando demòni.


BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole 

       RialzarSI

Maurizio Abbà
Gesù guarisce prendendo per mano la donna febbricitante, - è la suocera di Simone ossia l'apostolo Pietro -  essere presi per mano di Gesù, è già un rialzarsi.
Rialzarsi è segno di Risurrezione, è segno che la vita torna a scorrere nelle vene della quotidianità feriale e festiva: Gesù guarisce nel giorno di festa per eccellenza nella Bibbia: il Sabato. 
Allora com'è ancora più bello il Sabato in cui il rialzarsi salutare consente alla vita di riprendersi attivamente.

Poi Gesù, quando il sole tramonta, aiuta molte altre persone così che non tramonti anche la vita su di loro. Per queste persone potrà allora essere ancora l'aurora e l'alba di un giorno diverso, di un giorno di vita e se possibile di un giorno di amore.

- Gesù trova uno spazio di ricerca interiore dove potersi ri-trovare nella risorsa della preghiera.
Chi aiuta gli altri deve trovare spazi anche per la propria persona così da poter ancora aiutare gli altri.


Poi Gesù va altrove. 
Gesù non cede alla tentazione della celebrità con i suoi tentacoli delle lusinghe del potere su gli altri. 
- Gesù non chiede contraccambio per quanto ha fatto.

- La dimensione della fede salutare: se non è salutare non è fede.
La fede autentica è liberante e liberatrice.

La fede  ha bisogno di una geografia più ampia dove potersi dispiegare, per questo Gesù ci prende per mano e ci aiuta giorno dopo giorno,
per vivere
Credici




L'angolo della preghiera
per non deporre la preghiera in un angolo 

Nei tuoi gesti, Gesù,
c'è tutto il tuo amore e la tua compassione
verso una persona malata.
Ecco perché tu ti avvicini,
ti fai prossimo, vieni accanto  (...)
Ecco perché hai voluto
assumere la nostra carne,
sperimentare in prima persona
quello che passa per le nostre membra,
condividere tutto ciò che appartiene
alla nostra esistenza umana.

Tu prendi per mano
come fa un padre con il figlio
che non sa ancora orientarsi,
come una madre che sostiene
il suo passo incerto, 
come un amico che non ti abbandona
quando sei debole, fragile,
incapace di rialzarti da solo,
di venirne fuori con le tue forze.

Tu prendi per mano e manifesti
la tua dolcezza e la tua forza,
senza ferire, senza umiliare.
E rimetti in piedi, accompagni, 
aiuti ognuno di noi
perché ritrovi l'energia
per camminare, per andare avanti.
Rialzi ora e sei pronto a rialzare
ogni volta che cadiamo.

tratto da: - La Preghiera di Roberto Laurita, in: «Servizio della Parola», 
n.494, Editrice Queriniana, 156.