1a DEL TEMPO DI PASSIONE INVOCAVIT
Egli mi invocherà e io gli risponderò
Salmi 91,15
Egli mi invocherà e io gli risponderò
Salmi 91,15
Evangelo di Gesù Cristo secondo Marco 1,12-15
Traduzione Nuova Riveduta
12 Subito dopo lo Spirito lo sospinse nel deserto; 13 e nel deserto rimase per quaranta giorni, tentato da Satana. Stava tra le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano.
14 Dopo che Giovanni fu messo in prigione, Gesù si recò in Galilea, predicando il vangelo di Dio e dicendo: 15 «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; ravvedetevi e credete al vangelo».
BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole
Maurizio Abbà
Spirito lo Spirito Santo sospinge Gesù nel deserto, alla lettera lo 'scaccia' nel deserto, frase dura che diverse traduzioni 'ovattano' per attenuarne la spigolosità.
Nel deserto, anche nel deserto, lo Spirito Santo "che è il Signore e dà la vita", come afferma la confessione di fede del Credo Niceno-Costantinopolitano, non ti lascia solo.
Nel deserto, anche nel deserto, lo Spirito Santo "che è il Signore e dà la vita", come afferma la confessione di fede del Credo Niceno-Costantinopolitano, non ti lascia solo.
quaranta giorni 40 è, com'è noto, un numero che ricorre sovente nella Bibbia, alla base anche del periodo liturgico detto di Quaresima.
Quaresima, è periodo di preparazione a ricevere il messaggio pasquale della Risurrezione perché Gesù Cristo è la nostra Pasqua di fede, libertà, vita,
Quaresima, è periodo di preparazione a ricevere il messaggio pasquale della Risurrezione perché Gesù Cristo è la nostra Pasqua di fede, libertà, vita,
tentato Gesù è nel deserto, attraversa una situazione desertica, senza facili scorciatoie purtroppo, come accade anche a noi, a volte,
Gesù ne uscirà più forte di prima. Possiamo uscirne più forti anche noi.
Il deserto a volte è una malattia che ci ha colpiti o la malattia una persona cara, dobbiamo trovare fonti di acqua viva per andare avanti, per resistere, per vincere.
Satana non va sopravvalutato né sottovalutato: è il Potere con il suo tremendo fascino, ti prende per fame, ti possiede per vanità (la tua vanità), ti prende per delirio di onnipotenza, insomma ti afferra è il il desiderio di potere di sopraffare gli altri.
Il testo dell'evangelista Marco rispetto ai due passi paralleli di Matteo e Luca non presenta un 'catalogo delle tentazioni', ognuno ha le sue di tentazioni da scansare, da superare...
La tentazione del gioco d'azzardo che ti possiede è da evitare assolutamente, ti distrugge e distrugge le tue relazioni, ti distrugge la vita.
La vera trasgressione è non cadere in esse, infatti, la preghiera del Padre nostro invita, rettamente intesa, a chiedere di avere la forza di non cadere nella tentazione.
Il testo dell'evangelista Marco rispetto ai due passi paralleli di Matteo e Luca non presenta un 'catalogo delle tentazioni', ognuno ha le sue di tentazioni da scansare, da superare...
La tentazione del gioco d'azzardo che ti possiede è da evitare assolutamente, ti distrugge e distrugge le tue relazioni, ti distrugge la vita.
La vera trasgressione è non cadere in esse, infatti, la preghiera del Padre nostro invita, rettamente intesa, a chiedere di avere la forza di non cadere nella tentazione.
stava tra le bestie selvatiche la compagnia è inaspettata, anzi no è proprio quella attesa: Isaia 11,1-10: l'Evangelo della e per la natura, Evangelo di pace, giustizia e misericordia per tutti e ancora dal medesimo libro biblico d'Isaia: 65,25!
Inoltre possiamo annotare quanto segue:
Inoltre possiamo annotare quanto segue:
"forse quest'ultimo particolare vuol richiamare Genesi 2, la vita nell'Eden prima del peccato, quando almeno secondo il Libro dei Giubilei (cfr. 3,28) tutti gli esseri viventi parlavano la medesima lingua." (citazione da: Marco, nuova traduzione ecumenica commentata, a cura di Ernesto Borghi, Edizioni Terra Santa, Milano, 2017, 30).
Saper ritrovare se stessi, rientrare in noi, dando contenuti costruttivi al nostro esistere.
Questo è il compito in un deserto che a volte non possiamo evitare, occorre attraversarlo, poi finisce, il deserto non è per sempre, questa è una buona notizia!
Saper ritrovare se stessi, rientrare in noi, dando contenuti costruttivi al nostro esistere.
Questo è il compito in un deserto che a volte non possiamo evitare, occorre attraversarlo, poi finisce, il deserto non è per sempre, questa è una buona notizia!
angeli lo servivano gli angeli sono messaggeri di Dio, è Dio stesso che ti aiuta, che ci aiuta..
prigione nella vita vi sono molte sbarre che c'ingabbiano, Giovanni Battista percorreva un sentiero di fede un poco diverso ma simile da quello di Gesù che lo porterà alla croce, una gabbia mortale,
Evangelo come si sa vuol dire 'Buona Novella', ma come può la teologia della croce essere una Buona Notizia, anzi la Buona Notizia?
- Si può dire Buona Notizia in quanto è la vittoria della vita sulla morte, e questa è la parola ultima e definitiva, allora le paure sono sconfitte, sconfitto è anche il Potere con i suoi elenchi di tentazioni.
- Si può dire Buona Notizia in quanto è la vittoria della vita sulla morte, e questa è la parola ultima e definitiva, allora le paure sono sconfitte, sconfitto è anche il Potere con i suoi elenchi di tentazioni.
Theologica
Lamar Williamson jr.
" Rispetto a Mt. 4,1-11 e Lc. 4,1-13 il racconto che Marco fa della tentazione è assai conciso. Gli elementi più familiari della storia non si rinvengono in Marco: non si accenna a digiuni o al fatto che Gesù abbia fame, nulla viene detto della natura e del contenuto della tentazione, nulla dell'esito della lotta. E tuttavia lo stringato testo di Marco offre più spunti all'interpretazione se si legge il passo teologicamente, badando agli indizi disseminati nel testo.
Uno di questi indizi è lo scenario del deserto, che collega la tentazione di Gesù al ministero di Giovanni Battista, tiene insieme i versetti 1-13 e definisce teologicamente tutto questo materiale (...).
Questo indizio rivela che il conflitto e la lotta sono due elementi fondamentali per un'autentica comprensione del passo sulla tentazione.
I quaranta giorni di Gesù nel deserto (1,13) costituiscono un parallelo ai quaranta anni di Israele nel deserto (Num. 32,13), ai quaranta giorni di Mosè sul Sinai (Es. 34,28) e al viaggio di quaranta giorni e quaranta notti di Elia sino all'Oreb (1Re 19,8).
Oltre al numero quaranta, il denominatore comune in tutte queste allusioni è la crisi indotta da un senso di assenza di Dio. Il deserto è il luogo in cui si annidano forze ostili a Dio, residui del caos primordiale che minaccia la vita umana. Malgrado le apparenze e le sensazioni, Dio è presente nel deserto nelle tradizioni veterotestamentarie (Deut. 2,7; 32,10) e nei racconti marciani (p. es., 1,2-4.35; 6,31-44). La scoperta di questa presenza e provvidenza, tuttavia, nasce dalla lotta e dalla prova. Nell'Antico Testamento Israele mette alla prova Dio nel deserto (Es. 17,7; Deut 6,16); in Marco, Satana mette alla prova Gesù nel deserto.
(...)
Il lezionario propone agli interpreti questo testo la prima domenica di Quaresima: una scelta appropriata, dal momento che i quaranta giorni della Quaresima commemorano i quaranta giorni di Cristo nel deserto. "
tratto da: - Lamar Williamson jr., Marco
Edizione italiana a cura di Teresa Franzosi, (collana Strumenti 17 Commentari),
Claudiana Editrice, Torino, 2004, 55-56.58


