DOMENICA 29 DICEMBRE
Evangelo di Gesù Cristo "secondo Matteo" 2,13-18
Dopo che furono partiti, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse:
«Àlzati, prendi il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e restaci finché io non te lo dico; perché Erode sta per cercare il bambino per farlo morire».
Egli dunque si alzò, prese di notte il bambino e sua madre, e si ritirò in Egitto.
Là rimase fino alla morte di Erode, affinché si adempisse quello che fu detto dal Signore per mezzo del profeta: «Fuori d'Egitto chiamai mio figlio».
Allora Erode, vedendosi beffato dai magi, si adirò moltissimo, e mandò a uccidere tutti i maschi che erano in Betlemme e in tutto il suo territorio dall'età di due anni in giù, secondo il tempo del quale si era esattamente informato dai magi.
Allora si adempì quello che era stato detto per bocca del profeta Geremia:
«Un grido si è udito in Rama, un pianto e un lamento grande:
Rachele piange i suoi figli e rifiuta di essere consolata, perché non sono più».
BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole
Il cuore in esilio
Meditazione biblico-teologica di Maurizio Abbà
Erode figura divenuta simbolo, per antonomasia, dell''ostilità del Potere verso i bambini, e dell'avversione in generale contro l'infanzia.
Erode ha preso alla lettera, però senza capirlo realmente
il senso autentico e profondo di Salmi 8,2:
"Dalla bocca dei bambini e dei lattanti hai tratto una forza",
non è a quel tipo di forza che il salmista si riferisce,
non è la forza del Potere,
ma è il 'potere' della fragilità, di chi ascolta, di chi chiede aiuto,
è il 'potere' della debolezza.
Erode, vedendosi beffato dai magi i biblisti hanno ipotizzato che siano stati venti i bambini uccisi dalla folle paura del Potere che si sentiva minacciato dai neonati e dai bambini piccoli.
Venti bambini, anche se vi fosse stata una sola vittima,
sarebbe stata una perdita insopportabile.
Ma questi calcoli il Potere non li fa.
Nei nostri giorni le vittime sono molto di più.
Ancora oggi la guerra terroristica è Erode, è un Erode enorme per violenza perpetrata,
da più parti, ai nostri giorni
con il gelo delle bombe, con le bombe del gelo del freddo invernale,
con la violenza tremenda delle mine antiuomo, con la privazione della fame e della sete.
Da rilevare come importante è che anche il mondo delle arti, della musica prende posizione.
Il celebre trio musicale Il Volo,
con il concerto svoltosi ad Agrigento e trasmesso in televisione alla Vigilia di Natale,
trasmissione in differita,
(infatti, com'è noto, era stato registrato con largo anticipo: il 31 agosto),
qui occorre sottolineare come importante il messaggio-appello per la pace
messaggio che, purtroppo, in questi mesi non ha perso di attualità.
(Quando perderà di attualità?), il riferimento in particolare è alla lettera appunto
del trio musicale Il Volo scritta a "Nicola-Babbo Natale",
in cui, tra l'altro, scrivendo di regali e di 'giochi' da togliere,
non-regali di cui fare a meno, scrivono di rinunciare a:
" la guerra, non è un gioco",
- e di regali invece, questi sì, da porgere:
"perché se il Natale è l'occasione per gli adulti di tornare bambini,
ai bambini serve il tempo e il futuro per diventare adulti",
Il Volo
Per non dover versare lacrime,
nella preghiera disperata
che non ci sia sangue innocente versato nel "gioco" della guerra dei Potenti;
pianto La perdita innaturale di un figlio, di una figlia.
Non c'è nome per descrivere la situazione sconsolata dei genitori
che restano 'orfani' della loro prole.
Il cuore è in esilio.
Betlemme Rama Rachele
"Rachele madre degli Israeliti del nord, piange sui suoi figli esiliati.
Betlemme, luogo tradizionale della tomba di Rachele.
Rama: luogo di raccolta dei deportati in partenza per l'esilio (Ger 40,1)." (Bibbia TOB).
Betlemme non è più il luogo fruttuoso che abbiamo letto nel testo di Natale,
ora è ricordata per essere soltanto il triste e struggente ricordo una tomba.
- Ricordi di tombe o lasciare tracce per un futuro fruttuoso?
Questo scrive Dio a noi nella sua lettera natalizia quotidiana.
Maurizio Abbà
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