venerdì 27 dicembre 2024

Il cuore in esilio

 

DOMENICA 29 DICEMBRE 

Evangelo di Gesù Cristo "secondo Matteo" 2,13-18

Dopo che furono partiti, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: 

«Àlzati, prendi il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e restaci finché io non te lo dico; perché Erode sta per cercare il bambino per farlo morire». 

Egli dunque si alzò, prese di notte il bambino e sua madre, e si ritirò in Egitto. 

Là rimase fino alla morte di Erode, affinché si adempisse quello che fu detto dal Signore per mezzo del profeta: «Fuori d'Egitto chiamai mio figlio».

Allora Erode, vedendosi beffato dai magi, si adirò moltissimo, e mandò a uccidere tutti i maschi che erano in Betlemme e in tutto il suo territorio dall'età di due anni in giù, secondo il tempo del quale si era esattamente informato dai magi.

Allora si adempì quello che era stato detto per bocca del profeta Geremia:

«Un grido si è udito in Rama, un pianto e un lamento grande:

Rachele piange i suoi figli e rifiuta di essere consolata, perché non sono più».

                                                        

BRICIOLE DI FEDE 

per una fede non in briciole

Il cuore in esilio

                                           Meditazione biblico-teologica di Maurizio Abbà


Erode   figura divenuta simbolo, per antonomasia, dell''ostilità del Potere verso i bambini, e dell'avversione in generale contro l'infanzia.

Erode ha preso alla lettera, però senza capirlo realmente 

il senso autentico e profondo di Salmi 8,2:

"Dalla bocca dei bambini e dei lattanti hai tratto una forza",

non è a quel tipo di forza che il salmista si riferisce, 

non è la forza del Potere,

ma è il 'potere' della fragilità, di chi ascolta,  di chi chiede aiuto,

è il 'potere' della debolezza.


Erode, vedendosi beffato dai magi i biblisti hanno ipotizzato che siano stati venti i bambini uccisi dalla folle paura del Potere che si sentiva minacciato dai neonati e dai bambini piccoli.

Venti bambini, anche se vi fosse stata una sola vittima, 

sarebbe stata una perdita insopportabile.

Ma questi calcoli il Potere non li fa.

Nei nostri giorni le vittime sono molto di più.

Ancora oggi la guerra terroristica è Erode, è un Erode enorme per violenza perpetrata,

da più parti, ai nostri giorni 

con il gelo delle bombe, con le bombe del gelo del freddo invernale,

con la violenza tremenda delle mine antiuomo, con la privazione della fame e della sete.


Da rilevare come importante è che anche il mondo delle arti, della musica prende posizione.

Il celebre trio musicale Il Volo,

con il concerto svoltosi ad Agrigento e trasmesso in televisione alla Vigilia di Natale, 

trasmissione in differita, 

(infatti, com'è noto, era stato registrato con largo anticipo: il 31 agosto), 

qui occorre sottolineare come importante il messaggio-appello per la pace 

messaggio che, purtroppo, in questi mesi non ha perso di attualità.

(Quando perderà di attualità?), il riferimento in particolare è alla lettera appunto 

del trio musicale Il Volo scritta a "Nicola-Babbo Natale", 

in cui, tra l'altro, scrivendo di regali e di 'giochi' da togliere, 

non-regali di cui fare a meno, scrivono di rinunciare a:

la guerra, non è un gioco",

- e di regali invece, questi sì, da porgere:

"perché se il Natale è l'occasione per gli adulti di tornare bambini,

ai bambini serve il tempo e il futuro per diventare adulti", 

                                                                                                      Il Volo


Per non dover versare lacrime,

nella preghiera disperata 

che non ci sia sangue innocente versato nel "gioco" della guerra dei Potenti;


pianto La perdita innaturale di un figlio, di una figlia. 

Non c'è nome per descrivere la situazione sconsolata dei genitori 

che restano 'orfani' della loro prole.

Il cuore è in esilio.


Betlemme Rama Rachele 

"Rachele madre degli Israeliti  del nord, piange sui suoi figli esiliati.

Betlemme, luogo tradizionale della tomba di Rachele. 

Rama: luogo di raccolta dei deportati in partenza per l'esilio (Ger 40,1)." (Bibbia TOB).


Betlemme non è più il luogo fruttuoso che abbiamo letto nel testo di Natale,

ora è ricordata per essere soltanto il triste e struggente ricordo una tomba.


- Ricordi di tombe o lasciare tracce per un futuro fruttuoso?

Questo scrive Dio a noi nella sua lettera natalizia quotidiana.

                                                                                                      Maurizio Abbà





Spes contra Spem. Buon Natale
tratto  dal sito facebook della Rivista Rocca facebook.com/RoccaQuindicinale
in data 25 dicembre 2024




 

















giovedì 26 dicembre 2024

Natività

 

Joseph Mulamba-Mandangi

Natività

(2015)

        pittura grattata su tela e carta 70 x 68 cm           

Centro culturale Boboto Kinshasa-Gombe





mercoledì 25 dicembre 2024

Il segno che cambia tutto


MERCOLEDÌ 25 DICEMBRE - NATALE



Lorenzo Lotto

Adorazione dei pastori   (1534 circa)

dipinto a olio su tela     147x166cm        Pinacoteca Tosio Martinengo - Brescia

è firmato "Lottus"


Evangelo di Gesù Cristo secondo Luca 2,1-14

Bibbia Versione Nuova Riveduta


1 In quel tempo uscì un decreto da parte di Cesare Augusto, che ordinava il censimento di tutto l'impero. 

2 Questo fu il primo censimento fatto quando Quirinio era governatore della Siria.

3 Tutti andavano a farsi registrare, ciascuno alla sua città.

4 Dalla Galilea, dalla città di Nazaret, anche Giuseppe salì in Giudea, 

alla città di Davide chiamata Betlemme, perché era della casa e famiglia di Davide,

5 per farsi registrare con Maria, sua sposa, che era incinta. 

6 Mentre erano là, si compì per lei il tempo del parto;

7 ed ella diede alla luce il suo figlio primogenito, lo fasciò, 

e lo coricò in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo.

8 In quella stessa regione c'erano dei pastori che stavano nei campi e di notte 

facevano la guardia al loro gregge.

9 E un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore risplendé intorno a loro, 

e furono presi da gran timore.

10 L'angelo disse loro: «Non temete, 

perché io vi porto la buona notizia di una grande gioia che tutto il popolo avrà:

11 "Oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è il Cristo, il Signore.

12 E questo vi servirà di segno: troverete un bambino avvolto in fasce e coricato in una mangiatoia"». 

13 E a un tratto vi fu con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste, che lodava Dio e diceva: 

14 «Gloria a Dio nei luoghi altissimi, e pace in terra agli uomini ch'egli gradisce!»


BRICIOLE DI FEDE

per una fede non in briciole

Il segno che cambia tutto


                           Meditazione biblico-teologica di Maurizio Abbà

 

Natale nel suo senso autentico è una festa controcorrente,

si celebra la fragilità che è forte,

si festeggia il donare,

la realtà però conficca anche in questo Natale la paura,

paura delle guerre, del terrorismo, delle malattie, delle pandemie, delle perdite di lavoro,

il 'contro-catalogo' è lungo ahinoi, la realtà è una potenza controcorrente, 

tutto pare avverso allo spirito del Natale, del vero Natale.

Ancora di più dobbiamo soffermarci sulla Parola,

a Betlemme 'casa del pane', fame della Parola,

che rinvia alle cause della fame di cibo per tante persone nel mondo.


Come ci dicono i biblisti:

«La Parola si è fatta carne perché ogni carne si faccia Parola, cioè racconto di Dio»,

(Ermes Ronchi).


Il passo biblico ci parla di 'censimento', 

non siamo numeri registrabili, siamo persone.

Dobbiamo ricordarcelo, volersi bene e voler bene ad altri ha questo significato,

non solo a Natale, tutti i giorni, 

o se lo desideriamo, può essere Natale tutti i giorni.

Un censimento lo possiamo fare noi, non sempre quello delle cose che ci mancano, 

ma di quello che abbiamo ricevuto, e dei grazie da porgere.

Ci torniamo tra poco.


A Betlemme, 'casa del pane', la Parola è pane da spezzare per essere suddiviso,

vale anche per il cibo

cibo per tutti, 

quindi per una economia 

che non sia quella capitalistica che sazia solo pochissimi

e lascia tanti in difficoltà e moltitudini in miseria.


Si può fare,

Betlemme era chiamata anche 'Efrata' che vuol dire ricca di frutti,

è, infatti, zona fertile, a pochi km da Gerusalemme,

ricca appunto di frutti: fichi, olive, mandorle, uva.


A Betlemme è stato recentemente attribuita, 

dagli studiosi, come possibile l'etimologia:

casa della (dea cananaica) Lahama o Lahamu, 

equiparato al dio Ninib lettura in uso della divinità babilonese ed assira Ninib,

divinità della guerra e della caccia, siamo alle solite, ahinoi,

e siamo al bivio decisivo in quanto fondamentale:

casa del pane per sfamare la fame materiale e spirituale

casa delle armi per distruggere persone e animali?



- Purtroppo un Natale senza alcuni dei nostri cari, 

anche per loro dobbiamo raccontare il Natale,

un giorno ...

un giorno faremo festa tutti insieme, 

con noi anche i cari che ci hanno lasciato sì, ma non per sempre, 

torneremo a raccontare le storie dell’Evangelo anche con loro, sicuro, 

allora l’Evangelo di Natale risuonerà 

e sarà pienamente l’Evangelo di Pasqua di Risurrezione in Cristo.

La fede spera questo, la fede del Natale di Gesù Cristo crede questo, fede fragile e vitale, fede piccola come un cucciolo d’uomo, piccola ma grande come la speranza di vita che, nonostante tutto, ti raggiunge proprio là, là dove sei, dove vivi, credi, speri e ami;

Se c'è una com-unione dei santi, tra cielo e terra, 

ecco sta in questo raccontare la Buona Notizia che si è ricevuta

e ri-raccontarla ancora, situandola di generazione in generazione.


Per 'santi' s'intende non dei supereroi della fede,

ma coloro che hanno già percorso e coloro che camminano nella fede, 

dietro la croce nel discepolato della Sequela Christi;

una fede fragile e traballante, 

a volte anche mutilata o persino tranciata,

ad intermittenza, forse a tratti silenziosa, 

ma nonostante tutto è viva


mangiatoia  la Bibbia TOB traduce: la sala degli ospiti

"facendo osservare che Lc usa un vocabolo differente per indicare l'albergo (cf. 10,34). 

La parola qui usata designa in 22,11 la sala dell'ultima cena. 

Nel presente contesto si tratta o del salone di un caravanserraglio 

(di solito dotato di una scuderia) o del soggiorno di un'abitazione (Mt 2,11). 

La tradizione della grotta compare nel II secolo (Giustino).", 

Bibbia TOB.


E questo vi servirà di segno

Gesù era un marginale, era considerato un meno, fin dalla nascita,

la triste sorte delle vite meno, collocate tra parentesi,

come i pastori citati al v. 8,

ma, com'è noto, nelle espressioni matematiche,

se il segno meno (-) è posto davanti alla parentesi, 

allora la parentesi è tolta 

e cambiano i segni per tutti i numeri al suo interno!

Cambia il senso dell'esistenza, cambia tutto per tutti!

Appunto: non siamo solo un numero!

Teologicamente ispirandoci per prendere lo spunto iniziale

dalla lezione di Karl Barth 

nel suo commentario a L'Epistola ai Romani,

in particolare al cap. 13,

Dio è il grande segno meno (-) divino che annienta le presuntuose potenze umane.


A proposito di parentesi durate troppo poco...

com'è noto, nei giorni vicini al Natale 1914: 

accadde una cosa clamorosa,

una fraternizzazione nella prima guerra mondiale, un 'cessate il fuoco' informale ma reale, soldati tedeschi e britannici (e dei francesi) sul fronte occidentale 

da una trincea all'altra,

s'incontrarono, scambiandosi auguri, doni, 

organizzarono persino qualche partita di calcio, 

erano nemici, così gli avevano detto,

ma la forza del Natale per qualche giorno fu più forte. 

Ad ogni Natale e non solo a Natale 

occorre ricordare questo evento incredibile, 

ma vero.

Si è svolto davvero; ma, al solito, al Potere questo non piaceva per nulla. 

La forza evangelica del Natale non può essere solo una parentesi transitoria,

è una luce che risplende nelle tenebre: 

tanto per cominciare e tanto per... proseguire.


Angelo della guerra? No

Angelo della Pace?    , che scaccia le paure ed accoglie lo spirito della Pace


Gesù è nato, Gesù è veramente nato! 

Buon Vero Natale!

martedì 24 dicembre 2024

La Scrittura invita alla ri-scrittura

 

Parole di Vita 6/2024

www.queriniana.it

"Le numerose riprese del libro di Isaia nel Nuovo Testamento e, in particolare, alcune sue espressioni e profezie, hanno portato spesso ad appellarlo anche come il “quinto vangelo”. Per quanto si tratti di una definizione tradizionale non più condivisa da tutti gli studiosi, ha ancora una certa efficacia, non solo se si pensa alla portata di “lieto annuncio” che assumono molte pagine di Isaia (specialmente dei capp. 40 e 61 e, in generale, della seconda parte), ma anche se è vero che la Scrittura è spesso da intendere come ri-scrittura, un processo continuo di rimandi e riprese di opere precedenti in testi successivi, fenomeno molto antico (anche se messo espressamente a tema solo in tempi recenti) che prende il nome di intertestualità."


dall'Editoriale di Elena Maria Laluce

lunedì 23 dicembre 2024

Avvento è

 

Avvento è... imparare a dire grazie,

essere grati,

la Gratitudine sentimento da riscoprire 

e da irradiare luminosamente

                                                                                   

                                                                         Maurizio Abbà

domenica 22 dicembre 2024

Gravide di gioia e di speranza

 

DOMENICA 22 DICEMBRE - IV NELL'AVVENTO

Evangelo di Gesù Cristo seconda Luca 1,39-45

Bibbia Versione Nuova Riveduta

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta nella regione montuosa, in una città di Giuda, ed entrò in casa di Zaccaria e salutò Elisabetta.  Appena Elisabetta udì il saluto di Maria, il bambino le balzò nel grembo; ed Elisabetta fu piena di Spirito Santo, e ad alta voce esclamò: 

«Benedetta sei tu fra le donne, e benedetto è il frutto del tuo seno! Come mai mi è dato che la madre del mio Signore venga da me? Poiché ecco, non appena la voce del tuo saluto mi è giunta agli orecchi, per la gioia il bambino mi è balzato nel grembo. 

Beata è colei che ha creduto che quanto le è stato detto da parte del Signore avrà compimento».


BRICIOLE DI FEDE

per una fede non in briciole

Gravide di gioia e di speranza


                         Meditazione biblico-teologica di Maurizio Abbà


Qui è la storia di due gravidanze.

Per Maria il viaggio è da Nazaret per una località non precisata, 

("anche se a partire dal VI secolo è stata proposta la cittadina di Ain-Karem, a 6 km da Gerusalemme; è stato calcolato che la distanza tra Nazaret e la Giudea era di circa 80/100 miglia (128/160 km), e avrebbe comportato un viaggio di circa tre o quattro giorni", citazione tratta da: Antonio Landi, Luca. Introduzione e commento, Queriniana, 2024, 87);

località non precisata, 

è la località dove ognuna di noi vorrebbe recarsi,

per ri-trovarsi con sorpresa gratitudine


un cammino in salita nella regione montuosa

una salita anche e soprattutto spirituale.

Maria, infatti, stava percorrendo un'avventura di fede, un'avventura di vita,

di vita nella fede, di fede nella vita.


Maria, ebraico: Miriam aramaico: Marjam,

si alzò prefigurazione di un racconto che avrà sullo sfondo la Risurrezione,

con uno dei verbi principali dell'evento della Risurrezione: l'alzarsi


in fretta quest'espressione la troviamo solo qui in Luca.

altra considerazione importante da farsi, come c'insegnano i biblisti,

è che si può tradurre anche con sollecitudine 

allora entriamo in una dimensione diversa, 

non di tempo che si sovrappone freneticamente,

ma di premuroso coinvolgimento e partecipazione,


una città di Giuda (potrebbe significare 'lode di Dio'),

Zaccaria   (il nome significa 'Dio (si) ricorda'),

Elisabetta (nome che significa 'Dio è perfezione', anche 'Dio è (il mio) voto). 


Maria entra in una casa in una regione il cui nome richiama la lode di Dio,

dove i nomi delle persone che vi abitano rammentano che:

Dio si ricorda e porta a compimento quanto ha promesso!


Maria è come avvolta in uno spazio foriero di attesa che si compie.


ad

alta grande voce

il termine originario è più aspro, è 'grido', 'urlo',

termine che rende meglio la gioia prorompente, florida, formosa.


Una volta tanto sono grida, urla ma di gioia!


- Invece,

invece la Storia del Cristianesimo è stata tante cose, 

ma soprattutto è stata una storia senza gioia.


La gravidanza di una gioia che attende finalmente di poter venire alla luce.

Certo, vi sono state delle eccezioni, 

allora dallo scrigno dell'esistenza si può andare ad estrarre i momenti gioiosi,

ne abbiamo bisogno, 

non per coltivare rimpianti, 

ma per vivere ancora momenti lieti,

proprio ora, 

in controcorrente per aprire un varco alla speranza.







sabato 21 dicembre 2024

Il tempo dell'Avvento secondo Dietrich Bonhoeffer


Il tempo dell’Avvento è tempo di attesa


Gesù sta di fronte alla porta e bussa (Ap 3,20); del tutto realmente, egli ti scongiura di essere aiutato nella forma del mendicante, del bambino vestito miseramente, ti viene incontro in ogni uomo che ti si para davanti. 

Cristo peregrina sulla terra finché ci sono uomini che sono il tuo prossimo, che sono lo strumento con cui Dio ti chiama, ti appella, ti rivolge richieste. Questa è la più grande serietà e la beatitudine del messaggio dell’Avvento. Cristo sta di fronte alla porta, vive nella figura dell’umanità fra di noi, gli vuoi aprire le porte o gliele vuoi chiudere?

Ci può suonare strano di vedere in un volto così vicino Cristo, ma egli ha detto che chi si sottrae alla serietà del messaggio dell’Avvento, nemmeno può parlare in cuor suo della venuta di Cristo.

[…]

Cristo bussa, non è ancora Natale, ma non è nemmeno l’ultimo grande Avvento, l’ultima venuta di Cristo, e con tutti gli avventi della nostra vita che festeggiamo, il desiderio va verso l’Avvento definitivo, dove si dice: «Ecco, faccio nuove tutte le cose» (Ap 21,5).

Il tempo dell’Avvento è tempo di attesa, ma la nostra intera vita è tempo di Avvento, il che significa di attesa del tempo ultimo, quello in cui saranno cielo e terra nuovi.

                                                                                                                Dietrich Bonhoeffer


citazione tratta da:

- Dietrich Bonhoeffer 

Voglio vivere questi giorni con voi

a cura di Manfred Weber, traduzione di Andra Aguti e Guido Ferrari, (books),

Editrice Queriniana, Brescia, 2007, p. 378.


venerdì 20 dicembre 2024

SETE DI SPERANZA



LA TERRA È IN ATTESA 


La terra soffre ed è in attesa: 

ha sete di bontà. 

Nelle lotte della vita, 

che procurano tanti traumi, 

Dio vuole soccorrere, 

Dio vuole lenire, 

Dio vuole guarire. 


La terra soffre ed è in attesa: 

ha sete di misericordia. 

Fra gli uomini, 

dove l'odio brucia e le guerre devastano, 

Dio vuole perdonare, 

Dio vuole riconciliare, 

Dio vuole salvare. 


La terra soffre ed è in attesa: ha sete di speranza. 

Su questa terra 

corrosa da tanta angoscia e disperazione, 

Dio vuole portare la pace, 

Dio vuole vincere la morte, 

Dio vuole aprire i cieli.


                                                                                        Daniel Lusangu

                                                                                               Congo


giovedì 19 dicembre 2024

La corporeità della fede nelle opere

 

Signore, donaci occhi per vedere il nostro prossimo,

orecchie per ascoltarlo e comprenderlo.

Mani che imparino ad aiutare e a guarire;

piedi che non esitino quando c'è bisogno di correre in aiuto.

Cuori che si rallegrino quando uno altro ride; 

una bocca che dica ciò che rende felice.

                                                                         Friedrich Walz

mercoledì 18 dicembre 2024

Per la spiritualità dell'Avvento

 

Breviario teologico dell'Avvento


Una delle più chiare linee emergenti dal travaglio della teologia 

contemporanea è una riscoperta e valorizzazione della dimensione 

escatologica del messaggio cristiano:

da Barth, secondo il quale un cristianesimo 

che non sia in tutto e per tutto escatologia,

non avrebbe niente a che fare con Cristo, 

fino ai più recenti programmi di una teologia del futuro,

di una teologia della speranza, di una teologia politica,

e di una teologia della liberazione. 


Riscoperta che ha modulato il tema escatologico in vario modo, 

con accentuazione del «già» dell'evento-Cristo 

o con accentuazione del «non ancora» del regno di Dio che viene.


Le varie prospettive sono destinate in qualche modo a integrarsi 

secondo quella communio sanctorum

che dovrebbe valere anche in teologia.

    Ora, il tema escatologico è congeniale alla spiritualità dell'Avvento.                                                                 

                                                                                                      Rosino Gibellini


tratto da:

- Rosino Gibellini (a cura di),

Breviario Teologico dell'Avvento

Queriniana Editrice, Brescia, 1975, pagina 7.


martedì 17 dicembre 2024

Questionario dell'Avvento di Andrea Schwarz

 


Un Natale incontenibile


" Quest’anno sento lo spirito dell’Avvento, lo sto vivendo? 

Oppure sono ancora in pieno novembre o sto già festeggiando il Natale?

  • –  Che colore ha il mio Avvento quest’anno?

  • –  Che “sapore” ha il mio Avvento?

  • –  Che “odore” ha?

  • –  Quale buio dentro di me potrebbe aver bisogno di una stella?


  • –  Che nome darei al mio Avvento?

  • –  Quest’anno qual è il mio canto o la mia canzone per l’Avvento? 

  • (può essere un canto classico, 

  • ma anche una canzone modernissima e non religiosa...).


  • –  C’è un passo biblico che, per me, è legato a questo Avvento?

  • –  Che cosa desidero davvero nel profondo?

  • –  C’è qualcosa dentro di me che vuole venire al mondo?

  • –  Sto aspettando qualcosa o qualcuno?


  • –  Con chi o con che cosa nel racconto biblico del Natale 

  • mi sono identificato o identificata particolarmente quest’anno? 

  • Con i pastori, con i Magi dall’Oriente? 

  • Con la stella cometa, la stalla, la mangiatoia? 

  • O forse sono più che altro una candelo* – o magari l’asino? 

  • Oppure...? "



* candelo potrebbe essere un refuso,
in italiano però teniamo anche presente che 'candelo' è variante antica di candela
infatti, il vocabolo è attestato in Dante, Commedia, Paradiso, Canto XI, 15;



Il questionario dell'Avvento è tratto da:

- Andrea Schwarz

Un Natale incontenibile 

Letture diverse dal solito per l'Avvento e il Natale

Queriniana, Brescia, 2024, pp. 136,

www.queriniana.it

lunedì 16 dicembre 2024

Una Ri-Vista per rivedere la realtà da prospettive diverse

 

L'immagine di copertina è tratta dal sito: 

www.pressenza.com/it/2024/10/israele-e-palestina-dalla-parte-dei-bambini/


Tempi di fraternità

La Rivista fondata da fra Elio Taretto (1935-1993)


Sito: https://www.tempidifraternita.it/

e-mail: info@tempidifraternita.it

su Facebook: https://www.facebook.com/tempidifraternita.it/

su Twitter: @tdf_periodico




domenica 15 dicembre 2024

Ri-cominciare ancora una volta da capo?

 

DOMENICA 15 DICEMBRE - III NELL'AVVENTO

Versione Biblica Nuova Riveduta

Evangelo di Gesù Cristo secondo Luca 3,10-18


E la folla lo interrogava, dicendo: «Allora, che dobbiamo fare?» 

Egli rispondeva loro: 

«Chi ha due tuniche, ne faccia parte a chi non ne ha; 

e chi ha da mangiare, faccia altrettanto».

Vennero anche dei pubblicani per essere battezzati e gli dissero: 

«Maestro, che dobbiamo fare?» 


Ed egli rispose loro: «Non riscotete nulla di più di quello che vi è ordinato».

Lo interrogarono pure dei soldati, dicendo: 

«E noi, che dobbiamo fare?» Ed egli a loro: 

«Non fate estorsioni, non opprimete nessuno con false denuncie, 

e contentatevi della vostra paga».

Ora il popolo era in attesa 

e tutti si domandavano in cuor loro se Giovanni fosse il Cristo.


Giovanni rispose, dicendo a tutti: 

«Io vi battezzo in acqua; 

ma viene colui che è più forte di me, 

al quale io non sono degno di sciogliere il legaccio dei calzari. 

Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. 

Egli ha in mano il suo ventilabro per ripulire interamente la sua aia 

e raccogliere il grano nel suo granaio; 

ma la pula, la brucerà con fuoco inestinguibile».

Così, con molte e varie esortazioni evangelizzava il popolo;



BRICIOLE DI FEDE

per una fede non in briciole

Ri-cominciare da capo?


                     Meditazione biblico-teologica di Maurizio Abbà


Uno stile di vita diverso, sobrio, non basato sull'oppressione e sull'avidità,

e non sull'aumento costante e folle delle spese militari.

Questi sarebbero i primi tratti di una società diversa, 

per poter vivere e dare speranza di futuro che si può immaginare:

un futuro vero, 

un futuro sereno alle prossime generazioni,


Purtroppo questi sono i tratti di una società sempre più fantascientifici 

in confronto alla realtà che viviamo.

- Il Regno di Dio che viene è come un raggio di luce che illumina il buio delle nostre realtà.

Che fare?


Drewermann in riferimento al che fare? e a Giovanni detto il Battista:

"Giovanni stesso accompagna il suo messaggio con un'altra immagine, un simbolo prodigioso. La venuta del regno di Dio - così egli pare più sentire che pensare - implica un inizio completamente nuovo, e questo non è qualcosa che si possa fare. È come ritornare all'alba della creazione, come rincasare nell'origine dell'essere. Dunque, quest'immagine del battesimo. Come sarebbe se a ciascuno di noi uomini fosse data l'opportunità di ricominciare ancora una volta da capo?", Eugen Drewermann, Il Cielo aperto. Prediche per l'Avvento e il Natale, Queriniana, 1997, p. 114.


Effettivamente il ri-cominciare da capo 

può essere: ora desiderio, ora tentazione, ora ambizione, ora rimpianto, o ... 

come possibilità, in un certo senso, in una certa direzione, in un certo modo,

d'impostare ora, adesso, uno stile di vita diverso, per una prospettiva diversa,

per un cambiamento vitale.


Per un nuovo inizio, 

senza presunzioni e senza vanità,

certo fragile, 

ma con quell'ingrediente, 

di cui le Religioni sembrano prive,

se non per perseguitarlo: 

il sorriso dialogico e rigenerante.


Allora il Battesimo come attesa compiuta di un sorriso, 

può essere traccia significativa di questo percorso di ri-cominciare

 nella lietezza della Buona Notizia della fede evangelica,

anche questa, senza ingenuità, sembra essere follia, 

ma questa è follia evangelica per  un presente ed un futuro di vita e di pace.



sabato 14 dicembre 2024

Il dono generoso della misericordia

 

non solo avrai un Dio misericordioso,

ma aiuterai anche molti altri 

a venire a Colui 

al quale tu sei venuto                                                                            

                                                                       Martin Lutero

venerdì 13 dicembre 2024

Avvento si attende Cristo il Principe della pace

 

"Come ci è voluto del tempo perché l’umanità potesse vedere 

«squarciarsi i cieli e discendere Colui che doveva venire», 

così ognuno di noi ha bisogno di tempo per preparare ogni anno 

la celebrazione della sua nascita. 


Il tempo dell’Avvento diventa così una possibilità, 

una felice opportunità per ritrovare i percorsi che ci conducono al Principe della pace. 

Egli ci fa dono della sua pace: pace con Dio, pace con noi stessi, pace con gli altri, 

pace con l’ambiente in cui viviamo. 


In un’epoca in cui la violenza e l’arroganza sembrano crescere, 

l’unica forza capace di contrastarle è proprio la Pace: 

la pace del nostro cuore, la pace salda, indistruttibile, la pace saggia ed intelligente. 

Quale uomo e quale donna non aspira ad avere una pace simile dentro di sé? 

Essa non coincide semplicemente con l’assenza di conflitti, 

non ha nulla a che vedere con un sopore beato o un egoismo indifferente. 


La pace, quella di Dio, 

è un dono che abita la nostra coscienza e il nostro spirito 

e che ci spinge verso tempi migliori. 

È la mobilitazione di tutte le nostre facoltà nella costruzione di un mondo nuovo 

che accoglie il Principe della pace."



tratto da: 

Roberto Laurita

Parole chiave per l'Avvento e il Natale

Queriniana, Brescia, 2024, pp. 80.

www.queriniana.it

Parole chiave per l’Avvento e il Natale

giovedì 12 dicembre 2024

Gli indiani nordamericani e la corona dell'Avvento

 

"Gli indiani nordamericani immaginavano che l'amore di Dio ci circondi

e venga dalle quattro direzioni per stare con noi.

La tradizionale corona dell'Avvento si presta bene a questa immagine, 

con il suo cerchio di sempreverdi illuminato da quattro candele 

che attraggono lo sguardo verso il centro, 

dove sta la candela di Cristo.

Insieme ci ricordano che l'amore di Dio in Cristo Gesù ci abbraccia

e viene a noi attraverso i giorni e le stagioni della nostra vita,

per renderci uno con Dio."


                                                                                tratto da: Il Cenacolo

mercoledì 11 dicembre 2024

O è Natale tutti i giorni da una canzone di Irene Grandi

 

Non so perchéQuesto lusso di cartoneSe razzismo, guerra e fameAncora uccidon le persone
Lo sai cos'è
Dovremmo stringerci le maniO è Natale tutti i giorniO non è Natale mai 
Lo sai cos'è 
Dovremmo stringerci le mani
O è Natale tutti i giorniO non è NataleO è Natale tutti i giorniO non è Natale
O è Natale tutti i giorniO non è Natale mai

                                             Irene Grandi

 tratto dalla canzone O è Natale tutti i giorni

martedì 10 dicembre 2024

La Teologia secondo Karl Barth

 

Fra tutte le scienze la teologia è la più bella, 

quella che tocca più profondamente l’intelligenza e il cuore, 

quella che si avvicina di più alla realtà umana 

ed offre la visione più chiara della verità che ogni scienza ricerca; 

che si avvicina di più al significato di quel nome venerabile e profondo di «facoltà». 


In altre parole un paesaggio con prospettive lontanissime e tuttavia sempre luminose, 

come quelle dell’Umbria e della Toscana; 

un’opera d’arte così sovrana e bizzarra come il duomo di Colonia o di Milano. 


Poveri teologi e poveri tempi della teologia 

che ancora non hanno percepito questa bellezza! 

Ma fra tutte le scienze la teologia è anche la più difficile e la più pericolosa, 

quella in cui, quando ci si impegna, 

si può facilmente cadere nella disperazione 

ovvero — ed è quasi ancor peggio — nell’orgoglio. 


La scienza, che svolazzando o sclerotizzandosi, 

può diventare la cosa peggiore che si possa immaginare: la caricatura di se stessa. 


C’è una scienza che possa diventare così mostruosa e così noiosa come la teologia? 

Non sarebbe teologo colui che non si fosse spaventato di fronte ai suoi abissi 

o che avesse cessato di esserne spaventato.

                                                                                                                         Karl Barth


lunedì 9 dicembre 2024

Luigi Ciotti: ripensare il concetto di bellezza


"Mai come in quest’epoca la parola bellezza corre nelle bocche, 

ma mai come in quest’epoca la parola non corrisponde alla cosa: 

viviamo in un mondo tutt’altro che “bello”, un mondo che presenta - più spesso 

ci sbatte in faccia - bruttezze, storture, ferite, violenze. 

Un mondo dove la vita è “bella”, solo per una minoranza ricca e potente 

che se lo può permettere, per tutti gli altri una pena, una fatica, spesso un inferno. 

E allora bisogna credo ripensare il concetto di bellezza, 

trovare anche per questa parola così importante un nuovo paradigma"


tratto dall'Introduzione di Luigi Ciotti al libro di

Tomaso Montanari - Andrea Bigalli

Arte è liberazione

Introduzione di Luigi Ciotti

EGA-Edizioni Gruppo Abele, Torino, 2020, pp. 144

www.edizionigruppoabele.it


 Arte è liberazione

In copertina: Caravaggio, Le Sette opere di Misericordia, particolare

(1600) Pio Monte della Misericordia, Napoli

Progetto grafico di copertina di Elisabetta Ognibene

domenica 8 dicembre 2024

Una Parola per Te

 

DOMENICA 8 DICEMBRE - II NELL'AVVENTO

Evangelo di Gesù Cristo secondo Luca 1,26-28

Versione Biblica Nuova Riveduta

Al sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città di Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine fidanzata a un uomo chiamato Giuseppe, della casa di Davide; e il nome della vergine era Maria. L'angelo, entrato da lei, disse: «Ti saluto, o favorita dalla grazia; il Signore è con te». Ella fu turbata a queste parole, e si domandava che cosa volesse dire un tale saluto. L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco, tu concepirai e partorirai un figlio, e gli porrai nome Gesù. Questi sarà grande e sarà chiamato Figlio dell'Altissimo, e il Signore Dio gli darà il trono di Davide, suo padre. Egli regnerà sulla casa di Giacobbe in eterno, e il suo regno non avrà mai fine». Maria disse all'angelo: «Come avverrà questo, dal momento che non conosco uomo?» L'angelo le rispose: «Lo Spirito Santo verrà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà dell'ombra sua; perciò, anche colui che nascerà sarà chiamato Santo, Figlio di Dio. Ecco, Elisabetta, tua parente, ha concepito anche lei un figlio nella sua vecchiaia; e questo è il sesto mese, per lei, che era chiamata sterile;  poiché nessuna parola di Dio rimarrà inefficace». Maria disse: «Ecco, io sono la serva del Signore; mi sia fatto secondo la tua parola». E l'angelo la lasciò.


BRICIOLE DI FEDE

per una fede non in briciole

Una Parola per Te

                                                            

                                                             Meditazione di Maurizio Abbà


La Parola di Dio è feconda nel suo senso di fede rigenerante,

per ogni generazione,

si espande e risuona diversamente là dove siamo situati, (Salmi 62,11!).


Una Parola gravida di tanto, di tutto, 

vediamo alcuni significativi scampoli del tessuto salvifico,

(certamente ve ne sono molti altri):


- l'angelo (senza ali, come sono quasi tutti gli angeli) che porta una Buona Notizia,

che però all'inizio ha i tratti della sorpresa, 

davvero non preventivabile, non scrutabile

nei suoi profondi orizzonti di storia della salvezza.

Buona Notizia

da ricevere non per calcolo religioso, ma laicamente per fede.


Una fede accolta in grembo 

e da curare con premura

così che possa sbocciare tra le rose, (Salmi 8,2!), 

nonostante le spine della vita quotidiana;


- la solidarietà tra donne e tra generazioni diverse in Elisabetta e Maria

solidarietà prima da 'remoto' e poi in 'presenza', (Luca 1,39-45),

solidarietà che non accadrà sempre nella Storia travagliata 

delle figlie dell'altra metà del cielo;


- un Giuseppe ai margini (apparentemente) di questo racconto, 

che deve ripensarsi come uomo 

ripensarsi nel suo ruolo, nel suo ambito, nella sua fede,

personaggio in cerca d'autore,

posizione fragile ma, anche per lui, tutta in costruzione,

anche qui il riverbero è in proiezione a noi contemporanea evidentemente.


Mentre Maria serberà nella sua meditazione quanto accaduto (Luca 2,19), 

in 'verticale', potremmo dire,

Giuseppe altrettanto, ma su di un piano relazionale, in 'orizzontale', se così si può dire.


La Parola è feconda e permane proprio nella sua fragilità,

la fragilità divina di un neonato (Luca 2,12!),


per noi risuona anche tenero ed energico

II Corinzi 12,10, l'apostolo Paolo quando ci dice:

"perché quando sono debole, allora sono forte",


Con il solito accorgimento che è bene far risuonare ancora una volta, 

anzi sempre al bisogno:


"Non c'è in un'intera vita cosa più importante da fare 

che chinarsi 

perché un altro, 

cingendoti il collo, 

possa rialzarsi. " *  

                                                                                                             

* tratto da: 

Luigi PintorServabo. Memoria di fine secolo, Bollati Boringhieri, Torino, 1991.