mercoledì 30 gennaio 2019

Credo in unico Dio, Padre e Madre

Credo in un unico Dio, Padre
e Madre di tutti Noi umani,
che nel tempo accompagna con
fedeltà e amore
l'evoluzione Nostra e della Natura tutta da
Lui creata.
Credo che Egli ci sia Genitore
come lo fu di Gesù il Cristo,
il Suo perfetto Figlio primogenito,
e di tutti coloro che Lo hanno finora
annunciato
con piena fedeltà al Suo Santo Spirito.
Credo che, con la nostra libera adesione,
Egli voglia proteggere la nostra vita
di peccatori
da tutto il male che su di essa incombe,
affinché possa un giorno essere piena e
perfetta nella Sua luce.
Questo per tutti e per sempre.
Amen
                                                  Sandra S.


tratto da: - Rocca quindicinale della Pro Civitate Christiana
n. 2 - 15 gennaio 2019, 47, Credo dire la fede oggi.

domenica 27 gennaio 2019

la Lumière - Domenica 27 gennaio 2019

foglio biblico-teologico-liturgico
gratuito



3a   DOPO L’EPIFANIA
Evangelo di Gesù Cristo secondo Luca 4,14-21
14 Gesù, nella potenza dello Spirito, se ne tornò in Galilea; e la sua fama si sparse per tutta la regione. 
15 E insegnava nelle loro sinagoghe, glorificato da tutti.

16 Si recò a Nazaret, dov'era stato allevato e, com'era solito, entrò in giorno di sabato nella sinagoga. Alzatosi per leggere, 

17 gli fu dato il libro del profeta Isaia. Aperto il libro, trovò quel passo dov'era scritto: 18 «Lo Spirito del Signore è sopra di me,
perciò mi ha unto per evangelizzare i poveri;
mi ha mandato per annunciare la liberazione ai prigionieri
e il ricupero della vista ai ciechi;
per rimettere in libertà gli oppressi,
19 per proclamare l'anno accettevole del Signore». 20 Poi, chiuso il libro e resolo all'inserviente, si mise a sedere; e gli occhi di tutti nella sinagoga erano fissi su di lui. 21 Egli prese a dir loro: «Oggi, si è adempiuta questa Scrittura, che voi udite».



BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole 

 Fare Memoria, Memoria del Fare

Maurizio Abbà

Gesù, Ebreo osservante, entrava di Sabato, 
nelle sinagoghe e partecipava all'attività di ascolto e di lettura
dei Testi dove si trova la Parola.
Bisogna fare anche memoria dell'ebraicità di Gesù, 
questo in Occidente, e non solo in Occidente, 
può essere antidoto al veleno dell'antisemitismo che continua purtroppo a scorrere.

Esodo 20,7 

Non pronunciare il nome del SIGNORE, Dio tuo, invano;


“Invano”, in lingua ebraica: “shaveh” (dalle lettere: shin, waw, alef ) al femminile formano un termine che nella memoria ci fa rabbrividire ma deve tenerci costantemente attenti per evitare che si ripeta: il termine è shoah
La Shoah: ossia lo Sterminio nazista di milioni e milioni di esseri umani: ebrei, zingari, handicappati, testimoni di Geova, oppositori politici civili e militari, di destra, centro, e sinistra, omosessuali.  Milioni di persone, milioni di vittime.

‘Shoah’ indica la situazione in cui non c’è distinzione, non c’è differenza e l’individuo non riesce più ad essere se stesso.

 

Shoah: vuol dire che la vita risulta appiattita fino all’annichilimento, è annientata la particolare vitalità che caratterizza ogni persona.

Per questo allora la memoria individuale e collettiva di tutti deve funzionare non vanamente
Dobbiamo uscire, è l’invito del Rabbi Nachman di Brazlav (1772-1811), bisogna uscire dalla parola “già parlata” e dal pensiero “già pensato” nei quali tante volte siamo tentati di rinchiuderci. 
Questo vuol dire non farsi restringere la visuale dai pregiudizi che oscurano i nostri sensi.

Questo vuol dire non farsi vincere dall'indifferenza.







 

giovedì 24 gennaio 2019

ecco un nuovo interessante blog

ecco un nuovo interessante blog, a cura di Angelo Rotundo,
ecco il link:

https://la-via-teologie-in-cammino.blogspot.com

sabato 19 gennaio 2019

la Lumière - Giovanni 2,1-12 - Domenica 20 gennaio 2019

foglio biblico-teologico-liturgico


2a   DOPO L’EPIFANIA
Evangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni
2,1-12

1 Tre giorni dopo, ci fu una festa nuziale in Cana di Galilea, e c'era la madre di Gesù. 2 E Gesù pure fu invitato con i suoi discepoli alle nozze. 3 Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno più vino». 4 Gesù le disse: «Che c'è fra me e te, o donna? L'ora mia non è ancora venuta». 5 Sua madre disse ai servitori: «Fate tutto quel che vi dirà». 6 C'erano là sei recipienti di pietra, del tipo adoperato per la purificazione dei Giudei, i quali contenevano ciascuno due o tre misure. 7 Gesù disse loro: «Riempite d'acqua i recipienti». Ed essi li riempirono fino all'orlo. 8 Poi disse loro: «Adesso attingete e portatene al maestro di tavola». Ed essi gliene portarono. 9 Quando il maestro di tavola ebbe assaggiato l'acqua che era diventata vino (egli non ne conosceva la provenienza, ma la sapevano bene i servitori che avevano attinto l'acqua), chiamò lo sposo e gli disse: 10 «Ognuno serve prima il vino buono; e quando si è bevuto abbondantemente, il meno buono; tu, invece, hai tenuto il vino buono fino ad ora».
11 Gesù fece questo primo dei suoi segni miracolosi in Cana di Galilea, e manifestò la sua gloria, e i suoi discepoli credettero in lui.
12 Dopo questo, scese a Capernaum egli con sua madre, con i suoi fratelli e i suoi discepoli, e rimasero là alcuni giorni.




BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole

Cambiare per Diventare

Maurizio Abbà


trasformazione: l'acqua che diventa vino (ed è vino buono!), 
di tutti i miracoli di Gesù 
(anzi i 'segni' come attesta il IV Evangelo Giovanni appunto) 
questo sembra essere il meno urgente e pare quasi rasentare il superfluo.

L'acqua poi è fondamentale, ed è (sempre più) preziosa,
in quanto è sempre più rara ed è assolutamente necessaria, 
mentre il vino non lo è.

Ma l'invito qua, se si legge bene, è a trasformare.
Trasformare non per alterare ma per cambiare.
Imparare ad essere.
Da secoli le chiese cristiane disputano tra loro sulla 
trasformazione nell'Eucaristia- Cena del Signore 
degli elementi del pane e del vino.
Potrebbero cominciare ad aiutare a trasformare 
le relazioni. In relazioni buone: questo sì sarebbe un grande miracolo,
un segno potente e... nutriente!


giovedì 17 gennaio 2019

E il vangelo è Cristo, il risorto in persona, 
colui di cui qui si parla.
In principio c'è Dio e Dio sarà alla fine, 
egli è libero signore del mondo 
e permette che noi di tutto abbiamo notizia: 
questa è misericordia, è grazia,
è remissione, è consolazione.

                                                     Dietrich Bonhoeffer




tratto da: 
- Dietrich Bonhoeffer 
    Voglio Vivere questi Giorni con Voi

A cura di Manfred Weber
Traduzione dal tedesco di Andrea Aguti e Guido Ferrari
(books), Editrice Queriniana, Brescia, 2007, 27.

lunedì 14 gennaio 2019


Dalla dimenticanza protegge soltanto l'amore

                                                                              Dietrich Bonhoeffer

tratto da: 


-     Dietrich Bonhoeffer, Voglio Vivere questi Giorni con Voi

A cura di Manfred Weber
Traduzione dal tedesco di Andrea Aguti e Guido Ferrari
(books), Editrice Queriniana, Brescia, 2007, 24.

sabato 12 gennaio 2019

Domenica 13 gennaio 2019 - Luca 3,15-16.21-22



DOMENICA 13 GENNAIO – 1a   DOPO L’EPIFANIA
  
Evangelo di Gesù Cristo secondo Luca 3,15-16.21-22

15 Ora il popolo era in attesa e tutti si domandavano in cuor loro se Giovanni fosse il Cristo. 16 Giovanni rispose, dicendo a tutti: «Io vi battezzo in acqua; ma viene colui che è più forte di me, al quale io non sono degno di sciogliere il legaccio dei calzari. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco.

21 Ora, mentre tutto il popolo si faceva battezzare, anche Gesù fu battezzato; e, mentre pregava, si aprì il cielo, 22 e lo Spirito Santo scese su di lui in forma corporea, come una colomba; e venne una voce dal cielo: «Tu sei il mio diletto Figlio; in te mi sono compiaciuto».



BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole 

Aprire il cielo
Maurizio Abbà


Giovanni il Battista è personaggio che nella sua autonomia configura una
spiritualità e una tipologia di credente che procede nell'invitare a convertirsi,
a cambiare vita.
Nei racconti evangelici, è un apripista, ma è un personaggio appunto
con una sua autonomia e precisa configurazione;
è la dignità di ogni persona, anche della tua.
Giovanni ha inoltre l'umiltà di ri-conoscere che Gesù è l'Atteso.
Quindi sposta l'attenzione verso Gesù. Gesù stesso ha l'umiltà di essere battezzato.
Il Battesimo richiede infatti la disponibilità a dire sì ad un sì che ci precede.
Nel battesimo dei neonati c'è chi prende un impegno per noi (i genitori, i nonni) occorrerà poi
in età consapevole un atto ecclesiastico, che in alcune chiese evangeliche è:
la Confermazione,
per confermare quanto non si era in grado di poter esprimere con il proprio assenso.

Il Battesimo in età di consapevolezza, il Battesimo dei credenti
è un sì che incontra il sì che ci precede, il sì di Dio
a noi, il sì di Dio a te, proprio a te, a noi.

La risorsa della preghiera, costante e profonda, apre il cielo, Credici!
Riuscire ad aprire spiragli nel cielo apre squarci di senso piacevolmente inaspettati,
graditi qui sulla terra.
Apre alla speranza, alle speranze.
Speranze che possono scaturire.

Come una colomba è lo Spirito Santo.
La speranza può spiccare il volo come una colomba.
Impariamo da questo testo lucano che:
il Battesimo ha le ali.
Quali sono queste ali? Umiltà e Dignità.

Come sempre c'è molto da imparare.
Allora spicchiamo il volo per cambiare la vita,
la preghiera ci porge questa possibilità.
Ricordando che
come una colomba è lo Spirito Santo.








mercoledì 9 gennaio 2019

Credere Oggi

Credo in Dio e nell'uomo
quale immagine di Dio.
Credo negli uomini,
nel loro pensiero,
nella loro sterminata fatica
che ha fatto quello che sono.
Credo nella vita
come gioia e come durata:
non prestito effimero dominato
dalla morte, ma dono definitivo.
Credo nella gioia,
la gioia di ogni stagione,
di ogni tappa, di ogni aurora,
di ogni tramonto, di ogni volto,
di ogni raggio di luce che parta
dal cervello, dai sensi, dal cuore.
Credo nella gioia dell'amicizia,
nella fedeltà
e nella parola degli uomini.

                       p. Giulio Bevilacqua



tratto da: - Rocca quindicinale della Pro Civitate Christiana
n. 24 - 15 dicembre 2018, 50, Credo dire la fede oggi.

lunedì 7 gennaio 2019

Il primo miracolo di Gesù


    " Le nozze di Cana (Gv 2,1-11) raccontano del «primo miracolo che fece Gesù» per rivelare la sua gloria, di un segno assai sorprendente, e per la nostra mentalità quasi superfluo, della sua gloria divina a fronte di una così modesta occasione. Ma la cosa decisiva è che anche questo segno della potenza divina di Gesù rimane nascosto agli ospiti, al maestro di tavolo, allo sposo, poiché serve piuttosto alla fede dei discepoli. 

Gesù non vuole costringere a riconoscerlo come Figlio di Dio grazie alla magia, ma vuole essere creduto per come è. «I suoi discepoli credettero in lui». 

La gloria di Gesù è nascosta nel suo abbassamento e viene contemplata soltanto nella fede. Qui il senso della festa dell’Epifania si riallaccia strettamente alla storia del Natale, così da rendere comprensibile perché il giorno dell’Epifania faceva tutt’uno, un tempo, con l’apparizione di colui che «non ha figura né bellezza» (Is 53,2). Per questo l’Epifania rimanda alla Passione che la segue nell’anno liturgico. "



tratto da: 
-       - Dietrich Bonhoeffer, Voglio Vivere questi Giorni con Voi
A cura di Manfred Weber
Traduzione dal tedesco di Andrea Aguti e Guido Ferrari
(books), Editrice Queriniana, Brescia, 2007,17.

sabato 5 gennaio 2019

la Lumière - Domenica 6 gennaio 2019

foglio biblico-teologico-liturgico
gratuito
non ha una periodicità fissa,
infatti esce, se esce, quando può


EPIFANIA

Evangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 2,1-12

1 Gesù era nato in Betlemme di Giudea, all'epoca del re Erode. 
Dei magi d'Oriente arrivarono a Gerusalemme, dicendo:  
2 «Dov'è il re dei Giudei che è nato? Poiché noi abbiamo visto la sua stella in Oriente e siamo venuti per adorarlo». 3 Udito questo, il re Erode fu turbato, e tutta Gerusalemme con lui.  
4 Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, s'informò da loro dove il Cristo doveva nascere.  
5 Essi gli dissero: «In Betlemme di Giudea; poiché così è stato scritto per mezzo del profeta: 6 "E tu, Betlemme, terra di Giuda,
non sei affatto la minima fra le città principali di Giuda;
perché da te uscirà un principe, che pascerà il mio popolo Israele
"».
7 Allora Erode, chiamati di nascosto i magi, s'informò esattamente da loro del tempo in cui la stella era apparsa;  
8 e, mandandoli a Betlemme, disse loro: «Andate e chiedete informazioni precise sul bambino e, quando l'avrete trovato, fatemelo sapere, affinché anch'io vada ad adorarlo». 9 Essi dunque, udito il re, partirono; e la stella, che avevano vista in Oriente, andava davanti a loro finché, giunta al luogo dov'era il bambino, vi si fermò sopra.  
10 Quando videro la stella, si rallegrarono di grandissima gioia. 11 Entrati nella casa, videro il bambino con Maria, sua madre; prostratisi, lo adorarono; e, aperti i loro tesori, gli offrirono dei doni: oro, incenso e mirra.  
12 Poi, avvertiti in sogno di non ripassare da Erode, tornarono al loro paese per un'altra via.



BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole 

Le due strade
Maurizio Abbà



Epifania "manifestazione" è la manifestazione
di Cristo al mondo.
Era, originariamente, una festa cristiana per commemorare
il battesimo di Gesù (Mc 1,9) e la trasformazione dell'acqua in vino
a Cana (Gv 2,1-11).
Successivamente si aggiunse la visita dei Magi (Mt 2,1-12).

Il battesimo: una preghiera verace, il sì di Dio a noi che rimbalza, il nostro sì, una reciproca accoglienza, che ha molto da insegnare per la vita di tutti i giorni.

La trasformazione: le cose ordinarie diventano straordinarie.
Non si tratta di ambire a chissà cosa, ma di cogliere quanto c'è accanto a noi. Non bisogna andare lontano.

Un orientamento: una stella che non è divina ma è per il nostro cammino. Per il nostro fare, dire, pensare.

Questa è la strada, la prima strada.
Poi c'è la seconda strada:
" Poi, avvertiti in sogno di non ripassare da Erode, tornarono al loro paese per un'altra via. "

Purtroppo non tutto fila sempre liscio (anzi quasi mai),
c'è sempre la paura di chi teme di perdere i suoi ingiusti privilegi o 
semplicemente che teme di non essere più venerato come un re nello spazio circostante. Per questo vuole circondarsi non di persone pensanti ma di sudditi piegati e spezzati al suo volere.
Per questo è disposto a dare spazio alle dicerie, ai pettegolezzi, ed è pronto a spargerle a sua volta.

Erode: la figura di un re abbarbicato al potere, potere che ha paura di perdere, anche un bambino gli fa paura. 
Come vive male Erode ma così fa vivere (e morire purtroppo) anche gli altri.
 
Il Signore Gesù Cristo è, invece, un altro tipo di re, questo è noto,
e, fin da bambino, era già un'altra figura di re. 
 
Gesù Cristo: l'unico monarca che si possa desiderare di adorare.

Si percorre una strada, si torna da un'altra via, certo diversa ma si è sempre a casa.

L'orientamento non ci lascia, non siamo smarriti, nonostante tutto.

L'Evangelo è la bussola per attraversare la vita.

Questa è luminosa manifestazione, questa è Epifania.




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I magi Erano dei dotti sapienti provenienti dall'Oriente. 
In Occidente, ai nostri tempi, di solito si va verso Oriente, qui come altri hanno notato, i magi provengono invece ancora più da Oriente.
Non erano dei re
(i "re magi" è una tradizione risalente al medioevo 
ma, appunto, non è biblica). 
Probabilmente non erano neppure in tre.
Tre, questo sì, sono invece i doni che offrono: oro, incenso, mirra.

Ciò che possiamo dare di noi,
non è tanto il nostro avere ma il dare agli altri (e a noi stessi!)
il nostro essere, il nostro vero essere. Senza attendere oltre.
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Theologica I  
Ulrich LUZ



Dimensioni politiche di Mat. 2,1-12.
La contrapposizione del malvagio re Erode e del re bambino Gesù, la cui regalità è di ben altro tipo, ha indotto anche a letture politiche della storia. Nel IV secolo vengono talora messi a confronto i tre uomini nella fornace di Dan. 3 e l’adorazione dei magi. Nel caso di Dan. 3 si tratta dell’opposizione al malvagio signore del mondo, (…), qui invece si tratta di doni a un sovrano completamente diverso, Cristo, il vero signore del mondo.

   Diversa è la prospettiva al tempo degli imperatori cristiani. Ora gli imperatori cristiani fanno parte  di coloro che adorano il re appena nato e da lui ricevono il potere. A questo modello si attengono le raffigurazioni che riproducono una cerimonia di omaggio da parte di re sottomessi: il dono del primo dei re magi è l’aurum coronarium la corona d’oro, simbolo del potere, che un re in atto di sottomissione pone ai piedi del nuovo re. Numerose fonti testimoniano che qualcosa di simile si è compiuto nei riti cristiani: il sovrano cristiano pone la sua signoria ai piedi di Cristo, signore del mondo, e la ottiene di nuovo da lui. L’ipotesi avanzata per la prima volta da Cesario di Arles, a detta del quale i magi sarebbero stati dei re, si adatta bene a questo contesto storico.
    A partire dal medioevo sono attestate usanze popolari che hanno il loro elemento caratterizzante nell’assunzione temporanea del ruolo di «re» da parte di gente comune — cittadini, poveri, bambini. Anche in tal caso è evidente una dimensione politica, quella della protesta «inscenata» e ritualizzata.
    I riformatori hanno polemizzato contro l’identificazione dei magi con dei re; anche l’esegesi cattolica ha accolto relativamente presto lo scetticismo protestante. Si vede però in questo caso quanto poca influenza abbia avuto l’esegesi sulla devozione popolare: la festa dell’epifania è ancora oggi la festa dei tre re. Anche il fatto che in epoca moderna i re «cristiani» sia siano identificati sempre meno con il ruolo «regale» dei magi ha poco a che fare con la Riforma, molto invece con la concezione assolutistica della monarchia propria dell’età moderna. “




tratto da: - Ulrich Luz, Matteo (Commentario Paideia Nuovo Testamento 1.1), Edizione italiana a cura di Claudio Gianotto, Paideia Editrice, Brescia, 2006, 191-192. Traduzione italiana di Luca Bettarini. Revisione di Claudio Gianotto. Revisione redazionale di Donatella Zoroddu.



  




Theologica II
                                                                                                               Anselm GRÜN



“ Nella notte — in Oriente, molto lontano da Betlemme, il luogo di nascita del Messia — vedono una stella che indica loro la strada per Gerusalemme. È una costellazione singolare, quella che vedono. Molto probabilmente si trattava della congiunzione tra Giove e Saturno, che, nell’anno 7 a.C. (l’anno in cui probabilmente nacque Gesù), si verificò per ben tre volte. Giove è l’astro regale e Saturno simboleggia la protezione di Israele. In questo modo i Magi d’Oriente riuscirono a riconoscere che in Occidente, in Israele, sarebbe nato un sovrano potente. Affrontano un lungo cammino per osservare questo portento.



    Se oggi meditiamo questo lungo cammino dei Magi dall’Oriente, per noi esso è una strada di desiderio profondo. La parola latina desiderium, del resto, viene dal termine che indica le stelle (sidera). Il desiderio profondo è di portare le stelle sulla terra, di fare l’esperienza, qui sulla terra, di ciò che esprimono le stelle. Il desiderio profondo è la traccia che Dio ha posto nel nostro cuore perché ci mettiamo in cammino per cercarlo sempre di più. Il desiderio profondo lascia nel nostro cuore una traccia, che dobbiamo seguire per tutta la vita, finché anche noi, come i Magi d’Oriente, ci prostriamo davanti a colui che si fa uomo in Gesù Cristo: visibile, tangibile, udibile.




tratto da: 
- Anselm Grün, Angeli del Natale Meditazioni (meditazioni 216), 
Editrice Queriniana, Brescia, 2012, 90-91.
Traduzione dal tedesco di Anna Bologna.

 


giovedì 3 gennaio 2019

L'esperienza di uditore della Parola


Un Giorno Una Parola 
Letture bibliche quotidiane per il 2019

Edizione italiana delle Meditazioni bibliche giornaliere
dei Fratelli Moravi (289° anno)
Un giorno una parola (nell'originale tedesco: Losungen) è un lezionario diffuso in tutto il mondo.
Attualmente è pubblicato in 52 lingue.
C'è anche un'edizione in cui i due versetti biblici sono riportati nelle lingue originali:
in ebraico il versetto dell'Antico Testamento, in greco quello del Nuovo.
C'è infine un'edizione per non vedenti.

Edizione in lingua italiana
a cura della Federazione delle chiese evangeliche in Italia
con una conversazione con Paolo Ricca
Claudiana, Torino, 2018, pp. 312.
www.claudiana.it


citazione tratta da p. 5:


" La Bibbia si presenta come una grande discussione.
I molti libri dialogano l'uno con l'altro e lo fanno affrontando scenari teologici differenti,
che impongono un loro proprio ordine del giorno.
Nel dialogo tra i diversi libri che compongono le Scritture,
nella discussione tra le diverse sensibilità che abitano il mondo delle Scritture,
prende forma l'esperienza di chi legge il Libro, dell'uditore della Parola.
Lettrici e lettori delle Scritture sono chiamati a entrare in questo dialogo e a dare forma
a una loro storia di ascolto della Parola. Una storia in movimento,
fatta di molte stagioni, tante quante quelle che attraversa un'esistenza umana. "

mercoledì 2 gennaio 2019

Lasciati alle spalle la paura


" Il guardarsi indietro non è cristiano. 
  Lasciati alle spalle la paura, la preoccupazione, la colpa. 
  E guarda al nuovo inizio che ti è dato ".



tratto da: 
-       Dietrich Bonhoeffer, Voglio Vivere questi Giorni con Voi
A cura di Manfred Weber
Traduzione dal tedesco di Andrea Aguti e Guido Ferrari
(books), Editrice Queriniana, Brescia, 2007,12.

martedì 1 gennaio 2019

Pregare per un nuovo inizio


" Ogni nuovo giorno
      è un nuovo inizio
         della nostra vita.
                 Ogni giorno
     è un tutto compiuto. "

                 DBW 14, 871



“ A un nuovo inizio l’uomo non può assolutamente arrivare, 
bensì può soltanto pregare per esso. 
Dove l’uomo è chiuso in sé e vive per sé soltanto, 
lì vi è sempre e soltanto il vecchio, il passato. 
Soltanto dov’è Dio, è il nuovo; è l’inizio, 
Dio, non si può comandare, lo si può soltanto pregare. 
Ma l’uomo può pregare soltanto se capisce che non può fare ciò che sta ai suoi limiti, che un altro deve iniziare. “

DBW 13, 344s.


tratto da: 

-       Dietrich Bonhoeffer, Voglio Vivere questi Giorni con Voi
A cura di Manfred Weber
Traduzione dal tedesco di Andrea Aguti e Guido Ferrari
(books), Editrice Queriniana, Brescia, 2007, 9.11.