domenica 27 gennaio 2019

la Lumière - Domenica 27 gennaio 2019

foglio biblico-teologico-liturgico
gratuito



3a   DOPO L’EPIFANIA
Evangelo di Gesù Cristo secondo Luca 4,14-21
14 Gesù, nella potenza dello Spirito, se ne tornò in Galilea; e la sua fama si sparse per tutta la regione. 
15 E insegnava nelle loro sinagoghe, glorificato da tutti.

16 Si recò a Nazaret, dov'era stato allevato e, com'era solito, entrò in giorno di sabato nella sinagoga. Alzatosi per leggere, 

17 gli fu dato il libro del profeta Isaia. Aperto il libro, trovò quel passo dov'era scritto: 18 «Lo Spirito del Signore è sopra di me,
perciò mi ha unto per evangelizzare i poveri;
mi ha mandato per annunciare la liberazione ai prigionieri
e il ricupero della vista ai ciechi;
per rimettere in libertà gli oppressi,
19 per proclamare l'anno accettevole del Signore». 20 Poi, chiuso il libro e resolo all'inserviente, si mise a sedere; e gli occhi di tutti nella sinagoga erano fissi su di lui. 21 Egli prese a dir loro: «Oggi, si è adempiuta questa Scrittura, che voi udite».



BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole 

 Fare Memoria, Memoria del Fare

Maurizio Abbà

Gesù, Ebreo osservante, entrava di Sabato, 
nelle sinagoghe e partecipava all'attività di ascolto e di lettura
dei Testi dove si trova la Parola.
Bisogna fare anche memoria dell'ebraicità di Gesù, 
questo in Occidente, e non solo in Occidente, 
può essere antidoto al veleno dell'antisemitismo che continua purtroppo a scorrere.

Esodo 20,7 

Non pronunciare il nome del SIGNORE, Dio tuo, invano;


“Invano”, in lingua ebraica: “shaveh” (dalle lettere: shin, waw, alef ) al femminile formano un termine che nella memoria ci fa rabbrividire ma deve tenerci costantemente attenti per evitare che si ripeta: il termine è shoah
La Shoah: ossia lo Sterminio nazista di milioni e milioni di esseri umani: ebrei, zingari, handicappati, testimoni di Geova, oppositori politici civili e militari, di destra, centro, e sinistra, omosessuali.  Milioni di persone, milioni di vittime.

‘Shoah’ indica la situazione in cui non c’è distinzione, non c’è differenza e l’individuo non riesce più ad essere se stesso.

 

Shoah: vuol dire che la vita risulta appiattita fino all’annichilimento, è annientata la particolare vitalità che caratterizza ogni persona.

Per questo allora la memoria individuale e collettiva di tutti deve funzionare non vanamente
Dobbiamo uscire, è l’invito del Rabbi Nachman di Brazlav (1772-1811), bisogna uscire dalla parola “già parlata” e dal pensiero “già pensato” nei quali tante volte siamo tentati di rinchiuderci. 
Questo vuol dire non farsi restringere la visuale dai pregiudizi che oscurano i nostri sensi.

Questo vuol dire non farsi vincere dall'indifferenza.