domenica 31 dicembre 2017

la Lumière - Domenica 31 dicembre 2017


la Lumière  
 foglio biblico-teologico-liturgico

Gesù parlò loro di nuovo, dicendo: 
«Io sono la luce del mondo; chi mi segue non camminerà nelle tenebre, 
ma avrà la luce della vita»

Evangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 8,12
          
                                                                   Domenica 31 dicembre 2017
                                    - 1a DOPO NATALE    Ultimo Giorno dell'Anno -

Salmi 103,8
Il Signore è pietoso e clemente, lento all'ira e ricco di bontà.

BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole 

        Ciò a cui siamo chiamati
Maurizio Abbà

Pietà è un sentimento che pare obsoleto, ormai superato, così pare di questi tempi.
Questi sono tempi in cui prevale l'indifferenza, così si dice. Ma ci sono tanti spiragli di un presente già diverso, di persone che controcorrente s'impegnano senza rassegnarsi. 
Sì controcorrente: che non seguono il dire e il fare imperanti.

- Il salmista dice del Signore Dio che è pietoso e clemente, invito chiaro ed esplicito ad esserlo anche noi per quanto ci è possibile ossia ogni volta che ci è possibile, cioè...sempre... per rendere reale e concreto... l'impossibile! 
Tra le cose che paiono impossibili: il ri-scoprire il vero sentimento di pietà, che ti fa uscire dal guscio e ti porta a cambiare in meglio le tue idee e ad avere prospettive nuove, a desiderarle per dare slancio alle speranze, per dare forma e contenuto alla clemenza o, detta con altro termine, alla Mitezza (che è molto controcorrente...).

"Lento all'ira" nella società contemporanea andare lenti significa essere controcorrente di fronte ai ritmi frenetici, affannati, ansiosi, a volte persino angoscianti ed angosciati. 
Soprattutto verso l'ira occorre essere lenti, molto lenti per non esserne preda.
- Cosa vuol dire?
Vuol dire non lasciare spazio all'ira, ma tenere saldo l'autocontrollo e la fermezza ideale. 
Vuol dire non lasciarsi disorientare dai pensieri fuorvianti. 
Vuol dire non prestare ascolto a voci che scombussolano la vita e che potrebbero rovinartela.

Ricco di bontà
la vera ricchezza è la ricchezza di di bontà che non richiede porte blindate, al contrario vuol essere aperta al dialogo
non necessita di straordinarie misure di sicurezze, è essa stessa già straordinaria.
Non si tratta di facile sentimentalismo che sfiora soltanto la superficie del reale lasciandolo invariato, no, non è questo. La bontà vera invece apre varchi inaspettati e graditi. 
Certo non sempre è compresa (anch'essa è tanto controcorrente...) ma riesce sempre poi a delineare nuovi orizzonti intorno a noi e intorno agli altri, e anche dentro di noi! 
Questo sarebbe ciò a cui siamo chiamati: ad essere pienamente nei giorni della nostra vita.



lunedì 25 dicembre 2017

la Lumière di Natale - lunedì 25 dicembre 2017

la Lumière  
 foglio biblico-teologico-liturgico

Gesù parlò loro di nuovo, dicendo: 
«Io sono la luce del mondo; chi mi segue non camminerà nelle tenebre, 
ma avrà la luce della vita»

Evangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 8,12
          


Lunedì 25 dicembre
 NATALE

   Evangelo di Gesù Cristo secondo Luca 2,1-20



1 In quel tempo uscì un decreto da parte di Cesare Augusto, che ordinava il censimento di tutto l'impero. 2 Questo fu il primo censimento fatto quando Quirinio era governatore della Siria. 3 Tutti andavano a farsi registrare, ciascuno alla sua città.
 4 Dalla Galilea, dalla città di Nazaret, anche Giuseppe salì in Giudea, alla città di Davide chiamata Betlemme, perché era della casa e famiglia di Davide, 5 per farsi registrare con Maria, sua sposa, che era incinta.
 6 Mentre erano là, si compì per lei il tempo del parto; 7 ed ella diede alla luce il suo figlio primogenito, lo fasciò, e lo coricò in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo. 8 In quella stessa regione c'erano dei pastori che stavano nei campi e di notte facevano la guardia al loro gregge. 9 E un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore risplendé intorno a loro, e furono presi da gran timore. 10 L'angelo disse loro: «Non temete, perché io vi porto la buona notizia di una grande gioia che tutto il popolo avrà: 11 "Oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è il Cristo, il Signore. 12 E questo vi servirà di segno: troverete un bambino avvolto in fasce e coricato in una mangiatoia"».
 13 E a un tratto vi fu con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste, che lodava Dio e diceva:
 14 «Gloria a Dio nei luoghi altissimi, e pace in terra agli uomini ch'egli gradisce!» 
15 Quando gli angeli se ne furono andati verso il cielo, i pastori dicevano tra di loro: «Andiamo fino a Betlemme e vediamo ciò che è avvenuto, e che il Signore ci ha fatto sapere». 16 Andarono in fretta, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia; 17 e, vedutolo, divulgarono quello che era stato loro detto di quel bambino. 18 E tutti quelli che li udirono si meravigliarono delle cose dette loro dai pastori. 19 Maria serbava in sé tutte queste cose, meditandole in cuor suo. 20 E i pastori tornarono indietro, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com'era stato loro annunciato.

BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole 

A come Attesa
           C come Cristo-compimento
per un nuovo inizio
Maurizio Abbà

Avvento è...
saper attendere: è questo il sapore dell'Avvento. Il sapore di una saggezza inestimabile. 
La saggezza della gradita attesa del compimento.

Natale è...
il tempo in cui la fretta occorre riservarla esclusivamente per l'amore: non si può rimandare.
I fiori nei prati per essere ammirati nella loro semplicità ed eleganza, gli animali da compagnia che ci aiutano ogni giorno senza pretese, gli amici che ci sostengono nonostante tutto, Natale è tutto questo e molto, molto di più.

- Natale è una festa pagana? Le sue origini storiche sono certo cronologicamente precedenti al cristianesimo,
ma il Signore di cui si festeggia il compleanno non è un imperatore militarista divinizzato,
è Cristo il Signore questo non è paganesimo, questo è Evangelo puro.
La data del 25 dicembre, data convenzionale della nascita di Gesù, è per fissare nella Storia un punto preciso d'inserzione del racconto di Dio nella storia degli uomini e di tutte le sue creature. 
Il suo racconto preferito siamo.
Il consumismo del periodo odierno è pagano ma pure i predicozzi moralistici fanno parte del 'tutto previsto' e lasciano ormai il tempo che trovano senza intaccare minimamente il procedere affannoso della rincorsa a tutto cioè a niente, così facendo non stiamo aiutando e non ci stiamo aiutando.

   Allora occorre uno slancio nuovo, diverso, energico in quanto temprato.
Bisogna imparare a raccontare Dio, a farselo raccontare, come una nonna racconta alla nipote la sua storia preferita.

Cristo è il compimento.
E da lì si riparte per un nuovo inizio.

Buon Vero Natale Evangelico












L'angolo della preghiera
per non deporre la preghiera in un angolo 

la Preghiera di Roberto Laurita

L'annuncio della tua nascita, Gesù,
arriva di sorpresa nella notte,
a persone che non erano stinchi di santi
e che non si aspettavano di essere
i primi e i diretti destinatari
di un messaggio così importante.

L'annuncio della tua nascita, Gesù,
è un fiume di gioia che irrompe
nella nostra esistenza travagliata,
per regalare consolazione e speranza
ai poveri della terra e agli emarginati,
a coloro che penano sotto carichi pesanti.
Trasmette la notizia di un evento
che cambierà il corso della storia
e rappresenta una sfida vera e propria
agli assetti costruiti dai potenti della terra.

Sì, Gesù, perché se Ottaviano, l'imperatore,
pretende di essere il divino e la guida suprema,
se vuole contare gli abitanti dei suoi domini
per imporre dovunque il suo potere
e far riconoscere la sua forza,
tutto questo è destinato a sparire
con tutta la sua carica di arroganza,
come una pietosa illusione.

Il vero Salvatore, l'Inviato di Dio,
il Signore autentico sei tu, il bambino
nato in un alloggio di fortuna,
che ha prima culla una mangiatoia.
Con te Dio sembra farsi gioco delle apparenze
e impartirci una lezione fondamentale:
solo l'amore rimane, edifica per sempre
e Dio prova un amore sviscerato per tutti:
per questo tu, il suo Figlio, ti sei fatto uomo.



Non hanno atteso che facesse giorno:
quell'annuncio rivolto proprio a loro
era troppo importante per lasciare
che le ore passassero senza fare nulla.
E allora hanno affrontato la strada 
senza indugio, pur di vedere subito
il bambino presentato loro con titoli altisonanti.

Lo hanno trovato non in una reggia
in cui di solito alloggiano i potenti,
non circondato dagli agi 
che i ricchi possono concedere.
All'apparenza non c'era proprio niente
che confermasse quello che di lui
aveva detto il messaggero di Dio,
se non la mangiatoia che faceva da culla.
Tutto era così semplice e dimesso da far pensare
che non ci fosse nulla di straordinario.

Eppure non hanno rinunciato a credere,
non hanno tenuto per sé
l'annuncio che li aveva raggiunti
Hanno divulgato la bella notizia
anche se sconcertante, inaudita.

A distanza di duemila anni
noi ti chiediamo, Gesù,
la stessa fede di quei pastori,
la stessa disponibilità a mettersi in cammino,
a sfidare la notte, a vincere la fatica,
pur di incontrarti, pur di vedere
ciò che Dio prepara per la nostra gioia.
A distanza di duemila anni
noi ti domandiamo, Gesù, di riconoscerti
anche se continui a visitarci
nella semplicità e nell'umiltà.

- tratto da: - Roberto Laurita, la Preghiera per la Messa della notte - La preghiera per la Messa dell'aurora, in: "Servizio della Parola strumento di lavoro per la comunicazione di fede nelle assemblee", n. 493 - anno XLIX, Editrice Queriniana, Brescia, dicembre 2017, 151-152.

domenica 24 dicembre 2017

Ci vorrà dello slancio, per andare incontro al nuovo

Eh, sì, il 2018 andrà affrontato con un certo piglio.
Ci vorrà dello slancio, per andare incontro al nuovo.

Bisognerà tener duro, per arrivare al traguardo, quale che sia quel traguardo.
Bisognerà andare a cercare le energie dove non si è certi di averle.
Bisognerà usare la forza, qualche volta, per governare la ciurma di pensieri disordinati e caciaroni che ci affollano la testa.
Bisognerà bandire i tergiversamenti, le piccole scuse, le autogiustificazioni.
 
E per compensare, e riequilibrare, e mitigare, bisognerà usare molta dolcezza.
Andandola a cercare dove non si è certi di averla.
Bisognerà perdonare, e perdonarsi.
Bisognerà prendersi per mano, e accompagnarsi e farsi strada e tenersi stretti tutte le volte che gli ostacoli sembreranno troppo alti, le onde troppo forti.
 
Questo è il mio augurio per il nuovo anno.
Nel frattempo, buon Natale e buone feste
 
Anna

Anna da Re

sabato 23 dicembre 2017

Domenica 24 dicembre 2017





la Lumière  foglio biblico-teologico-liturgico

Gesù parlò loro di nuovo, dicendo: 
«Io sono la luce del mondo; chi mi segue non camminerà nelle tenebre, 
ma avrà la luce della vita»

Evangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 8,12
          


Domenica 24 dicembre
 4a  NELL'AVVENTO

   II Corinzi 1,18-22

18 Or come è vero che Dio è fedele, la parola che vi abbiamo rivolta non è «sì» e «no». 19 Perché il Figlio di Dio, Cristo Gesù, che è stato da noi predicato fra voi, cioè da me, da Silvano e da Timoteo, non è stato «sì» e «no»; ma è sempre stato «sì» in lui. 20 Infatti tutte le promesse di Dio hanno il loro «sì» in lui; perciò pure per mezzo di lui noi pronunciamo l'Amen alla gloria di Dio. 21 Or colui che con voi ci fortifica in Cristo e che ci ha unti, è Dio; 22 egli ci ha pure segnati con il proprio sigillo e ha messo la caparra dello Spirito nei nostri cuori.


BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole
Affermativo!
Maurizio Abbà
Imparare ad essere propositivi!
Facile a dirsi..
ci è più facile essere distruttivi, non costruttivi..
Più facile male-dire che bene-dire, lo sappiamo bene. 

   Le famose critiche vanno bene quando sono costruttive
già ma cosa vuol dire? 
Vuol dire che sono fatte per migliorare i punti deboli e rinforzare ulteriormente i punti di forza
del nostro agire e del nostro pensare.
 
Un Evangelico, soprattutto in Italia, è stato portato, per motivazioni comprensibili a costruire la sua identità di fede in opposizione. Con gratitudine occorre richiamarsi a quanti hanno sofferto per la fede consentendoci OGGI di poter costruire invece una identità di fede propositiva, costruttiva.
Non si tratta d'inventare qualcosa d'insolito e di strano.
Vuol dire tradurre l'Evangelo nelle lingue dello Spirito Santo:
- concentrazione cristologica: nutrimento verace per il discepolo cristiano;
- Dio promette e mantiene le sue promesse, 
andiamo a vedere come, senza aver la pretesa che i nostri desideri coincidano con le Sue promesse!
- Saremo così fortificati ed incoraggiati: consolati, esortati, spronati per fare bene con l'energia forte e tenera dello Spirito Santo.
Affermativo!

domenica 17 dicembre 2017

la Lumière - Domenica 17 dicembre 2017


 

la Lumière  foglio biblico-teologico-liturgico

Gesù parlò loro di nuovo, dicendo: 
«Io sono la luce del mondo; chi mi segue non camminerà nelle tenebre, 
ma avrà la luce della vita»

Evangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 8,12
          


Domenica 17 dicembre
 3a  NELL'AVVENTO

   Romani 15,4-13


4 Poiché tutto ciò che fu scritto nel passato, fu scritto per nostra istruzione, affinché mediante la pazienza e la consolazione che ci provengono dalle Scritture, conserviamo la speranza.
 5 Il Dio della pazienza e della consolazione vi conceda di aver tra di voi un medesimo sentimento secondo Cristo Gesù, 6 affinché di un solo animo e d'una stessa bocca glorifichiate Dio, il Padre del nostro Signore Gesù Cristo. 7 Perciò accoglietevi gli uni gli altri, come anche Cristo vi ha accolti per la gloria di Dio.
8 Infatti io dico che Cristo è diventato servitore dei circoncisi a dimostrazione della veracità di Dio per confermare le promesse fatte ai padri; 9 mentre gli stranieri onorano Dio per la sua misericordia, come sta scritto:
 «Per questo ti celebrerò tra le nazioni
 e canterò le lodi al tuo nome». 
10 E ancora:
 «Rallegratevi, o nazioni, con il suo popolo».
 11 E altrove:
 «Nazioni, lodate tutte il Signore;
 tutti i popoli lo celebrino».
 12 Di nuovo Isaia dice: 
«Spunterà la radice di Iesse, 
colui che sorgerà a governare le nazioni;
 in lui spereranno le nazioni». 
13 Or il Dio della speranza vi riempia di ogni gioia e di ogni pace nella fede, affinché abbondiate nella speranza, per la potenza dello Spirito Santo.



BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole
La Speranza e le sue sorelle
'disegnano' Dio
Maurizio Abbà 


Pazienza e Consolazione sono le "sorelle" della Speranza. 
La Speranza, infatti, la si conserva se è costituita proprio dalla pazienza e dalla consolazione.
Attenzione, 
la pazienza non è rassegnazione
e la consolazione non è un sentimento passivo.
Pazienza e consolazione sono energiche attività
in cui autocontrollo ed empatia sono concrete e determinate.
La Speranza allora si può dispiegare.

"Il Dio della pazienza e della consolazione  (v. 5)
Il Dio della speranza"  (v. 13)
in queste definizioni la Lettera ai Romani dell'apostolo Paolo
per così dire 'disegna' il Dio di Gesù Cristo,
Dio di misericordia che c'incontra e ci accoglie. 
Dio è Dio e solo Dio è Dio certo ma Dio non è uno straniero, nessuno è straniero per Dio,
Dio accoglie, ci accoglie.  

Lutero: "Singolare espressione il «Dio della speranza»: ma è un appellattivo che distingue gli dèi falsi dal Dio vero."
(Martin Lutero, Lezioni sulla Lettera ai Romani 1515-1516, a cura di Giancarlo Pani, vol. 2, 
Casa Editrice Marietti, Genova, 1992, p. 284).  

 
Di questo Dio, a questo Dio, 
al suo nome possiamo e vogliamo cantarne le lodi (v.9

Allora Gioia e Pace saranno frutti duraturi che lo Spirito Santo ci porgerà.




domenica 10 dicembre 2017

la Lumière - Domenica 10 dicembre 2017

 
 
la Lumière
                                  foglio biblico-teologico-liturgico
Gesù parlò loro di nuovo, dicendo: 
«Io sono la luce del mondo; chi mi segue non camminerà nelle tenebre, 
ma avrà la luce della vita»

Evangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 8,12

                                     Domenica 10 dicembre 2017
                                  2a  NELL'AVVENTO
                                     Evangelo di Gesù Cristo secondo Luca 1,26-38

26 Al sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città di Galilea, chiamata Nazaret, 27 a una vergine fidanzata a un uomo chiamato Giuseppe, della casa di Davide; e il nome della vergine era Maria. 28 L'angelo, entrato da lei, disse: «Ti saluto, o favorita dalla grazia; il Signore è con te». 29 Ella fu turbata a queste parole, e si domandava che cosa volesse dire un tale saluto. 30 L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. 31 Ecco, tu concepirai e partorirai un figlio, e gli porrai nome Gesù. 32 Questi sarà grande e sarà chiamato Figlio dell'Altissimo, e il Signore Dio gli darà il trono di Davide, suo padre. 33 Egli regnerà sulla casa di Giacobbe in eterno, e il suo regno non avrà mai fine». 34 Maria disse all'angelo: «Come avverrà questo, dal momento che non conosco uomo?» 35 L'angelo le rispose: «Lo Spirito Santo verrà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà dell'ombra sua; perciò, anche colui che nascerà sarà chiamato Santo, Figlio di Dio. 36 Ecco, Elisabetta, tua parente, ha concepito anche lei un figlio nella sua vecchiaia; e questo è il sesto mese, per lei, che era chiamata sterile; 37 poiché nessuna parola di Dio rimarrà inefficace». 38 Maria disse: «Ecco, io sono la serva del Signore; mi sia fatto secondo la tua parola». E l'angelo la lasciò.



BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole
Artisti della Fede
Maurizio Abbà 
"Nessuna parola di Dio rimarrà inefficace"  Lc 1,37.
Vuol dire portare frutto. Per portare frutto bisogna essere fecondi.
Come possiamo esserlo?
Accoglienza e Ascolto vero, prima di tutto.
Quindi saper porgere e anche saper ricevere i frutti.

- Gradite sorprese possono entrare nella nostra vita.

Gli sgraditi pregiudizi, invece possiamo farli uscire cioè possiamo farne a meno,
i pregiudizi fanno male agli altri, fanno male a noi, fanno male a tutti.

Nella fede, anche nella fede, occorre più che mai essere artisti, essere creativi.
La seguente preghiera ci porge un orientamento. Offre un indirizzo.
Un indirizzo artistico:

  

BEATI GLI ALBERI DI VITA –


Beati coloro che sono alberi di vita,

oceani di tenerezza,

fiumi di fertilità,

vulcani di conforto,

campi di nutrimento,

pietre da costruzione,

tempeste di immaginazione,

spazi di libertà,

fiori per sorridere,

valli di comunicazione,

montagne di silenzio,

deserti per poter gridare,

stelle per ispirare i poeti.


                                    Anonimo

tratto da: Comitato Italiano per la CEVAA,
In Attesa del Mattino
raccolta di testi di fede, a cura di Renato Coïsson.
Stampato ma non pubblicato, Torre Pellice, 1991, p. 158.



domenica 3 dicembre 2017

la Lumière - Domenica 3 dicembre 2017



la Lumière
           foglio biblico-teologico-liturgico
Gesù parlò loro di nuovo, dicendo: 
«Io sono la luce del mondo; chi mi segue non camminerà nelle tenebre, 
ma avrà la luce della vita»

Evangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 8,12

        Domenica 3 dicembre 2017
  1a  NELL'AVVENTO
                              Evangelo di Gesù Cristo secondo Marco 13,33-37
33 State in guardia, vegliate, poiché non sapete quando sarà quel momento. 34 È come un uomo che si è messo in viaggio, dopo aver lasciato la sua casa, dandone la responsabilità ai suoi servi, a ciascuno il proprio compito, e comandando al portinaio di vegliare. 35 Vegliate dunque perché non sapete quando viene il padrone di casa; se a sera, o a mezzanotte, o al cantare del gallo, o la mattina; 36 perché, venendo all'improvviso, non vi trovi addormentati. 37 Quel che dico a voi, lo dico a tutti: "Vegliate"».

BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole
Con cura e con premura
Maurizio Abbà 
Vegliare, aver empatia, aver riguardo per gli altri e per se stessi. Con cura e con premura.
Nella prima Domenica nell'Avvento - capodanno liturgico - inizia, infatti, l'Anno Liturgico.
Il significato è quello di dare accento alla speranza. La prima candela della corona dell'Avvento
può voler indicare che la speranza, nonostante tutto, è ancora accesa.
Il buio è vinto dalla luce ma è nella notte che inizia a farsi strada, di nuovo, la luce.
Bisogna dunque stare attenti, ad occhi aperti, per porgere, lietamente e senza inutili affanni, 
le cure necessarie con cura e con premura.
E, senza presunzione, essere disponibili ad accettare lietamente cure e premure.
Ne abbiamo bisogno.



domenica 19 novembre 2017

la Lumière - Domenica 19 novembre 2017





 
la Lumière
           foglio biblico-teologico-liturgico
Gesù parlò loro di nuovo, dicendo: 
«Io sono la luce del mondo; chi mi segue non camminerà nelle tenebre, 
ma avrà la luce della vita»

Evangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 8,12

                                  Domenica 19 novembre 2017
                            - 24a DOPO PENTECOSTE -
                   Evangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 25,14-30

14 «Poiché avverrà come a un uomo il quale, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e affidò loro i suoi beni. 15 A uno diede cinque talenti, a un altro due e a un altro uno, a ciascuno secondo la sua capacità; e partì. 16 Subito, colui che aveva ricevuto i cinque talenti andò a farli fruttare, e ne guadagnò altri cinque. 17 Allo stesso modo, quello dei due talenti ne guadagnò altri due. 18 Ma colui che ne aveva ricevuto uno, andò a fare una buca in terra e vi nascose il denaro del suo padrone. 19 Dopo molto tempo, il padrone di quei servi ritornò a fare i conti con loro. 20 Colui che aveva ricevuto i cinque talenti venne e presentò altri cinque talenti, dicendo: "Signore, tu mi affidasti cinque talenti: ecco, ne ho guadagnati altri cinque". 21 Il suo padrone gli disse: "Va bene, servo buono e fedele; sei stato fedele in poca cosa, ti costituirò sopra molte cose; entra nella gioia del tuo Signore". 22 Poi, si presentò anche quello dei due talenti e disse: "Signore, tu mi affidasti due talenti; ecco, ne ho guadagnati altri due". 23 Il suo padrone gli disse: "Va bene, servo buono e fedele, sei stato fedele in poca cosa, ti costituirò sopra molte cose; entra nella gioia del tuo Signore". 24 Poi si avvicinò anche quello che aveva ricevuto un talento solo, e disse: "Signore, io sapevo che tu sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso; 25 ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra; eccoti il tuo". 26 Il suo padrone gli rispose: "Servo malvagio e fannullone, tu sapevi che io mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; 27 dovevi dunque portare il mio denaro dai banchieri; al mio ritorno avrei ritirato il mio con l'interesse. 28 Toglietegli dunque il talento e datelo a colui che ha i dieci talenti. 29 Poiché a chiunque ha, sarà dato ed egli sovrabbonderà; ma a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha. 30 E quel servo inutile, gettatelo nelle tenebre di fuori. Lì sarà il pianto e lo stridor dei denti".

BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole
Semi e frutti
Maurizio Abbà 
Facile purtroppo fraintendere questo testo in chiave finanziaria. 
Si vorrebbe 'disegnare' Dio come un capitalista che sta dalla parte dei ricchi potenti.
Non è così. Per Gesù Cristo non è così.
   - L'insegnamento di Gesù è invece quello di valorizzare il Regno di Dio che viene e andargli incontro con i nostri doni.
Doni ricevuti per moltiplicare le risorse e non vi sono risorse più grandi che: fede, speranza, misericordia.
Porgere i semi di questi doni così che possano crescere frutti generosi


domenica 29 ottobre 2017

la Lumière Domenica 29 ottobre 2017



la Lumière
Gesù parlò loro di nuovo, dicendo: 
«Io sono la luce del mondo; chi mi segue non camminerà nelle tenebre, 
ma avrà la luce della vita»

Evangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 8,12
foglio biblico-teologico-liturgico
gratuito

Domenica  29  ottobre  2017
-21a   DOPO PENTECOSTE
    Memoria dei 500 anni della Riforma Protestante 1517-2017
Testo Biblico -Versione Nuova Riveduta-
Evangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 22,34-40
(Mc 12,28-34; Lc 10,25-37)
34 I farisei, udito che egli aveva chiuso la bocca ai sadducei, si radunarono; 35 e uno di loro, dottore della legge, gli domandò, per metterlo alla prova: 36 «Maestro, qual è, nella legge, il gran comandamento?» 37 Gesù gli disse: «"Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente". 38 Questo è il grande e il primo comandamento. 39 Il secondo, simile a questo, è: "Ama il tuo prossimo come te stesso". 40 Da questi due comandamenti dipendono tutta la legge e i profeti».

BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole
La fede in relazione
Maurizio Abbà
Amare Dio e amare il prossimo.
Un amore che abbraccia e che non esclude.
Amare Dio, Dio è amore.
Non l'amore è Dio ma Dio è amore. 
Non l'amore che rende prigionieri quello non è amore.
L'amore vero per le creature, anche animali e piante.
E l'amore per se stessi: non è egoismo ma, al contrario, 
è volersi bene per poter riuscire ad amare gli altri.
   La dottrina Trinitaria non è arida e complicata ma 
la TriUnità è amore che chiama a libertà e ad amare le creature.
Il v. 40 del cap. 22 del brano dell'Evangelo secondo Matteo, di questa Domenica, ha, com'è noto, una particolarità,  tradotto alla lettera suona così: "In questi due comandamenti tutta la legge è sospesa e i profeti". La legge è la Torah, la guida, l'orientamento per la fede, per la vita. La legge è sospesa non nel senso che è interrotta ma nel senso che è collegata a queste due parole d'amore e con essa i profeti, la capacità del profetismo biblico, autentico, di leggere il presente per valorizzare la Memoria e porgere scampoli di speranza nel futuro.
La Riforma Protestante, convenzionalmente si data il suo inizio al 31 ottobre 1517 ma la data effettiva di partenza è, come si sa, il 1529, nel mese di aprile, sei prìncipi elettori tedeschi e quattordici città libere dell'Impero testimoniarono il loro diritto ad esprimere la loro fede con una protesta in difesa appunto della libertà di fede. 
Pro-testare: sapere dire dei no e sapere dire dei nella vita della fede in relazione questo è possibile, questo è necessario, questo è vitale.
Gloria soltanto a Dio Padre Figlio Spirito Santo

Soli Deo Gloria








domenica 11 giugno 2017

la Lumière - Domenica 11 giugno 2017

la Lumière

foglio biblico-teologico-liturgico
gratuito
Gesù parlò loro di nuovo, dicendo: 
«Io sono la luce del mondo; chi mi segue non camminerà nelle tenebre, 
ma avrà la luce della vita»

Evangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 8,12


 Domenica 11 giugno 2017
- 1a  DOPO PENTECOSTE - Domenica della Trinità
Genesi 1,1-2,4a 
(Versione Nuova Riveduta)

1,1 Nel principio Dio creò i cieli e la terra.

2 La terra era informe e vuota, le tenebre coprivano la faccia dell'abisso e lo Spirito di Dio aleggiava sulla superficie delle acque.
3 Dio disse: «Sia luce!» E luce fu. 4 Dio vide che la luce era buona; e Dio separò la luce dalle tenebre. 5 Dio chiamò la luce «giorno» e le tenebre «notte». Fu sera, poi fu mattina: primo giorno.


6 Poi Dio disse: «Vi sia una distesa tra le acque, che separi le acque dalle acque». 7 Dio fece la distesa e separò le acque che erano sotto la distesa dalle acque che erano sopra la distesa. E così fu. 8 Dio chiamò la distesa «cielo». Fu sera, poi fu mattina: secondo giorno.

9 Poi Dio disse: «Le acque che sono sotto il cielo siano raccolte in un unico luogo e appaia l'asciutto». E così fu. 10 Dio chiamò l'asciutto «terra», e chiamò la raccolta delle acque «mari». Dio vide che questo era buono. 11 Poi Dio disse: «Produca la terra della vegetazione, delle erbe che facciano seme e degli alberi fruttiferi che, secondo la loro specie, portino del frutto avente in sé la propria semenza, sulla terra». E così fu. 12 La terra produsse della vegetazione, delle erbe che facevano seme secondo la loro specie e degli alberi che portavano del frutto avente in sé la propria semenza, secondo la loro specie. Dio vide che questo era buono. 13 Fu sera, poi fu mattina: terzo giorno.
14 Poi Dio disse: «Vi siano delle luci nella distesa dei cieli per separare il giorno dalla notte; siano dei segni per le stagioni, per i giorni e per gli anni; 15 facciano luce nella distesa dei cieli per illuminare la terra». E così fu. 16 Dio fece le due grandi luci: la luce maggiore per presiedere al giorno e la luce minore per presiedere alla notte; e fece pure le stelle. 17 Dio le mise nella distesa dei cieli per illuminare la terra, 18 per presiedere al giorno e alla notte e separare la luce dalle tenebre. Dio vide che questo era buono. 19 Fu sera, poi fu mattina: quarto giorno.
20 Poi Dio disse: «Producano le acque in abbondanza esseri viventi, e volino degli uccelli sopra la terra per l'ampia distesa del cielo». 21 Dio creò i grandi animali acquatici e tutti gli esseri viventi che si muovono, e che le acque produssero in abbondanza secondo la loro specie, e ogni volatile secondo la sua specie. Dio vide che questo era buono. 22 Dio li benedisse dicendo: «Crescete, moltiplicatevi e riempite le acque dei mari, e si moltiplichino gli uccelli sulla terra». 23 Fu sera, poi fu mattina: quinto giorno.


24 Poi Dio disse: «Produca la terra animali viventi secondo la loro specie: bestiame, rettili e animali selvatici della terra, secondo la loro specie». E così fu. 25 Dio fece gli animali selvatici della terra secondo le loro specie, il bestiame secondo le sue specie e tutti i rettili della terra secondo le loro specie. Dio vide che questo era buono.
26 Poi Dio disse: «Facciamo l'uomo a nostra immagine, conforme alla nostra somiglianza, e abbiano dominio sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutta la terra e su tutti i rettili che strisciano sulla terra». 27 Dio creò l'uomo a sua immagine; lo creò a immagine di Dio; li creò maschio e femmina. 28 Dio li benedisse; e Dio disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi; riempite la terra, rendetevela soggetta, dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e sopra ogni animale che si muove sulla terra». 29 Dio disse: «Ecco, io vi do ogni erba che fa seme sulla superficie di tutta la terra, e ogni albero fruttifero che fa seme; questo vi servirà di nutrimento. 30 A ogni animale della terra, a ogni uccello del cielo e a tutto ciò che si muove sulla terra e ha in sé un soffio di vita, io do ogni erba verde per nutrimento». E così fu. 31 Dio vide tutto quello che aveva fatto, ed ecco, era molto buono. Fu sera, poi fu mattina: sesto giorno.

2,1 Così furono compiuti i cieli e la terra e tutto l'esercito loro. 2 Il settimo giorno, Dio compì l'opera che aveva fatta, e si riposò il settimo giorno da tutta l'opera che aveva fatta. 3 Dio benedisse il settimo giorno e lo santificò, perché in esso Dio si riposò da tutta l'opera che aveva creata e fatta.
4 Queste sono le origini dei cieli e della terra quando furono creati.




BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole

Un racconto
Maurizio Abbà

La Bibbia inizia con il libro della Genesi che ci parla del Dio liberatore. Infatti è il Dio dell'Esodo che libera e che porge in dono una fede libera, liberata e liberatrice. Per essere liberi dalle paure.
La Genesi occorre leggerla nella dimensione dell'Esodo.
Liberi da una religiosità opprimente. Una fede, con disciplina e fantasia insieme, che ci racconta quanto Dio ci regala ogni giorno. 
La Creazione è liberazione dalla forze del caos che distruggono.
Dio invece ci offre luce per la nostra esistenza, per costruire, per edificare.
Dio ci porge il giorno dove percorrere l'avventura della vita.
La cura e la premura di Dio sono per tutte le sue creature: piante, animali, persone.

Il Sabato è il riposo la ri-collocazione in un ambito che sa gustare le meraviglie del creato.
Il Sabato è prendere serenamente atto dei nostri limiti e sapersi lietamente ritemprare per essere poi disponibili a saper ideare nuove cose radicate anticamente.
Il Dio giardiniere ci chiama ad essere  a nostra volta custodi attenti e premurosi del Suo creato; dunque non dominatori oppressivi come siamo stati finora purtroppo. 

Il primo racconto della creazione (Genesi 1,1-2,4a) ci racconta una storia tutta da narrare, da una generazione all'altra, a noi stessi, un racconto da raccontare ancora ogni volta con risvolti nuovi, angoli di visuale diversi, è la particolarità della Genesi, è la particolarità di tutta la Bibbia. 

Il Dio Triunità c'insegna a restare ancorati saldamente e con fiducia alle Scritture.
- La teologia quando è sana e costruttiva non porta a parlare su Dio ma a parlare con Dio e con gli altri. 
Una narrazione, un racconto che narra di tante cose anche dello Spirito di Dio che aleggia sulla nostre vite, cosa vuol dire questo? Vuol dire che il Dio Triunità ci accompagna benignamente e questa è davvero Buona Notizia.







domenica 7 maggio 2017

la Lumière Domenica 7 maggio 2017

 la Lumière                                                              
                                                           foglio biblico e liturgico
                                                                         gratuito


Domenica 7 maggio 2017 
4a DI PASQUA-  
JUBILATE
(Fate acclamazioni a Dio, voi tutti abitanti della terra! - Salmi 66,1)
Testo Biblico  - Versione Nuova Riveduta 

Salmi 23,1
Il SIGNORE è il mio pastore: nulla mi manca.

 

BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole
Maurizio Abbà

Consolazione ed Esortazione

Sapere che il Signore nostro Dio, il Dio d'Israele - Dio di Gesù Cristo è il nostro Pastore il nostro unico e vero Pastore ci riempie il cuore di Consolazione ed Esortazione.

Soprattutto quando pare prevalere il disorientamento queste semplici parole del salmista affermano a nostra piena e verace consolazione che ci possiamo affidare in pieno a Dio e possiamo ri-trovarci.

     Questo salmo è stato definito anche il "salmo della pecora": noi siamo le pecore che si fanno guidare dall'unico che può essere il nostro Pastore. 
Nessuna istituzione né religiosa né politica può pretendere di essere il nostro pastore. 
Dio non rilascia deleghe

Noi non saremo mai le pecore che vanno dietro ad altri presunti pastori -  religiosi o politici che siano - ma che pastori non sono.

Solo Dio ha parole ed azioni di consolazione per confortarci nel profondo.
Solo Dio ha parole ed azioni di esortazione per aiutarci a ri-cominciare.
Solo Dio è Dio ed è il nostro Pastore autentico Maestro.

E noi siamo discepole e discepoli lieti di esserlo in quanto consolati ed esortati.