la Lumière
foglio biblico-teologico-liturgico
Gesù parlò loro di nuovo, dicendo:
«Io
sono la luce del mondo; chi mi segue non camminerà nelle tenebre,
ma avrà la luce della vita»
ma avrà la luce della vita»
Evangelo di Gesù Cristo secondo
Giovanni 8,12
Lunedì 25 dicembre
NATALE
Evangelo di Gesù Cristo secondo Luca 2,1-20
1 In quel tempo uscì un decreto da parte di Cesare Augusto, che
ordinava il censimento di tutto l'impero. 2 Questo fu il primo
censimento fatto quando Quirinio era governatore della Siria. 3 Tutti
andavano a farsi registrare, ciascuno alla sua città.
4 Dalla
Galilea, dalla città di Nazaret, anche Giuseppe salì in Giudea, alla città di
Davide chiamata Betlemme, perché era della casa e famiglia di Davide, 5 per
farsi registrare con Maria, sua sposa, che era incinta.
6 Mentre
erano là, si compì per lei il tempo del parto; 7 ed ella diede alla
luce il suo figlio primogenito, lo fasciò, e lo coricò in una mangiatoia,
perché non c'era posto per loro nell'albergo. 8 In quella stessa
regione c'erano dei pastori che stavano nei campi e di notte facevano la
guardia al loro gregge. 9 E un angelo del Signore si presentò a
loro e la gloria del Signore risplendé intorno a loro, e furono presi da gran
timore. 10 L'angelo disse loro: «Non temete, perché io vi porto la
buona notizia di una grande gioia che tutto il popolo avrà: 11 "Oggi,
nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è il Cristo, il
Signore. 12 E questo vi servirà di segno: troverete un bambino
avvolto in fasce e coricato in una mangiatoia"».
13 E a un
tratto vi fu con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste, che lodava Dio
e diceva:
14 «Gloria a Dio nei luoghi altissimi, e pace in terra
agli uomini ch'egli gradisce!»
15 Quando gli angeli se ne furono
andati verso il cielo, i pastori dicevano tra di loro: «Andiamo fino a Betlemme
e vediamo ciò che è avvenuto, e che il Signore ci ha fatto sapere». 16 Andarono
in fretta, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia;
17 e, vedutolo, divulgarono quello che era stato loro detto di quel
bambino. 18 E tutti quelli che li udirono si meravigliarono delle
cose dette loro dai pastori. 19 Maria serbava in sé tutte queste
cose, meditandole in cuor suo. 20 E i pastori tornarono indietro,
glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com'era
stato loro annunciato.
BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole
A come Attesa
C come Cristo-compimento
per un nuovo inizio
per un nuovo inizio
Maurizio Abbà
Avvento è...
saper attendere: è questo il sapore dell'Avvento. Il sapore di una saggezza inestimabile.
La saggezza della gradita attesa del compimento.
Natale è...
il tempo in cui la fretta occorre riservarla esclusivamente per l'amore: non si può rimandare.
I fiori nei prati per essere ammirati nella loro semplicità ed eleganza, gli animali da compagnia che ci aiutano ogni giorno senza pretese, gli amici che ci sostengono nonostante tutto, Natale è tutto questo e molto, molto di più.
- Natale è una festa pagana? Le sue origini storiche sono certo cronologicamente precedenti al cristianesimo,
ma il Signore di cui si festeggia il compleanno non è un imperatore militarista divinizzato,
è Cristo il Signore questo non è paganesimo, questo è Evangelo puro.
La data del 25 dicembre, data convenzionale della nascita di Gesù, è per fissare nella Storia un punto preciso d'inserzione del racconto di Dio nella storia degli uomini e di tutte le sue creature.
Il suo racconto preferito siamo.
Il consumismo del periodo odierno è pagano ma pure i predicozzi moralistici fanno parte del 'tutto previsto' e lasciano ormai il tempo che trovano senza intaccare minimamente il procedere affannoso della rincorsa a tutto cioè a niente, così facendo non stiamo aiutando e non ci stiamo aiutando.
Allora occorre uno slancio nuovo, diverso, energico in quanto temprato.
Bisogna imparare a raccontare Dio, a farselo raccontare, come una nonna racconta alla nipote la sua storia preferita.
Cristo è il compimento.
E da lì si riparte per un nuovo inizio.
Buon Vero Natale Evangelico
L'angolo della preghiera
per non deporre la preghiera in un angolo
la Preghiera di Roberto Laurita
L'annuncio della tua nascita, Gesù,
arriva di sorpresa nella notte,
a persone che non erano stinchi di santi
e che non si aspettavano di essere
i primi e i diretti destinatari
di un messaggio così importante.
L'annuncio della tua nascita, Gesù,
è un fiume di gioia che irrompe
nella nostra esistenza travagliata,
per regalare consolazione e speranza
ai poveri della terra e agli emarginati,
a coloro che penano sotto carichi pesanti.
Trasmette la notizia di un evento
che cambierà il corso della storia
e rappresenta una sfida vera e propria
agli assetti costruiti dai potenti della terra.
Sì, Gesù, perché se Ottaviano, l'imperatore,
pretende di essere il divino e la guida suprema,
se vuole contare gli abitanti dei suoi domini
per imporre dovunque il suo potere
e far riconoscere la sua forza,
tutto questo è destinato a sparire
con tutta la sua carica di arroganza,
come una pietosa illusione.
Il vero Salvatore, l'Inviato di Dio,
il Signore autentico sei tu, il bambino
nato in un alloggio di fortuna,
che ha prima culla una mangiatoia.
Con te Dio sembra farsi gioco delle apparenze
e impartirci una lezione fondamentale:
e impartirci una lezione fondamentale:
solo l'amore rimane, edifica per sempre
e Dio prova un amore sviscerato per tutti:
per questo tu, il suo Figlio, ti sei fatto uomo.
Non hanno atteso che facesse giorno:
quell'annuncio rivolto proprio a loro
era troppo importante per lasciare
che le ore passassero senza fare nulla.
E allora hanno affrontato la strada
senza indugio, pur di vedere subito
il bambino presentato loro con titoli altisonanti.
Lo hanno trovato non in una reggia
in cui di solito alloggiano i potenti,
non circondato dagli agi
che i ricchi possono concedere.
All'apparenza non c'era proprio niente
che confermasse quello che di lui
aveva detto il messaggero di Dio,
se non la mangiatoia che faceva da culla.
Tutto era così semplice e dimesso da far pensare
che non ci fosse nulla di straordinario.
Eppure non hanno rinunciato a credere,
non hanno tenuto per sé
l'annuncio che li aveva raggiunti
Hanno divulgato la bella notizia
anche se sconcertante, inaudita.
A distanza di duemila anni
noi ti chiediamo, Gesù,
la stessa fede di quei pastori,
la stessa disponibilità a mettersi in cammino,
a sfidare la notte, a vincere la fatica,
pur di incontrarti, pur di vedere
ciò che Dio prepara per la nostra gioia.
A distanza di duemila anni
noi ti domandiamo, Gesù, di riconoscerti
anche se continui a visitarci
nella semplicità e nell'umiltà.
- tratto da: - Roberto Laurita, la Preghiera per la Messa della notte - La preghiera per la Messa dell'aurora, in: "Servizio della Parola strumento di lavoro per la comunicazione di fede nelle assemblee", n. 493 - anno XLIX, Editrice Queriniana, Brescia, dicembre 2017, 151-152.
