Gesù parlò loro di nuovo, dicendo:
«Io sono la luce del mondo; chi mi segue non
camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita»
Evangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 8,12
Gesù rispose: "Il primo è: Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l'unico Signore;30 amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima,con tutta la tua mente e con tutta la tua forza.31Il secondo è questo: Amerai il tuo prossimo come te stesso. Non c'è altro comandamento più grande di questi".Lo scriba gli disse: "Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egliè unico e non vi è altri all'infuori di lui;33 amarlo con tutto il cuore,con tutta l'intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici". 34Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: "Non sei lontano dal regno di Dio". E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.
Romani 13,1-7
versione Nuova Riveduta www.laparola.net
Ogni persona stia sottomessa alle autorità superiori; perché non vi è autorità se non da Dio; e quelle che esistono sono stabilite da Dio. 2 Perciò chi resiste all'autorità si oppone all'ordine di Dio; quelli che vi si oppongono si attireranno addosso una condanna; 3 infatti i magistrati non sono da temere per le opere buone, ma per le cattive. Tu, non vuoi temere l'autorità? Fa' il bene e avrai la sua approvazione, 4 perché il magistrato è un ministro di Dio per il tuo bene; ma se fai il male, temi, perché egli non porta la spada invano; infatti è un ministro di Dio per infliggere una giusta punizione a chi fa il male. 5 Perciò è necessario stare sottomessi, non soltanto per timore della punizione, ma anche per motivo di coscienza.
6 È anche per questa ragione che voi pagate le imposte, perché essi, che sono costantemente dediti a questa funzione, sono ministri di Dio. 7 Rendete a ciascuno quel che gli è dovuto: l'imposta a chi è dovuta l'imposta, la tassa a chi la tassa; il timore a chi il timore; l'onore a chi l'onore.
Ogni persona stia sottomessa alle autorità superiori; perché non vi è autorità se non da Dio; e quelle che esistono sono stabilite da Dio. 2 Perciò chi resiste all'autorità si oppone all'ordine di Dio; quelli che vi si oppongono si attireranno addosso una condanna; 3 infatti i magistrati non sono da temere per le opere buone, ma per le cattive. Tu, non vuoi temere l'autorità? Fa' il bene e avrai la sua approvazione, 4 perché il magistrato è un ministro di Dio per il tuo bene; ma se fai il male, temi, perché egli non porta la spada invano; infatti è un ministro di Dio per infliggere una giusta punizione a chi fa il male. 5 Perciò è necessario stare sottomessi, non soltanto per timore della punizione, ma anche per motivo di coscienza.
6 È anche per questa ragione che voi pagate le imposte, perché essi, che sono costantemente dediti a questa funzione, sono ministri di Dio. 7 Rendete a ciascuno quel che gli è dovuto: l'imposta a chi è dovuta l'imposta, la tassa a chi la tassa; il timore a chi il timore; l'onore a chi l'onore.
BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole
Vedi alla voce futuro prossimo
Meditazione di Maurizio Abbà
Ascolta, Israele!
è darsi, e porgere, una possibilità di futuro,
se non ascoltiamo ciò che accade fuori di noi e quanto accade dentro di noi,
non riusciamo nel presente a fare memoria del passato e ad intravedere raggi di sole
nei giorni futuri.
Amare il prossimo,
se stessi
e Dio.
- Lezione magistrale per non cadere in un
filantropismo ridotto e solo di facciata,
in un egoismo diffuso ed ottuso,
in fondamentalismi religiosi sempre in agguato.
Occorre saggezza, la saggezza dello scriba citato.
- Chi erano gli scribi?
funzionari, segretari, persone che sapevano leggere e scrivere,
ed avevano solitamente acquisito capacità in diversi ambiti: economico, giuridico.
Incisivo, anche qui il seguente commento di Paolo Ricca
sulle parole di Gesù rivolto alla scriba saggio:
«Tu non sei lontano dal regno di Dio», Mc 12,34:
" Non tutto il mondo deve diventare chiesa ma deve - questo sì - diventare una parabola vivente del regno di Dio. La nuova cattolicità sarà nuova nella misura in cui saprà essere veramente universale evitando il doppio scoglio del sincretismo da un lato e dell'integrismo dall'altro. ",
(Paolo Ricca, L'eclisse della cattolicità retrospettiva sul secondo millennio della storia cristiana, in Cattolicità ridotta, "Servitium", n. 68, 1990, 69-85, qui pagina 85).
- La Riforma Protestante fu anche un tentativo di vedere teologicamente
in Romani 13 l'autorità come possibilità di giustizia,
in cui Dio agisce tra gli uomini e le donne.
Teologicamente però si deve scorgere anche nelle ingiustizie inflitte
ai quattro angoli del mondo a tutte le creature
la possibilità in cui Dio agisce prendendo posizione
per
i più deboli, i poveri, i bisognosi, i minimi, i senzavoce, i più fragili.
Questo non per una elezione sociologica automatica,
ma per una questione di giustizia veramente giusta.
Apocalisse 13, contestualizzato, ricorda invece la possibilità di resistenza alla tirannide,
la lezione è dire no alla violenza del Potere,
la lezione è di saper ascoltare il:
no a tutte le violenze
e il
sì alla dignità libera.
Per darsi e porgere un futuro prossimo più libero e più giusto,
questo è un altro capitolo della storia dell'interpretazione e della storia del cristianesimo.
Bisogna tenerlo presente come pendant nella lettura di Romani 13.