lunedì 12 settembre 2016

Una preghiera di Dietrich Bonhoeffer


CRISTIANI E PAGANI


Uomini vanno a Dio nella loro tribolazione,
piangono per aiuto, chiedono felicità e pane,
salvezza dalla malattia, dalla colpa e dalla morte.
Così tutti,  cristiani e pagani, fanno senza distinzione.

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Uomini vanno a Dio nella sua tribolazione,
lo trovano povero, oltraggiato, senza tetto e senza pane,
lo vedono consunto dai peccati, debolezza e morte.
Vicino a Dio i cristiani stanno nella sua passione.

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Dio va a tutti gli uomini nella loro tribolazione,
sazia il corpo e l’anima del suo pane,
per cristiani e pagani in croce subisce la morte
e a questi e a quelli dona remissione.
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Dietrich Bonhoeffer
tratto da: - Dietrich Bonhoeffer,
Resistenza e Resa Lettere e altri scritti dal carcere
(in italiano è stato pubblicato da: Bompiani, p. 298; dalle Paoline, p. 427; e da Queriniana, (Opere di Dietrich Bonhoeffer, vol. 8), pp. 480-481).
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domenica 11 settembre 2016

la Lumière - Domenica 11 settembre 2016

la Lumière

Gesù parlò loro di nuovo, dicendo: 
«Io sono la luce del mondo; 
chi mi segue non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita» 

Evangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 8,12


  
foglio biblico-liturgico
gratuito

    Domenica 11 settembre 2016
- 17a Domenica DOPO PENTECOSTE
Testi Biblici
(Versione Biblica Nuova Riveduta)
 EVANGELO
II Timoteo 1,7 
Dio infatti ci ha dato uno spirito non di timidezza, ma di forza, d'amore e di autocontrollo.           


Evangelo di Gesù Cristo secondo Luca 15,1-10
1 Tutti i pubblicani e i peccatori si avvicinavano a lui per ascoltarlo. 2 Ma i farisei e gli scribi mormoravano, dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro».
3 Ed egli disse loro questa parabola: 4 «Chi di voi, avendo cento pecore, se ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e non va dietro a quella perduta finché non la ritrova? 5 E trovatala, tutto allegro se la mette sulle spalle; 6 e giunto a casa, chiama gli amici e i vicini, e dice loro: "Rallegratevi con me, perché ho ritrovato la mia pecora che era perduta". 7 Vi dico che, allo stesso modo, ci sarà più gioia in cielo per un solo peccatore che si ravvede che per novantanove giusti che non hanno bisogno di ravvedimento.

8 «Oppure, qual è la donna che se ha dieci dramme e ne perde una, non accende un lume e non spazza la casa e non cerca con cura finché non la ritrova? 9 Quando l'ha trovata, chiama le amiche e le vicine, dicendo: "Rallegratevi con me, perché ho ritrovato la dramma che avevo perduta". 10 Così, vi dico, v'è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si ravvede».


BRICIOLE DI FEDE

per una fede non in briciole

Evangelo e dintorni
Maurizio ABBÀ

Il messaggio delle due parabole tratte dall'Evangelo secondo Luca è che Dio ha cura e premura per noi. 
I temi che troviamo in questo testo sono tanti ma qui è da evidenziare un tandem decisivo per dare consistenza all'Evangelo nella chiesa e nella società quindi in tutta la sua ampiezza: misericordia e rallegratevi.
Il che vuol dire, tra l'altro, anche l'essere sensibili  e sereni.
Vuol dire dare spazio alla vita.
Imparando a fare cose importanti in maniera seria, ma non seriosa. Diffondendo allegria per le buone notizie che possiamo far affiorare nella quotidianità feriale e festiva, diurna e notturna. 
Che è poi la nostra quotidianità.
Per contrastare fortemente e vittoriosamente il buio del male.

   - Da notare nitidamente come diversi biblisti e teologi evidenziano: Gesù sta a tavola senza privilegi e senza privilegiare e così ha sempre fatto.
Gesù considerava le persone senza etichettarle e senza pregiudizi. 
Un grande insegnamento per guardare oltre i soliti schemi che ingabbiano le persone (e le idee).
Ingredienti di questa lotta: forza, amore e autocontrollo.
Forza vuol dire fierezza (non arroganza!).
Amore da riscoprire, sentimento da far sbocciare senza timidezze ma con tanta tenerezza.
L'amore per il creato, la cura e le premure per la salvaguardia di piante, animali e persone, niente e nessuno è escluso. Perché tutto è connesso ed interdipendente.
Questa è misericordia e motivo di rallegrarsi da irradiare luminosamente.
Autocontrollo per realizzare evangelicamente tutto quanto è possibile. 
E... con l'aiuto dello Spirito Santo ... chissà per realizzare anche qualcosa che ci pare impossibile.
Ma che evangelicamente e quindi benignamente ci sorprenderà.
Nello spazio dell'Evangelo e dintorni.




L’Angolo della Preghiera
per non deporre la preghiera in un angolo

la Preghiera
di Roberto Laurita

Abituati a tener conto delle percentuali,
a ragionare sui dati e sui numeri,
abbiamo finito col ritenere giustificati
tanti meccanismi di emarginazione.
Così gli esclusi dal lavoro,
quelli che non ce la fanno a tenere il passo
in un sistema sempre più esigente,
quelli che non se la sentono di adottare
leggi ferree e spietate
dalle conseguenze dolorose,
tutti questi vengono catalogati
come una necessaria “perdita fisiologica”.
No, Gesù, tu ce lo dici con chiarezza,
per il Padre tuo non esistono
gli scarti da abbandonare al proprio destino
perché ai suoi occhi noi non siamo
una massa dai contorni indistinti:
ognuno di noi è prezioso
e trova un posto nel suo cuore…
anche quando ha sbagliato,
anche quando si è allontanato
volutamente dal gregge,
anche quando se ne è andato
in malo modo, sbattendo la porta,
anche quando si è mostrato
ingrato e pronto a ferire…
Non c’è colpa così grave
che trattenga il Padre tuo
dal cercarci con amore
sul percorso dei nostri smarrimenti,
sulle strade dell’infedeltà.
E grande è la sua gioia quando ci abbandoniamo
al suo abbraccio di misericordia.

tratto da: - Servizio della Parola 479/2016, Strumento di lavoro per la comunicazione di fede nelle assemblee,  Settembre-Ottobre (28 agosto - 9 ottobre), Anno C, Queriniana Editrice, Brescia, 104.


lunedì 5 settembre 2016

La perseveranza delle onde

La perseveranza delle onde

Signore donaci la perseveranza delle onde
che battono senza posa la riva.
Fa' che ogni nostra ritirata,
come le loro, sia l'inizio di una avanzata.
Donaci la limpidezza dei grandi orizzonti del mare,
la pace della sua immensità
che non può turbare il movimento della superficie.
Dona alla nostra anima
la purezza, la limpidezza e la freschezza delle sue
acque.
Donaci di saper ricevere e riflettere i tuoi raggi di luce
come fa il mare con quelli del sole.
Così come la sua bellezza esteriore
dona a noi una chiara bellezza interiore.

Una simpatizzante - Francia

tratto da: - Comitato italiano per la CEVAA  Comunità di Chiese in missione
Allarga la tua tenda, raccolta di testi di fede.
Stampato ma non pubblicato, Luserna S. Giovanni, 2016 (To), 194. 
Raccolta e traduzione testi a cura di Renato Coïsson.


sabato 3 settembre 2016

la Lumière - Domenica 4 settembre 2016

la Lumière

Gesù parlò loro di nuovo, dicendo: 
«Io sono la luce del mondo; 
chi mi segue non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita» 

Evangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 8,12


  
foglio biblico-liturgico
gratuito

    Domenica 4 settembre 2016
- 16a DOPO PENTECOSTE
Testi Biblici
(Versione Biblica Nuova Riveduta)
 EVANGELO
I Pietro 5,6-7
           

Umiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio, affinché egli vi innalzi a suo tempo;
gettando su di lui ogni vostra preoccupazione, perché egli ha cura di voi.


Evangelo di Gesù Cristo secondo Luca 14,28
Chi di voi, infatti, volendo costruire una torre, non si siede prima a calcolare la spesa per vedere se ha abbastanza per poterla finire?


BRICIOLE DI FEDE

per una fede non in briciole  

 La dimensione del discepolato

Maurizio ABBÀ

Nell'essere discepoli di Dio Padre Figlio Spirito Santo siamo in una dimensione in cui si è controcorrente rispetto al pensiero dominante;

- umiliatevi ... affinché ... vi innalzi 
non è un trucco per passare dalla (falsa) modestia alla collocazione in una vetrina da esposizione di lusso,
ma è qualcosa di molto diverso, di profondamente diverso: è ciò che il teologo Dietrich Bonhoeffer chiamava lo sguardo dal basso cioè la possibilità di vedere la Storia dalla parte degli Ultimi. Ultimi che sovente sono gli sconfitti e pertanto risultano essere, a viste umane, i perdenti ma non per questo sono i perduti. 
Attenzione però non sono gli eterni scontenti, quelli che non si fanno mai andare bene niente, (questo è meglio precisarlo);

- gettando su di lui ogni vostra preoccupazione
le preoccupazioni di vario genere ci attanagliano fino a bloccarci, preoccupazioni piccole e grandi (anche quelle piccole ci sforziamo d'ingigantirle, ahi!). Qui l'invito è perentorio: gettarle via, ma non chissà dove, ma in Dio che le riceve, se ne fa carico, così che il nostro fardello nell'affrontare la vita risulti decisamente meno pesante e a tratti, incredibilmente, persino agevole;


volendo costruire una torre ma... quale torre?
Esercizio impegnativo quello di costruire una torre, lo è sempre stato.
Non una torre di Babele che vuole arrivare presuntuosamente arrivare a grattare il cielo (Genesi 11) ma una più sobria e modesta torre, comunque è impegnativa. Bene da sapersi per attrezzarsi alla bisogna per la sua edificazione.


Quale torre?
Sarà forse la torre della salute ... da riguardare con cura e premura. 
Cosa fare quando la salute pare sfuggirci tra le dita? Può insegnarci allora qualcosa la forza della mano di una madre, di un padre che afferrano, nonostante tutte le avversità, quella dei loro figli. A volte, ad aiutare, arrivano in aiuto le mani dei nonni, il nonno il "mestiere" più bello! 
    Molte cose sono costose, molte cose sono molto costose.
La forza d'incoraggiamento dei genitori e dei nonni invece non ha prezzo.

O forse sarà la torre dell'amore ... Nella foresta dei sentimenti l'amore richiede una bussola speciale, che indichi sempre uno sguardo speciale nel guardare la persona amata, quando manca quello sguardo, sguardo vicendevole, ahi!
- Avvertenza: quando l'amore ha prezzo allora: occhio che non è più amore, non lo è mai stato - .

Oppure potrebbe essere la torre del lavoro desiderato da giovane ma non ancora delineato, successivamente bramato quando non si è più giovani ma non si è ancora in età da pensione diventa persino più complicato raggiungerlo. C'è stato un tempo, non tanti anni fa (ma sembra ormai un'era geologica) in cui era il lavoro che ti raggiungeva. La torre del lavoro è faticosa da scalare, (Genesi 3,19) ogni giorno, ma lo è ancora di più se la torre del lavoro non c'è...

     O si tratta della torre della fede ... già la fede, mica è stata dimenticata, è la base e il vertice della torre. 
Fede che richiede due ingredienti necessari, apparentemente distanti tra loro.
Richiede la critica della religione per purificare la fede dalle scorie e dai residui che si annidano sempre: dalla superstizione alla presunzione teologica del tipo: 'io so già tutto e ne so più di Dio', (doppio ahi!). 
La critica della religione non esita giustamente a ricorrere al metodo storico-critico, alla psicoanalisi, ad ogni strumento utile (anche se preso da solo non è esaustivo ed occorre certo evitare confusioni e sovrapposizioni ma occorre evitare anche le inutili contrapposizioni). Questo è il primo ingrediente necessario.
Quindi si richiede la capacità di lasciare che la fede sia attraversata dal dubbio
La tensione che provoca il dubbio sano (non quello inutile e anch'esso presuntuoso) tiene la fede viva, la pungola, la tiene in dialogo, in un certo senso la sostiene!
Purtroppo ci sono anche i dubbi provocati dal dolore, dalla malattia, dalla morte di persone e creature care. 
Il dolore, la malattia, la morte possono arrivare a spezzare la fede, ma non possono piegarla.
Questa capacità di resistenza al male è il secondo ingrediente necessario per una fede che sia davvero robusta (robusta, certo non dimentichiamo la sua fragilità umana).

E poi: - si può vederla conclusa una torre?
A volte sì, a volte possiamo solo immaginarla completata.
Immaginiamo allora la conclusione dell'edificazione della torre:

La torre della salute: di sicuro Dio non ama il dolore. La sofferenza in quanto sofferenza non ci avvicina di più a Dio. La sofferenza è fonte di sofferenze. - Diverso, tutto diverso è il discorso che, a volte, dentro la sofferenza comprendiamo anche le sofferenze piccole e grandi degli altri e riusciamo ad attingere a risorse interiori che sono autentici doni di Dio per aiutare a rialzarci.

La torre dell'amore: di tutte le torri è l'unica torre che ci sorprenderà perché possiamo e dobbiamo costruirla dal vertice ossia dal punto più alto, costantemente più alto, che strana e bella torre!

La torre del lavoro: che sa dare il giusto spazio e il generoso tempo ADESSO a quanto vi è di più caro. 
Il sociologo e psicanalista Erich Fromm diceva che amare è un'arte, certo, e amare è anche un lavoro nel senso più nobile del termine.
La torre della fede: fede che sa fare feste colorate e regala sorrisi di allegria allora non ci sarebbero più i tragici ed oscuri fondamentalismi che diffondono lacrime di dolore.

Riapriamo gli occhi alla realtà e diamoci da fare.


- Pare necessaria una risposta: ma esiste sempre una risposta? Non è forse presunzione pensare che ci sia sempre una risposta? Anche se pare necessaria, urgente persino, c'è davvero? Fare delle buone domande, è già molto, è quasi tutto, domande per sapere risposte per domandare ancora questa metodologia è sana, è aperta, è fruttuosa. 
Ci sono, come purtroppo sappiamo, dei momenti in cui le nostre (poche) risposte, seppur provvisorie, paiono dissolversi.
Il teologo Paperino direbbe allora: Gulp! E avrebbe ragione di dirlo. E noi con lui.

Questa volta, però una volta tanto, dài, la risposta c'è, eccome se c'è e ci porge la dimensione dell'essere discepoli:
perché egli ha cura di voi. 






                                   Theologica
Ugo VANNI 
  
Uno sguardo agli studi che si sono occupati in questi ultimi decenni della Prima Lettera di Pietro dà un'impressione sconcertante di pluralità frammentaria: si è parlato della Lettera come di un'omelia, addirittura da situarsi in un contesto liturgico preciso, come il rito del battesimo o la celebrazione della Pasqua.
Nel suo contenuto sono stati individuati vari strati di tradizioni, con un'attività redazionale che li avrebbe unificati: si sono trovati elementi di tradizione paolina, elementi che sembrano rifarsi direttamente ai vangeli, semitismi nel contenuto e nella forma, tracce abbondanti della «scuola apocalittica», ecc. Si è tentato di individuare degli inni antichi soggiacenti, partendo da indizi presenti nel testo che lo hanno fatto pensare. Se si dà, poi, uno sguardo al contenuto dal punto di vista teologico, anche qui ci si imbatte in un groviglio di temi: escatologia, rilettura dell'Antico Testamento, teologia della sofferenza, teologia politica, organizzazione ecclesiale, ecc.
    Viene da chiederci, di fronte a questa varietà, che cos'è propriamente la Prima Lettera di Pietro. L'omogeneità di stile che si mantiene costante dall'inizio alla fine suggerisce una fisionomia unitaria.


tratto da: - Ugo Vanni, Lettere di Pietro Giacomo e Giuda 
(LoB Leggere oggi la Bibbia 2.13), Editrice Queriniana, Brescia, 1986, 7.