domenica 11 settembre 2016

la Lumière - Domenica 11 settembre 2016

la Lumière

Gesù parlò loro di nuovo, dicendo: 
«Io sono la luce del mondo; 
chi mi segue non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita» 

Evangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 8,12


  
foglio biblico-liturgico
gratuito

    Domenica 11 settembre 2016
- 17a Domenica DOPO PENTECOSTE
Testi Biblici
(Versione Biblica Nuova Riveduta)
 EVANGELO
II Timoteo 1,7 
Dio infatti ci ha dato uno spirito non di timidezza, ma di forza, d'amore e di autocontrollo.           


Evangelo di Gesù Cristo secondo Luca 15,1-10
1 Tutti i pubblicani e i peccatori si avvicinavano a lui per ascoltarlo. 2 Ma i farisei e gli scribi mormoravano, dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro».
3 Ed egli disse loro questa parabola: 4 «Chi di voi, avendo cento pecore, se ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e non va dietro a quella perduta finché non la ritrova? 5 E trovatala, tutto allegro se la mette sulle spalle; 6 e giunto a casa, chiama gli amici e i vicini, e dice loro: "Rallegratevi con me, perché ho ritrovato la mia pecora che era perduta". 7 Vi dico che, allo stesso modo, ci sarà più gioia in cielo per un solo peccatore che si ravvede che per novantanove giusti che non hanno bisogno di ravvedimento.

8 «Oppure, qual è la donna che se ha dieci dramme e ne perde una, non accende un lume e non spazza la casa e non cerca con cura finché non la ritrova? 9 Quando l'ha trovata, chiama le amiche e le vicine, dicendo: "Rallegratevi con me, perché ho ritrovato la dramma che avevo perduta". 10 Così, vi dico, v'è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si ravvede».


BRICIOLE DI FEDE

per una fede non in briciole

Evangelo e dintorni
Maurizio ABBÀ

Il messaggio delle due parabole tratte dall'Evangelo secondo Luca è che Dio ha cura e premura per noi. 
I temi che troviamo in questo testo sono tanti ma qui è da evidenziare un tandem decisivo per dare consistenza all'Evangelo nella chiesa e nella società quindi in tutta la sua ampiezza: misericordia e rallegratevi.
Il che vuol dire, tra l'altro, anche l'essere sensibili  e sereni.
Vuol dire dare spazio alla vita.
Imparando a fare cose importanti in maniera seria, ma non seriosa. Diffondendo allegria per le buone notizie che possiamo far affiorare nella quotidianità feriale e festiva, diurna e notturna. 
Che è poi la nostra quotidianità.
Per contrastare fortemente e vittoriosamente il buio del male.

   - Da notare nitidamente come diversi biblisti e teologi evidenziano: Gesù sta a tavola senza privilegi e senza privilegiare e così ha sempre fatto.
Gesù considerava le persone senza etichettarle e senza pregiudizi. 
Un grande insegnamento per guardare oltre i soliti schemi che ingabbiano le persone (e le idee).
Ingredienti di questa lotta: forza, amore e autocontrollo.
Forza vuol dire fierezza (non arroganza!).
Amore da riscoprire, sentimento da far sbocciare senza timidezze ma con tanta tenerezza.
L'amore per il creato, la cura e le premure per la salvaguardia di piante, animali e persone, niente e nessuno è escluso. Perché tutto è connesso ed interdipendente.
Questa è misericordia e motivo di rallegrarsi da irradiare luminosamente.
Autocontrollo per realizzare evangelicamente tutto quanto è possibile. 
E... con l'aiuto dello Spirito Santo ... chissà per realizzare anche qualcosa che ci pare impossibile.
Ma che evangelicamente e quindi benignamente ci sorprenderà.
Nello spazio dell'Evangelo e dintorni.




L’Angolo della Preghiera
per non deporre la preghiera in un angolo

la Preghiera
di Roberto Laurita

Abituati a tener conto delle percentuali,
a ragionare sui dati e sui numeri,
abbiamo finito col ritenere giustificati
tanti meccanismi di emarginazione.
Così gli esclusi dal lavoro,
quelli che non ce la fanno a tenere il passo
in un sistema sempre più esigente,
quelli che non se la sentono di adottare
leggi ferree e spietate
dalle conseguenze dolorose,
tutti questi vengono catalogati
come una necessaria “perdita fisiologica”.
No, Gesù, tu ce lo dici con chiarezza,
per il Padre tuo non esistono
gli scarti da abbandonare al proprio destino
perché ai suoi occhi noi non siamo
una massa dai contorni indistinti:
ognuno di noi è prezioso
e trova un posto nel suo cuore…
anche quando ha sbagliato,
anche quando si è allontanato
volutamente dal gregge,
anche quando se ne è andato
in malo modo, sbattendo la porta,
anche quando si è mostrato
ingrato e pronto a ferire…
Non c’è colpa così grave
che trattenga il Padre tuo
dal cercarci con amore
sul percorso dei nostri smarrimenti,
sulle strade dell’infedeltà.
E grande è la sua gioia quando ci abbandoniamo
al suo abbraccio di misericordia.

tratto da: - Servizio della Parola 479/2016, Strumento di lavoro per la comunicazione di fede nelle assemblee,  Settembre-Ottobre (28 agosto - 9 ottobre), Anno C, Queriniana Editrice, Brescia, 104.