foglio liturgico e di cultura biblica-teologica
gratuito
Domenica 31 gennaio 2016
- SEXAGESIMA (60 GIORNI PRIMA DI PASQUA) -
Evangelo di Gesù Cristo secondo Luca 4,21-30
(Bibbia - Versione Nuova Riveduta)
21 Egli prese a dir loro: «Oggi, si è adempiuta questa Scrittura, che voi udite».
22 Tutti gli rendevano testimonianza, e si meravigliavano delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca, e dicevano:«Non è costui il figlio di Giuseppe?»
23 Ed egli disse loro: «Certo, voi mi citerete questo proverbio: "Medico, cura te stesso; fa' anche qui nella tua patria tutto quello che abbiamo udito essere avvenuto in Capernaum!"»
24 Ma egli disse: «In verità vi dico che nessun profeta è ben accetto nellasua patria.
25 Anzi, vi dico in verità che ai giorni di Elia, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e vi fu grande carestia in tutto il paese, c'erano molte vedove in Israele;
26 eppure a nessuna di esse fu mandato Elia, ma fu mandato a una vedova in Sarepta di Sidone.
27 Al tempo del profeta Eliseo, c'erano molti lebbrosi in Israele; eppure nessuno di loro fu purificato; lo fu solo Naaman, il Siro».
28 Udendo queste cose, tutti nella sinagoga furono pieni d'ira.
29 Si alzarono, lo cacciarono fuori dalla città, e lo condussero fin sul ciglio del monte sul quale era costruita la loro città, per precipitarlo giù.
30 Ma egli, passando in mezzo a loro, se ne andò.
Theologica
François BOVON
I discorsi e i miracoli di Gesù mostreranno che la salvezza c'è già fin d'ora per l'uomo nella sua totalità.
L'offerta di Gesù inaugura l'anno giubilare.
(,..)
Quando si spiega che Marco annuncia il compimento dei tempi (Mc. 1,14-15) e Luca quello della Scrittura, non si vede che in lui il compimento della Scrittura è anche quello dei tempi.
tratto da: - François BOVON, Luca
Volume 1 Introduzione Commento a 1,1-9,50.
Edizione italiana a cura di Oscar Ianovitz Traduzione italiana di Paolo Pellizzari
(Commentario Paideia Nuovo Testamento 3.1), Paideia Editrice, Brescia, 2005, 251-252.
BRICIOLE DI FEDE
PER UNA FEDE NON IN BRICIOLE
Maurizio ABBÀ
una vedova in Sarepta di Sidone, Naaman, il Siro: due vicende bibliche (I Re 17,8-16; II Re 5,1-19) che descrivono un attenzione benevola e mesericordiosa da parte del Dio d'Israele verso gli stranieri (esemplificativo al riguardo è il piccolo, ma grande, libro biblico di Giona!).
" è importante notare che Gesù non si rivolge agli stranieri perché è stato rifiutato in casa, ma Gesù viene rifiutato in casa perché si è rivolto agli stranieri " Fred B. Craddock, Luca, (Strumenti - commentari 10), Claudiana Editrice, Torino, 2002, 90.
Si possono anzi si devono fare molte considerazioni di politica, sociologia, economia, sulla tematica sempre più urgente di come accogliere gli stranieri (anche noi italiani siamo stati stranieri in altri Paesi alla ricerca del pane, non tanto tempo fa), così da prendere decisioni per azioni di salvaguardia della vita e delle dignità dello 'straniero' che bussa alle porte di casa nostra (una possibilità concreta sono i 'corridoi umanitari' e per la tutela sociale, nel contempo, degli 'indigeni' (per evitare le guerre tra poveri, conflitti che facilmente il Potere suscita e scatena per dividere le persone e poterle dominare sempre di più).
Per questo c'è un vero e proprio patrimonio da salvaguardare che richiede impegno seppur in salita: questo patrimonio è: la diversità.
La diversità, additata tante volte nei secoli, come lebbra sociale è invece la possibilità di gustare i diversi sapori della vita. Sapere che c'è possibilità di attraversare la vita oltre il solito colore, oltre il solito schema preconfezionato, oltre i soliti passi che affondano nella palude delle mediocrità e delle ottusità dei pregiudizi. Andare Oltre. Gesù lo insegna. " Ma egli, passando in mezzo a loro, se ne andò. " Luca 4,30. Attenzione: perseverando in schemi e spazi angusti si rischia di perdere Gesù e di restare incatenati a pregiudizi ed ottusità. - Quando iniziare a dare una svolta alla vita, alla nostra vita? L'evangelista Luca narra la prima parola con cui Gesù c'invita chiaramente, senza rinviare, senza cincischiare, infatti, Gesù, nel testo lucano, ha detto come prima parola della sua meditazione:
" Oggi ", Luca 4,21.
L'angolo della preghiera
per non deporre la preghiera in un angolo
Ci sono tutti gli ingredienti
per un ritorno all'insegna
dell'affetto, della stima, dell'entusiasmo.
Tu, Gesù, hai già fatto parlare di te:
quello che dici manifesta
un'autorità fin qui sconosciuta,
un'esperienza di Dio del tutto unica.
I segni che compi destano stupore e gioia:
hai liberato dalle malattie,
hai rimesso in piedi,
hai ridonato la vista...
Non è bello riconoscere tutto questo
in qualcuno del proprio paese,
che si è visto crescere e diventare uomo,
che ha condiviso la vita faticosa,
le penurie e i problemi di tutti?
E invece no: le cose non vanno proprio
per il verso giusto perché quelli di Nazaret
non possono accettare che proprio tu
sia il prescelto di Dio, sia il suo Messia.
Pensano di sapere già tutto di te
ed ignorano l'essenziale.
Pretendono di essere loro
a tracciare le vie di Dio
e non accettano la tua scelta
di visitarli in un modo del tutto imprevisto.
Tentazione antica e del tutto attuale.
Sì, perché tu continui a visitarci,
ma lo fai attraverso persone inattese,
che recano il contrassegno
della povertà, della fragilità, della mitezza
e noi ti rifiutiamo perché ti aspettiamo
con i connotati della potenza e della forza.
tratto da: - la Preghiera di Roberto Laurita
in: Servizio della Parola strumento di lavoro per la comunicazione di fede nelle assemblee
n.474 gennaio/febbraio 2016
3 gennaio / 7 febbraio anno XLVIII, Editrice Queriniana, Brescia, 171.
gratuito
Domenica 31 gennaio 2016
- SEXAGESIMA (60 GIORNI PRIMA DI PASQUA) -
Evangelo di Gesù Cristo secondo Luca 4,21-30
(Bibbia - Versione Nuova Riveduta)
21 Egli prese a dir loro: «Oggi, si è adempiuta questa Scrittura, che voi udite».
22 Tutti gli rendevano testimonianza, e si meravigliavano delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca, e dicevano:«Non è costui il figlio di Giuseppe?»
23 Ed egli disse loro: «Certo, voi mi citerete questo proverbio: "Medico, cura te stesso; fa' anche qui nella tua patria tutto quello che abbiamo udito essere avvenuto in Capernaum!"»
24 Ma egli disse: «In verità vi dico che nessun profeta è ben accetto nellasua patria.
25 Anzi, vi dico in verità che ai giorni di Elia, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e vi fu grande carestia in tutto il paese, c'erano molte vedove in Israele;
26 eppure a nessuna di esse fu mandato Elia, ma fu mandato a una vedova in Sarepta di Sidone.
27 Al tempo del profeta Eliseo, c'erano molti lebbrosi in Israele; eppure nessuno di loro fu purificato; lo fu solo Naaman, il Siro».
28 Udendo queste cose, tutti nella sinagoga furono pieni d'ira.
29 Si alzarono, lo cacciarono fuori dalla città, e lo condussero fin sul ciglio del monte sul quale era costruita la loro città, per precipitarlo giù.
30 Ma egli, passando in mezzo a loro, se ne andò.
Theologica
L'angolo della preghiera
per non deporre la preghiera in un angolo
Evangelo di Gesù Cristo secondo Luca 4,21-30
(Bibbia - Versione Nuova Riveduta)
21 Egli prese a dir loro: «Oggi, si è adempiuta questa Scrittura, che voi udite».
22 Tutti gli rendevano testimonianza, e si meravigliavano delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca, e dicevano:«Non è costui il figlio di Giuseppe?»
23 Ed egli disse loro: «Certo, voi mi citerete questo proverbio: "Medico, cura te stesso; fa' anche qui nella tua patria tutto quello che abbiamo udito essere avvenuto in Capernaum!"»
24 Ma egli disse: «In verità vi dico che nessun profeta è ben accetto nellasua patria.
25 Anzi, vi dico in verità che ai giorni di Elia, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e vi fu grande carestia in tutto il paese, c'erano molte vedove in Israele;
26 eppure a nessuna di esse fu mandato Elia, ma fu mandato a una vedova in Sarepta di Sidone.
27 Al tempo del profeta Eliseo, c'erano molti lebbrosi in Israele; eppure nessuno di loro fu purificato; lo fu solo Naaman, il Siro».
28 Udendo queste cose, tutti nella sinagoga furono pieni d'ira.
29 Si alzarono, lo cacciarono fuori dalla città, e lo condussero fin sul ciglio del monte sul quale era costruita la loro città, per precipitarlo giù.
30 Ma egli, passando in mezzo a loro, se ne andò.
Theologica
François BOVON
I discorsi e i miracoli di Gesù mostreranno che la salvezza c'è già fin d'ora per l'uomo nella sua totalità.
L'offerta di Gesù inaugura l'anno giubilare.
(,..)
Quando si spiega che Marco annuncia il compimento dei tempi (Mc. 1,14-15) e Luca quello della Scrittura, non si vede che in lui il compimento della Scrittura è anche quello dei tempi.
tratto da: - François BOVON, Luca
Volume 1 Introduzione Commento a 1,1-9,50.
Edizione italiana a cura di Oscar Ianovitz Traduzione italiana di Paolo Pellizzari
(Commentario Paideia Nuovo Testamento 3.1), Paideia Editrice, Brescia, 2005, 251-252.
BRICIOLE DI FEDE
PER UNA FEDE NON IN BRICIOLE
Maurizio ABBÀ
una vedova in Sarepta di Sidone, Naaman, il Siro: due vicende bibliche (I Re 17,8-16; II Re 5,1-19) che descrivono un attenzione benevola e mesericordiosa da parte del Dio d'Israele verso gli stranieri (esemplificativo al riguardo è il piccolo, ma grande, libro biblico di Giona!).
" è importante notare che Gesù non si rivolge agli stranieri perché è stato rifiutato in casa, ma Gesù viene rifiutato in casa perché si è rivolto agli stranieri " Fred B. Craddock, Luca, (Strumenti - commentari 10), Claudiana Editrice, Torino, 2002, 90.
Si possono anzi si devono fare molte considerazioni di politica, sociologia, economia, sulla tematica sempre più urgente di come accogliere gli stranieri (anche noi italiani siamo stati stranieri in altri Paesi alla ricerca del pane, non tanto tempo fa), così da prendere decisioni per azioni di salvaguardia della vita e delle dignità dello 'straniero' che bussa alle porte di casa nostra (una possibilità concreta sono i 'corridoi umanitari' e per la tutela sociale, nel contempo, degli 'indigeni' (per evitare le guerre tra poveri, conflitti che facilmente il Potere suscita e scatena per dividere le persone e poterle dominare sempre di più).
Per questo c'è un vero e proprio patrimonio da salvaguardare che richiede impegno seppur in salita: questo patrimonio è: la diversità.
La diversità, additata tante volte nei secoli, come lebbra sociale è invece la possibilità di gustare i diversi sapori della vita. Sapere che c'è possibilità di attraversare la vita oltre il solito colore, oltre il solito schema preconfezionato, oltre i soliti passi che affondano nella palude delle mediocrità e delle ottusità dei pregiudizi. Andare Oltre. Gesù lo insegna. " Ma egli, passando in mezzo a loro, se ne andò. " Luca 4,30. Attenzione: perseverando in schemi e spazi angusti si rischia di perdere Gesù e di restare incatenati a pregiudizi ed ottusità. - Quando iniziare a dare una svolta alla vita, alla nostra vita? L'evangelista Luca narra la prima parola con cui Gesù c'invita chiaramente, senza rinviare, senza cincischiare, infatti, Gesù, nel testo lucano, ha detto come prima parola della sua meditazione:
" Oggi ", Luca 4,21.
per non deporre la preghiera in un angolo
Ci sono tutti gli ingredienti
per un ritorno all'insegna
dell'affetto, della stima, dell'entusiasmo.
Tu, Gesù, hai già fatto parlare di te:
quello che dici manifesta
un'autorità fin qui sconosciuta,
un'esperienza di Dio del tutto unica.
I segni che compi destano stupore e gioia:
hai liberato dalle malattie,
hai rimesso in piedi,
hai ridonato la vista...
Non è bello riconoscere tutto questo
in qualcuno del proprio paese,
che si è visto crescere e diventare uomo,
che ha condiviso la vita faticosa,
le penurie e i problemi di tutti?
E invece no: le cose non vanno proprio
per il verso giusto perché quelli di Nazaret
non possono accettare che proprio tu
sia il prescelto di Dio, sia il suo Messia.
Pensano di sapere già tutto di te
ed ignorano l'essenziale.
Pretendono di essere loro
a tracciare le vie di Dio
e non accettano la tua scelta
di visitarli in un modo del tutto imprevisto.
Tentazione antica e del tutto attuale.
Sì, perché tu continui a visitarci,
ma lo fai attraverso persone inattese,
che recano il contrassegno
della povertà, della fragilità, della mitezza
e noi ti rifiutiamo perché ti aspettiamo
con i connotati della potenza e della forza.
tratto da: - la Preghiera di Roberto Laurita
in: Servizio della Parola strumento di lavoro per la comunicazione di fede nelle assemblee
in: Servizio della Parola strumento di lavoro per la comunicazione di fede nelle assemblee
n.474 gennaio/febbraio 2016
3 gennaio / 7 febbraio anno XLVIII, Editrice Queriniana, Brescia, 171.




