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Domenica 3 gennaio 2016
- 2a DOPO NATALE -
BIBLICA
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- 2a DOPO NATALE -
BIBLICA
Geremia 31,7-14
7 Infatti così parla il SIGNORE:«Innalzate canti di gioia per Giacobbe,
prorompete in grida, per il capo delle nazioni;
fate udire le vostre lodi, e dite:
"SIGNORE, salva il tuo popolo, il residuo d'Israele!"
8 Ecco, io li riconduco dal paese del settentrione,
e li raccolgo dalle estremità della terra;
tra di loro sono il cieco e lo zoppo,
la donna incinta e quella in doglie di parto:
una gran moltitudine, che ritorna qua.
9 Vengono piangenti e imploranti;
li guido, li conduco ai torrenti,
per una via diritta dove non inciamperanno;
perché sono diventato un padre per Israele,
ed Efraim è il mio primogenito.
10 Voi nazioni, ascoltate la parola del SIGNORE,
e proclamatela alle isole lontane;
dite: "Colui che ha disperso Israele lo raccoglie,
lo custodisce come fa il pastore con il suo gregge".
11 Infatti il SIGNORE ha riscattato Giacobbe,
l'ha salvato dalla mano d'uno più forte di lui.
12 Quelli verranno e canteranno di gioia sulle alture di Sion,
affluiranno verso i beni del SIGNORE:
al frumento, al vino, all'olio,
al frutto delle greggi e degli armenti;
essi saranno come un giardino annaffiato,
non continueranno più a languire.
13 Allora la vergine si rallegrerà nella danza,
i giovani gioiranno insieme ai vecchi;
io muterò il loro lutto in gioia, li consolerò,
li rallegrerò liberandoli del loro dolore.
14 Sazierò di grasso i sacerdoti
e il mio popolo sarà saziato dei miei beni», dice il SIGNORE.
Theologica I.
Theologica II.
BRICIOLE DI FEDE
Walter BRUEGGEMANN
"31,7-14 Questo oracolo di promessa sulle labbra di Dio afferma con esuberanza il benessere, la gioia e l'abbondanza che Dio darà alla comunità ristabilita in patria. L'oracolo è indirizzato alla stessa comunità (vv. 7-9) e alle nazioni che la osservano (vv. 10-12), seguito da una sommaria dichiarazione di novità (vv. 13-14).
Il poema è un collage delle migliori frasi tipiche di Israele per esprimere la novità proveniente da Dio.
La comunità è raccolta, invitata e sollecitata a impegnarsi in lodi (v. 7).
Sono utilizzati cinque imperativi: «Innalzate canti, prorompete in grida, proclamate, fate udire, dite!». La sostanza del discorso proposto a Israele è al contempo un ordine di cercare la salvezza da Dio e una dichiarazione che celebra la salvezza. Forse il verbo intende puntare in entrambe le direzioni, come imperativo e come dichiarazione celebrativa.
(...)
Dio sta riconducendo e e Dio sta raccogliendo.
Il termine «raccogliere» (qbș; vv. 8.10) è una parola chiave per la reintegrazione degli esuli.
A causa della distruzione di Gerusalemme, i giudei sono diventati fuggitivi, rifugiati, deportati in ogni parte del mondo conosciuto. In queste immagini, Dio li vuole raccogliere da ogni parte del mondo, compreso il Nord (cioè Babilonia). Fra coloro che vengono raccolti ci sono i deboli e i vulnerabili, ciechi, zoppi, donne incinte. A loro saranno dati potere e legittimità, che essi, da loro stessi non possiedono.
Il termine «raccogliere» (qbș; vv. 8.10) è una parola chiave per la reintegrazione degli esuli.
A causa della distruzione di Gerusalemme, i giudei sono diventati fuggitivi, rifugiati, deportati in ogni parte del mondo conosciuto. In queste immagini, Dio li vuole raccogliere da ogni parte del mondo, compreso il Nord (cioè Babilonia). Fra coloro che vengono raccolti ci sono i deboli e i vulnerabili, ciechi, zoppi, donne incinte. A loro saranno dati potere e legittimità, che essi, da loro stessi non possiedono.
La fedeltà di Dio rende possibile una grande processione di rimpatriati, di coloro che sono valutati da Dio, ma che le nazioni hanno svalutato (cfr. Is. 35,3-6; 43,5-7). La folla che ritorna in patria sarà profondamente commossa, travolta dai ricordi e dalla speranza (Ger. 31,9a).
Il linguaggio necessario a questa immagine travolgente richiede due metafore. Da una parte espressioni quali «li guido», «torrenti» e «via diritta» evocano l'immagine del buon pastore che cerca chi si è perduto e lo riporta a casa (v.9; cfr. Is. 40,11). Dall'altra, il riferimento al «primogenito» suggerisce un motivo dell'esodo (cfr. Es. 4,22) che è relativo a chi è stato valutato e amato in modo particolare, e che riceve speciale protezione, cura e doni da parte di Dio. Il pastore che protegge è il padre che valuta.
Le metafore sono particolarmente espressive dal momento che la comunità dei primogeniti è costituita da disabili. Le due metafore, prese assieme, annunciano una situazione in cui gli ultimi diventano i primi, cioè i disabili diventano i primogeniti. Il «padre» del «primogenito» accoglie coloro i quali sono stati resi «orfani» dal processo dell'esilio e prepara per loro una casa (cfr. Os. 14,3b).
(...)
Dio ha il potere di mutare le cose e ha promesso di fare così."
tratto da: - Walter Brueggemann, Geremia Esilio e ritorno
Traduzione Francesca Carosio
(Strumenti - Commentari 68), Claudiana, Torino, 2015, 272-274.
Theologica II.
Alberto MELLO
" "Nelle tradizioni rifacentisi al nome di Geremia compare per la prima volta, quale determinazione del futuro, la parola nuovo" (H.W.Wolff).
Infatti, il "futuro pieno di speranza" annunciato da Geremia non consiste nel semplice ritorno a delle pacifiche condizioni di esistenza umana: è veramente una nuova opera di Dio.
Il senso di questa radicale novità del futuro rispetto alla storia passata del popolo d'Israele trova la sua massima espressione in quella serie di oracoli, attualmente raccolti nei cc. 30-31, che culminano nella profezia della nuova alleanza.
Tuttavia, essi non risalgono al momento conclusivo della predicazione del profeta, bensì a quello iniziale. Come gli oracoli dei cc. 2-3, anche questi infatti si rivolgono essenzialmente all'Israele settentrionale (i "figli di Rachele": cf. Ger 31,15) e come quelli devono pertanto essere datati in quel periodo, compreso fra la vocazione e la morte di Giosia (627-609), in cui Geremia esercitò il suo ministero nel nord del paese, anziché a Gerusalemme. La parentela tematica fra le due sezioni è del resto molto evidente."
- tratto da: - Alberto Mello, Geremia Commento esegetico-spirituale
Edizioni Qiqajon Comunità di Bose, Magnano (BI), 1997, 78.
BRICIOLE DI FEDE
PER UNA FEDE NON IN BRICIOLE
Maurizio ABBÀ
raccogliamo le seguenti frasi e, quest'anno, da quest'anno ci meditiamo su, in profondità, attingendo, come sempre dovremmo fare, alla risorsa della preghiera:
- profondamente commossa, travolta dai ricordi e dalla speranza (W. Brueggemann)
cfr. Geremia 31,9a
- raccogliere Geremia 31,8
- la comunità dei primogeniti è costituita da disabili Geremia 31,9b
- i giovani gioiranno insieme ai vecchi Geremia 31,13b
- consolerò Geremia 31,13c
