sabato 9 gennaio 2016

la Lumière - Domenica 10 gennaio 2016


foglio liturgico e di cultura biblica-teologica

gratuito

Domenica 10 gennaio 2016
- 1a DOPO L'EPIFANIA - 
Evangelo di Gesù Cristo secondo Luca 3,15-16.21-22.
15 Ora il popolo era in attesa e tutti si domandavano in cuor loro se Giovanni fosse il Cristo. 
16 Giovanni rispose, dicendo a tutti: «Io vi battezzo in acqua; ma viene colui che è più forte di me, al quale io non sono degno di sciogliere il legaccio dei calzari. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. 
21 Ora, mentre tutto il popolo si faceva battezzare, anche Gesù fu battezzato; e, mentre pregava, si aprì il cielo, 22 e lo Spirito Santo scese su di lui in forma corporea, come una colomba; e venne una voce dal cielo: «Tu sei il mio diletto Figlio; in te mi sono compiaciuto».


BRICIOLE DI FEDE
PER UNA FEDE NON IN BRICIOLE  
Maurizio ABBÀ

Come sempre un testo biblico, qui tratto da uno dei 4 Evangeli canonici, è ricco di significati.
C'è l'attesa (l'Avvento pare non finire mai... un po' come: gli esami non finiscono mai di Eduardo De Filippo, ma tutto ciò è proprio parte della vita, vita tutta da vivere).
Attesa del popolo, attesa che va nutrita di cose vere non di illusioni che si trasformano prima o poi in delusioni. Giovanni il Battezzatore sa indicare oltre se stesso: questa è cosa rara, è pregevole. 
Trovare chi sa porgere il proprio sguardo e indirizzare quello altrui oltre il piccolo orizzonte che facilmente, per quanto grande possa essere, può diventare un piccolo recinto, è appunto cosa rara, è cosa buona e giusta. Il rinvio, infatti, è a Gesù il Cristo.
Per Luca il rinvio è Oltre ma Oggi.
Oggi: non in un futuro indefinito dai tratti che facilmente si scolorano.

Il Battesimo: non come forma di dominio e di controllo, ma diventa preghiera, diventa scelta.

Preghiera: risorsa che può molto, può "aprire ... il cielo", può squarciare la banalità quotidiana, può aprire un varco anche nella banalità di una religiosità noiosa e ormai priva di entusiasmo e mancante di prospettive. Per una fede non glaciale ma calorosa del calore del cuore e della freschezza delle menti, questa è la fede. 
Il contrario di quello che, purtroppo, sovente fanno le religioni: che da una parte, raffreddano i cuori allontanando dalla fede vera,  e, dall'altra, scaldano le teste instillando paure e fondamentalismi.
- Invece qui nel testo evangelico: c'è una fede semplice che si libra con energia e determinazione libera per la tenera forza dello Spirito Santo: come una colomba.




L'angolo della preghiera
per non deporre la preghiera in un angolo


Dopo trent'anni passati a Nazaret, Gesù,
tu sei venuto da Giovanni per farti battezzare.
Ed è proprio lì che comincia la tua missione:
porterai dovunque la Buona Notizia
e l'accompagnerai con segni consolanti
di guarigione e di misericordia,
di liberazione e di risurrezione.

Tutti potremo finalmente intendere 
quello che il Padre vuole realizzare
per la salvezza dell'umanità.
Tutti vedranno con i loro occhi
i cambiamenti prodotti
dalla forza dello Spirito.

Ora che i cieli si sono aperti
Dio riversa il suo amore
e desidera che ogni creatura
si lasci generare a vita nuova.

Ecco perché lo Spirito discende
su di te, in forma corporea
e abita la tua esistenza
per poter agire nella storia.

Ecco perché il Padre fa udire la sua voce
e ti riconosce come il Figlio,
colui che dona la sua vita
per la salvezza del mondo.

Donaci, Gesù, di non chiudere i cuori
davanti al Vangelo che ci annunci
e di riconoscere con gioia
il momento di grazia che ci offri.

Tu passi per la nostra vita:
a noi non rendere vana la tua presenza.
Tu sei disposto a fare misericordia:
a noi di accogliere un'esistenza nuova.

tratto da: - La Preghiera di Roberto Laurita in: Servizio della Parola strumento di lavoro per la comunicazione di fede nelle assemblee n. 474 anno XLVIII, Editrice Queriniana, Brescia, Gennaio/Febbraio 2016  3 gennaio / 7 febbraio, 105.