giovedì 24 novembre 2016

la Lumière - Domenica 27 novembre 2016

foglio biblico e liturgico
gratuito



la Lumière
 Domenica 27 novembre 2016
PRIMA nell'AVVENTO
Testo Biblico
(Versione Nuova Riveduta)
Evangelo
Geremia 23,5-8 
5 «Ecco, i giorni vengono», dice il SIGNORE,
«in cui io farò sorgere a Davide un germoglio giusto,
il quale regnerà da re e prospererà;
eserciterà il diritto e la giustizia nel paese.
6 Nei suoi giorni Giuda sarà salvato
e Israele starà sicuro nella sua dimora;
questo sarà il nome con il quale sarà chiamato:
SIGNORE-nostra-giustizia.
7 Perciò, ecco, i giorni vengono», dice il SIGNORE,
«in cui non si dirà più: "Per la vita del SIGNORE
che condusse i figli d'Israele fuori dal paese d'Egitto",
8 ma: "Per la vita del SIGNORE
che ha portato fuori e ha ricondotto
la discendenza della casa d'Israele dal paese del settentrione,
e da tutti i paesi nei quali io li avevo cacciati";
ed essi abiteranno nel loro paese».




BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole
Maurizio Abbà

Il tempo dell'Avvento è, come si sa, tempo di attesa. Attesa speranzosa.
Attesa attiva e concreta.
Diritto e Giustizia si spera sempre che possano essere pratica quotidiana.
Il profeta biblico Geremia invita a sperare che un re possa essere un vero capo, un leader giusto.
Un solo leader può essere così: il SIGNORE, perché solo Dio è Dio.
Dio non delega la sua divinità. 
Poter abitare nel proprio paese è una speranza enorme, 
soprattutto per chi è costretto a fuggire dal suo paese a motivo della guerra, della fame.
Là dove ti trovi devi cercare di essere a casa, non è facile.
Lì dove ti trovi può essere il tuo paese.
Sono le radici del cuore
La fede ha radici ancora più profonde. 
Questo può accadere in ogni paese. 
Un paese occorre che sia ospitale.
Chi arriva in un nuovo paese deve sentirsi accolto 
e poter a sua volta accogliere quanto di nuovo c'è intorno. 
Non è facile.
 Ma si può fare. 



 

L'angolo della Preghiera
per non deporre la preghiera in un angolo

A noi, che cominciamo 
questo tempo di Avvento,
tu, Gesù, rivolgi un invito pressante.

Ci metti in guardia dal rischio
di trovarci del tutto impreparati
al giorno dell'appuntamento:
come viaggiatori distratti
ignari della regione che attraversano,
come esploratore privi di bussola
e condannati a perdersi,
come persone cariche di tanti affanni
al punto di non riuscir più
ad alzare il capo e a scrutare l'orizzonte.

No, non possiamo rinunciare
a decifrare il tempo in cui viviamo,
a cogliere le tracce della tua presenza,
gli indizi che lo Spirito dissemina 
sul nostro percorso quotidiano.

Tu non vuoi che ci lasciamo
condurre dalla corrente,
in balìa degli umori del momento,
delle reazioni della pancia,
afferrati e comandati
da modi di giudicare e di reagire
che non hanno nulla in comune
con la parola limpida del tuo Vangelo.

È vero, Gesù, la nostra canoa,
priva da troppo tempo di remi,
prima o poi ci condurrà dentro rapide
avvistate all'ultimo momento.

Ecco perché è decisivo aprire bene gli occhi,
rimanere svegli e pronti, e lasciarsi guidare da te.

Roberto Laurita 

tratto da: Servizio della Parola strumento di lavoro per la comunicazione di fede nelle assemblee
n. 483 - Dicembre 2016 27 novembre ~ 6 gennaio, Editrice Queriniana, p. 83.





 

giovedì 17 novembre 2016

la Lumière - Domenica 20 novembre 2016

foglio biblico e liturgico
gratuito
la Lumière
Domenica 20 novembre 2016
Ultima Domenica dell'Anno Liturgico - Domenica dell'Eternità

Testo Biblico
Apocalisse 21,1-7
(Versione Nuova Riveduta)

1 Poi vidi un nuovo cielo e una nuova terra, poiché il primo cielo e la prima terra erano scomparsi, e il mare non c'era più. 
2 E vidi la santa città, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo da presso Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo.  
3 Udii una gran voce dal trono, che diceva: «Ecco il tabernacolo di Dio con gli uomini! Egli abiterà con loro, essi saranno suoi popoli e Dio stesso sarà con loro e sarà il loro Dio.  
4 Egli asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non ci sarà più la morte, né cordoglio, né grido, né dolore, perché le cose di prima sono passate».
5 E colui che siede sul trono disse: «Ecco, io faccio nuove tutte le cose». Poi mi disse: «Scrivi, perché queste parole sono fedeli e veritiere», e aggiunse:  
6 «Ogni cosa è compiuta. Io sono l'alfa e l'omega, il principio e la fine. A chi ha sete io darò gratuitamente della fonte dell'acqua della vita.  
7 Chi vince erediterà queste cose, io gli sarò Dio ed egli mi sarà figlio.


BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole

Predicare a partire da un testo del libro biblico dell’Apocalisse richiede prudenza ed entusiasmo, se possibile, più del solito.
Prudenza: il discernimento occorre esercitarlo più che mai. Il libro della Rivelazione di Giovanni ha questo duplice binario: di svelare appunto, ma di coprire ulteriormente (ri-velare). per incoraggiare e porgere speranza occorre innanzitutto svelare possibilità e talenti e qualche volta ri-coprire con il balsamo giusto le ferite della vita perché non brucino ancora e sempre.
- I Riformatori Lutero e Calvino, non amavano, com’è noto, l’Apocalisse giovannea. Bisogna invece farci i conti. Proprio il testo odierno aiuta a cogliere la realtà senza alimentare facili illusioni e, nel contempo, senza coltivare ansie divoranti.
Entusiasmo: l’Apocalisse di Giovanni è un libro scritto per incoraggiare e porgere, nonostante tutto, speranza per i lettori di ieri e per noi oggi, solo così si potranno delineare tracce percorribili di futuro.
Il libro dell’Apocalisse: è interessato non alla fine delle cose ma al fine delle cose. Non alla fine ma il fine. Il fine di ciò che amiamo, speriamo, lavoriamo, studiamo, sognamo, in una parola: il senso della vita.
Quindi come ci dice la teologia più avvertita: non le ultime cose ma il senso ultimo delle cose.
Il senso della vita: vita da riempire di contenuti.

La vita: avventura tutta da vivere