venerdì 30 aprile 2021

No ansia, no paura

 

BASTA A CIASCUN GIORNO IL SUO AFFANNO


   Ieri è passato, domani non è ancora venuto;
oggi Dio ti aiuterà.


   Rifiuta al giorno di ieri di oscurare il tuo presente.
La vita non è ieri: è oggi.


   Il contrario della fede è l'ansietà per il domani:
non lasciarti paralizzare dalla paura del domani.


   Non portare la croce di ieri con quella di oggi,
né quella di oggi con quella di domani,
altrimenti ne sarai schiacciato.


   La vita è oggi.
Saluta con gioia ogni aurora
e con fede saluta l'Iddio della tua vita.


   Egli si occupa del tuo passato
per sbrogliare la matassa del presente
e per preparare con amore il tuo avvenire.


                                                  A. Hunziker



tratto da:
Comitato italiano per la CEVAA Comunità di Chiese in missione,
Un Sentiero nella Foresta
raccolta di testi di fede, a cura di Renato Coïsson,
Stampato ma non pubblicato, 2006, Torre Pellice (TO), p. 165.

giovedì 29 aprile 2021

Temi biblici per l'ecumenismo a Pavia

 Lectio biblica ecumenica


Il percorso si snoderà in tre incontri, in presenza e online, tramite Facebook (più avanti verranno forniti gli estremi per poter partecipare secondo indicazione tratta da: www.diocesi.pavia.it )


Gli appuntamenti sono fissati in calendario alle ore 18:00 nei giorni

- 29 aprile

- 20 maggio 

- 10 giugno 

presso la parrocchia di Santo Spirito a Pavia (parroco don Stefano Penna).


I temi biblici affrontati saranno: 

la Crocifissione di Gesù, la Risurrezione, la Pentecoste.


Il primo incontro sarà tenuto da Francesca Cataudella, presidente del Consiglio di Chiesa della Chiesa Evangelica Valdese di Pavia

testo biblico della predicazione: Colossesi 2,15


Il referente per questa iniziativa è don Michele Mosa, 

delegato per l’Ecumenismo e il dialogo interreligioso della Diocesi di Pavia: ecumenismoedialogo@diocesi.pavia.it

Gli studi di Sylvie Forestier su Marc Chagall e le Vetrate

 


CHAGALL

LE VETRATE

Ediz. a colori


Sylvie Forestier 

Nathalie Hazan-Brunet 

Dominique Jarrassé 

Benoît Marq 

Meret Meyer 

con contributi di 

Hortense Lyon 


Editoriale Jaca Book, Nuova edizione, Milano, 2020, Prima edizione italiana settembre 2016

Pagine: 240

www.jacabook.org

www.jacabook.it

     

Quest’opera riprende gli studi fatti da Sylvie Forestier su Chagall e sulle vetrate. 

Direttrice del Musée national Marc Chagall a Nizza, Picasso a Vallauris e Fernand Léger a Biot dal 1984 al 1996, Sylvie Forestier ha pubblicato diversi volumi e studi sull’artista russo e ne ha curato varie esposizioni, svolgendo un complesso lavoro interpretativo della sua opera. Venuta improvvisamente a mancare nel febbraio 2015, non ha potuto partecipare direttamente alla costruzione del presente volume, che egualmente riporta suoi testi ed eredita una importante chiave di lettura. 

L’incontro di Chagall con la vetrata avviene sotto il duplice segno della cattedrale di Chartres e di Padre Marie-Alain Couturier, grande innovatore della concezione dell’arte sacra nella Francia di metà secolo. A Chartres, nel 1952, Chagall -studiò attentamente anche da fuori la forma e la tecnica delle antiche vetrate-(Franz Meyer). Metz, Sarrebourg, Magonza, Reims, Nizza, Zurigo. E poi ancora Gerusalemme e il Palazzo delle Nazioni Unite a New York. Sono solo alcuni dei luoghi testimoni del lavoro monumentale su vetro realizzato da Chagall, dopo questi incontri, tra gli anni cinquanta e gli anni ottanta. Opere complesse, ma che sempre di più appassionarono l’artista, capace di coprire interi metri quadrati con armonie cromatiche e lineari dalla potenza narrativa e simbolica eccezionale. Fondamentale, nel processo di creazione dalla maquette alla vetrata, la simbiosi con il maestro vetraio, di Reims Charles Marq che, per poter riprodurre l’amplissima gamma cromatica voluta da Chagall, aveva ripreso la tecnica medievale della placcatura del vetro. 

Sui pezzi da lui composti, Chagall interveniva eliminando veli di colore, o aggiungendoli, tramite l’applicazione della grisaille, tecnica cisterciense che permetteva di ripassare intere campiture con l’acido, così da dare loro sfumature e matericità. 

Sylvie Forestier è stata curatrice presso il museo Château de Compiègne e capo curatore al Musée National des Arts et Traditions Populaires di Parigi, direttore incaricato del Musée National Message Biblique Marc Chagall a Nizza, e responsabile del Musée National Picasso a Vallauris e del Musée National Fernand Léger a Biot. Conservateur Général Honoraire du Patrimoine, ha studiato, con Marie-Thérèse Pulvénis de Séligny, i disegni di Mirò e i Papiers gouachés découpé di Matisse.


Nathalie Hazan-Brunet ha lavorato presso il Musée National d’Art Moderne – Centre George Pompidou di Parigi; dal 1996 è responsabile delle collezioni d’arte moderna e contemporanea del Musée d’Art et d’Histoire du Judaïsme a Parigi, dove ha curato mostre su Chagall, Bruno Schulz, Charlotte Salomon, Felix Nussbaum.


Meret Meyer è erede dei diritti di Marc Chagall. A seguito degli studi di letteratura, linguistica, filosofia e scienze teatrali, e di numerose attività editoriali, nel 1997 diventa vice Presidente del Comité Marc Chagall di Parigi, creato nel 1988 per la protezione del lavoro di Marc Chagall; è autrice di testi su Chagall, e co-curatrice di esposizioni monografiche dell’artista.


Prima edizione italiana settembre 2016 

L’editore ringrazia Madeleine Zeller per le preziose informazioni fornite sulle vetrate di Chagall 

La traduzione dal francese dei testi di Nathalie Hazan-Brunet, Dominique Jarrassé, Hortense Lyon, Benoît Marq  è di Elisa Emaldi 


Copertina e grafica Paola Forini 

Selezione delle immagini Pre Press, Sondrio 

Stampa e legatura Grafiche Stella San Pietro di Legnago (VR) luglio 2020 



mercoledì 28 aprile 2021

Una introduzione all'Archeologia biblica


In copertina: Medaglione d'oro con Menorah, rinvenuto in situ durante lo scavo
(Foto di Oria Tadmor)


Eric H. Cline

Archeologia 

biblica

Una breve introduzione

(Collana Sintesi)

Editrice Queriniana, Brescia, 2021

Pagine: 192

Titolo originale: Eric H. Cline, Biblical Archaeology. A Very Short Introduction


«L’archeologia biblica è un campo vasto e complesso, ma Cline riesce a realizzare un’introduzione attendibile, piacevole e istruttiva. I suoi giudizi sono equilibrati e obiettivi. Gli esploratori del mondo biblico, stando seduti comodamente in poltrona, avranno da imparare un sacco di cose» Donald Senior; Catholic Theological Union, Chicago.

Una vigorosa introduzione al mondo affascinante dell’archeologia biblica, in cui religione antica e scienza moderna si incontrano.

Cline, da fine studioso, offre una panoramica completa, attendibile ed equilibrata di questo campo di ricerca. Racconta dei primi pionieri, delle origini dell’archeologia biblica come disciplina e delle principali controversie che spinsero gli esploratori a cercare elementi che “confermassero” la Bibbia. Egli, poi, illustra la situazione così com’è ai giorni nostri: prende in esame i siti, i ritrovamenti, i reperti archeologici che gettano nuova luce sulla Bibbia ebraica e sul Nuovo Testamento; tratta la questione di possibili frodi e probabili falsi, come l’Ossario di Giacomo e la Tavoletta di Ioas; spinge infine lo sguardo alle nuova prospettive che questo campo di studi dischiude.


www.queriniana.it

martedì 27 aprile 2021

La Teologia cattolica oggi

 

Oreste Aime (a cura di)  -  Bartolo Gariglio (a cura di)  -  Maurilio Guasco (a cura di)  

Luciano Pacomio (a cura di)  -  Alberto Piola (a cura di)  -  Giuseppe Zeppegno (a cura di)

Nuovo Dizionario Teologico Interdisciplinare

EDB Edizioni Dehoniane Bologna

Pubblicazione:  13 ottobre 2020

Edizione:  1

Pagine:  856

Collana: D4  Dizionari e Concordanze



Il Nuovo Dizionario Teologico Interdisciplinare (NDTI) si propone come un dizionario non solo da consultare, ma anche da leggere, uno strumento al tempo stesso riflessivo e operativo. 

Erede del Dizionario teologico interdisciplinare edito da Marietti nel 1977, riprende e rinnova quella formula in un contesto ecclesiale e culturale profondamente mutato. Esiste, dunque, una continuità ideale tra le due opere, modulata in realizzazioni diverse.

Il NDTI è organizzato in 95 voci, delle quali una quarantina hanno una valenza ampiamente interdisciplinare. Propone in maniera ordinata e strutturata gli elementi fondamentali della fede cristiana, ma è al tempo stesso selettivo, poiché mira all’enucleazione dei temi nevralgici per la ricerca e la discussione, con uno sguardo di preferenza alla contemporaneità.

Si articola in tre sezioni. 

La prima mira a porre in rapporto la perenne attualità del Vangelo, l’evento e la Parola, con le coordinate culturali, antropologiche e teologiche del tempo presente. 

La seconda raccoglie nella forma classica del dizionario una sessantina di «voci nodali», scelte sia per la loro valenza intrinseca sia per la loro attualità.

La terza è soprattutto prospettica. Presenta un bilancio della storia del cristianesimo e delle Chiese a partire dalla metà del Novecento sino a oggi e si apre alle loro prospettive con uno sguardo rivolto al futuro. Entro questa cornice sono individuati alcuni temi ritenuti particolarmente importanti per l’oggi. Le voci diventano perciò «questioni disputate», più urgenti e controverse di altre sia sul piano teorico sia su quello pratico.

www.dehoniane.it


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Opera quasi enciclopedica nella sua articolazione disciplinare, 

agile nella divulgazione offerta per lo studio e la consultazione.

In un solo volume, in questa edizione rinnovata e rivisitata, 

ritroviamo il punto dello stato dell'arte delle diverse materie teologiche nell'ambito e nell'ottica della teologia cattolica.

Leggendo le pagine di questo volume con le tante informazioni che si assimilano, possono affiorare molte domande costruttive, ad esempio:

- il nuovo ruolo che il laicato potrà assumere sarà forzatamente per minori risorse sacerdotali a disposizione o per vitale attivazione di energie a disposizione da valorizzare?

Legittimamente la strutturazione ed articolazione del volume è tutta seconda l'inquadramento del cattolicesimo, con l'apporto qualificato di alcune delle 'penne' più competenti ed autorevoli del panorama teologico italiano ed internazionale. 

Si può delineare però anche la possibilità, in un prossimo futuro, di generosi frutti di ricerche in collaborazione ecumenica massiccia e robusta. Si potrà fare, vi sono tutte le possibilità. 

Poi, altrettanto, si potrà realizzare in chiave interreligiosa, anche su quel versante ci si può attrezzare al riguardo per frutti generosi di Dialogo e Socialità o almeno in una rivisitazione condivisa il più possibile anche nel confronto delle differenze. 

Diversità che serenamente permangono ecumenicamente tra le Chiese e nel dialogo fra le Religioni.

Maurizio Abbà


lunedì 26 aprile 2021

Una storia dei monachesimi medievali

 


I castelli della preghiera

Il monachesimo nel pieno medioevo (secoli X-XII)

a cura di: Glauco Maria Cantarella

Collana: Frecce

Editore: Carocci

Edizione: 2020

Ristampa: 2021

Pagine: 276



I secoli X-XII sono quelli del massimo splendore e della massima egemonia del monachesimo benedettino. 

Le esperienze monastiche si moltiplicano e danno origine a esperimenti di lunghissima durata. Cluniacensi, Cassinesi, Camaldolesi, Avellaniti, Vallombrosani e Cistercensi, pur animati dal comune desiderio di conciliare la fuga dal mondo con la presenza nel mondo, percorsero strade tra loro diverse. 

Questi monaci del pieno medioevo contribuirono al progresso della civiltà europea non solo sul piano culturale e spirituale ma pure per la loro capacità di organizzare la vita religiosa attraverso innovative sperimentazioni che arricchirono la cultura istituzionale dell’Occidente. 

A tale patrimonio attinsero anche i detentori del potere politico, interlocutori privilegiati di monaci inseriti nel mondo al punto che il loro rapporto con le gerarchie ecclesiastiche e con i sistemi di potere laico finì per condizionare tanto le une quanto gli altri e naturalmente ne fu condizionato. 

In quei secoli il monachesimo, nelle sue varie forme, fu uno dei grandi motori della civiltà occidentale: le recenti ricerche sulla vita monastica, i suoi spazi, le sue osservanze e i suoi diversi codici linguistici sono i percorsi del libro.


www.carocci.it


domenica 25 aprile 2021

Speranza di Libertà


Certo egli ti libererà dal laccio del cacciatore

e dalla peste micidiale.                                                

                                                       Salmi 91,3

venerdì 23 aprile 2021

Introduzione all'Archeologia del Nuovo Testamento





Giancarlo Rinaldi

Archeologia del Nuovo Testamento

Un'introduzione

Collana: Studi Superiori

Editore: Carocci

Edizione: 2020

Pagine: 324



Il volume propone di studiare la stesura dei ventisette libri del Nuovo Testamento e gli eventi che vi sono narrati avvalendosi anche delle informazioni fornite dai realia (scavi, iscrizioni, papiri, monete). 

Nello stesso tempo, invita a considerare questi scritti come una fonte utile per approfondire la conoscenza dell’impero romano nel i secolo d.C. 

L’archeologia non ha il compito di provare la “verità” della Bibbia; tuttavia l’analisi del contesto storico agevola una corretta lettura delle sue pagine, lontane da noi nel tempo ma importanti per comprendere una ancor viva vicenda culturale dipanatasi sulle coste del Mediterraneo tra Oriente e Occidente.


www.carocci.it

mercoledì 14 aprile 2021

La comprensione della pagina biblica da diverse prospettive


In copertina: Rembrandt Van Rijn, 

Cristo e santa Maria Maddalena al sepolcro (olio su tavola), 1638, particolare


Mariateresa Zattoni - Giulio Michelini

Gesù in relazione

(Collana Itinerari biblici), Editrice Queriniana, Brescia, 2021  Pagine 136


«Parlando di famiglia, queste pagine ci accolgono in famiglia e, con le loro parole che nutrono e illuminano, fanno famiglia. Sono parole che, seminate nel cuore, come il seme nascosto nella terra, fremono di una vita operosa» (dalla Postfazione di Paolo Zini).


La Bibbia parla di Dio raccontando storie di uomini e donne entrati in amicizia con lui. Anche i quattro vangeli presentano il volto di Gesù come quello del Figlio di Dio e come uomo “in relazione”.

Questo libro prende in esame nove scene emblematiche, che vanno dalle origini di Gesù secondo i due racconti dell’infanzia di Matteo e Luca, fino alla crocifissione e alla Pentecoste, per mettere in rilievo proprio la dimensione relazionale. 

L’approccio contestuale, interpretato in chiave familiare, fa emergere aspetti illuminanti per la vita di coppie e genitori. 

Con uno sguardo complementare, le stesse pagine vengono poi rilette sul piano esegetico, mettendo a punto anche le più sottili questioni sollevate dal testo.

L’opera si rivolge a diversi tipi di lettore: a quello meno esperto, che troverà qui utili chiavi di comprensione alla sua portata, ma anche a chi desidera un approfondimento non scontato su pagine che certo conosce, ma che ora può rivedere da due differenti e inattese prospettive.


www.queriniana.it


la seguente citazione è tratta da pagina 6:

" la competenza acquisita da Mariateresa Zattoni, con l’ascolto di tante coppie e di famiglie, si rivelerà preziosa per mettere in rilievo quello che la Bibbia ha da dire sull’essere umano in relazione, e che spesso non emerge nemmeno a una attenta lettura teologica.

La comprensione di una pagina biblica, però, non si esaurisce a partire da un’unica prospettiva, e infatti ne offre svariate altre. Per utilizzare un detto della tradizione rabbinica, secondo il quale un versetto della Scrittura non è effettivamente compreso se non se ne danno settanta interpretazioni diverse – tante quante sono le scintille che provoca un martello colpendo un’incudine –, la lettura in chiave contestuale- familiare è solo uno dei modi possibili per interpretare la Bibbia.

Ecco perché in un secondo tempo 

la stessa pagina verrà ulteriormente approfondita da Giulio Michelini, a partire da altre domande che essa suscita, questa volta con un approccio esegetico che non lascia fuori nemmeno questioni più delicate o complesse, ma che comunque sono presenti tra le righe. Se il gusto di leggere la Bibbia viene dal fatto che essa è capace di incrociare la vita e interpellare la fede – dispiegando sensi e significati molte volte immediatamente attingibili –, nondimeno si dovrà anche accettare che testi di migliaia di anni fa richiedano un’ulteriore mediazione.

Nella certezza che i due approcci, complementari, siano di aiuto per la comprensione dei testi, 

auguriamo ai lettori un buon cammino. "






martedì 13 aprile 2021

La misericordia di Dio per tutte le creature


Il nostro pianeta è alle porte e bussa 

                                                Elizabeth A. Johnson 



Elizabeth A. Johnson 

Il Creato e la Croce La misericordia di Dio per un pianeta in pericolo

Traduzione dall’inglese-americano di Laura Majocchi

(Giornale di teologia 430), Editrice Queriniana, Brescia, 2021, pagine 320.



«Johnson esamina una molteplicità di immagini e di metafore bibliche per proporre, consapevoli come siamo della connessione fra tutti i viventi, una teoria cosmica della salvezza» (Terrence W. Tilley).


«Un libro eccellente che, nella forma di vivace dialogo, affronta i temi fondamentali del peccato, del perdono e della redenzione» (James Martin).


«Il nostro pianeta è alle porte e bussa». Come comprendere la redenzione cosmica, oggi, in un’epoca di devastazione ecologica incalzante? Mettendo in campo il suo approccio creativo alla teologia, Elizabeth Johnson risponde al bruciante quesito estendendo a tutti gli esseri creati la fede cristiana nella salvezza (finora pensata per i soli esseri umani). Questo la costringe, però, ad affrontare una sfida quasi insormontabile: superare la visione della morte di Gesù come “espiazione del peccato” (dell’uomo) verso una prospettiva che includa il mondo naturale come destinatario dell’amore di Dio.

Sviluppando la propria argomentazione sotto forma di dialogo, Johnson – una delle rappresentanti più qualificate della teologia cattolica statunitense – adotta una visione alternativa, saldamente fondata sulla Scrittura e radicata negli insegnamenti di Gesù e della prima chiesa. Il suo pensiero dell’accompagnamento divino da un lato enfatizza l’amore e la misericordia di Dio e, dall’altro, aiuta a rispondere alle sfide di un pianeta in pericolo.


tratto da: www.queriniana.it




domenica 11 aprile 2021

La fede che vince le paure


La Fonte della Parola

BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole


Domenica 11 aprile 2021 – QUASIMODOGENITI 

(Come bambini appena nati desiderate il puro latte spirituale, 
perché con esso cresciate per la salvezza, – I Pietro 2,2)


Evangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 20,19-31

19 La sera di quello stesso giorno, che era il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, Gesù venne e si presentò in mezzo a loro, e disse: «Pace a voi!» 20 E, detto questo, mostrò loro le mani e il costato. I discepoli dunque, veduto il Signore, si rallegrarono. 21 Allora Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre mi ha mandato, anch'io mando voi». 22 Detto questo, soffiò su di loro e disse: «Ricevete lo Spirito Santo. 23 A chi perdonerete i peccati, saranno perdonati; a chi li riterrete, saranno ritenuti».24 Or Tommaso, detto Didimo, uno dei dodici, non era con loro quando venne Gesù. 25 Gli altri discepoli dunque gli dissero: «Abbiamo visto il Signore!» Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi, e se non metto il mio dito nel segno dei chiodi, e se non metto la mia mano nel suo costato, io non crederò». 26 Otto giorni dopo, i suoi discepoli erano di nuovo in casa, e Tommaso era con loro. Gesù venne a porte chiuse, e si presentò in mezzo a loro, e disse: «Pace a voi!» 27 Poi disse a Tommaso: «Porgi qua il dito e guarda le mie mani; porgi la mano e mettila nel mio costato; e non essere incredulo, ma credente». 28 Tommaso gli rispose: «Signor mio e Dio mio!» 29 Gesù gli disse: «Perché mi hai visto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!»30 Or Gesù fece in presenza dei discepoli molti altri segni miracolosi, che non sono scritti in questo libro; 31 ma questi sono stati scritti, affinché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e, affinché, credendo, abbiate vita nel suo nome. 



L’angolo della Preghiera
per non deporre la preghiera in un angolo

a cura del pastore Maurizio Abbà


Signore nostro Dio le porte della piccola fede che abbiamo sono sovente chiuse, a motivo delle nostre paure vere e presunte.

Siamo rinchiusi.
Dovremmo trovare invece la possibilità di aprirci anche tra le pareti domestiche così che anche lo stare in casa non sia per paura, così da trovarci veramente a casa là dove siamo.
Gesù Signore tu ci raggiungi attraversando le barriere che le nostre paure innalzano.
Tutto questo, nei nostri limiti, purtroppo non ci basta ancora.

Il dubbio ci accompagna, ma può essere, qualche volta, una compagnia costruttiva che non addormenta la fede ma può persino aiutarla a purificarsi dalle scorie di mediocre inautenticità che accumuliamo.
Allora ci è data, altra grande sorpresa per noi, la possibilità di ri-cominciare.
Un vero nuovo inizio.

Con Tommaso possiamo esclamare per espressa ri-conoscenza: Signor mio e Dio mio!
Esclamazione che non rivolgeremo ai potenti della terra ma a Te, o Dio-Triunità e questo ti chiediamo di darci la possibilità di raccontare.

Questa fede sì vincerà le nostre paure e ci darà pace ossia la mansuetudine energica per fare la tua volontà.









venerdì 9 aprile 2021

Dietrich Bonhoeffer servire il presente per un futuro

 Dietrich Bonhoeffer 

(Breslavia, 4 febbraio 1906 – Flossenbürg, 9 aprile 1945) 


     Dietrich Bonhoeffer è stato un uomo saldamente "radicato nel terreno della storia", capace

di vivere il proprio tempo nella fedeltà al presente, anche quando il vortice degli eventi 

sembrava togliere "terreno sotto i piedi".


     Questa raccolta, articolata seguendo le tre fasi della sua esistenza teologica 

("leggere la realtà, "decidersi nella realtà" e "essere nella realtà"), segnate da sconvolgenti

eventi di rottura paragonati al crollo di un fondamento, ci consegna, 

grazie anche ad alcuni testi mai pubblicati in italiano, 

un racconto concreto dell'uomo, del pastore, del teologo e del martire.


in queste pagine Bonhoeffer parla ancora a quanti, come lui,

intendono il "servire il presente" come l'unico modo per servire Dio e rispondere responsabilmente

alla chiamata della storia. 

(tratto dalla IV di copertina)



Dietrich Bonhoeffer

Con i piedi per terra Un cristiano di fronte a Dio e allo Stato

Introduzione, traduzione e note di Elvis Ragusa

Letture cristiane del secondo millennio

Collana diretta da Elena Maria Laluce

Comitato di redazione: Mary Melone, Adalberto Piovano, Elena Tealdi, Gianfranca Zancanaro

Figlie di San Paolo, Edizioni Paoline, Milano, 2020, pagine 320

www.paoline.it


Cieli aperti, torna una coraggiosa collana di libri


La collana cieli aperti, a cura della Comunità di Sant'Egidio

iniziata nel 1987, era coraggiosamente in frontiera per i temi interculturali ed il dialogo interreligioso, 

tematiche che ora sono decisamente più presenti nella prassi e nel dibattito culturale.

- Tra i volumi della prima serie erano importanti, editi nel 1992:

i Commenti ai Vangeli di Valdo Vinay con Premessa di Ambrogio Spreafico e in Appendice un saggio 

di Paolo Ricca sul percorso biografico di Vinay.

Valdo Vinay (1906-1990) pastore valdese e professore di Storia della Chiesa e Teologia Pratica 

alla Facoltà di Teologia Valdese di Roma, è stato uno dei protagonisti del dialogo ecumenico in Italia. 

    

    La Comunità di Sant'Egidio seppe stare vicina a Vinay fino ai suoi ultimi giorni terreni,

posso testimoniarlo personalmente. 

Negli ultimi giorni in cui la malattia prendeva il sopravvento Valdo Vinay affermava a conferma della 

sua grande fede: 

"non attendo guarigione, aspetto la Risurrezione".


*************

Sempre per i tipi di Morcelliana editrice la Comunità di Sant'Egidio

ripresenta, anche con una nuova veste editoriale, la collana cieli aperti.

La prima pubblicazione si sofferma sul tema della vecchiaia nella Bibbia.

Bibbia che esorta solennemente con l'esortazione:


Àlzati davanti al capo canuto, onora la persona del vecchio e temi il tuo Dio. 

Io sono il SIGNORE.

dal libro biblico del Levitico 19,32, parole antiche ma sempre attuali e purtroppo sovente dimenticate.


La fragilità degli anziani risulta ancor più evidenziata, come tristemente sappiamo, 

in questo tempo di pandemia.

Gli anziani non sono oggetti da scartare e dimenticare 

ma soggetti da tutelare e da coinvolgere, 

questo dovrebbe essere ovvio ma purtroppo non lo è.

Riflettendo, le parole di una canzone riecheggiano:

I vecchi subiscon le ingiurie degli anni, non sanno distinguere il vero dai sogni, 

i vecchi non sanno, nel loro pensiero, distinguer nei sogni il falso dal vero...

Francesco Guccini, Il Vecchio e il bambino

Album Radici, pubblicato da EMI Italiana nel 1972


- La Comunità di Sant'Egidio che si prodiga in percorsi di solidarietà puntuali e concreti

ripropone con la casa editrice bresciana Morcelliana la collana cieli aperti nuova serie.

Scelta editoriale appropriata ancora di più in mezzo a tante chiusure terrene vi è, infatti, bisogno di 

cieli aperti per dare impulso e speranza ai nostri percorsi terreni.

Maurizio Abbà
 



Comunità di Sant'Egidio

Maria Cristina Marazzi

Ambrogio Spreafico

Francesco Tedeschi

con un saggio di Andrea Riccardi

Gli anziani e la Bibbia

Letture spirituali della vecchiaia

Collana Cieli aperti Nuova serie 1

Editrice Morcelliana, Brescia, 2020

Maria Cristina Marazzi

Ambrogio Spreafico

Francesco Tedeschi

con un saggio di Andrea Riccardi

www.morcelliana.net


" Questo libro, frutto di ricerca e di meditazione di vari Autori (sempre prossimi alla realtà umana degli anziani), mostra chi siano i vecchi davanti a Dio e nella sua storia in mezzo agli uomini. La lettura di queste pagine illumina di una luce diversa il volto degli anziani e induce a considerarli in maniera rinnovata. Si scopre anche, sommessamente ma convintamente, come un rinnovamento della visione della nostra società abbia bisogno di più luce e di più spirito, perché non può essere ridotto solo ad una logica produttiva o economicistica. Lo si vede proprio nel caso degli anziani.

Quale grande errore disprezzarli o emarginarli! Questa è una lezione che si trae: l’emarginazione degli anziani costruisce la nostra società sulla sabbia. Lo scialo delle vite degli anziani è uno dei primi errori delle nostre società dell’utile e del produttivo. Parlare con gli anziani e vivere con loro – lo mostra la Bibbia – è una grande esperienza rigeneratrice di fede e di umanità. Non c’è storia di Dio con gli uomini e le donne, senza anziani: si pensi alla figura di Abramo, l’amico di Dio. Non c’è profezia senza vecchi, fino alle prime pagine del Vangelo con Simeone e Anna. "

Andrea Riccardi, dalla Prefazione, 12.




giovedì 8 aprile 2021

La parte delle donne. Commentari di bibliste cattoliche

 

le Lettere di Paolo


Emanuela Buccioni - Rosalba Manes - Rosanna Virgili

Editore: Àncora, Milano, Anno di edizione: 2020,  pagine 1148

www.ancoralibri.it



Nel marzo 2015 Àncora pubblicò un volume con la traduzione e il commento dei Vangeli, realizzato secondo i criteri più aggiornati della scienza esegetica. 

Punti di forza del libro erano la completezza e la vastità dell'opera; la novità assoluta di una traduzione/commento integrale affidate a bibliste italiane; il linguaggio non specialistico e ricco di sensibilità femminile. 

Questo volume rappresenta la continuazione di quel progetto, con la traduzione e il commento dell'epistolario paolino - a opera di Rosanna Virgili, Rosalba Manes ed Emanuela Buccioni 

- cui seguirà un volume dedicato agli altri scritti del Nuovo Testamento.



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Il pensiero paolino ha suscitato incessantemente adesioni  e, viceversa, posizioni contrastanti. 

Vere svolte importanti, costitutive di capitoli pregnanti della storia della teologia; basti pensare all'importanza della Lettera ai Romani e appunto ai commentari che ha suscitato nei secoli, le svolte cui ha dato impulso, tra cui quella di  Karl Barth, teologo riformato (per la precisione: riformato, non luterano, diversamente da quanto affermato nell'Introduzione a a p. 46).

Maurizio Abbà

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Vangeli (I)

Tradotti e commentati da quattro bibliste

a cura di Rosanna Virgili

Traduzione e commento di
Rosalba Manes - Annalisa Guida
Rosanna Virgili - Marida Nicolaci


Editore: Àncora, Milano, Anno di edizione: 2015
3 ristampe in 2 anni   pagine 1696

www.ancoralibri.it


  • Prima opera completa di traduzione e commento dei vangeli realizzata da quattro bibliste: Rosalba Manes (Matteo), Annalisa Guida (Marco), Rosanna Virgili (Luca), Marida Nicolaci (Giovanni).
  • Traduzione del testo originale in una lingua italiana fluente e suggestiva, per rendere la sorprendente ricchezza del linguaggio evangelico.
  • Commento fondato su un'accurata analisi del testo, arricchita da sensibilità e intuizione femminili con particolare attenzione - nei commenti e nel saggio conclusivo - alla presenza straordinariamente decisiva delle donne nel racconto evangelico.



mercoledì 7 aprile 2021

Una novella su Ponzio Pilato e Gesù


Anatole France

Il Procuratore di Giudea

Traduzione e nota di lettura di Silvano Petrosino

(Collana Lampi sezione: Lampi d'autore)

Preparato per la pubblicazione da Valeria Riguzzi

EDB Edizioni Dehoniane Bologna, 2018, pagine 56

Ultima ristampa: 30 maggio 2018

www.dehoniane.it


La Recensione

    Questa celebre novella, edita in Italia dapprima, nel 1984, dall'editore Sellerio con traduzione di Leonardo Sciascia, e riproposta, recentemente, a cura di Silvano Petrosino, dalle EDB Edizioni Dehoniane Bologna. 

La novella ha come protagonisti i due amici Lucio Elio Lamia e Ponzio Pilato.  
La cornice del racconto è quella suggestiva dei Campi Flegrei. 
- I due amici discorrono dei tempi andati, delle cure per fronteggiare gli acciacchi che avanzano  e, soprattutto, della filosofia del Potere:

Lamia: «Del resto, i popoli non si governano solo con la dolcezza. Nell’azione degli  uomini che si occupano della cosa pubblica, la carità consigliata dalla filosofia ha ben poco peso» (19).
«È una grande questione (…) quella di sapere se si deve fare la felicità degli uomini loro malgrado» (22).


La figura di Ponzio Pilato si contraddistingue negativamente nel suo ricordo molto sbiadito della persona di Gesù e del suo agire, il tutto in un quadro di antigiudaismo:

«Adorano Giove ma non gli danno né nome né figura. Non lo adorano neppure sotto forma di pietra, come accade presso certi popoli dell’Asia. Non sanno nulla di Apollo, Nettuno, Marte, Plutone; non conoscono alcuna dea. Ma credo che anticamente abbiano adorato Venere, dato che ancora oggi le donne sacrificano delle colombe all’altare; anche tu hai visto che sotto i portici del tempio ci sono dei mercanti che vendono questi volatili a coppie. Anzi, un giorno mi fu riferito che un invasato si mise a gettare a terra le gabbie degli uccelli prendendosela con i mercanti. 
I sacerdoti se ne lamentarono come di un sacrilegio. 
Credo che questo uso di sacrificare delle tortorelle sia nato per onorare Venere.» (25-26). 

(Si può notare, per inciso, che: Gesù scaccia i mercanti dal tempio e libera gli animali lì rinchiusi, 
il passo evangelico in: 
Matteo 21,12-13; Marco 11,15-17; Luca 19,45-46; Giovanni 2,13-25. 
- Sacrificare tortore o piccioni - libro del Levitico 1,14 -  non era per onorare Venere, ma per consentire il sacrificio anche a chi non poteva permettersi animali più costosi. Il tutto ovviamente però senza sentire il parere degli animali in questione... Gesù ha superato energicamente il sacrificio cruento, celebrando così appropriatamente con il Salmi 50,9-15 dove Dio non richiede il sacrificio di animali ma la celebrazione con il rendimento di grazie e l'invocazione solenne e sentita).


- Il ricordo di Gesù in Ponzio Pilato è ormai preda dell'oblìo:
«Gesù? Gesù il Nazareno? No, non mi ricordo».” (35).

L'autore Anatole France non ricama su presunti segreti e l’omissione di memoria di Pilato pare in realtà voluta: «la mia memoria non si è indebolita» (11). 

Pur avendo avuto Gesù di fronte e parlandogli di persona, il Potere terreno non ha saputo e non ha voluto incontrarlo per davvero.  
Il traduttore Silvano Petrosino evidenzia questo nella sua puntuale nota di lettura.

Maurizio Abbà



martedì 6 aprile 2021

Una delle eredità di Hans Küng da mettere in pratica


Non c’è pace tra le nazioni senza pace tra le religioni.


Non c’è pace tra le religioni senza dialogo tra le religioni.


Non c’è dialogo tra le religioni senza criteri etici globali.


Non c’è sopravvivenza del nostro globo senza un ethos globale, 

senza un’etica mondiale. 


                 Hans Küng 

                 (Sursee, 19 marzo 1928 - Tubinga, 6 aprile 2021)



La fede nella Risurrezione di Cristo - le imprónte nella Storia dell'Arte

 



François Bœspflug

Il GIORNO DI PASQUA NELL’ARTE  Gli incontri del Risorto

Traduzione di Emanuela Fogliadini

Editoriale Jaca Book, Milano, 2021, pagine 356.

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" Quando si leggono attentamente i testi dei quattro Vangeli relativi al medesimo giorno di Pasqua, ci si rende conto dell’insieme ricco e complesso, quasi confuso, dei racconti del viavai e delle osservazioni di uomini o donne che furono prima di tutto i testimoni del sepolcro vuoto e della pietra rotolata via, coloro che ebbero l’opportunità di osservare con i propri occhi la scomparsa delle spoglie di Cristo e i teli che l’avevano avvolto. 

I Vangeli canonici ricordano anche l’incontro con l’angelo o gli angeli che erano accanto alla tomba vuota: è quanto accadde alle donne che, di buon mattino, si recarono con gli aromi ad onorare il corpo di Gesù e udirono dagli angeli che Cristo era risorto. 

Questa serie di indizi e annunci prosegue fino all’apparizione del Risorto, al mattino, a Maria Maddalena e ad alcune mirofore e, la sera dello stesso giorno di Pasqua, ai due discepoli di Emmaus, poi agli Undici Apostoli, ancora rinchiusi nel Cenacolo e poco propensi a credere ai racconti riferiti rispettivamente dalle donne, Giovanni, Pietro e i discepoli di Emmaus. 

L’impressione che emerge dallo svolgersi di questa giornata è che la fede nella Risurrezione di Cristo, in ogni caso, non sia scesa dal cielo preconfezionata. Non aveva il fascino, la semplicità e la nitidezza di un’affermazione chiara, autoevidente al punto da imporsi improvvisamente a tutte le menti e non era neppure così chiara e ovvia da poter essere adottata o al contrario rifiutata. Non ebbe decisamente l’effetto immediato e convincente di un annuncio urbi et orbi, o la convinzione irresistibile che segue alcune apparizioni spettacolari: si espresse, invece, attraverso percezioni contraddittorie e emerse lentamente da una complessa rete di osservazioni, dibattiti, cammini e visite, travolgenti esperienze individuali, o al contrario perplessità, considerazioni dubitative o addirittura esplicito e ostinato rifiuto di credervi. "

Bœspflug, dall'Introduzione7-8.


domenica 4 aprile 2021

QUANDO LA PASQUA È MATURA?

 

La Fonte della Parola


BRICIOLE DI FEDE

per una fede non in briciole


Domenica 4 aprile 2021 – PASQUA DI RISURREZIONE

Evangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 20,1-9

1 Il primo giorno della settimana, la mattina presto, mentre era ancora buio, Maria Maddalena andò al sepolcro e vide la pietra tolta dal sepolcro. 

2 Allora corse verso Simon Pietro e l'altro discepolo che Gesù amava e disse loro: «Hanno tolto il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'abbiano messo».

3 Pietro e l'altro discepolo uscirono dunque e si avviarono al sepolcro. 

4 I due correvano assieme, ma l'altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse primo al sepolcro; 

5 e, chinatosi, vide le fasce per terra, ma non entrò. 

6 Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva ed entrò nel sepolcro, e vide le fasce per terra, 

7 e il sudario che era stato sul capo di Gesù, non per terra con le fasce, ma piegato in un luogo a parte. 

8 Allora entrò anche l'altro discepolo che era giunto per primo al sepolcro, e vide, e credette. 

9 Perché non avevano ancora capito la Scrittura, secondo la quale egli doveva risuscitare dai morti.


MEDITAZIONE a cura del pastore Maurizio Abbà


QUANDO LA PASQUA È MATURA?


In uno dei suoi racconti pasquali tratti dal capitolo 20, l’evangelista Giovanni ci parla di Maria Maddalena che inizia la settimana camminando alla mattina presto quando è ancora buio per recarsi al sepolcro. 

Che dire? Sinceramente non sembrerebbe un buon modo d’iniziare la settimana...

Eppure cammina che è ancora buio vuol dire, nella metafora che ci riguarda, che possiamo attraversare percorsi anche quando non tutto è chiaro e già definito delineato nei minimi dettagli, poi, sorpresa, la pietra è tolta dal sepolcro. Il che potrebbe sembrarci un buon segno anche se nel racconto biblico, approfondendo il sentire ed il vissuto dei personaggi protagonisti in presa diretta, non fa che aumentare lo sgomento di una tragedia che pareva ormai irreversibile nei suoi esiti.

Maria di Magdala, la Maddalena, riferisce agli apostoli e non è subito creduta nelle sue affermazioni, molto probabilmente lo aveva già messo in conto e guarda, Simon Pietro ed il discepolo che Gesù amava, correre per andare a verificare ciò che lei aveva affermato.

Sappiamo che gli apostoli smaniavano, ognuno a modo proprio, di primeggiare. 

Il discepolo che Gesù amava corre più veloce (perché, ipotesi, era più giovane e più fresco? Perché, altra ipotesi, era più zelante? Perché... non sappiamo il perché, possiamo fare soltanto delle congetture), di sicuro arriva atleticamente come primo ma non fruisce, come dire, dell’ordine di arrivo, egli lascia che sia Pietro ad entrare nel sepolcro. 


È proprio il discepolo che Gesù amava che vuole, per amore ed amicizia anche verso gli altri apostoli, spegnere la sete di primato, fermandosi e lasciando la precedenza a Simon Pietro. Ed è ancora lui che ama di più e quindi è più forte, anche nell’apparente debolezza di lasciarsi precedere. 

Dopo Simon Pietro entra anch’egli e crede, anche se il messaggio della Scrittura non era ancora diventato loro intelligibile pienamente.

Infatti, il messaggio della risurrezione dai morti richiede tempo per fare breccia nelle menti e nei cuori.

Si deve placare la brama di primeggiare.

Significativamente l’apostolo Paolo dirà poi (II Corinzi 12,10), «perché quando sono debole, allora sono forte».


La Pasqua non è un accadimento spettacolare che fa leva sulle sensazioni superficiali, ma richiede una maturazione per poter sbocciare. 

Le vicende di Maria Maddalena e poi di Tommaso, raccontate nel capitolo 20 del IV Evangelo, svelano che occorre fare spazio ai tempi del riconoscimento della Pasqua di Risurrezione.

Il percorso buio si può rischiarare, una sorpresa di cui tutto subito non riusciamo a coglierne la reale portata è il togliere una pietra. 

Quello che sembrava il sigillo tombale alla storia di una vita ormai terminata con l’oppressione omicida del potere, 

diventa invece una possibilità donata che dischiude – della serie incredibile ma vero! – 

un ri-cominciare. 

Ricominciamo a respirare,

respirare diversamente, liberamente.

Pensiamo all’inno Amazing Grace che traduciamo come ‘Immensa Grazia’ il cui significato originario è ‘incredibile grazia”. 

Grazia donata, ma bisogna lasciarsi trovare e da essa lasciarsi gradevolmente sorprendere.

Davanti al sepolcro, là dove pare esserci una fine ed un fallimento, ci può essere un nuovo inizio e nonostante i molti venerdì santi che ci troviamo ad affrontare, a Pasqua la morte è spiazzata, non c’è posto per lei. 

Possiamo quindi gustare appieno la Pasqua con la vista del cuore, che sa vedere in profondità, oltre ciò che è visibile.

Auguri di Buona Vera Pasqua di Risurrezione in Cristo



Chicchi di Pasqua di Risurrezione

 



L’angolo della Preghiera

per non deporre la preghiera in un angolo

a cura di Maurizio Abbà


A Pasqua vi è dapprima lo smarrimento di chi aveva seguito nel suo percorso terreno Gesù di Nazareth: morto Gesù dov’è stata deposta la salma?

Gesù dove lo hanno messo?

Domanda valida anche ai nostri giorni.

 Effettivamente dove mettiamo Gesù, in quale posto lo collochiamo nella nostra agenda fitta d’impegni e di appuntamenti, tutti urgenti e giustificabili?

Il messaggio pasquale sarà che è la morte ad essere spiazzata, non c’è posto per lei,

ma quanti venerdì santi si devono affrontare per riuscire a gustare la Pasqua?

Non saranno un agnello o un capretto sulle nostre tavole a fare la Pasqua.

Gustare la Pasqua vuol dire vederla in profondità.

Dio a Pasqua può regalarci una vista che sa vedere, 

come diceva lo scrittore de Il Piccolo Principe, non si vede bene che col cuore, l’essenziale è invisibile agli occhi.


La Pasqua la si prende a piccoli chicchi 

(ricordiamo il granello di frumento che produce molto frutto: Giovanni 12,24!), 

piccoli chicchi ma tanti e molte volte.

Sono i chicchi pasquali.

Chicchi di vita nuova.

Li chiediamo in Preghiera sussurrata ma, se necessario, anche gridata.

Gesù è da cercare fra i vivi, negli angoli della vita, 

una presenza centrale anche nelle periferie più estreme.


sabato 3 aprile 2021

Il Sabato Santo nel racconto del linguaggio cinematografico

 


In copertina: 

Andrea Mantegna   

Cristo morto   (1475-1478 circa) particolare  

tempera su tela   68x81 cm      Pinacoteca di Brera - Milano


Fabio Landi

Tre film sul Sabato santo

(collana Lapislazzuli), pagine 128

EDB - Edizioni Dehoniane Bologna 

www.dehoniane.it



DESCRIZIONE

Il Sabato santo rischia di essere considerato un intervallo vuoto tra la morte di Gesù e la sua risurrezione. Si tratta in realtà di un passaggio fondamentale per il cuore della fede cristiana, perché si colloca nel punto in cui morte e vita rifluiscono l'una nell'altra. 

Per spiegarlo, l’autore fa ricorso a tre film di Sean Penn, Spike Lee, Anne Fontaine e a un video di Bill Viola come se si trattasse di parabole contemporanee. 

Lo spettatore, con i protagonisti, è costretto a precipitare nel fondo oscuro della morte. Lì, con una logica sorprendentemente ineccepibile, avviene il rovesciamento e la vita si impone in tutto il suo fulgore. Luce e tenebre sono più intimamente connesse e la vittoria finale è completa proprio perché porta inscritto il dolore patito, non come un affronto fortunatamente superato o come la testimonianza di uno scampato pericolo, ma attraverso il segno dei chiodi sulle mani del Signore risorto.


SOMMARIO

Introduzione.  

I. 11’09’’01 (Sean Penn, 2002).  

II. The 25th Hour (Spike Lee, 2002).  

III. Les innocents (Anne Fontaine, 2016).  

IV. Earth Martyr (Bill Viola, 2014).


testo di Fabio Landi, tratto da pagina 13:

" Gli spunti scelti sono, più in particolare, tre film e questo forse merita un’ultima, breve giustificazione. Oggi il linguaggio cinematografico sembra essere quello su cui si concentrano maggior investimento di intelligenza e raffinatezza tecnica. 

Le sue narrazioni incidono in profondità l’immaginario comune e offrono a un pubblico sempre più vasto un patrimonio condiviso non solo di racconti, ma anche di competenze di fruizione. 

A dispetto del fatto che molti abbiano un approccio tutto sommato elementare a prodotti di per sé anche molto sofisticati, resta vero che la quantità di immagini che quotidianamente ci raggiunge trasforma rapidamente la nostra capacità di seguire un video, ci adatta ai suoi ritmi e ai suoi stratagemmi narrativi, ci allena a vedere la realtà con i suoi occhi. Senza contare che la sinestesia che caratterizza il mezzo cinematografico esaspera al massimo grado il coinvolgimento emotivo e tocca, di fatto, la nostra capacità di fare esperienza ben più di quanto non facessero e non facciano le altre arti del passato. 

Oggi, nel bene e nel male, il nostro modo di guardare la vita sembra essere innanzi tutto quello di telespettatori. Ciò significa che non consumiamo prodotti cinematografici soltanto per intrattenerci o per immedesimarci nell’esistenza altrui, ma che, per molti aspetti, “sentiamo” la nostra stessa vita al modo in cui guardiamo un film. E innanzi tutto attraverso film il nostro tempo prova a raccontarsi.

Per questo l’idea di commentare dei film mi è parsa contemporaneamente naturale e stimolante. Ho provato a farlo per tre anni consecutivi introducendo una comunità cristiana al sabato santo. 

I primi tre capitoli di questo libretto rielaborano il testo di quegli interventi. Il quarto capitolo, invece, è eterogeneo: si tratta di alcune note che recensiscono una video-installazione dell’artista contemporaneo Bill Viola. Rileggendole, mi ha sorpreso la coerenza con il percorso sviluppato nei tre capitoli precedenti. 

Ho quindi pensato che potesse essere utile aggiungerle in coda, non tanto come una vera e propria conclusione, quanto come una risonanza o forse, persino, come una sintesi. "