Anatole France
Il Procuratore di Giudea
Traduzione e nota di lettura di Silvano Petrosino
(Collana Lampi sezione: Lampi d'autore)
Preparato per la pubblicazione da Valeria Riguzzi
EDB Edizioni Dehoniane Bologna, 2018, pagine 56
Ultima ristampa: 30 maggio 2018
www.dehoniane.it
La Recensione
Questa celebre novella, edita in Italia dapprima, nel 1984, dall'editore Sellerio con traduzione di Leonardo Sciascia, e riproposta, recentemente, a cura di Silvano Petrosino, dalle EDB Edizioni Dehoniane Bologna.
La novella ha come protagonisti i due amici Lucio Elio Lamia e Ponzio Pilato.
La cornice del racconto è quella suggestiva dei Campi Flegrei.
- I due amici discorrono dei tempi andati, delle cure per fronteggiare gli acciacchi che avanzano e, soprattutto, della filosofia del Potere:
Lamia: «Del resto, i popoli non si governano solo con la dolcezza. Nell’azione degli uomini che si occupano della cosa pubblica, la carità consigliata dalla filosofia ha ben poco peso» (19).
«È una grande questione (…) quella di sapere se si deve fare la felicità degli uomini loro malgrado» (22).
La figura di Ponzio Pilato si contraddistingue negativamente nel suo ricordo molto sbiadito della persona di Gesù e del suo agire, il tutto in un quadro di antigiudaismo:
«Adorano Giove ma non gli danno né nome né figura. Non lo adorano neppure sotto forma di pietra, come accade presso certi popoli dell’Asia. Non sanno nulla di Apollo, Nettuno, Marte, Plutone; non conoscono alcuna dea. Ma credo che anticamente abbiano adorato Venere, dato che ancora oggi le donne sacrificano delle colombe all’altare; anche tu hai visto che sotto i portici del tempio ci sono dei mercanti che vendono questi volatili a coppie. Anzi, un giorno mi fu riferito che un invasato si mise a gettare a terra le gabbie degli uccelli prendendosela con i mercanti.
I sacerdoti se ne lamentarono come di un sacrilegio.
Credo che questo uso di sacrificare delle tortorelle sia nato per onorare Venere.» (25-26).
(Si può notare, per inciso, che: Gesù scaccia i mercanti dal tempio e libera gli animali lì rinchiusi,
il passo evangelico in:
Matteo 21,12-13; Marco 11,15-17; Luca 19,45-46; Giovanni 2,13-25.
- Sacrificare tortore o piccioni - libro del Levitico 1,14 - non era per onorare Venere, ma per consentire il sacrificio anche a chi non poteva permettersi animali più costosi. Il tutto ovviamente però senza sentire il parere degli animali in questione... Gesù ha superato energicamente il sacrificio cruento, celebrando così appropriatamente con il Salmi 50,9-15 dove Dio non richiede il sacrificio di animali ma la celebrazione con il rendimento di grazie e l'invocazione solenne e sentita).
- Il ricordo di Gesù in Ponzio Pilato è ormai preda dell'oblìo:
«Gesù? Gesù il Nazareno? No, non mi ricordo».” (35).
«Gesù? Gesù il Nazareno? No, non mi ricordo».” (35).
L'autore Anatole France non ricama su presunti segreti e l’omissione di memoria di Pilato pare in realtà voluta: «la mia memoria non si è indebolita» (11).
Pur avendo avuto Gesù di fronte e parlandogli di persona, il Potere terreno non ha saputo e non ha voluto incontrarlo per davvero.
Il traduttore Silvano Petrosino evidenzia questo nella sua puntuale nota di lettura.
Maurizio Abbà
Descrizione
«Si chiamava Gesù, Gesù il Nazareno, e fu crocifisso non so bene per quale crimine. Ponzio, ti ricordi di quell'uomo?». Ponzio Pilato aggrottò le sopracciglia e si portò la mano alla fronte come chi cerca qualcosa nella propria memoria. Poi, dopo qualche istante di silenzio, mormorò: «Gesù? Gesù il Nazareno? No, non mi ricordo».
Nei Campi Flegrei, dove soggiornano per ristorare corpo e spirito, un Pilato ormai vecchio e acciaccato ricorda, insieme all'amico Elio Lama, i suoi trascorsi in Giudea, parentesi turbolenta di un’onorata carriera.
Quando la conversazione si sposta sul Nazareno morto in croce, Pilato rivela una spiazzante dimenticanza: non ha memoria di lui.
L’amico, al contrario, ricorda con nostalgia quella terra e, in particolare, una bellissima danzatrice ebrea, scomparsa all'improvviso per seguire i discepoli di un giovane taumaturgo.
Sommario
Il procuratore di Giudea. Nota di lettura. La trama degli incontri (S. Petrosino).
Note sull'autore
Anatole France è lo pseudonimo dello scrittore François-Anatole Thibault (1844 -1924), Accademico di Francia e premio Nobel per la letteratura nel 1921. Dopo il primo successo, Le crime de Sylvestre Bonnard (1881), e un periodo di giornalismo letterario, la sua opera narrativa ha preso la forma dei ricordi d’infanzia, delle leggende cristiane e medievali e della satira sociale. EDB ha tradotto, nella collana Lampi d’autore, Il giocoliere di Maria (2016).
Silvano Petrosino insegna Teorie della Comunicazione e Antropologia religiosa e media all'Università Cattolica di Milano. Per EDB ha pubblicato Contro il post-umano. Ripensare l’uomo, ripensare l’animale (con Manlio Iofrida, 2017).
testo tratto da:
www.dehoniane.it
