domenica 4 aprile 2021

Chicchi di Pasqua di Risurrezione

 



L’angolo della Preghiera

per non deporre la preghiera in un angolo

a cura di Maurizio Abbà


A Pasqua vi è dapprima lo smarrimento di chi aveva seguito nel suo percorso terreno Gesù di Nazareth: morto Gesù dov’è stata deposta la salma?

Gesù dove lo hanno messo?

Domanda valida anche ai nostri giorni.

 Effettivamente dove mettiamo Gesù, in quale posto lo collochiamo nella nostra agenda fitta d’impegni e di appuntamenti, tutti urgenti e giustificabili?

Il messaggio pasquale sarà che è la morte ad essere spiazzata, non c’è posto per lei,

ma quanti venerdì santi si devono affrontare per riuscire a gustare la Pasqua?

Non saranno un agnello o un capretto sulle nostre tavole a fare la Pasqua.

Gustare la Pasqua vuol dire vederla in profondità.

Dio a Pasqua può regalarci una vista che sa vedere, 

come diceva lo scrittore de Il Piccolo Principe, non si vede bene che col cuore, l’essenziale è invisibile agli occhi.


La Pasqua la si prende a piccoli chicchi 

(ricordiamo il granello di frumento che produce molto frutto: Giovanni 12,24!), 

piccoli chicchi ma tanti e molte volte.

Sono i chicchi pasquali.

Chicchi di vita nuova.

Li chiediamo in Preghiera sussurrata ma, se necessario, anche gridata.

Gesù è da cercare fra i vivi, negli angoli della vita, 

una presenza centrale anche nelle periferie più estreme.