mercoledì 31 gennaio 2024

Preghiera struggente

 Il Tallet


Il molto lodato Rabbi Jaakob così raccontò ai suoi allievi una notte del mese di Nissan 

(era una notte col cielo carico di stelle. 

E la luce delle stelle illuminava il cuore di Rabbi Jaakob).


«Voglio raccontarvi – disse – una cosa che per secoli 

è rimasta nascosta alla mente degli uomini. 

Voi sapete – proseguì – che ogni ebreo, dopo la sua preghiera rivolta a Dio, 

alle prime luci dell’alba, ripiega il suo tallet  e lo ripone nella custodia.

«Voi pensate che il tallet rimanga là, fino all’alba successiva, ma non è così.

«Nel pieno della notte, quattro Angeli sono inviati da Dio, verso i quattro angoli della terra».


«Cosa vengono a fare?» timidamente chiesero gli allievi.


«I quattro Angeli vengono a prendere tutti i talledot che si trovano sulla terra, li riuniscono, 

formando un solo, ampio, gigantesco tallet e lo consegnano al Santo dei Santi».


«E che fa il Santo dei Santi di questo ampio gigantesco tallet?».

Rispose il Rabbi:

«Con esso, il Santo dei Santi, si ammanta e prega».


«E cosa dice nella sua preghiera il Santo dei Santi?».


«Ecco cosa dice: Ringrazio te, uomo della Terra, per le sofferenze che di continuo sopporti, 

e per l’opera che quotidianamente compi.

«Poi soggiunge: Aiutami, uomo, a scendere presto sulla Terra».



tratto da:

- Aldo SONNINO, Racconti chassidici dei nostri tempi. La funzione eterna della parabola

Prefazione di Gianfranco Tedeschi, La Giuntina, Firenze, 1978, 1995, pp. 15.137. 


Tallet: mantello o scialle dell'ebreo in preghiera.

 Mantello a cui, dai quattro angoli, pendono frange a nodi 

simboleggianti il nome di Dio.


sabato 27 gennaio 2024

FARE MEMORIA

 

Giorno della Memoria per ricordare le vittime della Shoah

Fare Memoria dev'essere esercizio non meccanico ma impegno costante, 

non di un solo giorno.

Memoria delle vittime della Shoah, dello Sterminio nazista.
Le vittime: ebrei e non ebrei. La memoria di tutte le vittime sia rispettata. 
Una memoria che però rischia di essere sempre più fragile.


- Il razzismo e gli antisemitismi purtroppo tornano prepotenti 

e sempre più violenti.

Allora, ancora di più occorre urgentemente Fare Memoria 
per dare un futuro dignitoso alle generazioni di domani.

Ogni generazione domani, a sua volta, si dovrà attrezzare per fare memoria. 
La memoria della libertà e della dignità non è acquisita una volta per tutte.


La memoria di ieri è per il futuro di domani, questo dev'essere il nostro presente.
Non dimentichiamolo.

                                                                                                                Maurizio Abbà

venerdì 26 gennaio 2024

Un cammino di preghiera liberante da raccontare


L’angolo della Preghiera

per non deporre la preghiera in un angolo


Gesù con i tuoi discepoli 

donne e uomini

sei sulla via, 

Tu sei la Via, la Verità e la Vita.


L’evangelo mette in movimento e non ci lascia soli. 

Siamo con Te e con altre persone nel discepolato.


Gesù, sei entrato nella sinagoga luogo di ascolto e di lettura delle Scritture.

Con te la teologia diventa pratica,

la Parola che libera e guarisce ci raggiunge

e tutto ciò è da raccontare nel vivere quotidiano.

                                                                               

                                                                                 Maurizio Abbà

Una giornata particolare di Gesù

 

DOMENICA 28 GENNAIO - ULTIMA DOPO L'EPIFANIA

testo biblico della meditazione

Evangelo di Gesù Cristo secondo Marco 1,21-28

21 Vennero a Capernaum; e subito, il sabato, Gesù, entrato nella sinagoga, insegnava. 22 Essi si stupivano del suo insegnamento, perché egli insegnava loro come uno che ha autorità e non come gli scribi.

23 In quel momento si trovava nella loro sinagoga un uomo posseduto da uno spirito immondo, il quale prese a gridare: 24 «Che c'è fra noi e te, Gesù Nazareno? Sei venuto per mandarci in perdizione? Io so chi sei: il Santo di Dio!» 25 Gesù lo sgridò, dicendo: «Sta' zitto ed esci da costui!» 26 E lo spirito immondo, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. 27 E tutti si stupirono e si domandavano tra di loro: «Che cos'è mai questo? È un nuovo insegnamento dato con autorità! Egli comanda perfino agli spiriti immondi, ed essi gli ubbidiscono!» 28 La sua fama si divulgò subito dappertutto, nella circostante regione della Galilea.

la Lumière 

Gesù opera una liberazione nella Sinagoga di Capernaum

(XI secolo) affresco romanico

abbazia di Lambach monastero benedettino – Austria

Gli studiosi ci fanno notare che la persona sofferente raffigurata

 si trova (letteralmente) a terra,

- a sinistra un gruppo di 12 che potrebbero essere gli apostoli –




Ci sono Buone Notizie dal 'villaggio del conforto',

bisogna però dire NO! ad antisemitismi e violenze da dovunque arrivino.

L'accoglienza reciproca del ricevere l'Evangelo 


BRICIOLE DI FEDE

per una fede non in briciole

                    Una giornata particolare di Gesù                              

                                                  Meditazione di Maurizio Abbà


Nell’evangelo di Gesù Cristo secondo Marco

Gesù fa la sua comparsa come dicono i biblisti

coram publico, con un insegnamento autorevole, 

che accompagna l’attività taumaturgica e di liberazione;

(su questo si può vedere: Christian Strecker, Potente in parole e opere (Esorcismo a Cafarnao) Mc 1,21-28, in: R. Zimmermann (ed.), Compendio dei Miracoli del Nuovo Testamento, Edizione italiana a cura di Flavio Dalla Vecchia, Editrice Queriniana, Brescia, 2018, 292-304).

Con questo brano inizia quella che i commentatori definiscono 

“una movimentata giornata in Cafarnao”, per Gesù (Marco 1,21- 45!):

  • guarigione di una persona afflitta da uno 'spirito impuro';

  • guarigione di una donna, la suocera di Simone, dalla febbre;

  • alla sera Gesù guarisce ancora diverse persone malate e scaccia molti demòni.

    Effettivamente la potente opera terapeutica di Gesù si esprime continuamente e in diverse situazioni; come la lettura della pericope, nella sua ampiezza, attesta.

    Cafàrnao antico sito che significa «villaggio di Naum» - «villaggio del conforto», località ubicata sulla riva nord-ovest del Lago di Genezaret.
    Gesù inizia la sua attività di sostegno e conforto proprio qui, programmaticamente, dal «villaggio del conforto»!

    Il brano inizia con l’espressione: Vennero a Capernaum (Cafàrnao), altra traduzione possibile (cambia il tempo verbale): entrano in Cafarnao; ciò che resta invariata è l’annotazione, segnalata dai biblisti:
    da questo momento il racconto dell’Evangelo è al plurale.

    Gesù ha chiamato i suoi primi quattro discepoli che saranno apostoli (Marco 1,16-20). 

    Gesù proveniente da Nazaret aveva preso dimora a Cafàrnao, («E, lasciata Nazaret, venne ad abitare in Capernaum, città sul mare, ai confini di Zabulon e di Neftali,», Matteo 4,13), infatti l’uomo, che è uno solo, dice: “Che c’è fra noi e te?-.
  • Sono molteplici le forze dissolutrici del male che si oppongono a Gesù Cristo vero evangelo vivente. 

  • Ecco l’insegnamento che riceviamo per la nostra attualità: la Buona Notizia deve anch’essa attrezzarsi come molteplice e diversificata per opporsi ad un male che si presenta vasto e diversificato.

Luogo dell’episodio è la sinagoga dove Gesù, in quanto ebreo, si recava per l’ascolto e la lettura delle Scritture.
Sinagoga è termine di origine greca (designa un «raduno», «conduco insieme», per estensione può essere il ‘raduno’ di una congregazione di fedeli. Per inciso: il termine chiesa ha un significato simile, deriva da un verbo greco che si traduce con 'chiamo fuori' «convoco per una riunione», per i cristiani la convocazione è divenuta poi ‘riunione’, assemblea aggregata per il culto, è la chiesa, non l'edificio ma le pietre viventi che sono i discepoli di Gesù il Cristo).

v. 24: Io so chi sei: il Santo di Dio! Lo spirito impuro passa dal plurale al singolare. 
La sua è la prima affermazione cristologica, certo da parte avversa.
Gesù gl’intima di tacere e di uscire dalla persona che tiene prigioniera.
Il tacere riguarda quello che sarà poi definito nel linguaggio tecnico teologico il “segreto messianico” 
(si veda il post precedente).

Possiamo forse, in una sorta di filigrana dell’ascolto, udire un’invocazione d’aiuto da parte di questa creatura sofferente che sa appunto chi ha di fronte: il Santo di Dio

creatura che spera di essere liberata dalla sofferenza che l’opprime

A un uomo con uno spirito immondo che gli fa dire: “Che c’è fra noi e te, Gesù Nazareno?”.

Alla lettera andrebbe tradotto con: “Cosa a noi e a te Gesù Nazareno?”
È una tentazione rivolta a Gesù.
Le tentazioni, infatti, non erano finite nel deserto (Marco 1,13), 
lì Gesù era in compagnia degli animali selvatici e supportato dagli angeli.

Una tentazione anche qui che assume i tratti di una richiesta esplicita di spartizione: 
“Cosa a noi e a te Gesù Nazareno?”
(una spartizione di potere per il dominio sulle coscienze e sulle vite delle persone). 

Dentro la sinagoga: dentro il luogo di culto, all’adunanza dei credenti, l’assemblea di fede non è un aggregato, accidentale e occasionale, ma è com-unità dove la sofferenza può essere affrontata con le risposte appropriate.
Ai nostri giorni la fede saggia sa umilmente accompagnare, là dove si rende necessario, alla dimensione della psicoterapia, anche questo fa parte della pluralità di forze in campo per il nostro ben-essere fisico e psichico.

Fuori dalla sinagoga: lo spirito impuro dell’antisemitismo e della violenza non smette mai di minacciare presentandosi come tentazione.
Sì, tentazione di trovare persone e situazioni (gli ebrei o altri) su cui riversare responsabilità e colpe di tutto e di qualsiasi cosa. 
Tentazione tremenda e terribile, è accaduto, perciò purtroppo può accadere ancora.

Il veleno dell’antisemitismo fa troppo comodo al Potere che vuole farcelo ingurgitare facendoci credere che la risoluzione dei nostri problemi sia nella diffusione di questo veleno e le sue grida antisemite paiono non spegnersi mai.
L’antidoto a questo veleno dev’essere la forza liberante di una presa di coscienza che, senza se e senza ma, rifiuta le tragiche scorciatoie in cui ci fanno precipitare antisemitismi e razzismi.

Antisemitismi, razzismi, guerre, torture, tutte le violenze,  devono uscire, andare via, 

devono andare via dalle comunità religiose (tutte!) e dalla società (tutta!),

ossia non devono più avere spazio di propagazione.


DIDATTICA DELLE LETTURE A CORREDO

Deuteronomio 18,15-20                   Salmi 95,1-2.6-9                 I Corinzi 7,32-35 


Il passo tratto dal libro del Deuteronomio evidenzia la forza della parola profetica. Profezia verace, il che vuol dire parola che legge il presente sulla scorta della memoria dell’azione di Dio nella storia e che scruta nelle feritoie del presente il delinearsi di orizzonti futuri.

Parola veritiera cui prestare ascolto.


-Il salmista invita all’adorazione, anche qui l’autenticità è dimensione necessaria, imprescindibile, da ricercare strenuamente per adorare Dio.

Le tentazioni che, viceversa, invitano alla distorsione e ad adorare ciò che non è il Dio vivente contrastano continuamente il cammino della fede.

-L’apostolo Paolo nella I Corinzi invita gli uomini e le donne a dedicarsi a Dio senza distrazioni. 

L’insegnamento chiaro che riceviamo è di essere con-centrati su Dio. 

Possiamo notare che proprio per questo, non in alternativa!, il compito della cura nella quotidianità richiede cure e premure nelle relazioni che non distolgono, dalla consacrazione a Dio.

Che dire? Ancora una volta come insegnano i maestri della fede:

riceviamo l’Evangelo da coloro ai quali lo annunciamo!


Il segreto messianico di Gesù

 

IL SEGRETO MESSIANICO

«Segreto messianico» definizione che non si trova negli scritti biblici ma la si ritrova nella storia dell’interpretazione del racconto evangelico di Marco.
È stata coniata da William Wrede (das Messiasgeheimnis), 
è il titolo del suo studio considerato di fondamentale importanza sul Vangelo di Marco, nel 1901.

(Esiste una traduzione italiana: William Wrede, Il segreto messianico nei vangeli, traduttore V. Fusco, D’Auria editore, Napoli, 1996).

Si tratta di una tesi interpretativa per spiegare il motivo per cui, nel vangelo di Marco, Gesù impone ai demoni, ordina ai discepoli ed esorta alcuni malati da lui guariti, di non svelare anzitempo la sua identità messianica.

(Su questo si può vedere l’excursus: Il Segreto Messianico, in: Adela Yarbro Collins, Marco I, Edizione italiana a cura di Donatella Zoroddu, Paideia, Claudiana, Torino, 2018, 305-309).

Inoltre una dimensione di riservatezza dell’insegnamento di Gesù sulla didattica delle parabole ed una incomprensione di fondo degli apostoli intersecano e dilatano questa tematica.


                                                                                                          Maurizio Abbà

venerdì 19 gennaio 2024

Raggiunti dallo sguardo di Gesù

 

L’angolo della Preghiera

per non deporre la preghiera in un angolo


Essere presi dalle cose di tutti i giorni, non è per forza sbagliato.

Ma quando si è raggiunti dallo sguardo di Gesù

allora si è chiamati, 

una vocazione ci è rivolta, 

non la si chiede, 

la si riceve.

Questo è un segno della genuinità della chiamata, appunto.


Raggiunti dalla Buona Novella

la si offre

per porgere cure e premure.

Per riparare e ripararci,

trovando rifugio sotto le sue ali 

come detto, ancor meglio, in Salmi 91,4!

                                                       

                                                                         Maurizio Abbà


Chiamati a riparare (e lettera all'apostolo Paolo)

 

DOMENICA 21 GENNAIO 3a DOPO L'EPIFANIA

Versione biblica Nuova Riveduta

Evangelo di Gesù Cristo secondo Marco 1,14-20


14 Dopo che Giovanni fu messo in prigione, Gesù si recò in Galilea, predicando il vangelo di Dio e dicendo: 

15 «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; ravvedetevi e credete al vangelo».

16 Mentre passava lungo il mare di Galilea, egli vide Simone e Andrea, fratello di Simone, che gettavano la rete in mare, perché erano pescatori. 

17 Gesù disse loro: «Seguitemi, e io farò di voi dei pescatori di uomini». 

18 Essi, lasciate subito le reti, lo seguirono. 

19 Poi, andando un po' più oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni, suo fratello, che anch'essi in barca rassettavano le reti; 

20 e subito li chiamò; ed essi, lasciato Zebedeo loro padre nella barca con gli operai, se ne andarono dietro a lui.


la Lumière 

Sì è Gesù che ti cerca!


BRICIOLE DI FEDE

per una fede non in briciole


Chiamati a riparare 

(e lettera all'apostolo Paolo)


                                          Meditazione di Maurizio Abbà



Giovanni il Battista è stato messo in prigione (l’affermazione suona: è stato 'consegnato') poi sarà ucciso dal Potere. 

La figura di Giovanni è stata vista anche come apripista con un messaggio, in parte diverso, ma comunque anticipatore di quello di Gesù. 

Due personaggi molto diversi, 

purtroppo in comune hanno la fine tragica inflitta loro dal Potere.

Qui il Battista anticipa il cammino tragico di Gesù verso la morte 

per il volere velenoso non di Dio ma del Potere.

Questo brano rientra nel genere letterario del 'racconto di vocazione'. 

Anzi delle vocazioni!

Vocazione quadruplice! Sono, infatti, due coppie di fratelli ad essere chiamati. 


Gesù li vede, li sceglie, esorta loro senza indugi a seguirlo 

(è quella che Bonhoeffer chiamerà poi in suo scritto la Sequela). 


Gesù poi dice loro delle parole che paiono enigmatiche: 

«farò di voi dei pescatori di uomini», 

parole che suonano sgradevoli, come minimo sdrucciolevoli. 

Sono molti, infatti, purtroppo, 

quelli che vogliono adescare e plagiare per fini oscuri e maligni.

Di certo questa non era la volontà di Gesù, e allora?

La chiave per capire allora può essere tratta da un altro libro biblico, 

(è la Bibbia che interpreta la Bibbia!), Qohelèt (Ecclesiaste) 3,7: 

«c’è un tempo per cucire». 


In questo brano evangelico di Marco le reti sono riparate.

I discepoli chiamati erano pescatori che rassettavano,

altra traduzione possibile: 'riparanti' le loro reti.

Gesù li chiama invece ad un compito diverso: 

aver cura e premura delle persone.

 

Gesù chiama, attenzione, 

non dei religiosi di professione, 

non chiama neppure delle persone socialmente altolocate e potenti.

Gesù chiama nella nostra quotidianità semplice e indaffarata,

Gesù chiama ad Altro!

Gesù Cristo è il pesce di salvezza che possiamo pescare per la nostra salvezza,

anzi da cui noi possiamo essere da lui 'pescati'!


Nella simbologia del cristianesimo antico, com’è noto, 

ha un ruolo importante proprio il simbolo del pesce. 

In greco le lettere che formano la parola “pesce” scritte in maiuscolo (ΙΧΘΥΣ), 

formano un acronimo con le iniziali dell’espressione 

“Iēsous Christos Theou Yios Sōtēr“, 

il cui significato è: 

“Gesù Cristo, Figlio di Dio, Salvatore” 

(in greco antico: Ἰησοῦς Χριστός, Θεοῦ Υιός, Σωτήρ).



tratto da:
- Rosa Calzecchi Onesti, Leggo Marco e Imparo il Greco
Edizioni Piemme, Casale Monferrato, 1993, I Ristampa, gennaio 1994, 14.



- Nota è l'affermazione del teologo valdese Paolo Ricca 

che aiuta a distinguere il discepolo di Gesù verace:

"Cosa fa il discepolo? Crede, spera, ama"

(tratto da: AA.VV., E subito lo seguirono: i discepoli di Gesù, Biblia, 2007, 275).

- Mi piace ricordare e condividere la seguente frase tratta da una canzone:

"Ci vorrebbe un ago e non un’agonia 

per imparare 

la pazienza del sarto 

che cuce 

vestiti e ferite",

(canzone di Giorgia, e Rocco Papaleo, Tu sei una parte di me,

citazione dal testo di una della canzoni della colonna sonora 

del Film Scordato2023, brano musicale che ho citato anche nella meditazione 

per Radio Beckwith Evangelica www.rbe.it 

nella rubrica L'Ascolto che ci unisce in data: giovedì 18 Gennaio 2024).


«Venite e vedrete» sono le prime parole di Gesù ad Andrea 

e ad un altro discepolo di Giovanni 'il cugino di Gesù' nel IV Evangelo. 

Qui le prime parole di Gesù in Marco sono: 

«Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; ravvedetevi e credete al vangelo».

Gli studiosi segnalano, in parallelo, il gesto presente nei due dipinti che pare dire: 

“proprio io?”


Michelangelo Merisi da Caravaggio  Vocazione di San Matteo

(1599-1600)

olio su tela 322x340 cm  Chiesa di San Luigi dei Francesi – Roma



Michelangelo Merisi da Caravaggio (attribuito) Vocazione dei santi Pietro e Andrea

(ca. 1603-1606)

olio su tela 132x163 cm   Hampton Court, Royal Collection – Londra




Didattica delle letture bibliche a corredo

Giona 3,1-5.10                        Salmi 25                            I Corinzi 7,29-31                      


- La vicenda del profeta Giona - è una parabola: insegna nella sua ricchezza di contenuti che la misericordia di Dio è oltre le nostre aspettative (ed oltre... i nostri desideri!). 

C’è un tempo per la misericordia.

- Poter camminare nelle vie del Signore, come richiesto dal salmista

appunto questa è la misericordia che ci può essere concessa, gradita e ricercata.


- L’apostolo Paolo indica che il tempo stringe e bisogna avere un ritmo di vita e di fede profondamente diverso, dando rilievo a ciò che conta davvero, tutto giusto, 

però tenendo conto che: 

Caro apostolo Paolo, 

la cura e la premura per la moglie 

rientrano precisamente nel tempo di quello che è davvero importante!


mercoledì 17 gennaio 2024

Il cammino dell'uomo nella spiritualità chassidica


Rabbi Bär di Radoschitz supplicò un giorno il suo maestro, 

il Veggente di Lublino: 

"Indicatemi un cammino universale al servizio di Dio!". 

E lo zaddik rispose: 

"Non si tratta di dire all'uomo quale cammino deve percorrere: 

perché c'è una via in cui si segue Dio 

con lo studio e un'altra con la preghiera, 

una con il digiuno e un'altra mangiando. 

E compito di ogni uomo conoscere bene verso

quale cammino lo attrae il proprio cuore 

e poi scegliere quello con tutte le forze".

                                                                                                      Martin Buber


- Martin Buber, Il cammino dell'uomo. Secondo l'insegnamento chassidico

Edizioni Qiqajon Comunità di Bose, Magnano (BI), 1990, 25.


Veggente: Soprannome dato a Rabbi Giacobbe Isacco di Lublino.

zaddik: Lett. "giusto", nome dato alle guide delle comunità chassidiche.





lunedì 15 gennaio 2024

Luminosa speranza di giustizia

 

Quando i nostri giorni diventano tetri,

e nuvole nere di disperazione incombono su di noi,

quando le nostre notti sono più buie di mille mezzanotti,

ricordiamoci che esiste una grande forza creatrice in questo universo,

che lavora per abbattere la gigantesca montagna del male,

una forza che è in grado di crearci una via d'uscita 

là dove non sembrava esserci 

e di trasformare il passato più buio in un domani luminoso. 

Consideriamo che il cammino morale dell'universo è lungo, 

ma tende verso la giustizia.

                                                                                Martin Luther King

                                                           

venerdì 12 gennaio 2024

Le prime parole di Gesù

 


DOMENICA 14 GENNAIO - 2a DOPO L'EPIFANIA


Versione biblica Nuova Riveduta

Evangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 1,35-42

35 Il giorno seguente, Giovanni era di nuovo là con due dei suoi discepoli; 36 e fissando lo sguardo su Gesù, che passava, disse: «Ecco l'Agnello di Dio!» 37 I suoi due discepoli, avendolo udito parlare, seguirono Gesù. 38 Gesù, voltatosi, e osservando che lo seguivano, domandò loro: «Che cercate?» Ed essi gli dissero: «Rabbì (che, tradotto, vuol dire Maestro), dove abiti?» 39 Egli rispose loro: «Venite e vedrete». Essi dunque andarono, videro dove abitava e stettero con lui quel giorno. Era circa la decima ora.

40 Andrea, fratello di Simon Pietro, era uno dei due che avevano udito Giovanni e avevano seguito Gesù. 41 Egli per primo trovò suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» (che, tradotto, vuol dire Cristo); 42 e lo condusse da Gesù. Gesù lo guardò e disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; tu sarai chiamato Cefa» (che si traduce «Pietro»).


la Lumière 

Quando passa Gesù

A casa dell'Agnello Gesù

Tu sei  Tu sarai



                                    Matthias Grünewald, La Crocifissione -particolare-

(1512-1516) 

olio su tavola  269x307 cm   Musée d’Unterlinden - Colmar



BRICIOLE DI FEDE

per una fede non in briciole

Le prime parole di Gesù

                                              Meditazione di Maurizio Abbà


Gesù è il Maestro,

seguirlo vuol dire essere sulla strada maestra, 

attenzione non è una strada tutta scorrevole,

è più simile ad un sentiero, a qualcosa che somiglia ad un acciottolato, 

i piedi possono ferirsi ma nonostante tutto procedono;


fissando lo sguardo su Gesù

con-centrarsi su Gesù, è un percorso individuale ma non individualistico;


che passava Gesù ti passa accanto, ti cerca, bisogna saperlo ac-cogliere.

Venite e vedrete

ma Venite dove? E vedrete cosa?

Venite l'invito è a vivere e a cogliere l'attimo di tempo non banale,

è il kairós termine greco che indica il tempo, 

non il tempo nel suo scorrere sempre ripetitivo ed uguale, 

ma è quel momento propizio decisivo da cogliere per afferrare l'attimo fuggente

per non farsi sfuggire l'esistenza.


La decima ora era secondo il computo romano dell’epoca

intorno alle ore 4 del pomeriggio. 


Il giorno dell'incontro è stato ipotizzato (dal biblista Gianfranco Nolli),

poteva essere un venerdì,

il dialogo si sarà svolto fino al crepuscolo della sera, 

è l'inizio del Sabato,

i due non poterono tornare a casa, 

in quanto forse distava più del tragitto consentito 

da percorrere appunto nel giorno di Sabato.


Che cercate? Queste sono le prime parole di Gesù nel IV Evangelo, 

ed è come se le rivolgesse proprio a noi: Che cercate? 

E noi rispondiamo: Rabbì dove abiti? 

La sua dimora è nelle strade che percorriamo nella quotidianità.


Gesù è l'Agnello.

L'Agnello innocente, l'Agnello di Dio ossia l'agnello innocentissimo.


I discepoli hanno dei nomi anche in divenire, 

sono individui, sono persone, non entità astratte,

faranno o cercheranno di fare Com-Unità.

Le com-unità non sono aggregati d'individui, 

una comunità di discepoli non è un club.

- Cos'è allora una Comunità?


Gesù lo guardò  I suoi discepoli sono chiamati da Gesù nel Suo sguardo,

la sua com-unità ha perciò il mandato 

di essere proiettata nel presente e radicata nel futuro,

senza nostalgie, con energia esistenziale,

lungimirante sull'oggi e con memoria di futuro: Tu sei... Tu sarai...


Per Cristo   per la sua Comunità, per l'altro che incontri per la Via della vita.

Con Cristo  non da soli, non siamo soli.

In Cristo     non in un altro nome che ci lascerebbe questo sì da soli, 
                     non in un altro nome che ci lascerebbe sedotti ed abbandonati.



Fino ad ora l'abitazione di Cristo laica e non religiosa 

(ma non antireligiosa), 

senza recinti e senza mura, l'abbiamo potuta vederla e viverla 

soltanto a piccoli sprazzi, per pochi momenti,

è ancora tutta da 'costruire' all'aria aperta!

Sappiamo cosa cercare! Coraggio! 



giovedì 11 gennaio 2024

Pensieri e propositi

 

Ispìra nella tua paterna bontà, o Signore,

i pensieri e i propositi del tuo popolo in preghiera,

perché veda ciò che deve fare

e abbia la forza di compiere ciò che ha veduto.

Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,

e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,

per tutti i secoli dei secoli.


                                            Preghiera di Colletta dalla Liturgia Cattolica

sabato 6 gennaio 2024

La Predicazione Evangelica ti mette le Ali

 

DOMENICA 7 GENNAIO – 1a DOPO L’EPIFANIA

Versione Biblica Nuova Riveduta

Evangelo di Gesù Cristo secondo Marco 1,7-11

(passi paralleli: Mt 3:13-17; Lc 3:21-22; Gv 1:31-34)

7 E predicava, dicendo: «Dopo di me viene colui che è più forte di me; 

al quale io non sono degno di chinarmi a sciogliere il legaccio dei calzari. 

8 Io vi ho battezzati con acqua, ma lui vi battezzerà con lo Spirito Santo».

9 In quei giorni Gesù venne da Nazaret di Galilea e fu battezzato da Giovanni nel Giordano. 

10 A un tratto, come egli usciva dall'acqua, vide aprirsi i cieli e lo Spirito scendere su di lui come una colomba. 

11 Una voce venne dai cieli: «Tu sei il mio diletto Figlio; in te mi sono compiaciuto».


la Lumière

L'oro di Gesù


BRICIOLE DI FEDE

per una fede non in briciole

La Predicazione Evangelica ti mette le Ali

                            Meditazione di Maurizio Abbà


L'oro era uno dei doni che i Magi hanno offerto a Gesù.
Anni dopo ecco l'oro che sarà Gesù stesso ad offrire: 
dal suo Battesimo alla forza teneramente potente della sua 
Predicazione Evangelica 
(ossia della Buona Notizia dell'Evangelo della Liberazione Lc 4,18).

Giovanni detto il Battista (però non così menzionato nel IV Evangelico canonico), 
non è una figura accessoria, 
infatti aveva il suo rilievo che merita e gli studi a noi contemporanei
lo stanno confermando ed evidenziando.
Giovanni non lo si può liquidare come figura ora pittoresca, ora suggestiva, ora ai margini,
in quanto la sua importanza non può essere appunto sminuita.

La sua importanza sta nell'energia della sua predicazione 
che ora schiude appena, ora spalanca ampiamente orizzonti 
di senso dal sapore profetico.
Caratteristica importante e decisiva da rilevare è che il suo annuncio risuona, 
non rinchiuso tra pareti religiose, bensì all'aria aperta.

Giovanni il Battista battezza Gesù nel fiume Giordano,

cos'è il Battesimo? 
- noi oggi sulle tracce di Karl Barth possiamo dire il Battesimo è una preghiera.
Preghiera che sgorga ispirata dallo Spirito Santo, «che è il SIGNORE e dà la vita», 
così come affermato dalla Confessione di Fede espressa nel
Credo Niceno-Costantinopolitano.

'Stretto' è il legaccio tra Predicazione e Spirito Santo.
Martin Lutero affermò: «Lo Spirito Santo sa solo predicare Gesù Cristo; 
non sa fare null'altro, il povero Spirito Santo».

Predicazione e Spirito Santo possono essere i calzari che se ci crediamo diventano Ali leggere, invisibili, perché ricordiamolo ancora con Claus Westermann
«Gli Angeli di Dio non hanno bisogno di Ali», 
se le abbiamo già interiorizzate profondamente nell'anima;

aprirsi i cieli è la comunicazione di Dio con l'umanità ed il creato tutto;

come una colomba, la volontà di Dio è con le Ali, non è statica, non è rigida, non è ferma,

si muove verso nuovi orizzonti, le Ali, è evidente, sono fatte per poter volare.

E quali sono le nostre Ali? 
- Sono il poter dispiegare artisticamente fantasia ed immaginazione.

L'identità di Gesù con Dio, 
è il 'dito' di Dio che s'identifica in Gesù di Nazaret nel suo fare e nel suo dire.

  

venerdì 5 gennaio 2024

I significati della festa dell'Epifania

 



SABATO 6 GENNAIO - EPIFANIA


Evangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 2,1-12

1 Gesù era nato in Betlemme di Giudea, all'epoca del re Erode. Dei magi d'Oriente arrivarono a Gerusalemme, dicendo: 2 «Dov'è il re dei Giudei che è nato? Poiché noi abbiamo visto la sua stella in Oriente e siamo venuti per adorarlo».
3 Udito questo, il re Erode fu turbato, e tutta Gerusalemme con lui. 4 Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, s'informò da loro dove il Cristo doveva nascere. 5 Essi gli dissero: «In Betlemme di Giudea; poiché così è stato scritto per mezzo del profeta:
6 "E tu, Betlemme, terra di Giuda,
non sei affatto la minima fra le città principali di Giuda;
perché da te uscirà un principe, che pascerà il mio popolo Israele"».
7 Allora Erode, chiamati di nascosto i magi, s'informò esattamente da loro del tempo in cui la stella era apparsa; 8 e, mandandoli a Betlemme, disse loro: «Andate e chiedete informazioni precise sul bambino e, quando l'avrete trovato, fatemelo sapere, affinché anch'io vada ad adorarlo».
9 Essi dunque, udito il re, partirono; e la stella, che avevano vista in Oriente, andava davanti a loro finché, giunta al luogo dov'era il bambino, vi si fermò sopra. 10 Quando videro la stella, si rallegrarono di grandissima gioia. 11 Entrati nella casa, videro il bambino con Maria, sua madre; prostratisi, lo adorarono; e, aperti i loro tesori, gli offrirono dei doni: oro, incenso e mirra. 12 Poi, avvertiti in sogno di non ripassare da Erode, tornarono al loro paese per un'altra via.


la Lumière

Preghiera
Accoglienza
Trasformazione


BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole


I significati della festa dell'Epifania 
                            
                                      Meditazione di Maurizio Abbà


Epifania com'è noto, vuol dire: "manifestazione (della divinità)",
il termine deriva dal greco antico.
Per i cristiani è la manifestazione di Cristo al mondo e nel mondo.
La storia della liturgia cristiana ci racconta 
che, originariamente, era una festa dai molteplici significati,
per commemorare infatti:
il battesimo di Gesù (Mc 1,9), 
e la trasformazione dell'acqua in vino a Cana (Gv 2,1-11);
successivamente si aggiunse la memoria della visita dei Magi (Mt 2,1-12).

Il battesimo di Gesù nel fiume Giordano: il Battesimo è una preghiera verace, 
è il sì di Dio che ci rimbalza addosso,
inaspettato e gradito, che precede il nostro sì, 
una reciproca accoglienza, che ha molto da insegnare per la vita di tutti i giorni.

La trasformazione: le cose ordinarie diventano straordinarie.
Non si tratta di ambire a chissà cosa, ma di cogliere quanto c'è accanto a noi. 
Non bisogna andare lontano.
Allora il solito ritmo della quotidianità può fiorire in scampoli di eternità.

La visita dei Magi, che seguono una stella per orientarsi:
una stella che non è divina ma è per il loro ed il nostro cammino. 
Per il nostro fare, dire, pensare.

Questa è la strada, la prima via.

Poi c'è un'altra via:
Poi, avvertiti in sogno di non ripassare da Erode, 
tornarono al loro paese per un'altra via. "


Erode: la figura tragica di un re abbarbicato al potere, 
potere che ha paura di perdere forza e consenso (forzato!), 
persino un bambino gli fa paura. 
Come viveva male Erode, ma così faceva morire purtroppo anche altri.
 
Il Signore Gesù Cristo invece, fin da bambino, era già un'altra figura di re. 
 
Gesù Cristo: l'unico monarca che si possa desiderare di adorare.

Si percorre una strada, si torna da un'altra via, certo diversa ma si è sempre a casa.

L'orientamento non ci lascia, non siamo smarriti, nonostante tutto.

L'Evangelo è la bussola per attraversare la vita.

Questa è luminosa manifestazione, questa è Epifania.

Betlemme  in ebraico letteralmente: 'casa del pane', 
dove l'Evangelo della Liberazione è diventato pane da spezzare senza esclusioni.


__________________________________________________
I Magi erano dei dotti sapienti provenienti dall'Oriente. 
In Occidente, ai nostri tempi, di solito si va verso Oriente, 
qui come altri hanno notato, i magi provengono invece ancora più da Oriente.
Non erano dei re (non lo erano neppure per i Vangeli detti apocrifi),
i "re magi" è una tradizione sì antica 
risalente a Tertulliano (vissuto tra il 155-230 circa), 
ma, appunto, non è biblica. 

Probabilmente non erano in numero di tre.
Tre, questi sì, sono invece i doni che, com'è noto, i magi offrirono: 
incenso, mirra, oro.
______________________________________________________