mercoledì 31 gennaio 2024

Preghiera struggente

 Il Tallet


Il molto lodato Rabbi Jaakob così raccontò ai suoi allievi una notte del mese di Nissan 

(era una notte col cielo carico di stelle. 

E la luce delle stelle illuminava il cuore di Rabbi Jaakob).


«Voglio raccontarvi – disse – una cosa che per secoli 

è rimasta nascosta alla mente degli uomini. 

Voi sapete – proseguì – che ogni ebreo, dopo la sua preghiera rivolta a Dio, 

alle prime luci dell’alba, ripiega il suo tallet  e lo ripone nella custodia.

«Voi pensate che il tallet rimanga là, fino all’alba successiva, ma non è così.

«Nel pieno della notte, quattro Angeli sono inviati da Dio, verso i quattro angoli della terra».


«Cosa vengono a fare?» timidamente chiesero gli allievi.


«I quattro Angeli vengono a prendere tutti i talledot che si trovano sulla terra, li riuniscono, 

formando un solo, ampio, gigantesco tallet e lo consegnano al Santo dei Santi».


«E che fa il Santo dei Santi di questo ampio gigantesco tallet?».

Rispose il Rabbi:

«Con esso, il Santo dei Santi, si ammanta e prega».


«E cosa dice nella sua preghiera il Santo dei Santi?».


«Ecco cosa dice: Ringrazio te, uomo della Terra, per le sofferenze che di continuo sopporti, 

e per l’opera che quotidianamente compi.

«Poi soggiunge: Aiutami, uomo, a scendere presto sulla Terra».



tratto da:

- Aldo SONNINO, Racconti chassidici dei nostri tempi. La funzione eterna della parabola

Prefazione di Gianfranco Tedeschi, La Giuntina, Firenze, 1978, 1995, pp. 15.137. 


Tallet: mantello o scialle dell'ebreo in preghiera.

 Mantello a cui, dai quattro angoli, pendono frange a nodi 

simboleggianti il nome di Dio.