venerdì 12 gennaio 2024

Le prime parole di Gesù

 


DOMENICA 14 GENNAIO - 2a DOPO L'EPIFANIA


Versione biblica Nuova Riveduta

Evangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 1,35-42

35 Il giorno seguente, Giovanni era di nuovo là con due dei suoi discepoli; 36 e fissando lo sguardo su Gesù, che passava, disse: «Ecco l'Agnello di Dio!» 37 I suoi due discepoli, avendolo udito parlare, seguirono Gesù. 38 Gesù, voltatosi, e osservando che lo seguivano, domandò loro: «Che cercate?» Ed essi gli dissero: «Rabbì (che, tradotto, vuol dire Maestro), dove abiti?» 39 Egli rispose loro: «Venite e vedrete». Essi dunque andarono, videro dove abitava e stettero con lui quel giorno. Era circa la decima ora.

40 Andrea, fratello di Simon Pietro, era uno dei due che avevano udito Giovanni e avevano seguito Gesù. 41 Egli per primo trovò suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» (che, tradotto, vuol dire Cristo); 42 e lo condusse da Gesù. Gesù lo guardò e disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; tu sarai chiamato Cefa» (che si traduce «Pietro»).


la Lumière 

Quando passa Gesù

A casa dell'Agnello Gesù

Tu sei  Tu sarai



                                    Matthias Grünewald, La Crocifissione -particolare-

(1512-1516) 

olio su tavola  269x307 cm   Musée d’Unterlinden - Colmar



BRICIOLE DI FEDE

per una fede non in briciole

Le prime parole di Gesù

                                              Meditazione di Maurizio Abbà


Gesù è il Maestro,

seguirlo vuol dire essere sulla strada maestra, 

attenzione non è una strada tutta scorrevole,

è più simile ad un sentiero, a qualcosa che somiglia ad un acciottolato, 

i piedi possono ferirsi ma nonostante tutto procedono;


fissando lo sguardo su Gesù

con-centrarsi su Gesù, è un percorso individuale ma non individualistico;


che passava Gesù ti passa accanto, ti cerca, bisogna saperlo ac-cogliere.

Venite e vedrete

ma Venite dove? E vedrete cosa?

Venite l'invito è a vivere e a cogliere l'attimo di tempo non banale,

è il kairós termine greco che indica il tempo, 

non il tempo nel suo scorrere sempre ripetitivo ed uguale, 

ma è quel momento propizio decisivo da cogliere per afferrare l'attimo fuggente

per non farsi sfuggire l'esistenza.


La decima ora era secondo il computo romano dell’epoca

intorno alle ore 4 del pomeriggio. 


Il giorno dell'incontro è stato ipotizzato (dal biblista Gianfranco Nolli),

poteva essere un venerdì,

il dialogo si sarà svolto fino al crepuscolo della sera, 

è l'inizio del Sabato,

i due non poterono tornare a casa, 

in quanto forse distava più del tragitto consentito 

da percorrere appunto nel giorno di Sabato.


Che cercate? Queste sono le prime parole di Gesù nel IV Evangelo, 

ed è come se le rivolgesse proprio a noi: Che cercate? 

E noi rispondiamo: Rabbì dove abiti? 

La sua dimora è nelle strade che percorriamo nella quotidianità.


Gesù è l'Agnello.

L'Agnello innocente, l'Agnello di Dio ossia l'agnello innocentissimo.


I discepoli hanno dei nomi anche in divenire, 

sono individui, sono persone, non entità astratte,

faranno o cercheranno di fare Com-Unità.

Le com-unità non sono aggregati d'individui, 

una comunità di discepoli non è un club.

- Cos'è allora una Comunità?


Gesù lo guardò  I suoi discepoli sono chiamati da Gesù nel Suo sguardo,

la sua com-unità ha perciò il mandato 

di essere proiettata nel presente e radicata nel futuro,

senza nostalgie, con energia esistenziale,

lungimirante sull'oggi e con memoria di futuro: Tu sei... Tu sarai...


Per Cristo   per la sua Comunità, per l'altro che incontri per la Via della vita.

Con Cristo  non da soli, non siamo soli.

In Cristo     non in un altro nome che ci lascerebbe questo sì da soli, 
                     non in un altro nome che ci lascerebbe sedotti ed abbandonati.



Fino ad ora l'abitazione di Cristo laica e non religiosa 

(ma non antireligiosa), 

senza recinti e senza mura, l'abbiamo potuta vederla e viverla 

soltanto a piccoli sprazzi, per pochi momenti,

è ancora tutta da 'costruire' all'aria aperta!

Sappiamo cosa cercare! Coraggio!