venerdì 30 marzo 2018

la Lumière - Venerdì Santo 30 marzo 2018

Venerdì 30 marzo 2018
 Venerdì Santo
 
 EBREI 9,15.26-28.
13,8
traduzione Versione Nuova Riveduta

15 Per questo egli è mediatore di un nuovo patto. La sua morte è avvenuta per redimere dalle trasgressioni commesse sotto il primo patto, affinché i chiamati ricevano l'eterna eredità promessa.

26 In questo caso, egli avrebbe dovuto soffrire più volte dalla creazione del mondo; ma ora, una volta sola, alla fine dei secoli, è stato manifestato per annullare il peccato con il suo sacrificio. 27 Come è stabilito che gli uomini muoiano una volta sola, dopo di che viene il giudizio, 28 così anche Cristo,
dopo essere stato offerto una volta sola per portare i peccati di molti, apparirà una seconda volta, senza peccato, a coloro che lo aspettano per la loro salvezza.


13,8 Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e in eterno.


BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole 

Una fede povera
non è una povera fede

Maurizio Abbà

La Lettera agli Ebrei (di autore sconosciuto) è adopera di uno scrittore di livello come capacità letteraria. 
Lo scritto è una composizione (quasi) omiletica.
Il testo sopracitato è un concentrato di parole dense e intense con alti e pieni significati.

Per una fede povera: è una fede fragile, disarmata, ma che sa concentrarsi su ciò che orienta nella ricerca di ciò che richiede il massimo impegno e grande attenzione, quindi non è una povera fede

Una povera fede: ossia una fede trionfalistica ma che non dura. Una fede priva di contenuti solidi. Manchevole di certezze dottrinali e senza fantasia liberatrice.



Theologica
Ernst Käsemann

“ « Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi ed in eterno ». Queste parole della Lettera agli Ebrei riferiscono all’uomo di Nazaret una formula che, in origine, era intesa ad esprimere l’onnipresenza dell’Iddio eterno. Mentre riassume l’intero messaggio del Nuovo Testamento, questa formula pone la domanda decisiva di fronte a tale messaggio: posto che l’uomo di Nazaret è il Crocifisso, come è possibile conciliare la presenza di Dio con la croce di Gesù? 
Cosa ci permette di affermare che il Crocifisso —  proprio lui — è onnipotente e quindi divino? 
Questa domanda è la segreta inquietudine di ogni fede; deve essere continuamente riproposta sia nella predicazione che nella vita del credente, e deve trovare in entrambe una risposta. 
La nostra teologia sta o cade di fronte ad essa: tutto il resto è preludio o corollario. » “


tratto da: - Ernst Käsemann, La presenza di Cristo: la croce, in Ernst Käsemann - Hans Georg Geyer – Eduard Schweizer, Cristo fra noi Relazioni del XIII Kirchentag delle chiese evangeliche tedesche (Hannover 1967), La croce La risurrezione La chiesa Traduzione di Emmanuele Paschetto e Carlo Papini, (Piccola collana moderna – 18), Editrice Claudiana, Torino, 1970, 5.


L'angolo della Preghiera 
per non mettere la preghiera in un angolo

La Preghiera di Roberto Laurita
Ora veramente tutto è compiuto.
Tu hai donato tutto quello che avevi:
ogni tua energia, ogni tua forza
per sanare e per liberare,
per strappare al peccato,
alla malattia, all'umiliazione,
per far ritrovare la dignità di figli di Dio.


Non hai lasciato nulla di intentato:
parole colme di speranza
destinate ai poveri e agli oppressi,
parole tenere di affetto 
per chi si sentiva dimenticato,
scartato, messo da parte;
parole piene di Dio e della sua luce
per tutti gli smarriti, i disorientati.

I tuoi gesti hanno rivelato 
la bontà straordinaria del tuo corpo:
hai toccato i lebbrosi per sanarli,
hai rialzato i paralitici, 
hai richiamato in vita
coloro che erano nell'ombra della morte.

Altro non ti restava da fare
che consegnare interamente te stesso:
la tua limpida innocenza
e il tuo amore fedele a Dio
sottoposti a giudizio e condannati
il tuo corpo, strumento di amore,
colpito e flagellato,
inchiodato al legno della croce,
ferito e insultato.

Ora consegni lo spirito del Padre:
è lui che ti ha inviato nel mondo
è lui la sorgente di un amore che non si ferma
neanche davanti alla morte.

tratto da:
- Servizio della Parola strumento di lavoro per la comunicazione di fede nelle assemblee
n. 495 anno L
FEBBRAIO/MARZO 2018, editrice Queriniana, 225.




domenica 25 marzo 2018

la Lumière - Domenica 25 marzo 2018 -


Domenica 25 marzo 2018
DOMENICA delle PALME
 
 Evangelo di Gesù Cristo secondo Marco 14,3-9
traduzione Versione Nuova Riveduta
 3 Gesù era a Betania, in casa di Simone il lebbroso; mentre egli era a tavola entrò una donna che aveva un vaso di alabastro pieno d'olio profumato, di nardo puro, di gran valore; rotto l'alabastro, gli versò l'olio sul capo. 4 Alcuni, indignatisi, dicevano tra di loro: «Perché si è fatto questo spreco d'olio? 5 Si poteva vendere quest'olio per più di trecento denari, e darli ai poveri». Ed erano irritati contro di lei. 6 Ma Gesù disse: «Lasciatela stare! Perché le date noia? Ha fatto un'azione buona verso di me. 7 Poiché i poveri li avete sempre con voi; quando volete, potete far loro del bene; ma me non mi avete per sempre. 8 Lei ha fatto ciò che poteva; ha anticipato l'unzione del mio corpo per la sepoltura. 9 In verità vi dico che in tutto il mondo, dovunque sarà predicato il vangelo, anche quello che costei ha fatto sarà raccontato, in memoria di lei».


BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole 

Memoria di Futuro

Maurizio Abbà


 Il gesto della donna - senza nome - (non è riportato) non è uno spreco.
L'amore vero è così.
L'amore autentico non entra nella logica del conteggio delle azioni da farsi.
L'amore si realizza amando.
Purtroppo questo a volte dà fastidio. 
Ma l'amore resta.

Gesù lo ha promesso: 
il gesto affettuoso e tenero di questa donna,
questo suo amore sarà raccontato in memoria di lei.


sabato 17 marzo 2018

la Lumière - Domenica 18 marzo 2018

Domenica 18 marzo 2018
- 5a DEL TEMPO DI PASSIONE - JUDICA

  Fammi giustizia, o Dio - Salmi 43,1
 
 Evangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 12,20-33
traduzione Versione Nuova Riveduta
 
20 Or tra quelli che salivano alla festa per adorare c'erano alcuni Greci. 21 Questi dunque, avvicinatisi a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, gli fecero questa richiesta: «Signore, vorremmo vedere Gesù». 22 Filippo andò a dirlo ad Andrea; e Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù.

23 Gesù rispose loro, dicendo: «L'ora è venuta, che il Figlio dell'uomo dev'essere glorificato. 24 In verità, in verità vi dico che se il granello di frumento caduto in terra non muore, rimane solo; ma se muore, produce molto frutto. 25 Chi ama la sua vita, la perde, e chi odia la sua vita in questo mondo, la conserverà in vita eterna. 26 Se uno mi serve, mi segua; e là dove sono io, sarà anche il mio servitore; se uno mi serve, il Padre l'onorerà. 27 Ora, l'animo mio è turbato; e che dirò? Padre, salvami da quest'ora? Ma è per questo che sono venuto incontro a quest'ora. 28 Padre, glorifica il tuo nome!»
Allora venne una voce dal cielo: «L'ho glorificato, e lo glorificherò di nuovo!»
29 Perciò la folla che era presente e aveva udito, diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: «Gli ha parlato un angelo».
30 Gesù disse: «Questa voce non è venuta per me, ma per voi. 31 Ora avviene il giudizio di questo mondo; ora sarà cacciato fuori il principe di questo mondo; 32 e io, quando sarò innalzato dalla terra, attirerò tutti a me». 33 Così diceva per indicare di qual morte doveva morire.


BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole 

Un granello di fede

Maurizio Abbà

Nelle due letture, proposte da uno dei lezionari utilizzabili per la Liturgia di questa Domenica, letture che sono a corredo del testo del Sermone (nulla vieta che possano diventare esse stesse il testo di predicazione, è ovvio!) sono proposti questi passi biblici:
Geremia 31,31-34  il patto, unilaterale, di amore di Dio per il suo popolo.
Ebrei 5,7-9              Gesù Cristo autore di salvezza eterna.

- Nel primo testo, quello del profeta biblico Geremia, al v. 33b che ci ricorda che Dio afferma:
"io metterò la mia legge nell'intimo loro, la scriverò sul loro cuore, 
e io sarò loro Dio, ed essi saranno mio popolo", è una vera lettera d'amore!


ecco la fede viva, vitale, operosa,
non la religione pietrificata che utilizza versetti dei testi religiosi da scagliare contro gli altri.

- Nel secondo testo, quello tratto della Lettera agli Ebrei, di autore ignoto ma va bene lo stesso, l'importante è poterci soffermare nel cammino di fede. Non sappiamo l'autore della lettera ma la lettera, il che è molto più importante, ci dice chi è l'autore della salvezza eterna: Gesù Cristo, il Figlio di Dio.

Un testo scritto nel cuore, un cuore che può tornare a palpitare per una fede gioiosa, per tornare ad innamorarsi, per colorare la vita.

"vorremmo vedere Gesù", si anche noi, è una bella richiesta, saper chiedere cose belle è cosa buona e giusta.
Vedere Gesù essere accompagnati da lui oltre ogni turbamento, superare l'ansia, ricevere la certezza non di avere la fede ma di essere nella fede come i grandi maestri di spiritualità insegnano.
L'immagine concreta del granello che...
granello che sembra perdersi, scomparire, invece... porge vita, innamoramento, fede,

ma bisogna crederci con energica tenerezza.
Ma attenzione: non è una scommessa 
(le scommesse non sono una bella cosa, attenzione a non caderci nelle scommesse del gioco d'azzardo...),
invece il granello è una certezza di fede, certezza di vita fruttuosa, di frutti da porgere e da ricevere.
Ancora una volta è da ribadire: sarà decisivo sia il saper porgere sia il saper ricevere.
Questo lo dobbiamo imparare è un'Arte d'Amare.

L'amore non è Dio ma Dio è amore  I Lettera di Giovanni 4,8b.

Dove c'è Dio 
 lì c'è carità e amore









domenica 11 marzo 2018

la Lumière - Domenica 11 marzo 2018 - Giovanni 3,14-21

Domenica 11 marzo 2018
- 4a DEL TEMPO DI PASSIONE - LAETARE
Gioite con Gerusalemme - Isaia 66,10
 
 Evangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 3,14-21
traduzione Versione Nuova Riveduta
 
14 «E, come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che il Figlio dell'uomo sia innalzato, 15 affinché chiunque crede in lui abbia vita eterna. 16 Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna. 17 Infatti Dio non ha mandato suo Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. 18 Chi crede in lui non è giudicato; chi non crede è già giudicato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio. 19 Il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo e gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perché le loro opere erano malvagie. 20 Perché chiunque fa cose malvagie odia la luce e non viene alla luce, affinché le sue opere non siano scoperte; 21 ma chi mette in pratica la verità viene alla luce, affinché le sue opere siano manifestate, perché sono fatte in Dio».

BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole 

verità luminosa

Maurizio Abbà 

Riuscire a fare la verità nella luce

facendo opere buone in quanto opere in Dio.

Riuscire a farle senza aggrovigliarci in relazioni velenose,
attraversando i deserti della solitudine e delle folle anonime, uscendo da situazioni oscure, 
riuscendo a porgere luce là dove siamo.

Ecco che Vita Eterna allora è qualcosa che ci riguarda adesso ,
ci riguarda già adesso, è infatti una qualità diversa per vivere pienamente la vita 
e costruirla con fede operosa.
Una qualità vitale e non solo una quantità di giorni accumulati.
Rendere i giorni più belli con l'attenzione premurosa e gentile alle piccole grandi cose.
Non è banalità, è
una verità luminosa
 



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serpente un simbolo considerato in maniera ambivalente nella storia delle religioni e nella storia delle culture  ostile e velenoso mentre alcune divinità in alcune religioni erano raffigurate come serpenti.
Al dio sumero Ningishzida è attribuita la raffigurazione di serpenti attorcigliati attorno ad un bastone.
Siamo oltre i mille anni prima del bastone di Mosè, il caduceo di Ermes, il bastone di Asclepio.

Le loro  note caratteristiche:
- Caduceo di Hermes: Simbolo di sapienza e d'immortalità, era associato al dio greco Hermes / Mercurio per i romani. Trattasi di un bastone alato con due serpenti aggrovigliati a spirale che salgono verso l'alto, in cui il bastone del dio è di equilibrio tra gli opposti. 
Farmaco, etimologicamente è: 'medicamento' il termine significa però anche, all'opposto, 'veleno', occorre dunque il giusto dosaggio per un sapiente equilibrio così che possa esercitare la sua funzione medicamentosa e non in dose eccessiva risultare invece di gravissimo danno.
La sua simbologia è attestata anche in diversi stemmi dell'araldica.


- Bastone di Asclepio: un serpente avvolto ad una verga: nell'antichità simbolo greco che richiamava la medicina, infatti, Asclepio era il dio della salute nel pantheon greco. 
Il suo nome latinizzato era Esculapio, ad istruirlo nella scienza medica fu il centauro Chirone (centauro: figura mitologica per metà uomo e per metà cavallo). 
Il bastone di Asclepio è simbolo delle arti mediche e terapeutiche. 
Un simbolo in cui un semplice bastone è associato ad un serpente il cui cambiamento della pelle definita 'la muta' è utilizzata a simboleggiare una sorta di rinascita con vitalità e fertilità.
- Nel Medioevo i medici  portavano una canna a simbolo della loro attività professionale  - .
- Nell'età contemporanea il bastone di Asclepio lo si ritrova nel logo dell'Organizzazione Mondiale della Sanità un'agenzia speciale dell'ONU per la salute; il logo lo ritroviamo inoltre come simbolo internazionale di soccorso (detto: Simbolo della Vita o Star of Life); lo si ritrova altresì come simbolo internazionale sui mezzi di soccorso medico (riportato all'interno di una croce azzurra a sei braccia); è simbolo dell'AMA: American Medical Association (Associazione Medica Americana).
In Italia è simbolo dell'ordine dei farmacisti.
Il bastone di Asclepio e il Caduceo di Ermes sono utilizzati dalle associazioni dei farmacisti e dei medici.
(In alcune farmacie si trova la croce verde: è la croce di Ippocrate, considerato fondatore della medicina, sul cui giuramento o per la precisione: ad egli attribuito,  i medici, i chirurghi e gli odontoiatri prestano a loro volta giuramento ancora al giorno d'oggi seppure in una versione variata e modernizzata).


- Bastone di Mosè:
lo troviamo citato la prima volta nel libro biblico Esodo 4,2 bastone con cui farà segni prodigiosi, i primi riferimenti biblici: Esodo 4,17; 7,9; è menzionato anche il bastone del fratello Aaronne: Esodo 7,10.12 ve ne sono diversi altri.

- Neustan (traduzione Diodati: Nehustan) successivamente il serpente di rame era ormai solo e soltanto un 'pezzo di rame', da agente terapeutico (libro biblico dei Numeri 21,4-9) era divenuto tutt'altro: oggetto di adorazione idolatrica e fu distrutto: libro biblico II Re 18,4.


nella Storia dell'Arte:

- la scultura raffigurante un serpente nero di bronzo si trova nella basilica di Sant'Ambrogio a Milano, portato forse verso l'anno 1000;
- Michelangelo, il Serpente di bronzo, affresco in un pennacchio della volta della Cappella Sistina (1511-1512), custodito nei Musei Vaticani;
- Agnolo Bronzino Adorazione del serpente di bronzo nell'affresco, databile tra il 1540 e il 1545, situato nella cappella Eleonora di Toledo a Palazzo Vecchio a Firenze;
Jacopo Tintoretto, Il serpente di bronzo. Tintoretto iniziò dal 1564 a dipingere le decorazioni della Scuola Grande di San Rocco di Venezia, nella Sala Superiore è custodita quest'opera;
- Anthony Van Dyck Il serpente di bronzo (1621), olio su tela, è al Museo del Prado - Madrid
- Pieter Paul Rubens Serpente di bronzo (1638-1639), olio su tela, si trova alla National Gallery - Londra.
     



Theologica
Paola RADIF

“ Intorno a Gesù ruotano tanti personaggi. In primo piano troviamo sua madre, presente nel suo silenzio carico di presagi, poi con l'inizio della vita pubblica, gli apostoli, gli amici, i miracolati, i convertiti, ma sullo sfondo ci sono personaggi minori e tuttavia interessanti. Maria e Marta, accoglienti con Gesù fino all'ultimo. Il cireneo, che porta la croce per lui. Il ladrone pentito, il centurione. Nicodemo, colla sua sete di sapere. Se fossimo a teatro, diremmo che sono tutte comparse. Nel cammino della fede non ci sono comparse. Dunque, anche noi possiamo ritenerci davvero protagonisti di una storia unica, personale, cara al Signore. “


 pubblicato su Il Cittadino (Diocesi di Genova) del 11 marzo 2018

    riportato da: alzogliocchiversoilcielo


 

domenica 4 marzo 2018

la Lumière - Domenica 4 marzo 2018 e la Lumière 25 febbraio 2018


Domenica 4 marzo 2018
- 3a DEL TEMPO DI PASSIONE - OCULI  
I miei occhi sono sempre rivolti al Signore - Salmi 25,15
 Evangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 2,13-25
traduzione Versione Nuova Riveduta

13 La Pasqua dei Giudei era vicina e Gesù salì a Gerusalemme. 14 Trovò nel tempio quelli che vendevano buoi, pecore, colombi, e i cambiavalute seduti. 15 Fatta una sferza di cordicelle, scacciò tutti fuori dal tempio, pecore e buoi; sparpagliò il denaro dei cambiavalute, rovesciò le tavole, 16 e a quelli che vendevano i colombi disse: «Portate via di qui queste cose; smettete di fare della casa del Padre mio una casa di mercato». 17 E i suoi discepoli si ricordarono che sta scritto:
«Lo zelo per la tua casa mi consuma».
18 I Giudei allora presero a dirgli: «Quale segno miracoloso ci mostri per fare queste cose?» 19 Gesù rispose loro: «Distruggete questo tempio, e in tre giorni lo farò risorgere!» 20 Allora i Giudei dissero: «Quarantasei anni è durata la costruzione di questo tempio e tu lo faresti risorgere in tre giorni?» 21 Ma egli parlava del tempio del suo corpo. 22 Quando dunque fu risorto dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che egli aveva detto questo; e credettero alla Scrittura e alla parola che Gesù aveva detta.
23 Mentre egli era in Gerusalemme, alla festa di Pasqua, molti credettero nel suo nome, vedendo i segni miracolosi che egli faceva. 24 Ma Gesù non si fidava di loro, perché conosceva tutti 25 e perché non aveva bisogno della testimonianza di nessuno sull'uomo, poiché egli stesso conosceva quello che era nell'uomo.

BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole 
 La fede non si compera e non si vende

     
Maurizio Abbà

Tra i testi biblici proposti dai lezionari per la meditazione Domenicale del 25 febbraio, c'era anche il testo di Marco 9,2-10. Un testo che parla di tante cose. Parla di Bellezza. Parla di Resurrezione dei morti e che cosa questo può significare. 
Parla di una visione dall'alto, una prospettiva diversa, come si dice di più ampio respiro, tanto che non si vorrebbe più tornare giù, cioè non si vorrebbe tornare in pianura con i problemi previsti cui si aggiungono quelli non previsti.

Questa Domenica, 4 marzo,  siamo nel capitolo  2 del IV Evangelo: l'Evangelo di Giovanni. 
Capitolo due che inizia con il primo segno di Gesù, la trasformazione dell'acqua in vino.
Trasformare, noi sappiamo trasformare? O,  viceversa, riusciamo solo ad annacquare le relazioni, i sentimenti, le iniziative...?
Trasformare: vuol dire riuscire a dare forma, al di là, dal di dentro, in profondità.
Detto in altre parole: oltre le aspettative, che proviene dal nostro intimo, per un cambiamento che ci coinvolge. 
Ci coinvolge completamente corpo e anima. Tutto questo ha a che fare con la Bellezza.
Gesù delinea orizzonti diversi sempre in sintonia dal profondo della spiritualità ebraica, 
ma s'imbatte in coloro che invece fanno compravendita delle cose di Dio.

Che distanza dal "Dizionario" di Gesù in cui risuonano concretamente, appunto, le parole: 
Bellezza, Risurrezione, Trasformazione...
 
Nel dipinto (olio su tela)  del celebre pittore fiammingo Jacob Jordaens dal titolo: Gesù caccia i mercanti dal tempio, databile tra il 1645-1650, (conservato al Museo del Louvre di Parigi).

" Le teste dell’asino e del bue disposte ai due lati del caos centrale, l’asino (ignorato dagli evangelisti in questo episodio) e il bue rimandano alla scena della natività, come se, per l’autorità vigorosa che
manifesta di colpo, Gesù conoscesse una seconda nascita. 
Al neonato fragile dell’umile mangiatoia succede il giustiziere severo, ormai giunto alla fase attiva della sua missione evangelica. "  
(tratto da: - Gérard Denizeau, La BIBBIA attraverso la pittura 
traduzione dal francese di Paolo Pellizzari, Edizioni Paoline, Milano, 2016, 155).

 Gesù caccia gli animali e caccia via coloro che facevano compravendita delle cose di Dio.
Le motivazioni: la fede non si compera e non si vende.
La fede è dono gratuito.
La fede è dono di uno sguardo intenso, profondo, uno sguardo risuscitato.
Uno sguardo risuscitato:
come aveva Francesco d'Assisi,
come ha il suo Maestro: Gesù Cristo!

E gli animali non vanno sacrificati (Salmi 50,9!) Dio non ha bisogno dei sacrifici animali!
Offrire a Dio il ringraziamento ed essere fedeli alle promesse che il cammino di fede ci porge,
questo è ciò che conta davvero!
 
Ecco infatti:
Salmi 50,9-15:
9 Non esigo tori dalla tua casa,
né capri dai tuoi ovili.
10 Sono mie infatti tutte le bestie della foresta,
mio è il bestiame che sta sui monti a migliaia.
11 Conosco tutti gli uccelli dei monti,
e quel che si muove per la campagna è a mia disposizione.
12 Se avessi fame, non lo direi a te,
perché mio è il mondo, con tutto quel che contiene.
13 Mangio forse carne di tori,
o bevo forse sangue di capri?
14 Come sacrificio offri a Dio il ringraziamento,
e mantieni le promesse fatte al SIGNORE;
15 poi invocami nel giorno della sventura;
io ti salverò, e tu mi glorificherai».


Theologica I.
JEAN ZUMSTEIN
 
" Nel quarto vangelo l’incidente del Tempio non è un episodio come gli altri, ma al contrario riveste un ruolo programmatico: presenta un’interpretazione globale della venuta di Gesù, che è declinata in una triplice maniera. Innanzitutto, compiendo il gesto simbolico della «purificazione» del Tempio, Gesù esegue un atto di portata escatologica: libera lo spazio per l’edificazione del «nuovo Tempio». La presenza di Dio ormai non è più offerta nell’edificio in pietra di Gerusalemme, che d’altronde è destinato a scomparire (cfr. la crisi del 70), ma nella persona stessa di Gesù. Quindi, il gesto di Gesù ha portata critica: pone fine al sistema sacrificale (i buoi e le pecore, ma anche le colombe, sono cacciati via dal tempio) e introduce un nuovo rapporto con Dio. Infine lo spostamento dell’incidente nel Tempio all’inizio del vangelo stabilisce un rapporto tra questa rivelazione della presenza escatologica di Dio e la croce. Proseguendo nella linea narrativa abbozzata con il Battista (1,29.36) e quindi a Cana (2,1a.4) il narratore, ponendo vari elementi della Passione (l’incidente del Tempio propriamente detto e la parola sul Tempio) all’inizio della narrazione, fa capire che la nuova presenza di Dio manifestata nella persona di Gesù si concretizza in maniera unica nel Crocifisso-Risorto. "

Tratto da: - Jean Zumstein, Il Vangelo secondo Giovanni (collana Strumenti 72 Nuovo Testamento), vol. I: 1,1-12,50. Traduzione Riccardo Larini. Claudiana Editrice, Torino, 2017, 143.





Theologica II.
GERARD SLOYAN
       
    " Degno di particolare nota è l'accenno fugace di Giovanni (v. 22) all'impossibilità di capire completamente Gesù prima della sua risurrezione dai morti. Questo è un importante avvertimento per noi che predichiamo o insegniamo. 
Siamo propensi a giudicare severamente la gente dei tempi del vangelo - e anche dei nostri giorni - per la loro mancanza di fede, mentre Giovanni rende il confronto col Cristo risorto una ragione per la quale chiunque potrebbe credere in lui.
Tuttavia la maggior parte di coloro che non sono credenti non ha mai incontrato il Signore risorto.
Il paradosso è che Giovanni ha un metro di giudizio meno elastico per i suoi avversari contemporanei - che egli accusa costantemente per la loro mancanza di fede - che per i discepoli di Gesù come lui stesso. 
E noi gli andiamo dietro, dritti nella trappola. "

tratto da: - Gerard Sloyan, Giovanni (collana Strumenti 38 Commentari), 
Edizione italiana a cura di Franco Ronchi, Editrice Claudiana, Torino, 2008, 64.








Domenica 25 febbraio 2018 
2a DEL TEMPO DI PASSIONE - REMINISCERE 
Ricordati, o Signore, delle tue compassioni - Salmi 25,6

Evangelo di Gesù Cristo secondo Marco 9,2-10 
traduzione Versione Nuova Riveduta 

2 Sei giorni dopo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo, Giovanni e li condusse soli, in disparte, sopra un alto monte. E fu trasfigurato in loro presenza; 3 le sue vesti divennero sfolgoranti, candidissime, di un tal candore che nessun lavandaio sulla terra può dare.  
4 E apparve loro Elia con Mosè, i quali stavano conversando con Gesù.  
5 Pietro, rivoltosi a Gesù, disse: «Rabbì, è bello stare qua; facciamo tre tende: una per te, una per Mosè e una per Elia». 6 Infatti non sapeva che cosa dire, perché erano stati presi da spavento.  
7 Poi venne una nuvola che li coprì con la sua ombra; e dalla nuvola una voce: «Questo è il mio diletto Figlio; ascoltatelo».  
8 E a un tratto, guardatisi attorno, non videro più nessuno con loro, se non Gesù solo.
9 Poi, mentre scendevano dal monte, egli ordinò loro di non raccontare a nessuno le cose che avevano viste, se non quando il Figlio dell'uomo fosse risuscitato dai morti. 10 Essi tennero per sé la cosa, domandandosi tra di loro che significasse quel risuscitare dai morti.