martedì 27 dicembre 2016

Lettera ad una chiesa



-Assomigliare a

Cara chiesa di …,


hai mai pensato che dovresti assomigliare a una
coperta?
Accogliente, calda, morbida, inseparabile, che c’è
sempre quando stai male e sei stanco,
che ti protegge.
Usala quando hai bisogno d’aiuto
Usala quando ti senti solo,
usala quando stai male,
usala quando vuoi condividere qualcosa,
usala quando sei in difficoltà.
Ricordatelo, la tua coperta non ti abbandona
mai!


Hai mai pensato che dovresti assomigliare a uno
scarpone?
Dovreste camminare per il mondo come uno
scarpone.
Dovreste essere uniti come una coppia di
scarponi,
resistenti e utili.
Siate condotti da Dio come uno scarpone dal
suo possessore.
Passate sopra a ogni difficoltà come uno
scarpone passa sopra agli ostacoli del suo
cammino.
La vostra fede vi unisca come il laccio che tiene
uniti i suoi passanti. 


Hai mai pensato che dovresti assomigliare a un
balcone?
Così che grazie a voi ci si possa affacciare sul
mondo e aprirsi agli altri.
Siate come un balcone aperto, capace di
accogliere la gente, per scambiarvi le idee.
Non sentitevi più importanti di altri:
in un balcone è tanto importante la mattonella
del pavimento che dà sostegno
come la sbarra della ringhiera che dà protezione.
Fate in modo che presso di voi possano trovare
accoglienza gli uccelli del cielo
e provvedete a sfamarli con le vostre briciole.
Fate in modo, però, che il balcone non divenga
una gabbia…
non siate, dunque, rigidi e austeri, non imponete
la vostra legge,
ma siate flessibili così da poter crescere e
maturare.

Weekend dei catecumeni ad Agape 
marzo 2013

tratto dalla raccolta di testi di fede: - Comitato italiano per la CEVAA,

Allarga la tua tenda, Raccolta e traduzione testi a cura di Renato Coïsson
Stampato ma non pubblicato, 2016, pp. 120-121.

domenica 25 dicembre 2016

la Lumière Domenica 25 dicembre 2016 NATALE di nostro Signore Gesù Cristo


la Lumière

  foglio biblico e liturgico gratuito
Domenica 25 dicembre 2016
NATALE
testo biblico
Versione Nuova Riveduta
Evangelo di Gesù Cristo secondo Luca 2,11-12
11 "Oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è il Cristo, il Signore.
12 E questo vi servirà di segno: troverete un bambino avvolto in fasce e coricato in una mangiatoia"».





BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole
Maurizio Abbà

- Il segno piccolo e fragile di un bambino avvolto in fasce 
e coricato in una mangiatoia! - .
Il Dio onnipotente si può trovare lì: in un segno, appunto, fragile e debole.
Il segno più fragile, più debole!
     Una bella lezione che risulta essere un vero antidoto al veleno del fondamentalismo religioso
che ricerca purtroppo forza e sopraffazione per affermarsi violentemente.
       
     Il significato del buon vero Natale passa invece attraverso 
     il segno di una vita di un bambino che ci viene incontro anche per ricordarci che dobbiamo crescere
     nella fede e per imparare a credere.





L'angolo della preghiera
per non deporre la preghiera in un angolo 


Speranza per il mondo intero (Natale)

     Padre celeste! Riuniti qui per rallegrarci del fatto che il tuo Figlio prediletto è diventato per noi un uomo e nostro fratello, ti preghiamo dal fondo del cuore: dicci tu stesso quanto grandi sono la grazia, i benefici e il soccorso che in lui tu hai preparato per tutti noi.
     Apri tu stesso le nostre orecchie e la nostra intelligenza affinché comprendiamo che presso di lui si trova il perdono di tutti i nostri peccati, la sorgente e il fermento di una vita nuova, la consolazione e l’ammonimento per la vita e per la morte, la speranza per il mondo intero.
Crea tu stesso in noi uno spirito di libertà che ci permetta di andare nell’umiltà e nel coraggio incontro a tuo Figlio che viene a noi!
Fa’ questo in tutta la cristianità e in tutto il mondo, affinché sia concesso a molti di non fermarsi a tutto ciò che di esteriore e di vano c’è in questi giorni di festa, ma possano celebrare con noi un buon Natale. Amen.


tratto da: - Karl BARTH, Preghiere (collana Spiritualità 16), Editrice Claudiana, Torino, 2016, p. 15.



martedì 20 dicembre 2016

fare tutto quello che possiamo, e un po' di quel che pensiamo di non potere

È vero, anche nel 2016 sono successe delle cose orrende. 
Neppure poche. 
Che potrebbero anche scoraggiarci.


Invece penso che nel 2017 dovremmo metterci dell'impegno.
 
A cogliere le gioie inaspettate: un prato coperto di brina, 
il sole che attraversa le nuvole, 
i tramonti romantici anche attraverso il vetro dell'ufficio.

A muovere piccoli passi di danza, 

quando dentro di noi si fa strada una canto immotivato.

A salutare con un sorriso caloroso tutti, noi stessi compresi.

A fare tutto quello che possiamo, 

e un po' di quel che pensiamo di non potere.


Oh no, non riusciremo a cambiare il mondo.

Ma già lasciare una traccia luminosa come una cometa, 

non vale forse la pena?


Ecco, ve lo auguro così, il nuovo anno.

E anche il Natale e le feste in mezzo.

Anna


Anna da Re

domenica 18 dicembre 2016

Imparate a gioire della terra

Imparate a gioire della terra con dolcezza,
imparate a gioire dela terra con dolcezza,
perché se la terra dovesse essere danneggiata,
forse non potrebbe più essere riparata.
    Imparate a gioire della terra con dolcezza.

Poema Yoruba dell'Africa dell'ovest

domenica 11 dicembre 2016

Paolo De Benedetti, biblista, 1927-2016

Paolo DE BENEDETTI (1927-2016)

astigiano,
biblista,

docente anche a Milano, Urbino, Trento,
e docente là dove ha potuto offrire la sua teologia attenta e sensibile
per tutte le creature di Dio: persone, animali, piante.

Un vero piacere è stato in questi anni gustare dal vivo il suo pensiero libero e pratico.
I suoi scritti ci accompagnano.
La sua sapienza ebraica ha varcato i confini appunto perché libera.

Un grazie a sua sorella Maria affiancata a Paolo, in tutti questi anni, in una grande avventura intellettuale.

- Paolo De Benedetti: la memoria della sua opera porterà frutto per molto tempo.
GRAZIE

Maurizio Abbà

giovedì 24 novembre 2016

la Lumière - Domenica 27 novembre 2016

foglio biblico e liturgico
gratuito



la Lumière
 Domenica 27 novembre 2016
PRIMA nell'AVVENTO
Testo Biblico
(Versione Nuova Riveduta)
Evangelo
Geremia 23,5-8 
5 «Ecco, i giorni vengono», dice il SIGNORE,
«in cui io farò sorgere a Davide un germoglio giusto,
il quale regnerà da re e prospererà;
eserciterà il diritto e la giustizia nel paese.
6 Nei suoi giorni Giuda sarà salvato
e Israele starà sicuro nella sua dimora;
questo sarà il nome con il quale sarà chiamato:
SIGNORE-nostra-giustizia.
7 Perciò, ecco, i giorni vengono», dice il SIGNORE,
«in cui non si dirà più: "Per la vita del SIGNORE
che condusse i figli d'Israele fuori dal paese d'Egitto",
8 ma: "Per la vita del SIGNORE
che ha portato fuori e ha ricondotto
la discendenza della casa d'Israele dal paese del settentrione,
e da tutti i paesi nei quali io li avevo cacciati";
ed essi abiteranno nel loro paese».




BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole
Maurizio Abbà

Il tempo dell'Avvento è, come si sa, tempo di attesa. Attesa speranzosa.
Attesa attiva e concreta.
Diritto e Giustizia si spera sempre che possano essere pratica quotidiana.
Il profeta biblico Geremia invita a sperare che un re possa essere un vero capo, un leader giusto.
Un solo leader può essere così: il SIGNORE, perché solo Dio è Dio.
Dio non delega la sua divinità. 
Poter abitare nel proprio paese è una speranza enorme, 
soprattutto per chi è costretto a fuggire dal suo paese a motivo della guerra, della fame.
Là dove ti trovi devi cercare di essere a casa, non è facile.
Lì dove ti trovi può essere il tuo paese.
Sono le radici del cuore
La fede ha radici ancora più profonde. 
Questo può accadere in ogni paese. 
Un paese occorre che sia ospitale.
Chi arriva in un nuovo paese deve sentirsi accolto 
e poter a sua volta accogliere quanto di nuovo c'è intorno. 
Non è facile.
 Ma si può fare. 



 

L'angolo della Preghiera
per non deporre la preghiera in un angolo

A noi, che cominciamo 
questo tempo di Avvento,
tu, Gesù, rivolgi un invito pressante.

Ci metti in guardia dal rischio
di trovarci del tutto impreparati
al giorno dell'appuntamento:
come viaggiatori distratti
ignari della regione che attraversano,
come esploratore privi di bussola
e condannati a perdersi,
come persone cariche di tanti affanni
al punto di non riuscir più
ad alzare il capo e a scrutare l'orizzonte.

No, non possiamo rinunciare
a decifrare il tempo in cui viviamo,
a cogliere le tracce della tua presenza,
gli indizi che lo Spirito dissemina 
sul nostro percorso quotidiano.

Tu non vuoi che ci lasciamo
condurre dalla corrente,
in balìa degli umori del momento,
delle reazioni della pancia,
afferrati e comandati
da modi di giudicare e di reagire
che non hanno nulla in comune
con la parola limpida del tuo Vangelo.

È vero, Gesù, la nostra canoa,
priva da troppo tempo di remi,
prima o poi ci condurrà dentro rapide
avvistate all'ultimo momento.

Ecco perché è decisivo aprire bene gli occhi,
rimanere svegli e pronti, e lasciarsi guidare da te.

Roberto Laurita 

tratto da: Servizio della Parola strumento di lavoro per la comunicazione di fede nelle assemblee
n. 483 - Dicembre 2016 27 novembre ~ 6 gennaio, Editrice Queriniana, p. 83.





 

giovedì 17 novembre 2016

la Lumière - Domenica 20 novembre 2016

foglio biblico e liturgico
gratuito
la Lumière
Domenica 20 novembre 2016
Ultima Domenica dell'Anno Liturgico - Domenica dell'Eternità

Testo Biblico
Apocalisse 21,1-7
(Versione Nuova Riveduta)

1 Poi vidi un nuovo cielo e una nuova terra, poiché il primo cielo e la prima terra erano scomparsi, e il mare non c'era più. 
2 E vidi la santa città, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo da presso Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo.  
3 Udii una gran voce dal trono, che diceva: «Ecco il tabernacolo di Dio con gli uomini! Egli abiterà con loro, essi saranno suoi popoli e Dio stesso sarà con loro e sarà il loro Dio.  
4 Egli asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non ci sarà più la morte, né cordoglio, né grido, né dolore, perché le cose di prima sono passate».
5 E colui che siede sul trono disse: «Ecco, io faccio nuove tutte le cose». Poi mi disse: «Scrivi, perché queste parole sono fedeli e veritiere», e aggiunse:  
6 «Ogni cosa è compiuta. Io sono l'alfa e l'omega, il principio e la fine. A chi ha sete io darò gratuitamente della fonte dell'acqua della vita.  
7 Chi vince erediterà queste cose, io gli sarò Dio ed egli mi sarà figlio.


BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole

Predicare a partire da un testo del libro biblico dell’Apocalisse richiede prudenza ed entusiasmo, se possibile, più del solito.
Prudenza: il discernimento occorre esercitarlo più che mai. Il libro della Rivelazione di Giovanni ha questo duplice binario: di svelare appunto, ma di coprire ulteriormente (ri-velare). per incoraggiare e porgere speranza occorre innanzitutto svelare possibilità e talenti e qualche volta ri-coprire con il balsamo giusto le ferite della vita perché non brucino ancora e sempre.
- I Riformatori Lutero e Calvino, non amavano, com’è noto, l’Apocalisse giovannea. Bisogna invece farci i conti. Proprio il testo odierno aiuta a cogliere la realtà senza alimentare facili illusioni e, nel contempo, senza coltivare ansie divoranti.
Entusiasmo: l’Apocalisse di Giovanni è un libro scritto per incoraggiare e porgere, nonostante tutto, speranza per i lettori di ieri e per noi oggi, solo così si potranno delineare tracce percorribili di futuro.
Il libro dell’Apocalisse: è interessato non alla fine delle cose ma al fine delle cose. Non alla fine ma il fine. Il fine di ciò che amiamo, speriamo, lavoriamo, studiamo, sognamo, in una parola: il senso della vita.
Quindi come ci dice la teologia più avvertita: non le ultime cose ma il senso ultimo delle cose.
Il senso della vita: vita da riempire di contenuti.

La vita: avventura tutta da vivere

lunedì 12 settembre 2016

Una preghiera di Dietrich Bonhoeffer


CRISTIANI E PAGANI


Uomini vanno a Dio nella loro tribolazione,
piangono per aiuto, chiedono felicità e pane,
salvezza dalla malattia, dalla colpa e dalla morte.
Così tutti,  cristiani e pagani, fanno senza distinzione.

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Uomini vanno a Dio nella sua tribolazione,
lo trovano povero, oltraggiato, senza tetto e senza pane,
lo vedono consunto dai peccati, debolezza e morte.
Vicino a Dio i cristiani stanno nella sua passione.

_______________

Dio va a tutti gli uomini nella loro tribolazione,
sazia il corpo e l’anima del suo pane,
per cristiani e pagani in croce subisce la morte
e a questi e a quelli dona remissione.
.
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Dietrich Bonhoeffer
tratto da: - Dietrich Bonhoeffer,
Resistenza e Resa Lettere e altri scritti dal carcere
(in italiano è stato pubblicato da: Bompiani, p. 298; dalle Paoline, p. 427; e da Queriniana, (Opere di Dietrich Bonhoeffer, vol. 8), pp. 480-481).
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domenica 11 settembre 2016

la Lumière - Domenica 11 settembre 2016

la Lumière

Gesù parlò loro di nuovo, dicendo: 
«Io sono la luce del mondo; 
chi mi segue non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita» 

Evangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 8,12


  
foglio biblico-liturgico
gratuito

    Domenica 11 settembre 2016
- 17a Domenica DOPO PENTECOSTE
Testi Biblici
(Versione Biblica Nuova Riveduta)
 EVANGELO
II Timoteo 1,7 
Dio infatti ci ha dato uno spirito non di timidezza, ma di forza, d'amore e di autocontrollo.           


Evangelo di Gesù Cristo secondo Luca 15,1-10
1 Tutti i pubblicani e i peccatori si avvicinavano a lui per ascoltarlo. 2 Ma i farisei e gli scribi mormoravano, dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro».
3 Ed egli disse loro questa parabola: 4 «Chi di voi, avendo cento pecore, se ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e non va dietro a quella perduta finché non la ritrova? 5 E trovatala, tutto allegro se la mette sulle spalle; 6 e giunto a casa, chiama gli amici e i vicini, e dice loro: "Rallegratevi con me, perché ho ritrovato la mia pecora che era perduta". 7 Vi dico che, allo stesso modo, ci sarà più gioia in cielo per un solo peccatore che si ravvede che per novantanove giusti che non hanno bisogno di ravvedimento.

8 «Oppure, qual è la donna che se ha dieci dramme e ne perde una, non accende un lume e non spazza la casa e non cerca con cura finché non la ritrova? 9 Quando l'ha trovata, chiama le amiche e le vicine, dicendo: "Rallegratevi con me, perché ho ritrovato la dramma che avevo perduta". 10 Così, vi dico, v'è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si ravvede».


BRICIOLE DI FEDE

per una fede non in briciole

Evangelo e dintorni
Maurizio ABBÀ

Il messaggio delle due parabole tratte dall'Evangelo secondo Luca è che Dio ha cura e premura per noi. 
I temi che troviamo in questo testo sono tanti ma qui è da evidenziare un tandem decisivo per dare consistenza all'Evangelo nella chiesa e nella società quindi in tutta la sua ampiezza: misericordia e rallegratevi.
Il che vuol dire, tra l'altro, anche l'essere sensibili  e sereni.
Vuol dire dare spazio alla vita.
Imparando a fare cose importanti in maniera seria, ma non seriosa. Diffondendo allegria per le buone notizie che possiamo far affiorare nella quotidianità feriale e festiva, diurna e notturna. 
Che è poi la nostra quotidianità.
Per contrastare fortemente e vittoriosamente il buio del male.

   - Da notare nitidamente come diversi biblisti e teologi evidenziano: Gesù sta a tavola senza privilegi e senza privilegiare e così ha sempre fatto.
Gesù considerava le persone senza etichettarle e senza pregiudizi. 
Un grande insegnamento per guardare oltre i soliti schemi che ingabbiano le persone (e le idee).
Ingredienti di questa lotta: forza, amore e autocontrollo.
Forza vuol dire fierezza (non arroganza!).
Amore da riscoprire, sentimento da far sbocciare senza timidezze ma con tanta tenerezza.
L'amore per il creato, la cura e le premure per la salvaguardia di piante, animali e persone, niente e nessuno è escluso. Perché tutto è connesso ed interdipendente.
Questa è misericordia e motivo di rallegrarsi da irradiare luminosamente.
Autocontrollo per realizzare evangelicamente tutto quanto è possibile. 
E... con l'aiuto dello Spirito Santo ... chissà per realizzare anche qualcosa che ci pare impossibile.
Ma che evangelicamente e quindi benignamente ci sorprenderà.
Nello spazio dell'Evangelo e dintorni.




L’Angolo della Preghiera
per non deporre la preghiera in un angolo

la Preghiera
di Roberto Laurita

Abituati a tener conto delle percentuali,
a ragionare sui dati e sui numeri,
abbiamo finito col ritenere giustificati
tanti meccanismi di emarginazione.
Così gli esclusi dal lavoro,
quelli che non ce la fanno a tenere il passo
in un sistema sempre più esigente,
quelli che non se la sentono di adottare
leggi ferree e spietate
dalle conseguenze dolorose,
tutti questi vengono catalogati
come una necessaria “perdita fisiologica”.
No, Gesù, tu ce lo dici con chiarezza,
per il Padre tuo non esistono
gli scarti da abbandonare al proprio destino
perché ai suoi occhi noi non siamo
una massa dai contorni indistinti:
ognuno di noi è prezioso
e trova un posto nel suo cuore…
anche quando ha sbagliato,
anche quando si è allontanato
volutamente dal gregge,
anche quando se ne è andato
in malo modo, sbattendo la porta,
anche quando si è mostrato
ingrato e pronto a ferire…
Non c’è colpa così grave
che trattenga il Padre tuo
dal cercarci con amore
sul percorso dei nostri smarrimenti,
sulle strade dell’infedeltà.
E grande è la sua gioia quando ci abbandoniamo
al suo abbraccio di misericordia.

tratto da: - Servizio della Parola 479/2016, Strumento di lavoro per la comunicazione di fede nelle assemblee,  Settembre-Ottobre (28 agosto - 9 ottobre), Anno C, Queriniana Editrice, Brescia, 104.