v. 7 come fanno notare molti biblisti il termine tradotto con 'albergo'
rinvia piuttosto alla 'sala degli ospiti'.
Luca conosce il corrispondente esatto termine per 'locanda', 'albergo' appunto,
infatti, lo utilizza al capitolo 10,34
(il contesto è quello della narrazione celeberrima
nota come 'la parabola del Buon Samaritano').
Il collegamento tra due testi nell'ambito dello stesso Evangelo,
è tra: 2,7 sopra citato e il seguente, 22,11:
E dite al padrone di casa: "Il Maestro ti manda a dire:
'Dov'è la stanza nella quale mangerò la Pasqua con i miei discepoli?'"
Un collegamento che pone in stretta connessione Natale e Pasqua.
Con la domanda ricorrenta, incalzante e pregnante, quando è veramente Natale?
Luigi Santucci scriveva (si veda il post in questo blog del 15 dicembre scorso):
" Per me è stato
Natale qualche giorno fa per l’arrivo inatteso di un amico lontano:
l’averlo trovato in buona salute e l’esserci potuto scambiare
il dono di lunghe, quasi magiche confidenze.
Forse,
entro una grazia non dissimile,
Eugenio
Montale stese questi tre versi:
E il Natale verrà, il giorno dell’anno
che ci riporta
gli amici spersi.
Per me è Natale oggi, qui allo scrittoio mentre scrivo d’un argomento che
amo,
con
mia moglie accanto, in uno dei non frequenti giorni in cui i miei figli sono
abbastanza lontani per godersi la loro sempre fuggitiva ventura e abbastanza
vicini per avvertire che il loro cuore è sgombro di tribolazioni e paure;
e
la cronaca della mia città non registra lo scoppio di qualche altra bomba
fratricida.
Mi
sono perciò detto «buon Natale»:
perché
ho sentito la giornata come una tregua delle angosce,
dunque
come una estemporanea festa e precisamente come una festa mia."
Luigi Santucci in:
- J.B. Metz - L. Boros - L. Santucci
Natale, Memoria, Silenzio, Utopia
(meditazioni 249),
Editrice Queriniana, Brescia, 2019, 58.
due titoli molto interessanti, però attualmente non disponibili:
Eugen Drewermann
Il tuo nome è come il sapore della vita
Interpretazione dei racconti dell'infanzia del vangelo di Luca
a partire dalla psicologia del profondo
Traduzione dal tedesco di Enzo Gatti
(Nuovi saggi Queriniana 75),
Editrice Queriniana, Brescia, 1996.
In copertina: Paul GAUGUIN, Ia orana Maria [«Ave Maria», in tahitiano]
(1891).
"La verità del Natale è un mistero che soltanto
l'amore insegna a percepire.
Esso si manifesta solo agli uomini che, come i
pastori sui campi di 'Betlemme',
sono ancora capaci di
visioni del cuore.
Quanto devono brillare di felicità gli occhi di una persona,
prima che possano vedere
risplendere sopra di essi, nell'oscurità della notte, il riflesso del cielo?
Soltanto il sogno dell'amore fa brillare gli occhi di una persona.
E quanta gioia deve contenere il cuore di un uomo,
prima che esso stesso s'immerga nell'armonia dell'universo,
al punto di percepire il soffio del vento come canto degli angeli?
Solo il sogno dell'amore fa cantare il cuore di un uomo.
E quanta felicità deve albergare nell'anima di un uomo,
prima che egli senta il desiderio di benedire il mondo intero
e di sperimentarlo come benedizione, come luogo della pace e dell'intelligenza del cuore? "
- Eugen Drewermann,
Il tuo nome è come il sapore della vita
Editrice Queriniana, Brescia, 1996, 206-207.
Paolo Ricca
Alle Radici della Fede Meditazioni bibliche
edizione a cura di Eugenio Bernardini
(Meditazioni bibliche), Claudiana Editrice, Torino, 1987.
In copertina: Paul Klee, Libro aperto (1930), particolare.
E questo vi servirà di segno: troverete un bambino avvolto in fasce
e coricato in una mangiatoia
Luca 2,12
"È il segno di Natale, il segno del Dio di Natale,
un segno che è allo stesso tempo un messaggio.
[...]
La fede non è un restare alla superficie, ma un vedere ciò che è nascosto:
Dio in questo piccolo bambino fasciato, Dio in questo rabbino di Nazareth,
la parola di Dio in questo racconto antico scritto nella nostra lingua;
è il vedere i miracoli di Dio nella nostra vita quotidiana,
il fratello nel prossimo, il giusto nel peccatore.
Ci è necessario aguzzare lo sguardo, renderlo sguardo della fede,
per scoprire la presenza di Dio nascosta nel nostro mondo.
Molte persone pensano che Dio sia assente; no, egli è nascosto.
Questo è il messaggio del segno di Natale. "
Paolo Ricca, Alle Radici della Fede
Claudiana Editrice, Torino, 1987, 197.200.