Avvento e Natale: tempi di equilibrio e armonia
Torre Pellice, 28 novembre 2017 tratto da: www.chiesavaldese.org
Che Gesù non sia nato il 25 dicembre è un’ipotesi
storica abbastanza accreditata nel mondo accademico. Tuttavia la
celebrazione della sua nascita quasi in coincidenza con il solstizio
d’inverno è una scelta fortemente simbolica. Come la luce rinasce,
inizialmente impercettibile ma già efficace, così l’incarnazione del
Figlio di Dio inaugura la nuova era dell’umanità sin dalla sua
manifestazione storica, vale a dire sin dalla sua nascita. Le prime
notizie di feste cristiane per celebrare la nascita di Gesù risalgono
infatti all’anno 200 circa. Ad esempio già nel 204 Ippolito di Roma, uno
dei più autorevoli teologi della chiesa antica, propone il 25 dicembre
come data per la celebrazione della nascita di Gesù.
La
principale ragione di celebrare la nascita di Gesù e di farlo proprio
in questo periodo è però di carattere biblico e teologico. Si tratta di
affermare che nella persona del Figlio di Dio che Gesù incarna la natura
umana e quella divina sono pienamente e perfettamente unite. È un
antidoto a tutte le dottrine sbilanciate o sulla sua divinità
(docetismo) o sulla sua umanità (adozionismo). I due racconti espliciti
della nascita di Gesù (Matteo e Giovanni) somministrano molto
efficacemente questo antidoto per creare uno stato di equilibrio
dottrinale. Intorno al 25 dicembre, infatti, tutto sembra squilibrato
sul versante delle tenebre. La luce di Natale invece traccia un percorso
in cui le tenebre saranno inevitabilmente sconfitte (ma non del tutto
eliminate).
In questa prospettiva il Natale potrebbe essere considerato una festa dell’equilibrio e dell’armonia. Nella nostra realtà, così segnata da squilibri di ogni genere, Colui che Amore si fa partecipe delle nostre ansie e delle nostre incertezze per trasformarle in una speranza incrollabile che rende stabile ogni cosa.
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www.chiesavaldese.org