tratto da: www.claudiana.it
| titolo | Ego te absolvo |
| sottotitolo | Colpa e perdono nella Chiesa di ieri e di oggi |
| autore | Paolo Ricca |
| collana | I libri di Paolo Ricca, 10 |
| marchio | Claudiana |
| editore | Claudiana |
| formato | |
| pagine | 154 |
- Gesù è venuto a dirci che siamo peccatori o a liberarci dal peccato?
- La confessione dei peccati al centro del culto cristiano
- Il perdono: compito della Chiesa o prerogativa di Dio?
Paolo
Ricca traccia la storia della confessione dei peccati attraverso i
secoli e riflette su come la si potrebbe riportare a semplice mezzo di
comunicazione dell’evangelo alle persone tormentate dal rimorso nonché
su come si potrebbe ripensare il culto cristiano in modo che sia il
luogo della festa del perdono di Dio invece del luogo di un’eterna
penitenza.
«La “confessione dei peccati” occupa il primo posto nel culto pubblico di tutte le maggiori chiese cristiane: subito dopo l’invocazione della presenza di Dio, si passa infatti alla dichiarazione, sia personale sia collettiva, della propria colpa e all’invocazione della misericordia di Dio.
Ma il sentimento di colpa è davvero il primo da provare, ed esprimere, in presenza di Dio? Non sarebbe più logico provare stupore, gioia, gratitudine? Il culto cristiano non potrebbe, e dovrebbe, cominciare in altro modo? Come lo si potrebbe ripensare in modo che sia il luogo della festa del perdono di Dio anziché il luogo di un’eterna penitenza?».
«La “confessione dei peccati” occupa il primo posto nel culto pubblico di tutte le maggiori chiese cristiane: subito dopo l’invocazione della presenza di Dio, si passa infatti alla dichiarazione, sia personale sia collettiva, della propria colpa e all’invocazione della misericordia di Dio.
Ma il sentimento di colpa è davvero il primo da provare, ed esprimere, in presenza di Dio? Non sarebbe più logico provare stupore, gioia, gratitudine? Il culto cristiano non potrebbe, e dovrebbe, cominciare in altro modo? Come lo si potrebbe ripensare in modo che sia il luogo della festa del perdono di Dio anziché il luogo di un’eterna penitenza?».
Indice testuale
Abbreviazioni
Prologo
1. La situazione
2. Il problema
3. I precedenti
Breve storia della confessione dei peccati
1. Gesù
2. La Chiesa apostolica
3. La Chiesa antica
4. La Chiesa medievale
5. La confessione dei peccati nella Riforma protestante
6. Dal Concilio di Trento al Vaticano II
7. La penitenza nelle Chiese Ortodosse
Epilogo. Μετανοεῖτε
Appendice
Martin Lutero: Due formulari di confessione dei peccati
Commento alle illustrazioniIndice degli argomenti
Prologo
1. La situazione
2. Il problema
3. I precedenti
Breve storia della confessione dei peccati
1. Gesù
2. La Chiesa apostolica
3. La Chiesa antica
4. La Chiesa medievale
5. La confessione dei peccati nella Riforma protestante
6. Dal Concilio di Trento al Vaticano II
7. La penitenza nelle Chiese Ortodosse
Epilogo. Μετανοεῖτε
Appendice
Martin Lutero: Due formulari di confessione dei peccati
Commento alle illustrazioniIndice degli argomenti
Biografia dell'autore
Paolo Ricca
ha insegnato Storia del cristianesimo presso la Facoltà valdese di Teologia di Roma.
ha insegnato Storia del cristianesimo presso la Facoltà valdese di Teologia di Roma.
Ha
conseguito il dottorato in Teologia presso la Facoltà teologica
dell’Università di Basilea,
con una tesi diretta dal prof. Oscar
Cullmann.
La Facoltà di Teologia dell’Università di Heidelberg gli ha
conferito la laurea honoris causa.
È stato spesso ospite della trasmissione radiofonica di Rai 3 Uomini e profeti.
Ha insegnato come professore ospite presso il Pontificio Ateneo Sant’Anselmo di Roma.
È direttore della Collana «M. Lutero - Opere scelte» della Claudiana, di cui ha curato i seguenti volumi:
È direttore della Collana «M. Lutero - Opere scelte» della Claudiana, di cui ha curato i seguenti volumi:
Gli articoli di Smalcalda. I fondamenti della fede (1537-38) (1992), La libertà del cristiano (1520) (2005), Alla nobiltà cristiana della nazione tedesca (1520) (2008), Le Resolutiones. Commento alle 95 Tesi (1518) (2013); L’autorità secolare, fino a che punto le si debba ubbidienza (1523) (2015) e Da monaco a marito. Due scritti sul matrimonio (1522 e 1530) (2017).
tratto da: www.claudiana.it
