mercoledì 31 marzo 2021

Una Via Crucis



Massimo BETTETINI

Nuda la Parola che salva Una via crucis

(collana Passio, 63), pagine 64

Con tavole d'arte originali di Michele Dolz

Interlinea Edizioni, Novara, 2021

tratto da: www.interlinea.com

«Che senso ha cadere se non potrò rialzarmi? Me lo sono chiesto tante volte» si domanda lo psicoterapeuta Massimo Bettetini confrontandosi con le cadute per eccellenza, quelle della via crucis della tradizione cristiana. 

Le tappe della croce sono ripercorse in questi testi, dalla condanna in tribunale alla deposizione del corpo morto nelle braccia della madre. 

È il dialogo problematico dell’uomo contemporaneo di fronte al mistero: «nudo sto per entrare nel sepolcro / nudo sono uscito da mia madre / nuda è la parola che salva».

martedì 30 marzo 2021

saggio teologico

 


Jean-Noël  Aletti

Il Messia sofferente Una sfida per Matteo, Marco e Luca. 

Saggio sulla tipologia dei Vangeli sinottici

Traduzione dal francese di Gloria Romagnoli
(Biblioteca Biblica 31), Editrice Queriniana, Brescia, 2021.

Titolo originale: 
Le Messie souffrant. Un défi pour Matthieu, Marc et Luc. 
Essai sur la typologie des évangiles synoptiques 
2019 Éditions Lessius, Namur



Per poter scrivere i vangeli era decisivo dimostrare che il rifiuto, le sofferenze e la morte cui era andato incontro Gesù non deponevano a sfavore della sua identità di Messia, di glorioso Inviato di Dio. 

I primi cristiani raccolsero questa sfida editoriale e rivisitarono le Scritture di Israele per trovarvi figure di uomini di Dio perseguitati e rifiutati: Gesù, vero profeta, aveva vissuto un destino tragico in tutto simile al loro. 

Voler scrivere una vita di Gesù, nella cultura del I secolo d.C., era in buona sostanza una pretesa assurda: occorreva assolutamente dimostrare che le sofferenze e la morte del Nazareno non mettevano affatto in discussione la sua qualità di Inviato di Dio. 
Per gli autori dei vangeli sinottici era dunque decisivo giustificare questa anomalia, superare questo handicap.

In effetti, se per i discepoli la risurrezione aveva reso Gesù una gloriosa figura messianica, il rifiuto di cui era stato oggetto e la sua morte ignominiosa smentivano nella maniera più radicale che egli fosse un messia: la sua fine era anzi quella di un ribelle, di un impostore o di un bestemmiatore – insomma, la fine di una figura lontanissima dalle vie di Dio.

Matteo, Marco e Luca raccolsero questa autentica sfida editoriale. Rivisitarono le Scritture di Israele per trovarvi figure di inviati divini perseguitati e rifiutati. 
Avvalendosi delle tecniche della tipologia, essi mostrarono così che Gesù – essendo veramente un profeta – aveva vissuto un destino tragico del tutto simile al loro.

Aletti, docente solido, internazionalmente apprezzato, ci guida a scoprire i segreti di questa sfida, affrontata dai credenti delle prime comunità cristiane.

«Questo saggio, rivolto agli esegeti del Nuovo Testamento, non è scritto in modo astruso: il mio auspicio è che i teologi, ma anche le donne e gli uomini dotati di una certa cultura biblica, vi trovino gustosa materia per riflettere» (Jean-Noël Aletti). 

lunedì 29 marzo 2021

Preghiera degli Asini con umiltà e fierezza

 

PREGHIERA DEGLI ASINI


    Dacci, Signore, di mantenere i piedi sulla terra,
e le orecchie drizzate verso il cielo,
per non perdere nulla della tua Parola.

    Dacci, Signore, una schiena coraggiosa,
per sopportare gli esseri umani più insopportabili.

    Dacci, Signore, di camminare diritti,
disprezzando le carezze adulatorie così come le frustate.

    Dacci, Signore, di essere sordi alle ingiurie,
all’ingratitudine, è la sola sordità cui aspiriamo..

    Non ti chiediamo di evitare tutte le sciocchezze,
perché un asino farà sempre delle asinerie.

    Dacci semplicemente, Signore, di non disperare mai
della tua misericordia così gratuita 

per quegli asini così disgraziati che siamo,
come dicono quei poveri esseri umani,

i quali però non hanno capito nulla 
né degli asini 
né di Te, che sei fuggito in Egitto con uno dei nostri fratelli,

e che hai fatto il tuo ingresso profetico a Gerusalemme,
sulla schiena di uno di noi. 

Autore anonimo
 Da “A haute voix” di F. Taubmann e M. Wagner


tratto dalla raccolta di testi di fede: 
- Un Sentiero nella Foresta
Raccolta e traduzione testi a cura di Renato Coïsson   
Stampato ma non pubblicato, 2006, pagina 138.



domenica 28 marzo 2021

 

La Fonte della Parola

BRICIOLE DI FEDE

PER UNA FEDE NON IN BRICIOLE 

 

Domenica 28 marzo 2021 DOMENICA DELLE PALME


ISAIA 50,4-7                                                                                                     FILIPPESI 2,6-11 

Evangelo di Gesù Cristo secondo Marco 11,1-10

1 Quando furono giunti vicino a Gerusalemme, a Betfage e Betania, presso il monte degli Ulivi, Gesù mandò due dei suoi discepoli, 2 dicendo loro: «Andate nel villaggio che è di fronte a voi; appena entrati, troverete legato un puledro d'asino, sopra il quale non è montato ancora nessuno; scioglietelo e conducetelo qui da me. 3 Se qualcuno vi dice: "Perché fate questo?" rispondete: "Il Signore ne ha bisogno, e lo rimanderà subito qua"».

4 Essi andarono e trovarono un puledro legato a una porta, fuori, sulla strada, e lo sciolsero. 5 Alcuni tra quelli che erano lì presenti dissero loro: «Che fate? Perché sciogliete il puledro?» 6 Essi risposero come Gesù aveva detto. E quelli li lasciarono fare. 7 Essi condussero il puledro a Gesù, gettarono su quello i loro mantelli ed egli vi montò sopra. 8 Molti stendevano sulla via i loro mantelli; e altri, delle

fronde che avevano tagliate nei campi. 9 Coloro che andavano avanti e coloro che venivano dietro gridavano: «Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! 10 Benedetto il regno che viene, il regno di Davide, nostro padre! Osanna nei luoghi altissimi!» 

 

MEDITAZIONE a cura del pastore Maurizio Abbà  

...FRAGILITÀ E LIBERAZIONE... 

 

Nelle crisi, e noi viviamo purtroppo incontestabilmente in un tempo di crisi, fra tante difficoltà e problemi possiamo intravedere qualche spiraglio di una possibile nuova dimensione, forse meno ampia quantitativamente ma, qualitativamente, più consistente e più libera, come qualche anno fa ben delineava il filosofo francese Paul Ricœur.

Tenere animali legati non è bello, sciogliere i vincoli, liberare le catene è un programma sempre valido, così come sciogliere le catene alla Bibbia, un messaggio, letteralmente, scatenato, che libera.

In tempo di fragilità il racconto della Domenica delle Palme ci descrive persone che osannano ma che pochi giorni dopo grideranno ‘Crocifiggilo!.
 

La Domenica delle Palme inizia, liturgicamente, la Settimana di Passione, che porterà alla Pasqua.

Noi sappiamo che vi è questa cadenza liturgica: Domenica delle Palme, Giovedì Santo, Venerdì Santo, Sabato Santo, Pasqua di Resurrezione. Ovviamente i primi discepoli non avevano questa scansione temporale da vivere e gli accadimenti li frastornavano e li stupivano.

Un elemento in comune, che viviamo in questi anni in particolare in questa Domenica, è la fragilità che caratterizza le nostre esistenze.

Siamo in un tempo di fragilità, in certi momenti di massima fragilità.
 

Tempi Fragilissimi: causa pandemia, per prudenza, molte attività necessariamente chiudono o sono drasticamente ridotte, ma le fabbriche di armi perché restano aperte? Già bisogna adorare il dio PIL (Prodotto Interno Lordo) e la corsa agli armamenti lo ingigantisce, dicono che ciò sia per il nostro benessere, sarà, anzi non sarà proprio: purtroppo quando i soldati italiani in missione all’estero ‘inciampano’ nelle mine antiuomo, sovente accade che sono fabbricate in Italia, resta solo una medaglia da porgere ai congiunti...

Fragilità è anche umiltà e nonviolenza, cavalcando un puledro d’asina. 

 Puledro che simbologia mitezza e grande tenacia, caratteristiche proprie dell’asino:

lasina di Balaam nel libro biblico dei Numeri capitolo 22,21-35, rende decisamente l’idea, anche di più!

in Giobbe 39,5: Chi manda libero l’onagro e chi scioglie i legami all’asino selvatico?

Francesco d’Assisi collocherà l’asinello nel suo presepio a riscaldare il bambino Gesù.

Fragilità non è per forza e sempre qualcosa che non va.

 

Fragilità richiede modi e toni accurati e premurosi in una delicatezza di fede, una fede fiera ma non arrogante.
Fierezza può voler dire ed essere mitezza liberatrice.

Gesù sarà onagro, asino selvatico che non può essere catturato.
Quando lo si cattura
è l’altro onagro: la catapulta bellica, il mangano, armi dell’epoca antica, ahinoi, ci risiamo.

Occorre sempre discernimento acuto e profondo, infatti, in Marco 11,11 troviamo l’espressione: Περιβλεψάμενος che si può tradurre con “avendo guardato intorno”.

 

«Gesù guarda ogni cosa attorno! Il verbo guardare (periblépesthai) attribuito solo a Gesù nel Vangelo di Marco (3,5.34;5,32; 10,23) indica uno sguardo carico di riflessione, di silenzio, di tensione. Da che cosa è colpito profondamente il suo sguardo? Il lettore si aspetta delle indicazioni, invece segue l’uscita di Gesù dalla città e la partenza per Betania, giustificata dall’ora già avanzata. Si allontana per motivi di sicurezza oppure per trovare ospitalità in casa di amici? I Dodici sono con lui, ma tutti tacciono. L’entusiasmo precedente è velocemente scemato».

(Rita Pellegrini (a cura di), Il Vangelo di Marco, Edizioni Messagero Padova, 2008, 182).

 

Può illuminarci l’incastonare questo brano che troviamo inserito a sandwich tra il racconto in cui Gesù guarisce il cieco Bartimeo e la descrizione del fico che inaspettatamente non dà frutto (Betfage vuol dire ‘casa dei fichi’!) e poi i mercanti cacciati dal tempio.

Fragilità e Liberazione, appunto. 

 

 

ZACCARIA 9,9

Esulta grandemente, o figlia di Sion,

manda grida di gioia, o figlia di Gerusalemme;

ecco, il tuo re viene a te; egli è giusto e vittorioso,

umile, in groppa a un asino,

 

 

domenica 21 marzo 2021

Ne basta davvero un solo chicco

 

La Fonte della Parola

BRICIOLE DI FEDE

per una fede non in briciole


Domenica 21 marzo 2021– 5a DEL TEMPO DI PASSIONE – JUDICA

(Fammi giustizia, o Dio! – Salmi 43,1a)


GEREMIA 31,31-34                                                                                       EBREI 5,7-9


Evangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 12,20-33

20 Or tra quelli che salivano alla festa per adorare c'erano alcuni Greci. 

21 Questi dunque, avvicinatisi a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, gli fecero questa richiesta: «Signore, vorremmo vedere Gesù». 

22 Filippo andò a dirlo ad Andrea; e Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù.

23 Gesù rispose loro, dicendo: «L'ora è venuta, che il Figlio dell'uomo dev'essere glorificato. 

24 In verità, in verità vi dico che se il granello di frumento caduto in terra non muore, rimane solo; ma se muore, produce molto frutto. 

25 Chi ama la sua vita, la perde, e chi odia la sua vita in questo mondo, la conserverà in vita eterna. 

26 Se uno mi serve, mi segua; e là dove sono io, sarà anche il mio servitore; se uno mi serve, il Padre l'onorerà. 

27 Ora, l'animo mio è turbato; e che dirò? Padre, salvami da quest'ora? Ma è per questo che sono venuto incontro a quest'ora. 

28 Padre, glorifica il tuo nome!» Allora venne una voce dal cielo: «L'ho glorificato, e lo glorificherò di nuovo!» 

29 Perciò la folla che era presente e aveva udito, diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: «Gli ha parlato un angelo».

30 Gesù disse:

«Questa voce non è venuta per me, ma per voi. 

31 Ora avviene il giudizio di questo mondo; ora sarà cacciato fuori il principe di questo mondo; 

32 e io, quando sarò innalzato dalla terra, attirerò tutti a me». 

33 Così diceva per indicare di qual morte doveva morire.



MEDITAZIONE a cura del pastore Maurizio Abbà 

NE BASTA DAVVERO UN SOLO CHICCO


Nel cartone animato La Spada nella Roccia (1963) - sulla traccia del precedente romanzo omonimo di T.H, White - oltre a mago Merlino, spicca la figura di Semola un ragazzino esile esattamente come il suo nome indica. 

Il giovane farà il suo percorso di crescita che lo porterà a diventare re Artù.

Fidarsi delle proprie capacità e andare verso il proprio destino è l’insegnamento della storia di Semola mentre l’insegnamento evangelico elargito nel passo giovanneo non annulla per forza questo insegnamento, ma pone in risalto con la storia del granello di frumento che bisogna lasciar andare per poter ritrovare.

Il granello di senape (Marco 4,30-34; Luca 13,18-21) che diventerà un florido ed accogliente albero maestoso che offre con i suoi rami il ristoro di una fresca ombra agli uccelli del cielo.

Il parallelismo, non si coglie subito, ma occorre notare che: il seme cade nella terra e muore, poi risorto si erge verso il cielo ed ospita coloro che hanno ali per librarsi nel cielo medesimo.

I Greci desiderano vedere Gesù (Giovanni 12,20-21),

ma vedere Gesù non è garanzia di fede autentica che si realizza. 

I suoi apostoli e discepoli pur con Gesù accanto non riusciranno, se non dopo la Risurrezione, a comprendere la straordinaria portata del suo insegnamento.

Ai nostri giorni si tratta di fare teologicamente anche il percorso inverso verso Atene, ritornare a ciò che il pensiero classico filosofico greco è stato per la società occidentale e di riflesso per il mondo intero.

Vi sono molte sollecitazioni letterarie e culturali in tal senso, occorre attrezzarsi in merito. Il pensiero biblico si può irrobustire nel confronto con il mondo della filosofia greca antica, le peculiarità dell’universo biblico, infatti, possono essere evidenziate e riemergere proprio in un confronto fitto e diffuso con le tematiche filosofiche, ancora una volta, ma questa volta sarà senza dipendenze e privo di commistioni. Il pensiero filosofico classico greco può ‘stuzzicare’ le risposte bibliche che possono riscoprire energie vitali.

Nel cartone disneyano quando il personaggio Semola estrae la spada dalla roccia (la spada Excalibur) il cielo si apre e vi scende un suono, è lui il prescelto. 

Ma è solo un cartone animato...

Nel testo biblico la voce divina di glorificazione non è da tutti compresa, come tale il messaggio può essere frainteso e sottovalutato. 

Ma è solo un testo biblico...

Sulla croce Gesù sarà granello di frumento che crocifisso muore per la vita di tutti.

Ora avviene il giudizio di questo mondo; ora sarà cacciato fuori il principe di questo mondo

Nella Domenica liturgicamente denominata Judica, con le parole del salmista s’invoca giustizia da Dio, occorre mandare via il principe di questo mondo

Concretamente siamo noi che non dobbiamo seguire i soliti percorsi mondani di predominio e sopraffazione; è questo innanzitutto un esercizio da imporsi prima di pretenderlo da altri.

Granello di frumento, il frumento è più fragile dell’orzo, altro cereale molto importante nell’economia dell’Israele biblico, nel senso che non era sempre disponibile e le carestie riguardavano soprattutto la carenza grave proprio del frumento.

Il termine “grano” linguisticamente ha una pluralità di derivazioni, non ultima, dal sanscrito ghar- (“spargere”) e ghar-arati che vuol dire asper/ge/, che si sparpaglia, si dissemina.

Biblicamente è la DIASPORA, non necessariamente cacofonicamente dispersiva. 

Può diventare, anagrammata, RAPSODIA là dove poesia e prosa s’incontrano. Com’è noto, sempre anagrammata, diaspora si rende anche con PARADISO,

allora saremo tornati a casa, tutti, e il lutto non ci sarà più.

Il tempo della passione, il tempo dell’assenza di persone non può essere sottovalutato nella sua malinconica tristezza, ma non è per sempre, non è l’ultima parola.

Di questa speranza, di questa fede ne basta un chicco, e quando ci pare che vi sia carestia anche di uno solo di questi chicchi è solo perché stanno diventando un albero per offrire ristoro per un pezzo di cielo già qui nella memoria dei delicati ricordi già adesso e poi saremo abbracciati a loro, questo ci è angelicamente sussurrato, forse con il rombo di un tuono, senza fraintendimenti...

Un rombo di tuono può lasciarti indifferente o essere percepito come minaccioso, oppure intendere che: ‘tanto non mi riguarda...’.

Indifferenti, impauriti, esclusi. 

Tipologie ben note che a volte ci attraversano in successione, a volte persino simultaneamente.

Ma la fede ci chiama ad essere motivati, liberati, coinvolti.

Siamo tra terra e cielo,

siamo al cuore della fede, fede piccola ma grande. 

L’ora della fede è questa.



L’angolo della Preghiera

per non deporre la preghiera in un angolo


Chiediamo giustizia, come il salmista, in un mondo che ne è carente.

Dobbiamo imparare noi per primi ad agire e pensare con giustizia.

Giustizia da condividere come pane nella quotidianità.

La croce resta il criterio della fede autentica.

La croce non può e non deve essere condivisa come il pane, è uno strumento di morte, 

non dimentichiamolo mai.

Ma ai suoi piedi, ai piedi del Cristo, vero Dio crocifisso,

giustizia e amore trovano l’abbraccio

per l’ora della nostra vita e per l’eternità.

                                                                                         Maurizio Abbà







giovedì 18 marzo 2021

RUT Una Matriarca d'Israele

 



Domenica 21 marzo 2021

Alle 6,35 del mattino


Per riascoltare questa puntata o le altre

puntate già andate in onda

Clicca qui

 


Culto Evangelico

"Una Matriarca d'Israele"

Rut 4:13-17

Predicazione

a cura della pastora

 

Milena Martinat

 

Il programma proseguirà

con il notiziario dal mondo evangelico

la segnalazione di alcuni appuntamenti. 

 

 

Conclude la puntata la rubrica

"Tra le parole"

a cura di

Gian Mario Gillio

Dante, Lutero e l'aldilà

 


Per rivedere le puntate

di Protestantesimo clicca su VIDEO

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protestantesimo@rai.it

 

 Domenica mattina 21 marzo poco dopo le ore  8,00

Repliche

Martedì notte 23 marzo alle ore 1,10

 

e domenica notte 28 marzo alle ore  1,00

sempre su RaiDue



In questa  puntata

 

Dante, Lutero e l'aldilà”

Che succede dopo, quando la vita sulla terra finisce?

Ce lo chiediamo tutti, prima o poi.

La prima immagine che ci viene in mente è quella dell’inferno

o del paradiso che ci hanno insegnato a scuola.

Quella di Dante figlio, come Martin Lutero, delle terrificanti fantasie medievali.

Ma l’idea del Paradiso (o dell’inferno, per chi ci crede) per i cristiani è ben diversa.

E allora facciamo insieme un viaggio in quella

“terra da cui nessun viaggiatore è mai tornato".

E cerchiamo una risposta alla domanda: dopo, che succede ?

martedì 16 marzo 2021

La ricchezza della diversità da condividere

 


Apri i nostri cuori, affinché sappiamo comprendere

     la ricchezza della diversità, 

e ravviva la nostra speranza in un mondo di cui si

      sapranno apprezzare le ricchezze 

      e si sarà capaci di condividerle.


         popoli nativi del Canada

domenica 14 marzo 2021

Preghiera è Dialogo con Dio

 


L’angolo della Preghiera 

per non deporre la preghiera in un angolo 


La risorsa della preghiera è dialogo con Dio. 

Non un parlare su Dio ma con Dio Padre Figlio Spirito Santo. 

Preghiere che dal cielo porgono parole sulle labbra, 

le nostre parole non possono che essere parole terrestri. 

Parole non per giudicare ma per fruttificare misericordia attorno a noi 

(e dentro di noi!). 


                                                                                         Maurizio Abbà

mercoledì 10 marzo 2021

La pazienza di Dio



Signore Gesù Cristo, quante volte sono stato impaziente.

Scoraggiato, volevo rinunciare a tutto,

o trovare un facile ripiego: la disperazione.

Ma tu non hai perso la pazienza.

Hai resistito e sofferto per la vita intera per salvare anche me.


                                                                    Søren Kierkegaard


lunedì 8 marzo 2021

Dio è seduta e piange. Ma, guardate ...


A TUTTE LE TESSITRICI DEL MONDO


Dio è seduta e piange,
la meravigliosa tappezzeria della creazione
che aveva tessuto con tanta gioia è mutilata,
è strappata a brandelli, ridotta in cenci;
la sua bellezza è saccheggiata dalla violenza.

Dio è seduta e piange.
Ma, guardate, raccoglie i brandelli,
per ricominciare a tessere.
Raccoglie i brandelli delle nostre tristezze,
le pene, le lacrime, le frustrazioni
causate dalla crudeltà, dalla violenza,
dall'ignoranza, dagli stupri, dagli assassinii.

Raccoglie i brandelli di un duro lavoro,
degli sforzi coraggiosi, delle iniziative di pace,
delle proteste contro l'ingiustizia.
Tutte queste realtà che sembrano piccole e deboli,
le parole, le azioni offerte in sacrificio,
nella speranza, la fede, l'amore.

Guardate!
Tutto ritesse con il filo d'oro della gioia.
Dà vita ad un nuovo arazzo,
una creazione ancora più ricca, ancora più bella
di quanto fosse l'antica!

Dio è seduta, tesse con pazienza, con perseveranza
e con il sorriso che sprigiona come un arcobaleno
sul volto bagnato delle lacrime.
E ci invita a non offrirle soltanto i cenci
ed i brandelli delle nostre nostre sofferenze
e del nostro lavoro.

Ci domanda molto di più;
di restarle accanto davanti al telaio della gioia,
ed a tessere con lei l'arazzo della nuova creazione.


       
                                                        M. Riensiru - CEC.

(tratto da: 
Comitato Italiano per la CEVAA, Comunità di Chiese in Missione,
raccolta e traduzione testi: Renato Coïsson, 
Spalanca la finestra, raccolta di testi di fede, Stampato ma non pubblicato, 2000, p.116).

domenica 7 marzo 2021

martedì 2 marzo 2021

Saggezza e mansuetudine