La Fonte della Parola
BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole
Domenica 21 marzo 2021– 5a DEL TEMPO DI PASSIONE – JUDICA
(Fammi giustizia, o Dio! – Salmi 43,1a)
GEREMIA 31,31-34 EBREI 5,7-9
Evangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 12,20-33
20 Or tra quelli che salivano alla festa per adorare c'erano alcuni Greci.
21 Questi dunque, avvicinatisi a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, gli fecero questa richiesta: «Signore, vorremmo vedere Gesù».
22 Filippo andò a dirlo ad Andrea; e Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù.
23 Gesù rispose loro, dicendo: «L'ora è venuta, che il Figlio dell'uomo dev'essere glorificato.
24 In verità, in verità vi dico che se il granello di frumento caduto in terra non muore, rimane solo; ma se muore, produce molto frutto.
25 Chi ama la sua vita, la perde, e chi odia la sua vita in questo mondo, la conserverà in vita eterna.
26 Se uno mi serve, mi segua; e là dove sono io, sarà anche il mio servitore; se uno mi serve, il Padre l'onorerà.
27 Ora, l'animo mio è turbato; e che dirò? Padre, salvami da quest'ora? Ma è per questo che sono venuto incontro a quest'ora.
28 Padre, glorifica il tuo nome!» Allora venne una voce dal cielo: «L'ho glorificato, e lo glorificherò di nuovo!»
29 Perciò la folla che era presente e aveva udito, diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: «Gli ha parlato un angelo».
30 Gesù disse:
«Questa voce non è venuta per me, ma per voi.
31 Ora avviene il giudizio di questo mondo; ora sarà cacciato fuori il principe di questo mondo;
32 e io, quando sarò innalzato dalla terra, attirerò tutti a me».
33 Così diceva per indicare di qual morte doveva morire.
MEDITAZIONE a cura del pastore Maurizio Abbà
NE BASTA DAVVERO UN SOLO CHICCO
Nel cartone animato La Spada nella Roccia (1963) - sulla traccia del precedente romanzo omonimo di T.H, White - oltre a mago Merlino, spicca la figura di Semola un ragazzino esile esattamente come il suo nome indica.
Il giovane farà il suo percorso di crescita che lo porterà a diventare re Artù.
Fidarsi delle proprie capacità e andare verso il proprio destino è l’insegnamento della storia di Semola mentre l’insegnamento evangelico elargito nel passo giovanneo non annulla per forza questo insegnamento, ma pone in risalto con la storia del granello di frumento che bisogna lasciar andare per poter ritrovare.
Il granello di senape (Marco 4,30-34; Luca 13,18-21) che diventerà un florido ed accogliente albero maestoso che offre con i suoi rami il ristoro di una fresca ombra agli uccelli del cielo.
Il parallelismo, non si coglie subito, ma occorre notare che: il seme cade nella terra e muore, poi risorto si erge verso il cielo ed ospita coloro che hanno ali per librarsi nel cielo medesimo.
I Greci desiderano vedere Gesù (Giovanni 12,20-21),
ma vedere Gesù non è garanzia di fede autentica che si realizza.
I suoi apostoli e discepoli pur con Gesù accanto non riusciranno, se non dopo la Risurrezione, a comprendere la straordinaria portata del suo insegnamento.
Ai nostri giorni si tratta di fare teologicamente anche il percorso inverso verso Atene, ritornare a ciò che il pensiero classico filosofico greco è stato per la società occidentale e di riflesso per il mondo intero.
Vi sono molte sollecitazioni letterarie e culturali in tal senso, occorre attrezzarsi in merito. Il pensiero biblico si può irrobustire nel confronto con il mondo della filosofia greca antica, le peculiarità dell’universo biblico, infatti, possono essere evidenziate e riemergere proprio in un confronto fitto e diffuso con le tematiche filosofiche, ancora una volta, ma questa volta sarà senza dipendenze e privo di commistioni. Il pensiero filosofico classico greco può ‘stuzzicare’ le risposte bibliche che possono riscoprire energie vitali.
Nel cartone disneyano quando il personaggio Semola estrae la spada dalla roccia (la spada Excalibur) il cielo si apre e vi scende un suono, è lui il prescelto.
Ma è solo un cartone animato...
Nel testo biblico la voce divina di glorificazione non è da tutti compresa, come tale il messaggio può essere frainteso e sottovalutato.
Ma è solo un testo biblico...
Sulla croce Gesù sarà granello di frumento che crocifisso muore per la vita di tutti.
Ora avviene il giudizio di questo mondo; ora sarà cacciato fuori il principe di questo mondo
Nella Domenica liturgicamente denominata Judica, con le parole del salmista s’invoca giustizia da Dio, occorre mandare via il principe di questo mondo.
Concretamente siamo noi che non dobbiamo seguire i soliti percorsi mondani di predominio e sopraffazione; è questo innanzitutto un esercizio da imporsi prima di pretenderlo da altri.
Granello di frumento, il frumento è più fragile dell’orzo, altro cereale molto importante nell’economia dell’Israele biblico, nel senso che non era sempre disponibile e le carestie riguardavano soprattutto la carenza grave proprio del frumento.
Il termine “grano” linguisticamente ha una pluralità di derivazioni, non ultima, dal sanscrito ghar- (“spargere”) e ghar-arati che vuol dire asper/ge/, che si sparpaglia, si dissemina.
Biblicamente è la DIASPORA, non necessariamente cacofonicamente dispersiva.
Può diventare, anagrammata, RAPSODIA là dove poesia e prosa s’incontrano. Com’è noto, sempre anagrammata, diaspora si rende anche con PARADISO,
allora saremo tornati a casa, tutti, e il lutto non ci sarà più.
Il tempo della passione, il tempo dell’assenza di persone non può essere sottovalutato nella sua malinconica tristezza, ma non è per sempre, non è l’ultima parola.
Di questa speranza, di questa fede ne basta un chicco, e quando ci pare che vi sia carestia anche di uno solo di questi chicchi è solo perché stanno diventando un albero per offrire ristoro per un pezzo di cielo già qui nella memoria dei delicati ricordi già adesso e poi saremo abbracciati a loro, questo ci è angelicamente sussurrato, forse con il rombo di un tuono, senza fraintendimenti...
Un rombo di tuono può lasciarti indifferente o essere percepito come minaccioso, oppure intendere che: ‘tanto non mi riguarda...’.
Indifferenti, impauriti, esclusi.
Tipologie ben note che a volte ci attraversano in successione, a volte persino simultaneamente.
Ma la fede ci chiama ad essere motivati, liberati, coinvolti.
Siamo tra terra e cielo,
siamo al cuore della fede, fede piccola ma grande.
L’ora della fede è questa.
L’angolo della Preghiera
per non deporre la preghiera in un angolo
Chiediamo giustizia, come il salmista, in un mondo che ne è carente.
Dobbiamo imparare noi per primi ad agire e pensare con giustizia.
Giustizia da condividere come pane nella quotidianità.
La croce resta il criterio della fede autentica.
La croce non può e non deve essere condivisa come il pane, è uno strumento di morte,
non dimentichiamolo mai.
Ma ai suoi piedi, ai piedi del Cristo, vero Dio crocifisso,
giustizia e amore trovano l’abbraccio
per l’ora della nostra vita e per l’eternità.
Maurizio Abbà