venerdì 28 luglio 2023

Cosa c'è nella fede?

 

                                                             DOMENICA 30 LUGLIO

                                                           9a  DOPO PENTECOSTE

                                                         Bibbia Versione Nuova Riveduta


Evangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 13,44-46

Gesù dice:

«Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo, che un uomo, 

dopo averlo trovato, nasconde; 

e, per la gioia che ne ha, va e vende tutto quello che ha, 

e compra quel campo.

«Il regno dei cieli è anche simile a un mercante che va in cerca di belle perle; 

e, trovata una perla di gran valore, se n'è andato, 

ha venduto tutto quello che aveva, 

e l'ha comprata.


                                                    la Lumière

                                   Nella fede 

l'entusiasmo di chi si lascia raggiungere,

e chi cerca l'accoglie per quanto è preziosa


vetrata della Scot's Church - Melbourne
La parabola del tesoro nascosto (a sinistra) e la parabola della perla (a destra) 


Briciole di Fede

per una fede non in briciole


Cosa c'è nella fede?

                                            

                                                        Meditazione di Maurizio Abbà


Alle domande: 

Cosa conta davvero?
Qual è il senso della vita?
Cosa c'è nella fede?

S'intende la fede autentica, non la mera ripetizione di gesti e parole 'religiose'.

Le due parabole evangeliche, che sono all'interno del discorso di Gesù sulle parabole del Regno, pennellano tratti cromatici di significato.


Tesoro 
nel testo greco è assente l'articolo. 
I biblisti ci dicono che con l'assenza dell'articolo nei nomi concreti 
la frase del testo biblico acquisisce una tonalità particolare.
Tesoro trovato senza essere stato cercato, 
era nascosto ed è stato trovato,
non lo si cerca e si è raggiunti,
ciò dà ancora più entusiasmo.


Perla 
(anche qui nel testo greco è assente l'articolo, vale lo stesso discorso che per tesoro),
qui la scoperta della perla preziosa, di valore inestimabile, 
è invece frutto di una ricerca.
La ricerca è stata premiata!
Continuerà, appunto con entusiasmo,
nel lasciarsi gradevolmente sorprendere.


Le due mini-parabole ('mini' per quantità non certo per qualità) 
sono unite dal nesso 'vendere tutto', 
così da poter 'comperare' ciò che conta davvero.


'Comperare': il che vuol dire spazio e tempo appunto a quello che merita,
che, a volte, ti è vicinissimo, 
a volte richiede una ricerca oltre i soliti confini.


L'insegnamento: lasciarsi raggiungere dalla fede che diventa Regno di Dio
e come cercarlo.


L'ordine del racconto delle parabole non è a caso:
indica dopo l'essere raggiunti, 
il continuare a cercare.
Ecco un altro antidoto al veleno dei fondamentalismi.


Nella scoperta improvvisa, e nella ricerca,
s'innalza il No al fatalismo, il No al destino.


Essere raggiunti e cercare.
O detto in altro modo:
ecco il Sì al Regno di Dio, non come luogo geografico o socio-politico,
ma come orizzonte di senso che sboccia all'improvviso come un fiore
da curare, innaffiare, tutelare, salvaguardare.


Il grande regalo: la preziosità e l'unicità della fede nell'amore,
ecco il tesoro da portare ancora alla luce,
che è alla nostra portata 
e da elargire.



venerdì 21 luglio 2023

La pazienza del fare nella speranza


DOMENICA 23 LUGLIO 

8a DOPO PENTECOSTE


Evangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 13,24-30

Bibbia versione Nuova Riveduta


Gesù: 

Egli propose loro un'altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un uomo che aveva seminato buon seme nel suo campo. Ma mentre gli uomini dormivano, venne il suo nemico e seminò le zizzanie in mezzo al grano e se ne andò. Quando l'erba germogliò ed ebbe fatto frutto, allora apparvero anche le zizzanie. E i servi del padrone di casa vennero a dirgli: "Signore, non avevi seminato buon seme nel tuo campo? Come mai, dunque, c'è della zizzania?" Egli disse loro: "Un nemico ha fatto questo". I servi gli dissero: "Vuoi che andiamo a coglierla?" Ma egli rispose: "No, affinché, cogliendo le zizzanie, non sradichiate insieme con esse il grano. Lasciate che tutti e due crescano insieme fino alla mietitura; e, al tempo della mietitura, dirò ai mietitori: 'Cogliete prima le zizzanie, e legatele in fasci per bruciarle; ma il grano, raccoglietelo nel mio granaio'"».


la Lumière 

Isaac Claesz van Swanenburg (attribuito)

Parabola del grano e della zizzania

(1590-1610)

Rijksmuseum - Amsterdam


Briciole di Fede

per una fede non in briciole


La pazienza del fare nella speranza

                                          Meditazione  di Maurizio Abbà


La settimana scorsa la domanda principale era:

cosa stiamo seminando?

Mentre questa Domenica la domanda che s'impone è:

Sul cosa si raccoglierà? E senza la fretta cattiva consigliera.


Grano buono 

mentre la gramigna ossia le zizzanie 

non vanno sottovalutate per la loro pericolosità

ma neppure sopravvalutate nel dare loro la precedenza.

Infatti possono prendere il sopravvento in due modi: 

quando si fa finta di niente e poi

le si raccoglie come se niente fosse, 

è la ben nota e diffusa indifferenza.


Oppure nel trascurare l'importanza del grano buono, 

è la preziosità del granaio 

rifugio e giacimento di cosa è davvero che conta.


Non va poi trascurato il fascino che possono esercitare le zizzanie,

fuor di metafora, sono le cattive notizie che fanno 'presa' maligna, 

le buone notizie, al contrario, sono considerate benigne sì ma noiose,

al punto che, a volte, non sono neppure citate 

o lo sono distrattamente e pure di sfuggita, purtroppo.


Gramigna: è in mezzo alla parte buona, 

non risulta così facilmente suddivisibile,

occorre un lavoro di fino per distinguerla 

ed asportarla, a suo tempo.

Il discernimento è arte che richiede impegno da esercitare serenamente.

- Questa parabola è un vero antidoto alla fretta dei fondamentalismi,

che non sanno proprio discernere - .



In erboristeria la gramigna è ricercata in quanto le sono attribuite proprietà

antinfiammatorie, diuretiche, depurative, 

anche qui, fuor di metafora, si può dire

che occorre prestare attenzione: anche dalla gramigna,

a volte, qualcosa si può ottenere di valido.

Non bisogna essere sbrigativi nel toglierla,

ma bisogna tessere con saggezza

i fili della trama della pazienza

che s'intrecciano con l'ordito dei fili della speranza.


Evangelo vuol dire 'Buona Notizia', 

da qui anche la difficoltà ad essere recepita.

Diverrà la parabola del grano buono.


Ai  classici 'Sola' della Riforma Protestante

capisaldi della teologia riformata:

solus Christus, sola Fide, sola Gratia, sola Scriptura, soli Deo Gloria

in aggiunta ecco, con una piccola nota umoristica: 

solo grano buono con pazienza e a suo tempo!


La parabola del grano e delle zizzanie,

in un certo senso, è già una parabola del periodo nell'Avvento,

dove la pazienza riformatrice ci potrebbe cambiare, almeno un po'.


Il grano buono della forza prorompente dell'Evangelo.

Per questo occorre pazienza,

ma non è attesa inerte, 

ma è la dolce energia della pazienza del fare.


“Se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio imparo” 

o capisco, (secondo alcune varianti),

diceva il grande artista, scrittore e designer Bruno Munari

menzionando un antico proverbio cinese. 


Qui nella parabola evangelica c'è anche l'importanza sapiente

di un certo non fare per saper poi costruire

con giudizio e discernimento nella speranza.



mercoledì 19 luglio 2023

Quando si cerca la Pace

 

Bars d’la Tajola 

sentieri di riflessioni ed approfondimenti teologici


Chi cerca la pace cercherà l'altro, 

imparerà ad ascoltare, 

applicherà il perdono,

rinuncerà a maledire,

susciterà speranza,

ammetterà la propria colpa,

rimarrà paziente,

vivrà lui stesso della pace di Dio.

                                                    Schalom Ben-Chorin

martedì 18 luglio 2023

L'azione dello Spirito Santo

 

la Balma

parole sporgenti per dare riparo


Essere umani, diventare uomini, donne vere,

non è essenzialmente frutto dei nostri sforzi,

non dipende dalla buona volontà, 

non viene alla fine nemmeno dalla paziente ricerca

del giusto e del buono, anche se ciò è necessario per rimanere umani,

ma è azione dello Spirito,

che compie il miracolo anche quando abbiamo smesso di invocarlo.


                                                                                      Maria Bonafede

giovedì 13 luglio 2023

Cosa stiamo seminando?

 

DOMENICA 16 LUGLIO

7a DOPO PENTECOSTE

Evangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 13,1-9

Bibbia versione Nuova Riveduta


In quel giorno Gesù, uscito di casa, si mise a sedere presso il mare; 

e una grande folla si radunò intorno a lui; 

cosicché egli, salito su una barca, vi sedette; 

e tutta la folla stava sulla riva. 

Egli insegnò loro molte cose in parabole, dicendo:

«Il seminatore uscì a seminare. 

Mentre seminava, una parte del seme cadde lungo la strada; 

gli uccelli vennero e la mangiarono. 

Un'altra cadde in luoghi rocciosi dove non aveva molta terra; 

e subito spuntò, perché non aveva terreno profondo; 

ma, levatosi il sole, fu bruciata; e, non avendo radice, inaridì. 

Un'altra cadde tra le spine; e le spine crebbero e la soffocarono. 

Un'altra cadde nella buona terra e portò frutto, 

dando il cento, il sessanta, il trenta per uno. 

Chi ha orecchi oda».


 la Lumière

Seminare, 

sì va bene,

ma cosa seminiamo nella nostra vita quotidiana?

Vincent van Gogh     Seminatore al tramonto     (1888)
olio su tela  64x80,5 cm
Museo Kröller-Müller - Otterlo



Briciole di Fede

per una fede non in briciole


Cosa stiamo seminando?

                                         Meditazione di Maurizio Abbà


Ecco il manifesto programmatico di Gesù

inserito in un discorso che si vuole popolare:

"Il seminatore uscì a seminare ..."

parole semplici, tratte dalle vita quotidiana,

incastonate ariosamente in una delle parabole evangeliche.


Il nome  Gesù vuol dire: 'salute', 'salva',

questo dobbiamo sempre averlo a mente come base 

della prassi e della teoria che riguarda Gesù di Nazareth.


La semina è in tutti i terreni,

così nessuno risulta escluso, anche i terreni più difficili, 

anche, in apparenza, per i terreni meno ricettivi.

Da sottolineare anche la diversità (quadruplice) dei terreni.

Il che vuol anche dire che l'accoglienza dev'essere diversificata.


Verso il tramonto la semina,

il tramonto può essere un periodo fruttuoso 

non di lento ed inesorabile spegnimento

ma di attività proiettata nel futuro prossimo e remoto.


Poi arriverà l'alba ("ma levatosi il sole") 

e allora che alba sarà?

Cosa stiamo seminando ora e per le generazioni future?


Una barca come pulpito per la predicazione di Gesù,

infatti, la cornice geografica è il 'mare' (in realtà è: il lago di Gennezaret).


  Il biblista Klaus Berger scrive che in un commentario a Matteo 13,5:

"si legge che una parte del seminato, caduta sulle rocce, si inaridì perché

non aveva sufficiente humor («umidità», in latino). 

Il commentario gioca sul doppio senso che il termine «humor» riceve,

se lo si legge in latino o in tedesco (e anche in italiano)."


Il messaggio evangelico ossia il messaggio di Buona Notizia è: 

Ascoltare per portare frutti sempre più generosi. 

A volte quando si può, ogni volta che si può, con un pizzico di umorismo.

Per fare questo occorre:

ricordarsi di volare in terra, perché abbiamo radici in cielo!




(Klaus Berger, Un cammello per la cruna di una ago? L'umorismo di Gesù
tr.it., Editrice Queriniana, 2022, 8).



mercoledì 12 luglio 2023

Nutrimento spirituale concreto



L'angolo della Preghiera 

per non deporre la preghiera in un angolo



La preghiera è figlia della fede, 

     ma la figlia deve nutrire la madre

Søren Aabye Kierkegaard 

frase che il filosofo danese riprendeva, a sua volta, 

da una citazione a lui precedente.




Credere è ...

 

BRICIOLE DI FEDE

per una fede non in briciole


Credere è aver fiducia

Credere significa conoscere

Credere significa confessare la propria fede     

                                                                          Karl Barth


martedì 11 luglio 2023

Con la compagnia di Dio

 

Bars d’la Tajola 

sentieri di riflessioni ed approfondimenti teologici


Credo in un Dio che accompagna da vicino ogni passo

del mio cammino su questa terra;

dietro a me, spesso vede i miei errori e ne soffre;

ogni tanto, accanto a me, mi parla e mi ammaestra; 

altre volte, davanti a me, mi guida e scandisce per me

il ritmo del mio procedere.

                                              Chiesa valdese del Rio de la Plata

lunedì 10 luglio 2023

E come Empatia

 

la Balma

parole sporgenti per dare riparo




Beato sei tu, 

se non hai paura di fremere con il tuo prossimo

che affronta il dolore, la solitudine o la miseria.


Allora la porta del tuo cuore si aprirà 

alle lacrime di compassione e al gesto che solleva,

e tu stesso sarai consolato.


                                         Claude Bernard

giovedì 6 luglio 2023

Dolcezza e mitezza del discepolato

 

DOMENICA 9 LUGLIO

6a DOPO PENTECOSTE


Evangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 11,25-30

Bibbia versione Nuova Riveduta


In quel tempo Gesù prese a dire: 

«Io ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, 

perché hai nascosto queste cose ai sapienti e agli intelligenti, 

e le hai rivelate ai piccoli. 

Sì, Padre, perché così ti è piaciuto. 

Ogni cosa mi è stata data in mano dal Padre mio; 

e nessuno conosce il Figlio, se non il Padre; 

e nessuno conosce il Padre, se non il Figlio, 

e colui al quale il Figlio voglia rivelarlo.

Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, 

e io vi darò riposo. 

Prendete su di voi il mio giogo e imparate da me, 

perché io sono mansueto e umile di cuore; 

e voi troverete riposo alle anime vostre;  

poiché il mio giogo è dolce e il mio carico è leggero».



la Lumière

Insegnamento di Gesù

sempre valido

da imparare


                                                       Il Buon Pastore

(epoca tardo antica)  

stile paleocristiano

Catacombe di Priscilla - Roma


Dolcezza e mitezza del discepolato

                                                Meditazione di Maurizio Abbà


giogo/dolce, carico/leggero

contrasti che sorprendono e non paiono subito convincere.

Soprattutto perché il fine del discorso di Gesù è una liberazione 

per non dominare e per non essere dominati.


Gesù non vuole opprimere, 

ma liberare.

Non siamo abituati ad essere liberi,

siamo sottoposti a diverse costrizioni, infatti,

ci leghiamo a situazioni via via sempre più faticose,

che ci sottopongono a percorsi

in cui pensiamo di addizionare cose, 

faticosamente ed affanosamente,

ma così facendo sottraiamo tempo e contenuti a persone care e a noi. 


Pensiamo di cavarcela facilmente dicendo: 

ciò che conta è la qualità del tempo che trascorriamo, non la quantità ...

Eppure l'ampiezza del tempo diciamo pure profuso 

(appunto la sua quantità) ha la sua importanza, 

in quanto è certezza di una continuità affettiva 

non intermittente,

non sporadica.

Potremmo dire una continuità affettiva effettiva.


Dolcezza & Mitezza 

questo era il manifesto programmatico di Gesù di Nazareth,

in cui metodo e contenuti si avvolgevano e si dispiegavano.

Mansuetudine e umiltà di cuore, i biblisti c'insegnano,

che si può tradurre anche con: 'maniere dolci e semplice di parole'.

Questo programma in Gesù Cristo presto è stato crocifisso.

Lo è stato poi ripetutamente nella Storia.

Questo è il significato del crocifisso.

Il desiderio e la speranza di una Risurrezione.

Questo è il significato della croce nuda.


Tra gli orizzonti del Sermone della Montagna

ecco l'apparentemente sconfitto ma intramontabile il:

Beati i mansueti 

Matteo 5,5a 

ecco il programma 'scolastico' per i discepoli del Maestro Gesù.










mercoledì 5 luglio 2023

Cos'è la Preghiera?

 

L'angolo della Preghiera

per non deporre la preghiera in un angolo


Il SIGNORE ha ascoltato la mia supplica, 

il SIGNORE accoglie la mia preghiera

Salmi 6,9


Ma tu, quando preghi, entra nella tua cameretta e,

chiusa la porta, rivolgi la preghiera al Padre tuo che è nel segreto;

e il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa.

Matteo 6,6



La preghiera non è un'opera, una pratica:

è una grazia, una gioia, 

è la respirazione dell'anima sulle alture divine.

Non è comandata, è permessa; 

non è un dovere, è una concessione.

Poiché il dialogo del figlio col Padre è il privilegio 

più alto dei figli e delle figlie di Dio.

                                                                          

                                                                              Leonhard Ragaz

martedì 4 luglio 2023

Briciole di Accoglienza e Libertà

 


BRICIOLE DI FEDE

per una fede non in briciole


Cara chiesa di … , (...)


Hai mai pensato che dovresti assomigliare 

a un balcone?

Così che grazie a voi ci si possa affacciare sul

mondo e aprirsi agli altri.


Siate come un balcone aperto, capace di

accogliere la gente, per scambiarvi le idee.

Non sentitevi più importanti di altri:

in un balcone è tanto importante la mattonella

del pavimento che dà sostegno

come la sbarra della ringhiera che dà protezione.


Fate in modo che presso di voi possano trovare

accoglienza gli uccelli del cielo

e provvedete a sfamarli con le vostre briciole.


Fate in modo, però, che il balcone non divenga

una gabbia…

non siate, dunque, rigidi e austeri, non imponete

la vostra legge,

ma siate flessibili così da poter crescere 

e maturare.

                                                          


Weekend dei catecumeni ad Agape   
marzo 2013





Il testo integrale si trova nella raccolta di testi di fede: 
- a cura del Comitato italiano per la CEVAA,
Allarga la tua tenda
Raccolta e traduzione testi a cura di Renato Coïsson.
Stampato ma non pubblicato, 2016, pp. 120-121.



lunedì 3 luglio 2023

Dov'è Dio?



Bars d’la Tajola 

sentieri di riflessioni ed approfondimenti teologici


Gerd Theissen:

“ Se oggi un bambino mi chiedesse: 
«Dov’è Dio?», 
risponderei con due aneddoti ebraici. 



Il primo aneddoto dice:

Quando rabbi Yitzhak Meir era ragazzo, 

un giorno sua madre lo portò da un maestro famoso. 

Allora uno gli chiese: 

«Yitzhak Meir, io ti dò un fiorino se mi dici dove abita Dio». 

Egli rispose: «Ed io ti dò due fiorini se mi dici dove Dio non abita».



Il secondo aneddoto è il seguente:

Un famoso rabbi, un giorno, 

stupì alcuni dotti che erano suoi ospiti chiedendo:

«Dove abita Dio?». 

Essi lo derisero. 

«Che stai dicendo? Il mondo è pieno della sua gloria!». 

Ma lui stesso rispose alla propria domanda: 

«Dio abita là dove lo si lascia entrare».




tratto da: Gerd Theissen
La Porta Aperta Variazioni bibliche
Edizione italiana a cura di Giuliana Gandolfo, 
(Meditazioni bibliche), Claudiana editrice, Torino, 1993, 147.


sabato 1 luglio 2023

Saggezza della bellezza crepuscolare

 

la Balma

parole sporgenti per dare riparo






A mezzogiorno si fa lavoro e politica.

Al crepuscolo si fa poesia.

Le abitudini del lavoro

nascondono la nostra verità

ma non possono impedire che la sera arrivi,

inducendo pensieri diversi,

pensieri di solitudine, maestri silenziosi.

Se diamo loro attenzione

e ascoltiamo quello che hanno da dire,

diventeremo saggi.

                                                Rubem A. Alves


In copertina: Daniel Bonnell, La strada per Emmaus, (2003) olio su tela


Rubem A. Alves
La bellezza del crepuscolo
traduzione dal portoghese a cura di Marco Dal Corso
(Collana Sympathetika), Edizioni Qiqajon, Comunità di Bose,
Magnano (BI), 2018
www.qiqajon.it