sabato 29 giugno 2019

la Lumière Domenica 30 giugno - Matteo 11,28

foglio biblico, teologico, liturgico
gratuito

Domenica 30 Giugno - 3a DOPO PENTECOSTE

Evangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 11,28

Venite a me, 
voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo. 


BRICIOLE DI FEDE
   per una fede non in briciole

Maurizio Abbà

Nella nostra ricerca di fede
andare a Gesù il Cristo ci porta a stare su di un terreno sicuro
anche quando siamo stanchi e indeboliti da tante avversità
(ne basta una per fiaccarci..lo sappiamo bene purtroppo);
con Gesù possiamo, nonostante tutto, sì possiamo.

Lo Spirito Santo boccia i nostri desideri ingannevoli,
ci rimanda a Gesù 
per promuovere 
le nostre vere possibilità di vita.

Allora si riscopre ciò che vale davvero:
per un riposo rigeneratore di nuove energie,
di nuove possibilità di costruire la vita.


Il seguente testo è un racconto tratto dal sito internet: 
www.qumran2.net
- sezione ritagli - in data 29 giugno 2019 ore 13:20.


Il contadino e il poeta 

Un contadino stanco della solita routine quotidiana, 
tra campi e duro lavoro, decise di vendere la sua tenuta. 
Dovendo scrivere il cartello per la vendita decise 
di chiedere aiuto al suo vicino che possedeva delle doti
poetiche innate.
Il romantico vicino accettò volentieri e scrisse per lui un cartello che diceva:
"Vendo un pezzettino di cielo, 
adornato da bellissimi fiori e verdi alberi, 
con un fiume, dall'acqua cosi pura 
e dal colore più cristallino che abbiate mai visto."

Fatto ciò, il poeta dovette assentarsi per un po' di tempo, 
al suo rientro però, decise di andare a conoscere il suo nuovo vicino.
La sua sorpresa fu immensa nel vedere il solito contadino, impegnato nei suoi lavori agricoli.

Il poeta domandò quindi: "Amico non sei andato via dalla tenuta?"
Il contadino rispose sorridendo: 
"No, mio caro vicino, dopo aver letto il cartello che avevi scritto, 
ho capito che possedevo il pezzo più bello della
terra e che non ne avrei trovato un altro migliore."
 
Non aspettare che arrivi un poeta per farti un cartello che ti dica quanto è meravigliosa la tua vita, 
la tua casa, la tua famiglia e tutto ciò che
possiedi...
 
Ringrazia sempre Dio per la salute che hai, la vita che vivi, 
per la caparbietà che hai nel lottare per andare avanti.
 
Che il Signore benedica questo pezzettino di cielo che è la tua vita.
Il tuo risveglio al mattino è la parte migliore, 
perché è lì che Dio ti dice:
"Alzati, ti regalo un'altra opportunità".
Nasciamo per essere felici, non perfetti
I giorni buoni ti danno felicità
I giorni cattivi ti danno esperienza
I tentativi ti mantengono forte
Le prove ti mantengono umano
Le cadute ti mantengono umile
ma solo Dio ti mantiene in piedi.
 

sabato 22 giugno 2019

la Lumière - Domenica 23 giugno 2019 - Geremia 30,19-20a

foglio biblico, teologico, liturgico
gratuito

DOMENICA 23 giugno - 2a Dopo Pentecoste

Geremia 30,19-20a

Ne usciranno ringraziamenti,
voci di gente festante.
Io li moltiplicherò e non saranno più ridotti a pochi;
li renderò onorati e non saranno più avviliti.
I suoi figli saranno come furono un tempo,
la sua comunità sarà stabilita davanti a me,


BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole

Per una fede giovane e matura
Maurizio Abbà


Ringraziamenti Voci di gente festante
purtroppo sono ormai merce rara, già purtroppo.
Forse perché sono divenuti proprio merce, 
è divenuta merce la gratitudine che ha perso il suo carattere originario
per divenire tristemente calcolo programmato ed interessato; 
è divenuta merce il festeggiare, il divertirsi,
anche qui si è voluto
spegnere lo spirito di gioia
smarrendo il saper stare insieme in semplicità e letizia.

Occorre, invece, fare uscire questo desiderio/necessità
di ringraziare, 
di saper dire grazie per le cose piccole e le per le più grandi.
Impregando di vero ringraziamento i ritmi della vita quotidiana.
Saper dare voce, (anzi al plurale: voci), a questa festa dello stare insieme,
soprattutto quando si è superato un periodo duro,
un periodo in cui si è stati lontani fisicamente o spiritualmente
da ciò che ci è più caro, da ciò che amiamo.
Quando ci pareva di essere stati esiliati dal poter ancora sperare.
Allora ci si accorge che non siamo soli e non siamo neppure in pochi,
siamo in tanti a condividere cose semplici ma importanti
che danno sapore alla vita.
Il tutto senza farci prendere né dalla malinconia né dallo sconforto,
ma lasciandoci afferrare dalla vita, dalla voglia di vivere.

I suoi figli è lo slancio verso il domani,
ma è radicato nell'oggi,
come ci è insegnato la Terra non è nostra,
l'abbiamo ricevuta in prestito per poterla porgere
alle generazioni future,
i giovani sono risorsa già per l'oggi non solo per il domani.
Gli anziani possono mettere a disposizione saggezza
e riscoprire, controcorrente, una nuova voglia di vivere 2.0.
Per generazioni che dialogano tra loro.
- Come diceva Pablo Picasso: 
" Per diventare giovani, veramente giovani, ci vuole tempo ".

la sua comunità sarà stabilita davanti a me,
Imparare ad essere non un gruppo d'individui, 
non un club di un'ora alla Domenica,
ma una Comunità nel discepolato di Cristo
a servizio del territorio sapendo essere anche, all'uopo, 
anima critica costruttiva.

Il tutto poi continua, infatti, il passo biblico avanza con una virgola,
virgola non secondaria, il discorso e le azioni, 
la fede e le opere continuano ad agire...

Il profeta biblico Geremia invita a riscoprire
una fede giovane e matura:
entusiasta e radicata,
una fede frizzante e consapevole di tutte le sue possibilità.

 

sabato 15 giugno 2019

la Lumière - Domenica 16 giugno - II Corinzi 13,11-13

foglio biblico, teologico, liturgico
gratuito


DOMENICA 16 GIUGNO
1a dopo PENTECOSTE
Domenica della Trinità
       
 II Corinzi 13,11-13

11 Del resto, fratelli, rallegratevi, ricercate la perfezione, siate consolati, abbiate un medesimo sentimento, vivete in pace; e il Dio d'amore e di pace sarà con voi.  
12 Salutatevi gli uni gli altri con un santo bacio. 
Tutti i santi vi salutano. 13 La grazia del Signore Gesù Cristo e l'amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi.




 L'angolo della preghiera
per non  deporre la preghiera in un angolo

Signore Gesù Cristo, tu hai chiamato a te la tua chiesa da tutti i popoli della terra.
Noi ti preghiamo che essi si confessino fedeli a te e ti servano con letizia,
poiché odono la tua chiamata al servizio della riconciliazione.
Manda il tuo Spirito, cosicché gli esseri umani siano testimoni del tuo messaggio,
affinché le loro parole e le loro azioni abbiano la forza di incoraggiare alla vita.

                                                                                da una liturgia dei Fratelli Moravi



BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole

Qualcosa di non banale

Maurizio Abbà
Del resto, fratelli, rallegratevi, ricercate la perfezione, siate consolati, 
abbiate un medesimo sentimento, vivete in pace; 
e il Dio d'amore e di pace sarà con voi.

rallegrarsi  gioire, dare spazio al buon umore, versare lacrime sì ma lacrime di gioia,
tutto questo non è banale..

ricercate la perfezione   non si tratta di fare i perfettini, non ci compete, 
ma di migliorare noi stessi
senza pretenderlo subito dagli altri.
Un miglioramento che avanza lento, con arretramenti e piccole impennate;
 
siate consolati   una benedizione,
per riprendere il cammino quando la vita ci ha stoppati,
ci si può riprendere insieme.

Salutatevi gli uni gli altri con un santo bacio. 
Tutti i santi vi salutano.
Salutarsi vuol dire riconoscere che c'incontriamo
e che non ci scontriamo;
salutarsi è anche un modo per dire grazie 
sì grazie che ci siamo.
I credenti (i "santi") hanno bisogno d'impararlo come gli altri.


La grazia del Signore Gesù Cristo 
e l'amore di Dio 
e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi.

ecco una definizione biblica della Trinità.
Non una dottrina difficile, non è lontana dalla nostra vita,
ma il dire (che chiama a un fare!)
di Dio 
non una triade, non un triteismo
ma il Dio-Triunità: Padre, Figlio, Spirito santo.


mercoledì 12 giugno 2019

Una preghiera di Susanna Wesley

Signore, voglio la conoscenza di Te
che conduce alla Vita eterna,
non la conoscenza di Te che deriva
dalla mia natura di creatura ragionevole. 
Quest'ultima è una prescienza di tutt'altro genere,
che raggiungiamo con metodo scientifico per mezzo
di una lunga serie di argomenti e un risultato 
della ragione assistita dalla dottrina umana riservato a pochi.
Voglio la vera conoscenza che deriva dal rivolgersi 
frequentemente e con fervore a Te nella preghiera.
Tu influenzi e dirigi la nostra ragione
per mezzo del tuo Spirito Santo. 
Ti riveli al cuore, alla volontà e agli affetti,
non soltanto come autore del nostro Essere, 
ma come ci vieni presentato, sotto le spoglie 
di un Guaritore, Restauratore della natura umana,
il Salvatore amato dalla nostra anima.

                                      Susanna Wesley nata Annesley (1669 - 1742)

testo riportato da:
Un Giorno Una Parola 2019, Claudiana, Torino, 2018, 158-159.
                                         


sabato 8 giugno 2019

la Lumière - Domenica 9 giugno

foglio biblico, teologico, liturgico
gratuito


DOMENICA 9 GIUGNO  - PENTECOSTE

"Non per potenza, né per forza, ma per lo spirito mio", 
  dice il SIGNORE degli eserciti
                                                                    Zaccaria 4,6b



" Tutto è niente se non sappiamo e non possiamo dire nulla di Lui.
   Tutto rimane vuoto discorso umano, se Egli non lo riempie.
   Tutto il cristianesimo, tutte le azioni e i discorsi della Chiesa 
   non sono niente se Egli non rende veritiero quanto è asserito. 
   Tutto ciò che viene affermato spinge a porre domande su di Lui,
   sulla sua realtà e la sua opera. Di chi intendiamo parlare?
   È chiaro: dello Spirito Santo. Che vogliamo dire, nel richiamarci a Lui? "

tratto da: - Helmut Gollwitzer, voce "Spirito Santo", 
Dizionario del Pensiero Protestante Una teologia per non teologi
a cura di Hans Jürgen Schultz, Herder - Morcelliana, Roma - Brescia, 1970, 527.



BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole

Maurizio Abbà


Le parole del profeta Zaccaria richiamano anche l'affermazione che ci porge l'apostolo Paolo:

 «La mia grazia ti basta, perché la mia potenza si dimostra perfetta nella debolezza». 
II Corinzi 12,9a 

Dio è onnipotente? E allora perché...
Dio allora è debole? Ma allora è ancora Dio?...

L'onnipotenza e la debolezza di Dio sono argomenti vasti ed interessanti
che possono assumere ora toni lirici di accompagnamento nei momenti lieti,
ora, viceversa, toni drammatici nell'affrontare i duri ostacoli della vita.

Il SIGNORE degli eserciti non è il Signore che si avvale di potenze militari 
e quindi di armamenti per fare spazio alla sua volontà.
Semmai sono state istituzioni e chiese che ad esso si sono richiamate 
che hanno fatto purtroppo largo uso di strumenti di morte nel nome del Dio della vita!

Dio è il Signore delle schiere celesti,
come spiega puntualmente Gianfranco Ravasi:
"è stato spiegato da tempo che la locuzione biblica Jhwh sebaot, "Signore degli eserciti",
non rimanda tanto alle armate ebraiche quanto piuttosto a un'immagine marziale applicata a Dio
per celebrare la trascendenza e la signoria cosmica: nella fattispecie gli "eserciti" sarebbero gli angeli
e le costellazioni celesti. 
Nella notte di Natale secondo Luca (2,13) «Apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste che lodava Dio.» ",
tratto dal quotidiano Avvenire, giovedì 23 gennaio 2003,  
reperibile su internet, Avvenire.it - consultato in data 8 giugno 2019.

Nell'articolo di Ravasi è altresì decisa e precisa l'affermazione di non strumentalizzare la religione a fini di vantaggi politici.


La debolezza di Dio non dev'essere fraintesa, 
essa è umiltà e forza di amore compassionevole.
Ma non è la forza (dis)umana che quotidianamente è dispiegata nelle guerre
anche nelle piccole ma devastanti guerre che attraversano il nostro vivere.


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La Pentecoste (= cinquanta giorni dopo Pasqua) 
ha radici ebraiche, è una festività ebraica.

Nel cristianesimo ha i tratti dell'accentuazione dell'opera dello Spirito santo  
che è Signore e dà la vita,
come asserito nel Credo niceno-costantinopolitano.

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"     Lo Spirito santo è stato a lungo la cenerentola della Trinità. 
  Quando le altre due sorelle si recavano al gran ballo teologico, 
   lo Spirito santo veniva sempre lasciato a casa. Ma ora non più. 
   La crescita del movimento carismatico all'interno di quasi tutte le chiese storiche 
   (...) ha fatto sì che lo Spirito santo sia presente in modo preminente nella
   discussione teologica. 
   Una nuova esperienza della realtà e della potenza dello Spirito ha avuto una forte
   influenza sul dibattito teologico sulla persona e l'opera dello Spirito santo. " 

tratto da: - Alister McGrath, Teologia cristiana 
(Strumenti 1 Pensiero cristiano), Traduzione: Domenico Tomasetto
Claudiana, Torino, 1999, 2010 seconda edizione corretta e aggiornata, 282.
     




   

sabato 1 giugno 2019

Domenica 2 giugno -

foglio biblico, teologico, liturgico
gratuito

ASCENSIONE DEL SIGNORE

DOMENICA 2 GIUGNO 7a di PASQUA - EXAUDI
O Signore, ascolta la mia voce
Salmi 27,2a

Evangelo di Gesù Cristo secondo Luca 24,46-53 

Testo Versione Nuova Riveduta
46 «Così è scritto, che il Cristo avrebbe sofferto e sarebbe risorto dai morti il terzo giorno,  
47 e che nel suo nome si sarebbe predicato il ravvedimento per il perdono dei peccati a tutte le genti, 
cominciando da Gerusalemme.  
48 Voi siete testimoni di queste cose. 
49 Ed ecco io mando su di voi quello che il Padre mio ha promesso; 
ma voi, rimanete in questa città, finché siate rivestiti di potenza dall'alto».

50 Poi li condusse fuori fin presso Betania; e, alzate in alto le mani, li benedisse. 
51 Mentre li benediceva, si staccò da loro e fu portato su nel cielo. 
52 Ed essi, adoratolo, tornarono a Gerusalemme con grande gioia; 
53 e stavano sempre nel tempio, benedicendo Dio.



BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole 

Attesa  attiva e benedicente
Maurizio Abbà

Questa Domenica si celebra la memoria dell'Ascensione
(quest'anno era giovedì 30 maggio il giorno di questa fondamentale Memoria
della fede cristiana.
In Italia era ricorrenza festiva fino al 1977 quando fu soppressa).
L'Ascensione è quella di Gesù Cristo che si distacca dai suoi discepoli 
non per abbandonarli,
ma per invitarli alla responsabilità del saper attendere,
attesa attiva, energica.

Il Cristo risorto che ha sofferto ma è risorto,
benedice i suoi discepoli 
con una missione: predicare il ravvedimento per il perdono dei peccati
a tutte le genti,
un messaggio che non può essere murato,
non può essere ristretto, 
non può essere confinato.

Un messaggio libero e liberante
che ci raggiunge nel "tempio",
là dove siamo, speriamo, soffriamo,
amiamo, viviamo.
Insomma una vera Benedizione.