La Parola che si è fatta carne
perché ogni carne si faccia Parola,
cioè racconto di Dio, casa di Dio
Ermes Ronchi
Gesù parlò loro di nuovo, dicendo: «Io sono la luce del mondo; chi mi segue non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita» Evangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 8,12
La Parola che si è fatta carne
perché ogni carne si faccia Parola,
cioè racconto di Dio, casa di Dio
Ermes Ronchi
dal sito
www.claudiana.it

La casa editrice Claudiana è stata fondata a Torino nel 1855 in pieno clima risorgimentale e dopo sei anni trasferita a Firenze, dove operò fino al 1924 al servizio di tutte le Chiese evangeliche e della cultura italiana. Poté disporre di una fitta rete di punti vendita e soprattutto dell'attività di infaticabili «colportori» o venditori itineranti.
Dal 1960 la sede è stata riportata a Torino dove si è sviluppata e ammodernata costantemente.
Il nome vuole onorare la memoria di un grande vescovo di Torino, lo spagnolo Claudio, vissuto all'epoca carolingia (sec. IX), considerato un precursore del movimento evangelico per la sua lotta contro la venerazione delle immagini nelle chiese e per una conoscenza popolare delle sacre Scritture.
Nel corso degli anni all’attività dell’editrice si sono aggiunte le librerie (Torino, Torre Pellice, Milano, Roma, Firenze).
Nel 2005 Claudiana è diventata una srl (fino ad allora era di proprietà della sola Tavola Valdese) sostenuta dalle chiese evangeliche valdesi, metodiste, luterane e battiste.
Alla fine del 2016 Claudiana ha acquisito il prestigioso marchio e il catalogo di Paideia che rafforza la sua presenza nel campo delle discipline classiche, bibliche, teologiche e filologiche e la sua apertura ecumenica.
Da oltre un secolo e mezzo Claudiana prosegue il suo non facile cammino, fedele alle sue direttrici: favorire senza preclusioni dogmatiche la conoscenza e lo studio della Bibbia, della teologia e delle scienze umane connesse; stabilire un dialogo sempre più intenso fra la cultura protestante mondiale e quella italiana, cattolica e laica.
Per maggiori informazioni sulla storia e sui riconoscimenti ricevuti da Claudiana e Paideia si rimanda a:
https://it.wikipedia.org/wiki/Claudiana.
Evangelo di Gesù Cristo "secondo Luca" 14,11
Poiché chi si solleva sarà steso
e chi sarà semplice sarà considerato
(mia traduzione)
Michelangelo Merisi da Caravaggio
Sette opere di Misericordia Particolare degli Angeli che fanno la voltatella
(1606-1607) olio su tela 390x260 cm
Pio Monte della Misericordia - Napoli
BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole
Aiutare a rialzarsi
Meditatio biblico-teologica di Maurizio Abbà
sulla tavola della con-divisione
"chi si loda s'imbroda", è noto proverbio popolare,
il significato è noto:
"le lodi e le vanterie fatte a sé stessi, tornano a proprio biasimo",
(così il Vocabolario on line Treccani).
Ma sulla tavola della con-divisione,
come vedremo,
nelle briciole da rac-cogliere,
c'è soprattutto dell'altro ...
prima Briciola
le traduzioni ricorrenti sono:
"Perché chiunque si innalza sarà abbassato, e chi si abbassa sarà innalzato";
"Chi si innalza sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato";
comunque si traduca questo passo,
non è una formula magica,
non è un meccanismo che vuol essere 'furbo' per le relazioni sociali,
ma è Per Essere;
seconda Briciola
l'umiltà è una virtù,
è soprattutto saper riconoscere i propri limiti,
accettando i propri e quelli degli altri,
aiutando gli altri.
Il termine umiltà deriva dal latino medievale "humilis", (sec. XIII).
Cantato anche in poesia nel sonetto dantesco:
"Ella si va, sentendosi laudare, Benignamente d'umiltà vestuta",
Dante, Vita Nova, XXVI.
Umile, il tapino, misero, marginale.
Gesù era un marginale.
Maria sua madre nel Magnificat si definisce 'me tapina', (Luca 1,48);
tornano in mente le parole di Dietrich Bonhoeffer su Lo sguardo dal basso,
una prospettiva diversa per prospettive diverse;
terza Briciola
semplice qui si è utilizzato 'semplice',
ovviamente non è l'essere sempliciotto rozzo e sprovveduto;
invece è la ricerca di essere limpidi e cristallini,
considerato come valorizzare i talenti, occorre prima saperli discernere,
per essere presi in considerazione, valorizzando i talenti altrui.
Un pensiero tremendamente in voga
è quello che per emergere bisogna sgomitare,
invece qui il rovesciamento, nel passo evangelico,
è il rovesciamento di prospettiva,
è palese: occorre uno stile profondamente diverso, non solo esteriore,
interiore che poi si riverbera e si proietta all'esterno,
di nuovo: non è un meccanismo automatico,
tantomeno è una magia,
ma è frutto di un lavoro consapevole,
occorre saper valorizzare i propri talenti così che siano considerati,
non a discapito di altri;
raccogli Briciole
La prospettiva è dunque diversa,
è anche quella della cura, anche con l'Arteterapia,
si pensi all'iniziativa "Ospedali Dipinti" di Silvio Irilli,
e c'è una quarta 'briciola' di fede, di teologia pratica,
con Luigi Pintor, nel suo noto scritto Servabo memoria di fine secolo,
(ed. Bollati Boringhieri):
"Non c'è in un'intera vita cosa più importante da fare
che chinarsi perché un altro, cingendoti il collo, possa rialzarsi".
Sollevarsi sarà allora sinonimo di una piccola Risurrezione
nell'Avvento della Risurrezione,
consideriamola!
Torniamo al particolare del dipinto di Caravaggio,
con la voltatella degli angeli.
'Voltatella' è termine del linguaggio della storia dell'arte,
per il Manierismo e il Barocco,
(siamo all'incirca nel periodo dal XVI fino alla metà del XVIII secolo).
Indica una curvatura, piegamento e rotazione,
un abbraccio di misericordia limpida e cristallina,
come in cielo così in terra ...
Un'ipotesi interpretativa intrigante è stata avanzata:
- Caravaggio voleva porgere, sotto traccia, un noto simbolo del cristianesimo antico:
il monogramma di Cristo, detto anche Chi Rho o Chrismon
costituito dalle lettere X 'chi' e P 'rho'.
Usanza 'letteraria' già precedente al cristianesimo,
successivamente poi assorbita ed appunto incanalata nella simbologia cristiana,
con riferimento proprio a Gesù il Cristo.
link
https://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/arte_e_cultura/2014/3-maggio-2014/ecco-soluzione-enigmalegato-quadro-de-nittis-223163564058.shtml
(link consultato in data odierna: 28 agosto 2025).
Lo sguardo dal basso
Resta un’esperienza d’incomparabile valore l’aver imparato a vedere dal basso i grandi avvenimenti della storia del mondo, nella prospettiva degli esclusi, dei sospettati, dei maltrattati, dei deboli, degli oppressi e derisi, in breve dei sofferenti.
È già tanto se in questo tempo l’amarezza o l’invidia non hanno divorato il cuore, ma guardiamo con occhi nuovi la grandezza e la meschinità, la felicità e l’infelicità, la forza e la debolezza e la nostra capacità di vedere la grandezza, l’umanità, il diritto e la misericordia è diventata più chiara, più libera, più incorruttibile, e la sofferenza personale è una chiave più idonea, un principio più fecondo della felicità personale nell’accedere al mondo con la riflessione e la pratica.
Tutto dipende solo dal non trasformare questa prospettiva dal basso in uno schierarsi con gli eterni scontenti, e invece nel fare la giustizia e nell’affermare la vita in tutte le sue dimensioni, sulla base di una contentezza maggiore, i cui fondamenti non sono né in basso, né in alto, ma al di là di queste dimensioni.
Dietrich Bonhoeffer
L'angolo della Preghiera
per non deporre la preghiera in un angolo
La risorsa della preghiera è dialogo con Dio.
Non un parlare su Dio, ma con Dio Padre Figlio Spirito Santo.
Preghiere che dal cielo porgono parole sulle labbra,
le nostre parole non possono che essere parole terrestri, fragilissime.
Parole non per giudicare,
ma per fruttificare misericordia fuori di noi
e dentro di noi.
Maurizio Abbà
«Credente non è chi ha creduto una volta per tutte, ma chi, in obbedienza al participio presente del verbo, rinnova, il suo credo continuamente. Ammette il dubbio, sperimenta il bilico e l’equilibrio con la negazione lungo il suo tempo. E certo ci sono giorni in cui un credente cede, poco o molto, perché questa è la posta in gioco nella più difficile delle vocazioni umane.»
Erri De Luca, Ora Prima
ed. Qiqajon Comunità di Bose
" La Trinità: una prospettiva ebraica, da un grande pensatore ebreo di epoca medievale:
“Saadjà Gaon (882-942), capo dell’accademia rabbinica di Sura, in Babilonia, ritiene necessario prescindere dalle concezioni popolari, volgari della Trinità, e – a proposito della Trinità teologicamente intesa – scrive:
«Analogamente, si può parlare di uno che afferma di non adorare il fuoco, ma unicamente la cosa che brucia, risplende e fiammeggia: ciò che è in realtà nient’altro che il medesimo e unico fuoco» (Libro delle credenze e delle opinioni).
Questa sarebbe la rappresentazione della Trinità secondo i teologi cristiani, che Saadjà Gaon non giudicava lesiva del monoteismo. ”
tratto da:
- Paolo De Benedetti, Introduzione al Giudaismo, ed. Morcelliana
Evangelo di Gesù Cristo "secondo Luca" 13,29
Bibbia - Nuovo Testamento Traduzione Letteraria Ecumenica
E giungeranno da Oriente e Occidente,
da settentrione a mezzogiorno
e verranno fatti accomodare a tavola nel Regno di Dio.
BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole
I punti cardinali del Regno di Dio
Meditatio biblico-teologica di Maurizio Abbà
sulla tavola
Oggi in tavola c'è... il Regno di Dio!
caratteristiche: è la Signoria di Dio, la sua regalità liberatrice
sui territori dei nostri corpi e delle nostre anime,
così da non essere schiave di nessuno.
Gesù sottolinea che il Regno di Dio
non è la ricompensa secondo una logica del dare/avere,
è un dono,
e non è legato ad una terra piuttosto che ad un'altra,
non ci sono confini/steccati.
Regno di Dio locuzione che ritroviamo nei 4 Evangeli canonici,
in Marco e in Luca appunto,
solo due volte in Giovanni, Matteo la utilizza, ma preferisce regno dei cieli.
I biblisti fanno notare che i due termini sono assenti nell'Antico Testamento.
Nel pensiero ebraico è importante il banchetto messianico,
così anche nel Nuovo Testamento:
Lc 14; Ap 19,9, segno di un essere Com-Unità, per davvero,
prima Briciola
e giungeranno da
la e con cui inizia il passo lucano,
dà il senso del racconto che continua,
una trasmissione di fede che diventa testimonianza,
racconto evangelico.
La e la ritroviamo nel Nuovo Testamento, circa 8947 volte!
giungeranno è una forma di futuro fiducioso nella sua realizzazione,
Oriente il sorgere del sole, l'inizio luminoso del giorno.
Il giorno, primo mattoncino dell'offerta creativa di Dio, Genesi 1,3;
e Occidente il tramonto,
- Il tramonto delle guerre è un tramonto che pare non arrivare mai,
agire e pregare perché arrivi questo tramonto,
pregare e agire per l'aurora del presente e del futuro,
di pace vera intramontabile.
Il tramonto della vita, con i suoi bilanci,
con i suoi rimpianti,
oppure, e ci sono, eccome se ci sono, con i suoi graditi ricordi!
Dobbiamo decidere,
- con cosa costruiamo i giorni del futuro che albeggia?
C'è ancora futuro e non è solo futuro anteriore.
C'è possibilità, ci sono prospettive.
Il tramonto è il momento in cui lo sguardo può accarezzare il sole,
mano nella mano con la persona amata,
settentrione a mezzogiorno
Non ci sono esclusi,
gli 'ultimi' trovano il loro dignitoso posto,
seconda Briciola
Il Regno di Dio come un banchetto festoso ed includente che deve proseguire,
ritorna in mente Gv 2,1-11, Le nozze di Cana, Gesù invita a proseguire la festa!
Paolo Caliari detto il Veronese Nozze di Cana (1563)
olio su tela 666x990 cm Louvre - Parigi
Vuol dire in un mondo che pare sapere solo odiare,
cercare invece di essere vivi, di una vitalità che sa amare
terza Briciola
accomodare a tavola è la fusione di Isaia 45,6 e 49,12,
la Bibbia Einaudi traduce: 'e prenderanno posto a tavola',
le due traduzioni accentuano in maniera alternativa eppure complementare:
l'invito insperato ed il protendersi verso una speranza che si realizza!
Ascolto della Parola, movimento, accoglienza, convivialità festosa,
l'annuncio della Buona Notizia evangelica è qui concentrato
in poche decisive parole.
raccogli Briciole
Est, Ovest, Nord, Sud,
insomma da ogni angolo del mondo,
è l'universalità,
è la cattolicità che cercata, raggiunta, si muove con speranza fiduciosa.
Una briciola pare sfuggita, la raccogliamo,
non può andare persa,
è una citazione del già menzionato passo Isaia 49,12.
Accanto a quelli che provengono da settentrione e da occidente,
vi sono quelli del 'paese dei Sinim'.
Sono state fatte diverse ipotesi, l'origine precisa non è certa.
Anche noi, a volte, forse siamo del 'paese dei Sinim',
dalla diaspora. Quale diaspora? Qui non ha importanza quale.
I dispersi, della diaspora,
dispersi, a volte perdenti,
ma per non essere i perduti,
così che nessuno resti indietro.
Non vi sono persone sbagliate.
Vi sono persone diverse,
ognuna è diversa,
da ogni angolo del mondo,
per come si può
anche se stremate, a pezzi,
per ritrovar-si
insieme
interi.
Tutte provenienti dalla Diaspora.
Come si sa, la parola 'Diaspora',
anagrammata,
può essere 'Paradiso'.
Cercare allora piccole tracce di 'Paradiso',
qui, ora, adesso, nella quotidianità che viviamo.
Maurizio Abbà
"Abbiamo bisogno di sentirci dire che Gesù è risuscitato,
anche nei giorni infausti in cui tutto va dalla vita alla morte.
Mentre qui c'è Gesù che va dalla morte alla vita.
Abbiamo bisogno di sentirci dire che la via di Dio non è dalla vita alla morte,
ma dalla morte alla vita."
Paolo Ricca
Paolo Ricca (Torre Pellice, 19 gennaio 1936 – Roma, 14 agosto 2024)
È stato pastore valdese,
docente di Storia della Chiesa e Teologia Pratica
alla Facoltà Valdese di Teologia di Roma.
Ha diretto la collana «Lutero Opere Scelte» per Claudiana.
Il suo apporto ecumenico in Italia e all’estero è stato ampio, diffuso,
molteplice, fruttuoso.
Tante le sue importanti pubblicazioni,
e le onorificenze ed i riconoscimenti ricevuti in Italia e internazionalmente.
Tenne, nel 2022, una lezione sull’apostolo Pietro nella Basilica vaticana.
Teologia e Annuncio della Parola erano abbracciate
nelle sue lezioni pastorali e nelle predicazioni teologiche.
La raccolta di Sermoni, Alle Radici della Fede,
pubblicata dall'editrice torinese Claudiana,
è stata formativa per tanti uditori della Parola. Il volume è attualmente esaurito.
Ne sono seguiti altri due altresì molto rilevanti:
Sermoni, per i tipi della bolognese EDB,
e poi, recentissimo, Uniti dalla Parole di Gesù, pubblicato
dalla casa editrice materana Edizioni Magister,
da cui è tratta la citazione inserita all'inizio di questo post.
Tante sono le pubblicazioni che continuano a fiorire.
Pubblicazioni di case editrici importanti che costituiscono un valido ausilio
per meditazioni evangeliche
e per ricordare il contributo di Paolo Ricca
come uomo di fede affluente
alla Sorgente della Parola.
Dio provvederà
Leggiamo: Filippesi 4:10-13
«Io so i pensieri che medito per voi» dice il SIGNORE: «pensieri di pace e non di male, per darvi un avvenire e una speranza».
Geremia 29:11
Sapevo che avrei dovuto fare i conti con un periodo di difficoltà economica. Il secondo anno di università era prossimo, e mi spettava il pagamento di una grossa cifra. Gli interessi sul prestito e la retta erano alti e non avevo trovato un lavoro stabile per l’estate. Crescendo, avevo sempre sentito l’espressione “Dio provvederà”, ma non le avevo mai dato peso perché, grazie a Dio, le finanze non erano mai state un problema. Ma ora che questa nube nera incombeva su di me, mi sentivo vulnerabile e disperata. Mi ritrovai a pregare Dio chiedendo aiuto, sapendo però che non avrebbe dato una soluzione immediata e miracolosa al mio problema. Poco dopo la chiesa mi offrì una collaborazione retribuita come musicista per accompagnare i culti; in seguito trovai una borsa di studio a cui candidarmi e organizzai una grande vendita del mio usato. Compresi che Dio stava intervenendo con piccole porte aperte e stimolando la mia creatività per trovare nuovi modi di guadagnare. Nonostante le preoccupazioni mi sentivo più felice che mai dopo aver deciso di affidarmi a Dio.
PREGHIERA
Signore, fa che sappiamo chiedere aiuto nel bisogno
e apri i nostri occhi per vedere ciò che hai già provveduto per noi. Amen.
PENSIERO DEL GIORNO
Dio provvederà, ma non sempre come e quando io mi aspetto.
June Chung (New Jersey, Stati Uniti)
tratto da: IL CENACOLO Meditazioni giornaliere per il culto individuale e familiare
vol 91 - n. 4 - Luglio-Agosto 2025, p. 44.
www.metodisti.it
Edizione in lingua italiana di:
UPPER ROOM Where The World Meets to Pray
www.upperroom.org
Evangelo di Gesù Cristo "secondo Luca" 12,32.34
Bibbia - Nuovo Testamento Traduzione Letteraria Ecumenica
dice Gesù:
Non aver paura, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto darvi il regno
infatti, dove è il vostro tesoro, li sarà anche il vostro cuore.
BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole
Essere Tesoro
Meditatio biblico-teologica di Maurizio Abbà
sulla tavola
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Martin Lutero scriveva,
ne Il Catechismo Tedesco, noto come Il Grande Catechismo (1529):
nel commento al primo comandamento
Non avrai altri dèi [al mio cospetto].
Che cosa significa: avere un Dio
“ Che significa «avere un Dio», o che cos’è «Dio»?
Risposta: «Dio» significa: ciò da cui ci si deve attendere ogni bene e presso il quale si deve cercare rifugio in ogni avversità.
Dunque «avere un Dio» non significa altro che confidare e credere in lui di cuore, come ho già spesso affermato, poiché fiducia e fede del cuore rendono tali sia Dio che l’idolo.
Se la fede e la fiducia sono ben riposte, allora anche il tuo Dio è quello vero; e, viceversa, dove la fiducia è sbagliata e mal riposta, lì non è il vero Dio. Infatti le due cose, fede e Dio, vanno insieme.
Ciò da cui – dico - il tuo cuore dipende e a cui si affida, quello è, propriamente, il tuo Dio. “
Martin Lutero
Lutero invitava ad essere 'facitori di Dio' (Gott-Macher),
così che il vero Dio sia il vero Dio,
per te,
non per tua costruzione ideologico-religiosa,
bensì per dono ricevuto ed accolto,
egli è Dio per te.
Fede è dare a Dio la precedenza,
precedenza nel gustare la Sua compagnia,
la compagnia di Dio.
prima Briciola
non aver paura
Difficile non aver paura
in questo periodo di guerre, terrorismi, massacri, di persone ed animali,
e di danni gravissimi all'ambiente, al clima,
in questo tempo in cui puoi essere rapito od ucciso mentre sei a casa tua,
quando partecipi ad un festival musicale (7 ottobre 2023 in Israele),
o mentre ridotto allo stremo dalla fame
cerchi disperatamente un pacco di farina che poi forse sarà vuoto,
(nella Striscia di Gaza nel territorio palestinese),
la paura è diffusa.
In altre zone del mondo purtroppo è anche così: violenza chiama violenza,
è la terza guerra mondiale spezzettata.
Nel teatro del mondo è in scena soltanto un tragico atto di dolore,
che pare non finire mai.
La paura c'è, eccome.
Però rassegnarsi non serve.
Insegnava il teologo Dietrich Bonhoeffer
se vuoi la pace non puoi pretendere la sicurezza.
La pace è rischiosa.
Ma solo con la pace si può riuscire a porgere un lembo di futuro,
un domani alle prossime generazioni.
Prossime generazioni che tra guerre e crisi climatica,
rischiano di essere depauperate di prospettive di vita serena
piccolo gregge niente sfarzo di sontuose chiese o di partiti politici
o di apparati militari (sempre tragicamente di gran moda purtroppo),
ecco cosa non è il piccolo gregge.
Solo un piccolo gregge
un riferimento evangelico, ancora una volta, alla realtà animale,
ad animali docili ed umili come le pecore.
Docilità ed umiltà forse non bastano, d'accordo,
ma come ci stiamo accorgendo in questo martoriato mondo,
sovente mancano del tutto!
Due sono, com'è noto, le caratteristiche di movimento di un gregge.
Il gregge può essere stazionario oppure transumante,
stazionario: con radici profonde e stabili in un territorio,
transumante: che si muove e si adatta alle stagioni.
Per l'annuncio evangelico
sono da tenere presenti congiuntamente.
Attenzione
piccolo gregge
non vuol dire che ci si deve auto-compiacere di un piccolo numero,
né pensare alla pretesa che 'noi pochi siamo nell'assoluto della verità'.
Compito urgente e necessario è riparare le ferite.
Il piccolo gregge è riferito alla fragilità,
chiamato a non rassegnarsi,
a trovare rifugio,
a volte ad accettare che altri porgano il loro aiuto,
per poterlo poi offrire a sua volta.
Come?
Facendo un esempio,
un insegnamento significativo deriva dall'antico metodo giapponese,
risalente al '400, detto Kintsugi,
delle cicatrici d'oro,
quando un oggetto si rompe, di solito del vasellame,
lo si ripara appunto con l'oro.
Kintsugi (o Kintsukuroi) è il metodo di restauro
che grazie alla foglia oro,
consente agli oggetti danneggiati di essere riparati.
Allora la ferita non è nascosta, ma diventa luminosa e preziosa!
Riparare le ferite. Questo faceva Gesù.
E noi cosa possiamo fare?
La forza della Parola che consola e ristabilisce,
una lingua non velenosa,
iniziamo con una lingua d'argento prezioso (Proverbi 10,20),
la lingua che procura guarigione, saggezza, calma e bontà,
(si vedano ancora i riferimenti nel libro biblico dei Proverbi).
La musicoterapia, l'arteterapia, sono preziosi aiuti.
Sono diverse le 'foglie d'oro' che possiamo utilizzare.
Percorsi che possiamo intraprendere
per ri-cominciare a vivere l'avventura della vita.
Che significa questo per la Spiritualità Evangelica?
ricordiamo le parole dell'apostolo Paolo in II Corinzi 12,8.9:
"il Signore mi ha detto:
La mia grazia ti basta, perché la mia potenza si dimostra perfetta nella debolezza."
Quindi non arroganza ma fierezza,
non presunzione, ma umiltà nel discepolato di Cristo.
seconda Briciola
un regno non come luogo fisso, localizzato,
un regno ... in movimento,
si possono trovare radici là dove siamo,
in qualsiasi luogo del mondo,
e il regno celeste è qualcosa di più.
Essere fedeli alla terra come gratitudine
e disponibilità ad accogliere il cielo che c'è nel nostro cuore
per potere vivere già, un pochettino almeno, in maniera celeste
qui sulla terra, dove siamo,
ancora di più sentiamo lo stridente contrasto
con l'inferno terrestre che l'uomo produce con la proliferazione delle armi
e l'avidità di potere
terza Briciola
infatti grammaticalmente: è una congiunzione coordinante causale,
ha la funzione di porgere esplicitazioni, chiarimenti, spiegazioni.
Qui ha una efficacia energetica notevole,
i biblisti segnalano che è davvero speciale,
in quanto indica cosa accade proprio là dove il tesoro si trova.
tesoro lo si può tradurre anche con 'deposito',
termine certo meno poetico e più archivistico,
ma proprio questo ulteriore significato
ci può aiutare a capire meglio il 'tesoro':
non monili ed amuleti sfarzosi e sfavillanti.
Immaginiamolo come un pozzo cui attingere acqua alla bisogna,
gratuitamente ricevendola in dono.
Dono che non può essere 'amministrato' e 'somministrato',
è un tesoro spirituale,
dono gratuito e quindi libero,
d'accogliere.
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Rabbi Nachman di Brazlav o Breslav, (1772 - 1811),
ucraino, rabbino e teologo,
diceva:
"Tu sei là dove sono i tuoi pensieri,
assicurati che i tuoi pensieri siano là dove tu vuoi essere",
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cuore grammaticalmente: è un nome sostantivo comune concreto,
con funzione di soggetto, al nominativo singolare femminile.
Cuore di donna.
Donna preziosa come un tesoro.
Con cuore di donna al cuore della fede preziosa.
raccogli Briciole
Non cercare un tesoro,
ma
Essere Tesoro
un tesoro evangelico.
Il tesoro
Ai giovani che venivano da lui per la prima volta, Rabbi Bunam soleva raccontare la storia di Rabbi Eisik, figlio di Rabbi Jekel, a Cracovia.
Dopo anni di dura miseria, che però non avevano scosso la sua fiducia in Dio, gli era stato ordinato in sogno di cercare un tesoro nella città di Praga presso il ponte che conduce al castello reale.
Quando il sogno si ripeté la terza volta, Rabbi Eisik si mise in cammino e andò a Praga a piedi.
Ma presso il ponte stavano giorno e notte sentinelle ed egli non ebbe il coraggio di scavare. Tuttavia andava al ponte ogni mattina e vi girava attorno fino a sera. Finalmente il capitano delle guardie, che l’aveva osservato, gli chiese amichevolmente se cercasse qualcosa o se aspettasse qualcuno.
Rabbi Eisik raccontò il sogno che l’aveva condotto lì da così lontano.
Il capitano rise: « E tu povero diavolo sei venuto fin qui con le tue scarpe logore per un sogno! Sì, presta fede ai sogni! Allora anch’io avrei dovuto mettermi la via tra le gambe quando una volta mi fu ordinato in sogno di andare a Cracovia e nella stanza di un ebreo, che doveva chiamarsi Eisik figlio di Jekel, dissotterrare di sotto la stufa un tesoro. Eisik, figlio di Jekel! Mi vedo proprio a buttare all’aria i pavimenti di tutte le case laggiù dove una metà degli ebrei si chiama Eisik e l’altra Jekel! » E rise di nuovo.
Rabbi Eisik s’inchinò, tornò a casa, dissotterrò il tesoro e costruì la sinagoga che si chiama la Scuola di Reb Eisik figlio di Reb Jekel.
« Ricordati di questa storia », soleva aggiungere Rabbi Bunam, «e afferra bene ciò che significa: che vi è qualcosa che tu non puoi trovare in alcuna parte del mondo, neppure dallo zaddik, e che pure vi è un luogo dove la puoi trovare. »
Tratto da:
- Martin Buber, I racconti dei Chassidim
(edizione originale 1946),
Introduzione di Furio Jesi, Traduzione di Gabriella Bemporad,
1979, 1985, Garzanti, Milano, 569-570, (su licenza Longanesi).
-Martin Buber, I Racconti dei Ḥassidim
Traduzione di Gabriella Bemporad, Guanda, Parma, 1992, 517-518.
Nel 2021 edizione con Postfazione di Giorgio Montefoschi.
Zaddik nell’ebraismo: titolo onorifico attribuito a personalità considerate di rilievo
per la loro spiritualità ed il loro agire con giustizia.
Uno scritto di
Gennaro Matino:
Il pane è icona di appartenenza,
è profumo di casa che rimanda a frontiere di confidenze.
In un solo pezzo di pane, farina mischiata a lievito e acqua, si nasconde il lavoro umano
e la storia dell'uomo certifica la sua evoluzione.
Fuoco, aria, terra e acqua tutto è mischiato nella crosta saporita, guscio della mollica.
Ma il pane può avere diverse forme e diversa consistenza.
Può dichiarare abbondanza e maledizione, comunque descrive
protezione e se ce l'hai sei ricco, se lo cerchi e non puoi addentarlo sei condannato.
Un tozzo di pane fa maturare i denti del lattante e fa gridare pietà al miserabile.
Il pane non si nega neppure al prigioniero e come l'acqua si dà per pietà all'assetato,
privare del pane è trasgredire l'equilibrio della giustizia.
[...]
Il pane è storia di chi vive per comunicare la vita.
Essere buoni come il pane è essere capaci di passare la vita che, ricevuta in dono,
si gode intensamente senza andare contro la vita degli altri.
Esseri veri come il pane è affrontare il tempo della mietitura e della raccolta,
il tempo del fuoco e della crescita.
Essere veri come il pane è essere capaci del silenzio, del passaggio e della consumazione.
Essere onesti come il pane è segnare con briciole di senso il percorso dei giorni
e perduti nella storia saper ritrovare la via di casa attraverso il pane.
Pane è vita, è la vita è pane da mangiare. Sarà per questo che, nel giorno della consegna,
quella definitiva che lanciava il Nuovo patto, l'Antica alleanza riproposta nella nuova Parola,
il Maestro scelse proprio il pane
e volle che attraverso il pane passasse la compagnia della salvezza.
tratto da:
- Gennaro Matino, Si è fatto carne
in: Erri De Luca - Gennaro Matino, Almeno 5, Feltrinelli Editore, Milano, 2008, 75-76.
Fede non è ritener per vero.
La Fede non si appoggia su altro,
solo la Fede.
Di una compagnia la Fede ha bisogno: della Preghiera.
Fede e Preghiera sono sorelle.
La Fede cerca la Preghiera per l'intensità.
La Preghiera è con la Fede
con una terza sorella: la Speranza.
Maurizio Abbà