Uno scritto di
Gennaro Matino:
Il pane è icona di appartenenza,
è profumo di casa che rimanda a frontiere di confidenze.
In un solo pezzo di pane, farina mischiata a lievito e acqua, si nasconde il lavoro umano
e la storia dell'uomo certifica la sua evoluzione.
Fuoco, aria, terra e acqua tutto è mischiato nella crosta saporita, guscio della mollica.
Ma il pane può avere diverse forme e diversa consistenza.
Può dichiarare abbondanza e maledizione, comunque descrive
protezione e se ce l'hai sei ricco, se lo cerchi e non puoi addentarlo sei condannato.
Un tozzo di pane fa maturare i denti del lattante e fa gridare pietà al miserabile.
Il pane non si nega neppure al prigioniero e come l'acqua si dà per pietà all'assetato,
privare del pane è trasgredire l'equilibrio della giustizia.
[...]
Il pane è storia di chi vive per comunicare la vita.
Essere buoni come il pane è essere capaci di passare la vita che, ricevuta in dono,
si gode intensamente senza andare contro la vita degli altri.
Esseri veri come il pane è affrontare il tempo della mietitura e della raccolta,
il tempo del fuoco e della crescita.
Essere veri come il pane è essere capaci del silenzio, del passaggio e della consumazione.
Essere onesti come il pane è segnare con briciole di senso il percorso dei giorni
e perduti nella storia saper ritrovare la via di casa attraverso il pane.
Pane è vita, è la vita è pane da mangiare. Sarà per questo che, nel giorno della consegna,
quella definitiva che lanciava il Nuovo patto, l'Antica alleanza riproposta nella nuova Parola,
il Maestro scelse proprio il pane
e volle che attraverso il pane passasse la compagnia della salvezza.
tratto da:
- Gennaro Matino, Si è fatto carne
in: Erri De Luca - Gennaro Matino, Almeno 5, Feltrinelli Editore, Milano, 2008, 75-76.