venerdì 28 marzo 2025

Il volto della gratuità

 


Evangelo di Gesù Cristo "secondo Luca" 15,11-32

Bibbia - Nuovo Testamento Traduzione Letteraria Ecumenica TLE 


Ma bisognava far festa e gioire, 

perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, 

era perduto ed è stato ritrovato

                                           Luca 15,31


Rembrandt Harmenszoon Van Rijn

Il ritorno del figliol prodigo

(1668)

pittura a olio su tela    262 x 206 cm   

Museo dell'Ermitage, San Pietroburgo - Russia


BRICIOLE DI FEDE

per una fede non in briciole

Il volto della gratuità

               Meditazione biblico-teologica di Maurizio Abbà


Di ambizioni, bramosìe, desideri, emozioni, sentimenti, 

di questo parla questa parabola, ieri come oggi.


Tanti i titoli assegnati a questa parabola:

Il figlio perduto e ritrovato,

I due figli,

Il padre misericordioso...


Questa è una delle parabole più note, 

certamente la più lunga.


I biblisti la definiscono per intensità di significati

"piccolo vangelo nel Vangelo",

nota soprattutto come parabola de Il figliuol prodigo

altro titolo attribuitole:

'Esserci è tutto' (Karl-Heinrich Ostmeyer).


Parla di molte cose, 

tra cui:

di eredità termine ancora oggi scottante,

non solo i soldi, i beni immobili, 

anche la successione nelle posizioni in carriera,

termine che se non è maneggiato con molta cura

può risultare devastante nelle relazioni famigliari


carestia un grave stato di povertà che si palesa improvvisamente

e poi parla di gelosia che scoppia prorompente, 

una gelosia per l'eredità, 

a volte per essa si ritiene di aver buoni motivi, 

ma sovente è causa di carestia di sentimenti, 

carestia di sentimenti gradevoli, 

carestia di emozioni piacevoli


questo tuo figlio 

a volte si prendono le distanze dai propri famigliari, anche i più stretti 

e non sempre per nobili motivi


Assenza rilevante

l'assenza delle donne 

da notare l'assenza nel racconto di madre, sorelle, 

personaggi femminili non sono menzionati,


allora il pittore Rembrandt ha raffigurato il padre, com'è noto, nel suo dipinto, 

con una mano maschile ed una femminile,

una simbologia 

che richiede una rivisitazione, un ripensamento di certi stereotipi di

comportamenti rigidi,

oltre gli schematismi ideologici,

che riguardano anche concezioni teologiche 

che vogliono imprimere paura per dominare,

invece l'insegnamento di questa parabola evangelica

 è che la durezza potrebbe sciogliersi in un abbraccio

per la vita adesso, fare festa ora


- Certo è problema anche per la sensibilità odierna avvertita in materia

l'utilizzo di animali e delle loro dimensioni (vitello grasso, capretto)

per dare il senso delle dimensioni del fare feste, grandi e piccole,

come se non ci fosse altro modo di fare festa...

sappiamo tristemente che le Religioni 

quando non si scontrano anche guerrescamente tra loro,

fanno 'festa' al loro interno con ecatombi di animali sulle tavole delle loro feste rituali.


La parabola invita, indirettamente, a riflettere anche sulle assenze,

e sulla necessità di fare festa gioiosa per tutti.


Fare Festa Davvero. 

Con piccole gioie e ritrovar-si, 

dando un volto sempre rinnovato alla gratuità.


La mentalità richiesta è completamente diversa,

da quella  imperante che, attenzione, non ci sta portando a festeggiare,

ma ci sta portando a ballare sulle soglie di un precipizio di decisioni e situazioni di guerra, 

quelle sì sarebbero senza ritorno di vita.






martedì 25 marzo 2025

Le ali della libertà e della liberazione

 

Chi capisce l'insegnamento di Cristo ha la stessa sensazione di un uccello che, 

fino a quel momento, non abbia saputo di possedere delle ali, 

e all'improvviso scopre che può volare, esser libero e non aver più nulla da temere.

                                                                        

                                                                                                 Lev Nikolàevič  Tolstoj

lunedì 24 marzo 2025

Una preghiera di Rubem Alves

 

Signore, aiutaci a cogliere, nel gemito della creazione, non rantoli di morte, 

bensì lamenti di partoriente; 

aiutaci a cogliere nella sofferenza una promessa per il futuro, 

poiché essa è grido contro un presente inumano. 

Aiutaci a cogliere nella protesta l'albeggiare della giustizia, 

nella croce la promessa della risurrezione, nella sofferenza i semi della gioia.

                                                                                                  Rubem Alves

venerdì 21 marzo 2025

Una seconda possibilità, una fertile prospettiva

 

Evangelo di Gesù Cristo "secondo Luca" 13,8-9a

Bibbia - Nuovo Testamento versione Traduzione Ecumenica Letteraria (TLE)


Signore, lascialo ancora quest'anno, 

fin quando gli abbia zappato attorno 

e messo concime, e se farà frutto per l'anno a venire, bene;


BRICIOLE DI FEDE

per una fede non in briciole

Una seconda possibilità, una fertile prospettiva

                                 Meditazione biblico-teologica di Maurizio Abbà


Il brano evangelico in-segna, tra l'altro, due cose fondamentali,

la possibilità 

di concedere ad altri 

e di concedere a noi stessi 

una seconda possibilità, 

una seconda chance nella vita, 

per poter ri-cominciare


concime altre traduzioni possibili: sterco, letame.


da ciò che appare insignificante

si può invece, con attività (lo zappare attorno, cioè concentrati),

cogliendo la possibilità di essere al centro della vita,

in una condizione di fertilità, di possibilità feconda appunto,

sorprendente ed inaspettata.


Tornano in mente alcune parole tratte da una canzone di Fabrizio De André:

Via del Campo (1967): 


Ama e ridi se amor risponde

Piangi forte se non ti sente

Dai diamanti non nasce niente,

dal letame nascono i fior 


Si ricorda qui altresì le note parole del teologo Dietrich Bonhoeffer 

dallo scritto, probabilmente della fine del 1942,

Lo sguardo dal basso

Resta un’esperienza d’incomparabile valore l’aver imparato a vedere dal basso i grandi avvenimenti della storia del mondo, nella prospettiva degli esclusi, dei sospettati, dei maltrattati, dei deboli, degli oppressi e derisi, in breve dei sofferenti. 

È già tanto se in questo tempo l’amarezza o l’invidia non hanno divorato il cuore, ma guardiamo con occhi nuovi la grandezza e la meschinità, la felicità e l’infelicità, la forza e la debolezza e la nostra capacità di vedere la grandezza, l’umanità, il diritto e la misericordia è diventata più chiara, più libera, più incorruttibile, e la sofferenza personale è una chiave più idonea, un principio più fecondo della felicità personale nell’accedere al mondo con la riflessione e la pratica. 

Tutto dipende solo dal non trasformare questa prospettiva dal basso in uno schierarsi con gli eterni scontenti, e invece nel fare la giustizia e nell’affermare la vita in tutte le sue dimensioni, sulla base di una contentezza maggiore, i cui fondamenti non sono né in basso, né in alto, ma al di là di queste dimensioni.


                                                                                        







giovedì 20 marzo 2025

Amore senza confini

 

Amiamo il Paese dove siamo nati,

Amiamo il Paese che ci ospita, 

e

"Diffidate dal nazionalismo, 

è il carburante di tutte le guerre"

                                                    Roberto Benigni

venerdì 14 marzo 2025

La Bellezza dell'Ascoltare per Vedere

 

Evangelo di Gesù Cristo secondo "Luca" 9,28-36

Bibbia versione Traduzione Letteraria Ecumenica (TLE)

In seguito, circa otto giorni dopo queste parole, dopo aver preso con sé Pietro, Giovanni e Giacomo, salì sul monte per pregare. E avvenne che, mentre pregava, l'aspetto del suo volto diventò un altro e la sua veste divenne bianca, sfolgorante. Ed ecco che due uomini cominciavano a conversare con lui, erano Mosè ed Elia, i quali, apparsi in gloria, parlavano del suo esodo, che stava per compiersi a Gerusalemme. Pietro e quelli che erano con lui erano appesantiti dal sonno; ma, riusciti a rimanere svegli, videro la sua gloria e due uomini che erano con lui. E avvenne che, mentre si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello che noi siamo qui; facciamo tre tende una per te, una per Mosè ed una per Elia». Ma non sapeva quello che diceva. Mentre diceva queste cose, venne una nube e li avvolse d'ombra: furono presi da paura nell'entrare nella nuvola. È una voce uscì dalla nuvola e diceva: «Questo è mio Figlio, l'eletto, ascoltatelo!». Dopo che la voce parlò, Gesù si trovò solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno niente di quanto avevano visto.


BRICIOLE DI FEDE

per una fede non in briciole

La Bellezza dell'Ascoltare per Vedere

                     

                      Meditazione biblico-teologica di Maurizio Abbà


La Bellezza dell'ascoltare per poter vedere,

ma sappiamo ascoltare? 

Sappiamo gustare la bellezza dell'arte?

Essere apostoli della fede 

vuol dire anche Essere ambasciatori della bellezza.


Gesù è con tre apostoli, 

c'è una indicazione di tempo, otto giorni, molto precisa in Luca

solo nel racconto della passione l'evangelista sarà altrettanto preciso.


Bellezza e Fede,

fede che ha come humus il Primo Testamento (l'Antico Testamento dei cristiani),

lo attestano personaggi come Mosè ed Elia.


Fede che può e deve essere rivisitata con tutti gli strumenti

letterari, storici, tecnici, che si vuole, si può anzi si deve farlo,

ma la radice è quella, radice che non va tolta,

in quanto se si toglie, si sradica il cristianesimo dalla sua linfa vitale.


Domenica 16 marzo è liturgicamente in molte chiese evangeliche 

la 2a del TEMPO DI PASSIONE 

(parallelo, in parte, della Quaresima per i cattolici).

Questa Domenica è denominata REMINISCERE 

il passo biblico che l'accompagna è:

Ricòrdati, o SIGNORE, delle tue compassioni e della tua bontà, perché sono eterne

Salmi 25,6.


- Non c’è indicazione, in alcun brano neotestamentario,

dell’ubicazione esatta del monte della Trasfigurazione,

('Tabor' è un dato della tradizione, ma non è scritturale).

Il 'monte' Tabor, con i suoi 575 m. di altitudine resta verosimile come accessibilità

rispetto ad altri,

 es: il monte Hermon, massiccio montuoso, con tre cime, la più alta arriva a 2814 m.


Trasfigurazione: in Marco e Matteo è, alla lettera, 'metamorfosi',

tradotto con: 'trasformare'

parola che invece non ritroviamo in Luca

per esigenza di comprensibilità e rispetto dell'uditorio specifico cui Luca si rivolge, 

il suo 'uditorio', infatti, era composto soprattutto da lettori di estrazione greca, 

che sarebbe andato subito con il pensiero alle 'metamorfosi' degli dèi greci.


Una fede bella, gradevole, di scintillante bellezza, in dono.

Dono da porgere in condivisione perché lo si è ricevuto,

con il cambiamento della preghiera, in preghiera attiva e solidale.


                                                                                                Maurizio Abbà

martedì 11 marzo 2025

Teologia in pratica

 

Io cercherò la perduta, 

ricondurrò la smarrita,

fascerò la ferita, 

rafforzerò la malata

                                      dal libro biblico di Ezechiele 34,16

sabato 8 marzo 2025

L'arazzo della nuova creazione

 

A TUTTE LE TESSITRICI DEL MONDO


Dio è seduta e piange,
la meravigliosa tappezzeria della creazione
che aveva tessuto con tanta gioia è mutilata,
è strappata a brandelli, ridotta in cenci;
la sua bellezza è saccheggiata dalla violenza.

Dio è seduta e piange.
Ma, guardate, raccoglie i brandelli,
per ricominciare a tessere.
Raccoglie i brandelli delle nostre tristezze,
le pene, le lacrime, le frustrazioni
causate dalla crudeltà, dalla violenza,
dall'ignoranza, dagli stupri, dagli assassinii.

Raccoglie i brandelli di un duro lavoro,
degli sforzi coraggiosi, delle iniziative di pace,
delle proteste contro l'ingiustizia.
Tutte queste realtà che sembrano piccole e deboli,
le parole, le azioni offerte in sacrificio,
nella speranza, la fede, l'amore.

Guardate!
Tutto ritesse con il filo d'oro della gioia.
Dà vita ad un nuovo arazzo,
una creazione ancora più ricca, ancora più bella
di quanto fosse l'antica!

Dio è seduta, tesse con pazienza, con perseveranza
e con il sorriso che sprigiona come un arcobaleno
sul volto bagnato delle lacrime.
E ci invita a non offrirle soltanto i cenci
ed i brandelli delle nostre sofferenze
e del nostro lavoro.

Ci domanda molto di più;
di restarle accanto davanti al telaio della gioia,
ed a tessere con lei l'arazzo della nuova creazione.

                                                       M. Riensiru - CEC.



(tratto da: 
Comitato Italiano per la CEVAA, Comunità di Chiese in Missione,
Spalanca la finestra, raccolta di testi di fede, raccolta e traduzione testi: Renato Coïsson,
Stampato ma non pubblicato, 2000, p. 116).

venerdì 7 marzo 2025

pietra che diventa pane? è possibile!

 



Evangelo di Gesù Cristo secondo "Luca" 4,4

Nuovo Testamento Traduzione Letteraria Ecumenica


«Se sei Figlio di Dio, di' a questa pietra che diventi pane». 

Gesù gli rispose: «Sta scritto: Non di solo pane vivrà l'uomo».

 


BRICIOLE DI FEDE

per una fede non in briciole

pietra che diventa pane? è possibile!

                          Meditazione biblico-teologica di Maurizio Abbà


Importante è anche il pane della libertà,  della cultura, delle arti, 

dello studio, del lavoro libero e gratificante, 

e il pane condiviso con amore,

il pane è importante, il nutrimento è importante,

- ma quando la pietra diventa pane? E quando può accadere?


- Accade quando abbiamo cura delle parole (e anche dei silenzi che le generano),

parole che fasciano le ferite invece di riaprirle dolorosamente e provocarne altre.


- Accade con le pietre d'inciampo, 

("Stolperstein" in lingua tedesca),

inizialmente la prima fu posata a Colonia, in Germania, nel 1992,

dall'artista Gunter Demnig,

per ricordare le vittime Roma e Sinti della deportazione nazista.


- Le pietre d'inciampo sono piccoli blocchi quadrati 

che apparentemente restano pietre, ma sono solida Memoria:

per non dimenticare.

Memoria dei deportati nei campi di concentramento nazisti,

Memoria delle vittime della Shoah, dello Sterminio,

uccise dai crimini perpetrati dai nazisti e dai fascisti.

Ognuna di queste 'pietre' riporta della vittima

nome e cognome, data di nascita, data e luogo di deportazione e della morte.

Morirono Ebrei, Roma e Sinti, oppositori politici civili e militari di diverso colore politico,

disabili, omosessuali, Testimoni di Geova, i neri gli afro-tedeschi, 

massoni, sacerdoti cattolici, pastori protestanti,

tutti a tutte le età deportati.


Queste importanti 'targhe a ricordo' sono già oltre 75 mila in tanti paesi europei, 

in Italia sono più di mille.

(Si veda anche il sito: www.scuolaememoria.it)


Una memoria che si desidera, questa sì, contagiosa,

come prezioso antidoto, quindi rimedio, ai veleni dei razzismi e degli antisemitismi,

dei fascismi e dei nazismi e di tutte le dittature e di tutti i totalitarismi.

- Per non inciampare in una colpevole smemoratezza.


- Un altro esempio concreto di pietra trasformata in pane,

lo troviamo nel IV Evangelo e precisamente

in Giovanni 8,1-11, 

Gesù vero Maestro di misericordia e d'accoglienza,

l'insegnamento è che la religione non deve lapidare con le pietre dell'odio, 

non deve lapidare mai,

perciò le pietre sono lasciate cadere.


Qui i biblisti e i teologi hanno un preciso compito 

e lo hanno svolto alle periferie del mondo, 

pensiamo alla nutriente parola della Teologia della Liberazione.


Alle nostre domande di essere accolti con le nostre fragilità,

nei diversi momenti della giornata della vita,

Gesù risponde con l'abbraccio misericordioso di Dio,

è l'energia dello Spirito Santo 

che non vuole la morte maledetta, ma vuole la vita benedicente.


- pietra che diventa pane? 

Gesù porge il vero insegnamento: fatto, Per Te!






mercoledì 5 marzo 2025

Finalità della predicazione

 

La predicazione dovrebbe spezzare i cuori induriti, 

e guarire i cuori spezzati.

                                                                                                         John Newton

martedì 4 marzo 2025

Preghiera vibrante

 

Padre nostro che sei nei cieli... e anche altrove 

accanto a tutte le donne e gli uomini della terra,

e soprattutto al fianco di tutti coloro che la vita e gli uomini tormentano e schiacciano; 

tu, nostro avvocato e liberatore.

                                                                                                                 Tavo Burat