Evangelo di Gesù Cristo "secondo Luca" 15,11-32
Bibbia - Nuovo Testamento Traduzione Letteraria Ecumenica TLE
Ma bisognava far festa e gioire,
perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita,
era perduto ed è stato ritrovato
Luca 15,31
Il ritorno del figliol prodigo
(1668)
pittura a olio su tela 262 x 206 cm
Museo dell'Ermitage, San Pietroburgo - Russia
BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole
Il volto della gratuità
Meditazione biblico-teologica di Maurizio Abbà
Di ambizioni, bramosìe, desideri, emozioni, sentimenti,
di questo parla questa parabola, ieri come oggi.
Tanti i titoli assegnati a questa parabola:
Il figlio perduto e ritrovato,
I due figli,
Il padre misericordioso...
Questa è una delle parabole più note,
certamente la più lunga.
I biblisti la definiscono per intensità di significati
"piccolo vangelo nel Vangelo",
nota soprattutto come parabola de Il figliuol prodigo,
altro titolo attribuitole:
'Esserci è tutto' (Karl-Heinrich Ostmeyer).
Parla di molte cose,
tra cui:
di eredità termine ancora oggi scottante,
non solo i soldi, i beni immobili,
anche la successione nelle posizioni in carriera,
termine che se non è maneggiato con molta cura
può risultare devastante nelle relazioni famigliari
carestia un grave stato di povertà che si palesa improvvisamente
e poi parla di gelosia che scoppia prorompente,
una gelosia per l'eredità,
a volte per essa si ritiene di aver buoni motivi,
ma sovente è causa di carestia di sentimenti,
carestia di sentimenti gradevoli,
carestia di emozioni piacevoli
questo tuo figlio
a volte si prendono le distanze dai propri famigliari, anche i più stretti
e non sempre per nobili motivi
Assenza rilevante
l'assenza delle donne
da notare l'assenza nel racconto di madre, sorelle,
personaggi femminili non sono menzionati,
allora il pittore Rembrandt ha raffigurato il padre, com'è noto, nel suo dipinto,
con una mano maschile ed una femminile,
una simbologia
che richiede una rivisitazione, un ripensamento di certi stereotipi di
comportamenti rigidi,
oltre gli schematismi ideologici,
che riguardano anche concezioni teologiche
che vogliono imprimere paura per dominare,
invece l'insegnamento di questa parabola evangelica
è che la durezza potrebbe sciogliersi in un abbraccio
per la vita adesso, fare festa ora
- Certo è problema anche per la sensibilità odierna avvertita in materia
l'utilizzo di animali e delle loro dimensioni (vitello grasso, capretto)
per dare il senso delle dimensioni del fare feste, grandi e piccole,
come se non ci fosse altro modo di fare festa...
sappiamo tristemente che le Religioni
quando non si scontrano anche guerrescamente tra loro,
fanno 'festa' al loro interno con ecatombi di animali sulle tavole delle loro feste rituali.
La parabola invita, indirettamente, a riflettere anche sulle assenze,
e sulla necessità di fare festa gioiosa per tutti.
Fare Festa Davvero.
Con piccole gioie e ritrovar-si,
dando un volto sempre rinnovato alla gratuità.
La mentalità richiesta è completamente diversa,
da quella imperante che, attenzione, non ci sta portando a festeggiare,
ma ci sta portando a ballare sulle soglie di un precipizio di decisioni e situazioni di guerra,
quelle sì sarebbero senza ritorno di vita.