venerdì 21 marzo 2025

Una seconda possibilità, una fertile prospettiva

 

Evangelo di Gesù Cristo "secondo Luca" 13,8-9a

Bibbia - Nuovo Testamento versione Traduzione Ecumenica Letteraria (TLE)


Signore, lascialo ancora quest'anno, 

fin quando gli abbia zappato attorno 

e messo concime, e se farà frutto per l'anno a venire, bene;


BRICIOLE DI FEDE

per una fede non in briciole

Una seconda possibilità, una fertile prospettiva

                                 Meditazione biblico-teologica di Maurizio Abbà


Il brano evangelico in-segna, tra l'altro, due cose fondamentali,

la possibilità 

di concedere ad altri 

e di concedere a noi stessi 

una seconda possibilità, 

una seconda chance nella vita, 

per poter ri-cominciare


concime altre traduzioni possibili: sterco, letame.


da ciò che appare insignificante

si può invece, con attività (lo zappare attorno, cioè concentrati),

cogliendo la possibilità di essere al centro della vita,

in una condizione di fertilità, di possibilità feconda appunto,

sorprendente ed inaspettata.


Tornano in mente alcune parole tratte da una canzone di Fabrizio De André:

Via del Campo (1967): 


Ama e ridi se amor risponde

Piangi forte se non ti sente

Dai diamanti non nasce niente,

dal letame nascono i fior 


Si ricorda qui altresì le note parole del teologo Dietrich Bonhoeffer 

dallo scritto, probabilmente della fine del 1942,

Lo sguardo dal basso

Resta un’esperienza d’incomparabile valore l’aver imparato a vedere dal basso i grandi avvenimenti della storia del mondo, nella prospettiva degli esclusi, dei sospettati, dei maltrattati, dei deboli, degli oppressi e derisi, in breve dei sofferenti. 

È già tanto se in questo tempo l’amarezza o l’invidia non hanno divorato il cuore, ma guardiamo con occhi nuovi la grandezza e la meschinità, la felicità e l’infelicità, la forza e la debolezza e la nostra capacità di vedere la grandezza, l’umanità, il diritto e la misericordia è diventata più chiara, più libera, più incorruttibile, e la sofferenza personale è una chiave più idonea, un principio più fecondo della felicità personale nell’accedere al mondo con la riflessione e la pratica. 

Tutto dipende solo dal non trasformare questa prospettiva dal basso in uno schierarsi con gli eterni scontenti, e invece nel fare la giustizia e nell’affermare la vita in tutte le sue dimensioni, sulla base di una contentezza maggiore, i cui fondamenti non sono né in basso, né in alto, ma al di là di queste dimensioni.