domenica 29 gennaio 2023

Incoraggiamento e Consolazione

 

DOMENICA 29 GENNAIO - ULTIMA DOPO L'EPIFANIA


Evangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 5,1-12


Gesù, vedendo le folle, salì sul monte e si mise a sedere. 

I suoi discepoli si accostarono a lui, 

ed egli, aperta la bocca, insegnava loro dicendo:


«Beati i poveri in spirito, perché di loro è il regno dei cieli.

Beati quelli che sono afflitti, perché saranno consolati.

Beati i mansueti, perché erediteranno la terra.

Beati quelli che sono affamati e assetati di giustizia, perché saranno saziati.

Beati i misericordiosi, perché a loro misericordia sarà fatta.

Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.

Beati quelli che si adoperano per la pace, perché saranno chiamati figli di Dio.

Beati i perseguitati per motivo di giustizia, perché di loro è il regno dei cieli.

Beati voi, quando vi insulteranno e vi perseguiteranno e, mentendo, 

diranno contro di voi ogni sorta di male per causa mia. 


Rallegratevi e giubilate, perché il vostro premio è grande nei cieli; 

poiché così hanno perseguitato i profeti che sono stati prima di voi.


BRICIOLE DI FEDE

per una fede non in briciole

Incoraggiamento e Consolazione 

                                                                                      Meditazione di Maurizio Abbà


Gesù, "aperta la bocca",

è per relazione, per parlare, insegnare, dialogare, 

per aiutare a tessere relazioni tra i suoi discepoli,

e non solo, 

un aiuto per chi ascolta le sue parole, la Parola.


La misericordia di Dio è gratuita.

Il contesto è quello del Sermone sul monte 

(detto anche 'il discorso della montagna').


La halakà di Gesù: il primo discorso, 

della predicazione di Matteo 5-7;

'halakà' termine ebraico che ha la sua base in: halak,《camminare》.


È il manifesto programmatico del compito che attende il Messia Cristo Gesù;

ma una domanda s'impone, in ogni epoca, 

soprattutto di questi tempi, 

- sono davvero beati?

O è la beffa, la solita ennesima beffa 

che colpisce le vittime delle ingiustizie, delle violenze e dei razzismi?


Andiamo alla radice del significato di questa parola,

la 'beatitudine', che cos'è?

Cerchiamo la direzione del senso di questo insegnamento.

- Incoraggiamento e Benedizione

ecco cos'è.

La beatitudine è la promessa (in)credibile,

di una misericordia gratuita e generosissima,

che non ci aspettiamo di ricevere,

è così grande che neppure la immaginiamo.


- Le beatitudini, come nota il biblista Eduard Schweizer

sarebbe meglio chiamarle 'gridi di saluto' (Heilrufe), 

ma non sono semplici gridi di saluto

sono grida di guarigione.


Qui l'Incoraggiamento richiama e affianca la vera Consolazione,

si fondono per dispiegarsi in una forza evangelica 

che è, al contempo, propulsiva di considerevoli iniziative 

e balsamo autentico per le ferite procurate dalle asprezze della vita.

Siamo, appunto, nell'ambito del Sermone della Montagna, 

non un discorso, ma il Discorso di Gesù (Matteo 5-7), 

un Discorso, com'è noto, che nella sua nonviolenta radicalità evangelica.

porge il messaggio cristiano autentico. 


Il cammino con Gesù Cristo Via, Verità e Vita

prosegue,

in compagnia.

Mai da soli 

a partire dalla preghiera e dall'aiuto vicendevole.

                                                                               Maurizio Abbà



venerdì 27 gennaio 2023

Etty Hillesum, una speranza (in)credibile

 


«Volevo solo dire questo: la miseria che c'è qui è veramente terribile

- eppure,

la sera tardi, quando il giorno si è inabissato dietro di noi, 

mi capita spesso di camminare di buon passo lungo il filo spinato, 
e allora dal mio cuore si innalza sempre una voce 
- non ci posso far niente, è così, è di una forza elementare -, e questa voce dice:
la vita è una cosa splendida e grande,
più tardi
dovremo costruire un mondo completamente nuovo»

Etty HILLESUM
dal campo di concentramento di Westerbork (Paesi Bassi)
Sabato 3 luglio 1943

Etty HILLESUM, Lettere 1941-1943  
edizione integrale, (La collana dei casi 97),
Adelphi, Milano, 2013, p. 97.
Edizione diretta da Klaas A.D. Smelik
Testo critico stabilito da Gideon Lodders e Rob Tempelaars

www.adelphi.it/libro/9788845928291


Esther HILLESUM detta Etty
ebrea, filosofa e scrittrice olandese (1914-1943) 
morta ad Auschwitz

giovedì 26 gennaio 2023

Diversità di voci per l'unica Parola

 

a cura di

Giulio Michelini - Marco Cassuto Morselli

La Bibbia dell'Amicizia

Brani dei Ketuvim/Scritti commentati da ebrei e cristiani

Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo (Milano), 2021, pagine 396


Un commento alla Bibbia scritto a più mani da ebrei e da cristiani rappresenta, 

nel panorama italiano, e non solo, una novità. 

In questo momento storico, 

con il ritorno di pregiudizi antisemiti e una crescente ignoranza del testo biblico, 

una collaborazione tra studiosi delle due religioni monoteiste 

che condividono la stessa Bibbia è un segno di amicizia. 

Il presente volume nasce dall’incontro di due realtà: 

l’amore per la Parola di Dio e l’amicizia tra ebrei e cristiani. 

Da millenni ebrei e cristiani leggono e meditano la Bibbia separatamente. 


Da alcuni decenni ebrei e cristiani 

hanno iniziato un percorso di dialogo per superare odii e incomprensioni. 

È ora possibile iniziare a leggere la Bibbia insieme.

Il progetto ha come finalità quella di far gustare la Bibbia e far dialogare, 

per la prima volta in modo così articolato, 

ebrei e cristiani sul testo fondativo delle due religioni. 


Dopo il successo dei primi due volumi, 

in questo terzo volume cinquantadue studiosi si soffermano sui Ketuvim/Scritti, 

commentando passi scelti tra i più significativi. 

Lo scopo non è quello di arrivare a una lettura unificata della Bibbia 

nella quale le diversità si stemperino fino ad annullarsi, 

ma quello di conoscersi meglio, 

di conoscere meglio le rispettive letture e interpretazioni, 

accettando che esse possano essere diverse.


                                                tratto dal sito: www.edizionisanpaolo.it










martedì 24 gennaio 2023

Spirito di Dio - una preghiera di Tonino Bello

 

Spirito di Dio,

che agli inizi della creazione

ti libravi sugli abissi dell’universo

e trasformavi in sorriso di bellezza

il grande sbadiglio delle cose,

scendi ancora sulla terra

e donale il brivido dei cominciamenti.

Questo mondo che invecchia,

sfioralo con l’ala della tua gloria.

Dissipa le sue rughe.


Fascia le ferite che l’egoismo sfrenato degli uomini

ha tracciato sulla sua pelle.

Mitiga con l’olio della tenerezza le arsure della sua crosta.


Restituiscigli il manto dell’antico splendore,

che le nostre violenze gli hanno strappato,

e riversa sulle sue carni inaridite anfore di profumi.

Permea tutte le cose, e possiedine il cuore.

Facci percepire la tua dolente presenza

nel gemito delle foreste divelte,

nell’urlo dei mari inquinati,

nel pianto dei torrenti inariditi,

nella viscida desolazione delle spiagge di bitume.


Restituiscici al gaudio dei primordi.

Riversati senza misura su tutte le nostre afflizioni.


Librati ancora sul nostro vecchio mondo in pericolo.

E il deserto, finalmente, ridiventerà giardino,

e nel giardino fiorirà l’albero della giustizia,

e frutto della giustizia sarà la pace.

                                                                                   Tonino Bello


domenica 22 gennaio 2023

Una fede liberatrice

 

DOMENICA 22 GENNAIO 2023

3a DOPO L'EPIFANIA 

Evangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 4,12-23

12 Gesù, udito che Giovanni era stato messo in prigione, si ritirò in Galilea.

13 E, lasciata Nazaret, venne ad abitare in Capernaum, città sul mare, ai confini di Zabulon e di Neftali, 

14 affinché si adempisse quello che era stato detto dal profeta Isaia:

15 «Il paese di Zabulon e il paese di Neftali, sulla via del mare, di là dal Giordano, la Galilea dei pagani,

16 il popolo che stava nelle tenebre,

ha visto una gran luce; su quelli che erano nella contrada e nell'ombra della morte una luce si è levata».

17 Da quel tempo Gesù cominciò a predicare e a dire: «Ravvedetevi, perché il regno dei cieli è vicino».

18 Mentre camminava lungo il mare della Galilea, Gesù vide due fratelli, Simone detto Pietro, e Andrea suo fratello, i quali gettavano la rete in mare, perché erano pescatori. 

19 E disse loro: «Venite dietro a me e vi farò pescatori di uomini». 

20 Ed essi, lasciate subito le reti, lo seguirono. 

21 Passato oltre, vide altri due fratelli, Giacomo di Zebedeo e Giovanni, suo fratello, i quali nella barca con Zebedeo, loro padre, rassettavano le reti; e li chiamò. 

22 Essi, lasciando subito la barca e il padre loro, lo seguirono.

23 Gesù andava attorno per tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe e predicando il vangelo del regno, guarendo ogni malattia e ogni infermità tra il popolo.


BRICIOLE DI FEDE

  per una fede non in briciole

      Fede che libera 

                                                                                Meditazione di Maurizio Abbà


Pescatori di uomini?

sì, ma non per irretire, non per adescare ma per liberare, 

per una fede libera e liberatrice.

Una sola condizione: per realizzare anzi per essere raggiunti 

da questa fede liberante

e aiutare altri, 

vicendevolmente a liberarsi,

a partire dal liberare noi stessi con l'aiuto di altri, 

soprattutto con l'aiuto di Dio.


Questa condizione è la collocazione nel seguire Gesù,

e vi sono vari modi per seguirLo, è l'essere conseguenti 

- Dietrich Bonhoeffer parlava di Sequela - .


- La condizione previa è... lasciare subito le reti (v.20),

senza indugi,

per prendere cosa? 

- Lesti nell'afferrare la libertà così come l'amore quando ti passano accanto.


Spunta al loro fianco la verità che non può richiedere vittime, 

altrimenti non è verità.


Libertà, Amore, Verità.


Imparare libertà e amore nella verità che non puoi possedere

ma che puoi ricevere a frammenti,

per poterli elargire generosamente, 

per offrire luce anche là dove il buio pare prevalere,

soprattutto lì, in quei momenti, che a volte, sono anche dentro di noi.

Chiedere aiuto.

Chiedere e fare parte di una rete di salvezza.


Le chiese cristiane devono prima di tutto cristianizzarsi,

anche e soprattutto per poter andare fuori dal tempio 

e poter vivificare il tempio.

Vale anche nella teologia delle relazioni,

le relazioni di fede saranno sempre un'avventura di gesti, carezze, ascolto,

che coinvolge tre soggetti: 

Dio, 

gli altri 

e te.


giovedì 19 gennaio 2023

Omnia sunt communia e dintorni

 


- Omnia sunt communia ossia sulla disponibilità comune dei beni di prima necessità,

di cui troviamo tracce nella Scolastica medievale in Guglielmo d'Auxerre, 

poi in Tommaso d'Aquino, 

successivamente su tutt'altri versanti della storia del pensiero cristiano:

nel movimento dei dolciniani (discepoli di Fra Dolcino),

e nel XVI secolo parte costitutiva del programma controverso del pastore predicatore Thomas Müntzer,

per citare solo alcuni utilizzi dottrinali molto, ma molto diversi tra loro.


La base di questa nozione fondamentale di storia della teologia è biblica,

e precisamente neotestamentaria, 

tratta dal secondo volume dell'opera dell'evangelista Luca: 

gli Atti degli Apostoli capitolo 2 versetti 44 e 45; 

e il capitolo 4 versetto 32,

ecco, nel dettaglio, i riferimenti scritturistici: 

Atti 2,44-45:

Tutti coloro che erano credenti stavano nello stesso luogo 

e tenevano ogni cosa in comune.

Vendevano proprietà e sostanze e le distribuivano a tutti, 

a seconda che qualcuno avesse bisogno.


e Atti 4,32:

La moltitudine di coloro che erano venuti alla fede aveva 

un cuore solo e un'anima sola e nessuno diceva sua proprietà

quello che gli apparteneva, ma ogni cosa era fra loro in comune.


La traduzione ecumenica del quinto 

volume, dopo i 4 Evangeli, propone la traduzione de gli

Atti degli Apostoli, Edizioni Terra Santa www.tsedizioni.it

Nella Prefazione il Prof. Mauro Pesce annota come questi sono passi

"ebbero una forza rivoluzionaria  straordinaria in ogni movimento di riforma." 


Ancora la parola al Prof. Mauro Pesce:

"Il quinto libro del canone neo-testamentario ha esercitato un influsso enorme 

per il rinnovamento delle chiese cristiane nel corso dei secoli soprattutto in età medievale e moderna."


Atti degli Apostoli uno scritto della chiesa primitiva, la chiesa antica,

anzi è la giovane chiesa, 

con tutte le sue aspettative, ambizioni e contraddizioni, 

i suoi decisivi tenui orizzonti di evangelicità 

che sboccia ora acerba ora matura.


- Paolo Ricca scrive:

"possiamo promettere a coloro che si accingono a leggere oggi,

ma anche domani (meglio però oggi!) evangeli e Atti, che, nel corso della lettura,

li attende una sorpresa: i lettori si stupiranno di dover constatare che questi testi

godono di una sorprendente giovinezza. 

Composti duemila anni fa, sembrano scritti oggi."

                                                                                                         










lunedì 16 gennaio 2023

Dammi solo tre parole Amore Bacio Fuoco Le parole di Gesù



Paolo Ricca

AMORE BACIO FUOCO

Le parole di Gesù

Edizioni Magister, Matera, 2023, pagine 148

sezione TeologicaMente


dal sito www.edizionimagister.it

La Parola di Dio è inesauribile: ogni sua parola è una miniera 

dalla quale si possono estrarre infiniti tesori e un pozzo dal quale si può attingere 

sempre nuova acqua viva che disseta.

Basta una parola per suscitarne mille: 

la Parola di Dio è una madre feconda, una sola parola di Dio ne crea tante altre. 

Ma non crea solo parole: 

crea pensieri, crea visioni, crea mondi, mondi nuovi, crea futuro, crea e ricrea. 

Basta una parola, come quel centurione romano a Capernaum che aveva un servo gravemente ammalato e pregò Gesù di guarirlo dicendogli: 

«Di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito» (Matteo 8,8). 

Basta una parola: le riflessioni che seguono sono costruite intorno a questa convinzione: 

Basta una parola. E perché basta? Perché è inesauribile.

domenica 15 gennaio 2023

 

DOMENICA 15 GENNAIO 2023

2a DOPO L'EPIFANIA 

Evangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 1,29-34

Il giorno seguente, Giovanni vide Gesù che veniva verso di lui e disse: «Ecco l'Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo! 

Questi è colui del quale dicevo: "Dopo di me viene un uomo che mi ha preceduto, perché egli era prima di me". 

Io non lo conoscevo; ma appunto perché egli sia manifestato a Israele, io sono venuto a battezzare in acqua». 

Giovanni rese testimonianza, dicendo: «Ho visto lo Spirito scendere dal cielo come una colomba e fermarsi su di lui. 

Io non lo conoscevo, ma colui che mi ha mandato a battezzare in acqua, mi ha detto: "Colui sul quale vedrai lo Spirito scendere e fermarsi, è quello che battezza con lo Spirito Santo". 

E io ho veduto e ho attestato che questi è il Figlio di Dio».


BRICIOLE DI FEDE

per una fede non in briciole

La mitezza energica dell'Agnello

                                                                                         Meditazione di Maurizio Abbà


Il Battesimo di Gesù adopera di Giovanni detto il Battista 

(per la precisione: nel IV Evangelo non è mai chiamato così, 

al contrario dei Sinottici: Mt, Mc, Lc).


Pare quasi un passaggio di consegne.

(Ma la figura di Giovanni Battista era qualcosa di più 

di un semplice tramite apripista,

lui e il suo movimento avevano caratteristiche peculiari, 

come ci riferiscono gli studiosi).


Giovanni il Battista che battezza Gesù,

- la discesa dello Spirito Santo come una colomba, 

- la dichiarazione divina che Gesù è il Figlio di Dio.

Domenica scorsa un testo con le stesse decisive tematiche

per la fede cristiana.


- Sono testi davvero trinitari,

infatti, pur non essendo esplicitamente menzionato il termine Trinità nella Bibbia, 

questo brani evangelici neotestamentari

sono cadenzati dal ritmo trinitario.


Mitezza dell'agnello


Io non lo conoscevo è lo stupore nel senso migliore del termine, 

ossia il senso di sorpresa gradita e gradevole, 

che si rinnova ogni volta, 

come quando ascoltiamo 

una musica briosa associata a tratti ad una placida e sempre raffinata eleganza

ad esempio: il Piano Concerto n.1 di Ludwig van Beethoven

e qui nel messaggio evangelico certamente 

c'è molto di più che un brano musicale.

Sono ovviamente molte le cose che non conosciamo,

che potremmo conoscere, che potremmo desiderare di conoscere.

Ma di una proprio non ne vogliamo sapere,

ciò che non vogliamo conoscere è la mitezza,

ciò che accade ogni giorno lo conferma: 

la mitezza dell'agnello questa sconosciuta all'essere umano.


Invece proprio Gesù l'ha insegnata, 

e all'uopo sapeva essere come dire... molto energico! 

(Gv 2,13-16!).


Tre domande 

Domanda: è lo Spirito Santo cos'è? 

- Lo Spirito Santo è compagnia amorevole.


Domanda: come discernere lo Spirito Santo?

- Lo Spirito Santo è, per così dire, il 'gancio' 

con la spiritualità che Gesù Cristo ci regala,

spiritualità del fare e del pensare,

così che anche noi possiamo dire di Gesù:

che questi è il Figlio di Dio.


Domanda: lo Spirito Santo dov'è? 

- Lo Spirito Santo si posa, ma non può essere fatto prigioniero,

è Libertà e Creatività pura che insegna quello che Gesù ha insegnato:

la Buona Notizia dell'Evangelo.











martedì 10 gennaio 2023

Un'ala di riserva

 

 Compagni di volo

Voglio ringraziarti Signore, per il dono della vita;

ho letto da qualche parte che gli uomini hanno un’ala soltanto,

possono volare solo rimanendo abbracciati.

A volte, nei momenti di confidenza, oso pensare,

Signore, che tu abbia un’ala soltanto,

l’altra la tieni nascosta, forse per farmi capire che tu non

vuoi volare senza di me;

per questo mi hai dato la vita:

perché io fossi tuo compagno di volo, insegnami, allora, a librarmi con Te.

Perché vivere non è trascinare la vita, non è strapparla,

non è rosicchiarla,

vivere è abbandonarsi come un gabbiano all’ebbrezza del vento,

vivere è assaporare l’avventura della libertà,

vivere è stendere l’ala, l’unica ala,

con la fiducia di chi sa di avere nel volo un partner

grande come Te.

Ma non basta saper volare con Te, Signore,

tu mi hai dato il compito di abbracciare anche il fratello

e aiutarlo a volare.

Ti chiedo perdono, perciò, per tutte le ali che non ho

aiutato a dispiegarsi,

non farmi più passare indifferente vicino al fratello che è

rimasto con l’ala, l’unica ala, inesorabilmente impigliata

nella rete della miseria e della solitudine e si è ormai

rassegnato a non essere più degno di volare con Te.

       Soprattutto per questo fratello sfortunato dammi,

o Signore, un’ala di riserva.

                                       Anonimo



Comitato italiano per la CEVAA Comunità di Chiese in missione
Raccolta di testi di fede Allarga la tua Tenda
Raccolta e traduzione testi a cura di Renato Coïsson
Stampato ma non pubblicato
Agosto 2016  – Luserna S. Giovanni (To), pagina 13.

domenica 8 gennaio 2023

Ali piccole ma libere

 


DOMENICA 8 GENNAIO 2023

1a DOPO L'EPIFANIA 
BATTESIMO DEL SIGNORE

Evangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 3,13-17

versione Nuova Riveduta

Allora Gesù dalla Galilea si recò al Giordano da Giovanni per essere da lui battezzato. 

Ma questi vi si opponeva dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?» 

Ma Gesù gli rispose: «Sia così ora, poiché conviene che noi adempiamo in questo modo ogni giustizia». Allora Giovanni lo lasciò fare. 

Gesù, appena fu battezzato, salì fuori dall'acqua; ed ecco i cieli si aprirono ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui. 

Ed ecco una voce dai cieli che disse: «Questo è il mio diletto Figlio, nel quale mi sono compiaciuto».


BRICIOLE DI FEDE

per una fede non in briciole 

Come una colomba ali piccole ma libere

                                                       Meditazione di Maurizio Abbà


Battesimo 

il Battesimo è tante cose, ma come insegnano i grandi teologi, 

è prima di tutto e soprattutto una Preghiera.


'Battesimo' ma cosa vuol dire?

Il significato del termine, deriva dal greco, 

vuol dire "immergere nell'acqua".


Nella teologia cristiana segna simbolicamente due situazioni:

il prendere congedo ed una gioiosa rinascita.

- Un congedo: cessazione da uno stile di vita e di pensiero,         

- Una rinascita: come nuova creatura proprio in Cristo.


Ma...

la cessazione da uno stile di vita e di pensiero contrari all'insegnamento di Cristo

non riesce ad essere compiuta come si vorrebbe, anzi.

Altalena ed intermittenza dei nostri atteggiamenti, quando va bene,

sono il ritmo scandito nei nostri giorni in fasi diverse della nostra vita.

A inizio anno poi non mancano i buoni propositi puntualmente ...

li ritroviamo disattesi poco dopo...


La rinascita gioiosa, 

domanda: è difficile rinascere? 

- Pare che  ai cristiani risulti più difficile

mettere un pochettino di gioia in quello che fanno e che pensano

e nell'accoglienza...


Il Battesimo è, come insegnano i grandi teologi, 

una Preghiera.

Dialogo con Dio non su Dio.


Allora Battesimo è dono dello Spirito di Dio che ci raggiunge

su ali 

come quelle di una colomba,

ali piccole ma libere.





















sabato 7 gennaio 2023

I volti del Natale nella Storia

 

                   In copertina: particolare di cartolina austroungarica per il Natale 1914 
                                                     (collezione privata).


TRA GUERRA 
E PACE

I NATALI CHE HANNO FATTO LA STORIA

Testi di Alessandro Barbero, 
Paolo Emilio Tavani,
David H.Fischer
e altri
curatore                            Giacomo Robecchi
presentazione di             Giancarlo Andenna
(collana Nativitas, 103),
Interlinea edizioni, Novara, 2022, pagine 116.



"nella prima guerra mondiale il conflitto ebbe una tregua a Natale,
data in cui sono successi altri eventi storici che questo libro raccoglie
con i testi di testimoni e studiosi d'eccezione: 
dall'incoronazione di Carlo Magno e di Guglielmo in conquistatore
al primo presepe di Francesco d'Assisi 
e a un tragico naufragio di Cristoforo Colombo,
fino a George Washington che attraversa il fiume Delaware.
In quei 25 dicembre la storia si è fatta sentire."

                                                          www.interlinea.com


La tregua del Natale 1914 è nota, 
sul fronte occidentale della prima guerra mondiale
nel periodo vicino al giorno di Natale,
è un cessate il fuoco
indetto in maniera non ufficiale, in diverse zone, 
ma purtroppo non completamente.
Vi furono, molto significativamente, 
piccoli ma grandi episodi di fraternizzazione 
tra soldati di unità militari belligeranti contrapposte.

Invece delle mitragliatrici iniziò a risuonare la musica natalizia,
auguri in musica da una trincea all'altra,
i militi s'incontrarono pacificamente in quella che si definisce la Terra di nessuno,
proprio quella porzione di terra deserta e temuta per la sua pericolosità 
tra una trincea e l'altra,
e lì avvennero scambi di alimenti ed oggetti,
con partite di calcio improvvisate.

Vi fu la possibilità di dare sepoltura a quelli che nei giorni precedenti 
erano caduti nel conflitto.
Poterono celebrarsi culti religiosi, anche in comune. 

- Ma durerà poco quest'atmosfera natalizia di pace, 
in quanto non era gradita ai signori della guerra...

La conferma, ancora una volta, 
che la pace rischia di essere soltanto
una sosta tra le guerre.

   Guerre, che anche ai nostri giorni, ci stanno spegnendo la vita e la dignità.

   E anche noi purtroppo ci stiamo abituando.

                                                                                                        Maurizio Abbà



venerdì 6 gennaio 2023

Qualcosa di nuovo in Cielo per la Terra

 


In copertina: VINCENT VAN GOGH, Notte stellata, 1889 
(MoMA, New York, Digital image, The Museum of Modern Art, New York/Scala, Firenze)



Chiara Gatti

Sotto una buona stella
Stelle e comete nell'arte
(Nativitas, 105), Interlinea edizioni, Novara, 2022, pagine 96.
Con tavole d'arte a colori e con la collaborazione di Serena Colombo

"La stella cometa è uno dei simboli dell'attesa del Natale fino all'Epifania.
Il primo a rappresentarla fu Giotto, che vide di persona la cometa di Halley
nel 1301, immaginandosi sotto il cielo di Betlemme quando nacque Gesù.
Altri artisti furono suggestionati da stelle e comete «lucenti come il sole», 
da Dürer a Turner, da Van Gogh, con la sua celebre Notte stellata
fino ad arrivare più vicino a noi, 
con la guerra e il foro di una granata su un muro della Palestina di oggi 
reinterpretato da Banksy: 
una stella ferita che scuote le coscienze."

www.interlinea.com


Esercitare il nostro desiderio,
pare che una possibile radice etimologica derivante dal latino sia: 
desiderium: composto di de e sidera 'smarrire le stelle', smarrire la Via.
Esistono anche altre possibilità etimologiche, questa è la più fragile, la più delicata, 
quindi occorre che sia custodita con cura e premure.
Per non restare senza stelle di orientamento.La canzone La panchina (autori: di Capri - Depsa - Piccinelli, anno 2005), 
mi è ritornata in mente in questi giorni e con questo libro, il suo ascolto
richiama una citazione
riportata dall'autrice la studiosa Chiara Gatti di:

Antoine De Saint-Exupéry (l'autore del celebre Il Piccolo Principe
si domandava: 
«Mi domando se le stelle siano illuminate perché ognuno possa un giorno trovare la sua».

     "Nativitas" è la prima collana in Italia ed in Europa con il Natale 
al centro di una connessione tra le arti e la spiritualità cristiana.
Una collana semplice ed elegante al contempo.
Formato tascabile e cura dei particolari è caratteristica di questa collana di libri.

Le rappresentazioni del firmamento sono già di antica data.
Giacente nei boschi della Sassonia era il Disco di Nebra 
una lastra di metallo con inserzioni in oro dell'epoca dell'età del bronzo,
(risalente al 1600 a.e.v), dalle dimensioni contenute: soli 30 centimetri di diametro!
E poi importanti dipinti di giganti della Storia dell'Arte fino all'età contemporanea.

La reinterpretazione di Banksy (pagina 86) con il foro di una bomba collocato
sopra la rappresentazione della Natività, attira certamente l'attenzione,
e mi domando:
ma quel cratere in miniatura è un'ulteriore feritoia militare da cui rassegnati 
ci si piega al susseguirsi spietato delle azioni belliche che coinvolgono 
l'attualità e le generazioni future,
oppure è l'inizio di un piccolo disperato ma tenace varco di Pace 
per iniziare a sognare di oltrepassare il muro della guerra, di tutte le guerre?


Nella fede sotto la buona stella un Nome ci è dato 
ed è quello del Maestro Ebreo Gesù Cristo, 
Egli è proprio la tua, la nostra stella 
che illumina il nostro fragile cammino,
a tratti, nonostante tutto, può essere anche luminoso.

                                                                                          Maurizio Abbà

giovedì 5 gennaio 2023

Presepe francescano

 

                                                    In copertina: Giotto, La natività, particolare

                                                    (Assisi, basilica inferiore di San Francesco)


L'invenzione del presepe

San Francesco e Giotto: il Natale del 1223 tra Storia e Arte

con gli affreschi della Basilica di Assisi

scelta e cura dei testi di Carlo Paolazzi ofm

(collana Nativitas 104),

Interlinea edizioni, Novara, 2022, pagine 48.


                                      www.interlinea.com



Francesco guarda con stupore riverente al Natale di Cristo, «festa delle feste», perché in quel giorno l’amore del Padre ha rinnovato i prodigi della creazione, 

(...)

Per questa ragione non solo i benestanti – per amore di Cristo fattosi povero per noi – provvederanno alle necessità dei poveri, ma Francesco vorrebbe supplicare «per amore di Dio» l’imperatore e i signori e i podestà a trasformare il Natale nella festa del mondo, incitando tutti a «dare sostentamento» con abbondanza ai fratelli uccelli, alle sorelle allodole, ai fratelli buoi e asini. 

Se il Verbo del Padre, signore dell’universo, si è fatto uomo e ha scelto la povertà per servire i suoi fratelli, che ricchi e potenti di questo mondo condividano con i poveri i beni della creazione non è più utopia umana, ma progetto e appello urgente di Dio. 

                                                                                                               Carlo Paolazzi OFM


Le sorelle allodole

Noi che siamo vissuti con Francesco e che abbiamo scritto questi ricordi, 
attestiamo di averlo sentito dire a più riprese:
«Se avrò occasione di parlare con l'imperatore, lo supplicherò che per amore di Dio
e per istanza mia emani un editto, al fine che nessuno catturi le sorelle allodole
o faccia loro del danno. E inoltre, che tutti i podestà delle città e i signori dei 
castelli e dei villaggi siano tenuti ogni anno, il giorno della Natività del Signore,
a incitare la gente che getti frumento e altre granaglie sulle strade, fuori delle città
e dei paesi, in modo che in un giorno tanto solenne gli uccelli, soprattutto le allodole,
abbiano di che mangiare. Dia ordine inoltre l'imperatore, per riverenza al Figlio di Dio,
posto a giacere quella notte dalla beata Vergine Maria nella mangiatoia tra il bove e l'asino,
che a Natale si dia da mangiare in abbondanza ai fratelli buoi e asinelli. E ancora,
in quella festività, i poveri vengano ben provvisti di cibo dai benestanti»

                                                                           Leggenda perugina, 110[FF 1669]


Bella, delicata e molto attuale questa interdipendenza tra allodole e persone.
Ci vorrebbe un Natale così ogni giorno, tutto l'anno...
                                                                                                 Maurizio Abbà

mercoledì 4 gennaio 2023

Calendario Le Valli Valdesi 2023

 


Le Valli Valdesi 2023

Calendario delle Valli valdesi

12 fotografie di Daniele Vola

  • Versetti biblici in 5 lingue

  • Sul retro: storia e attualità di Radio Beckwith


Le 12 immagini del calendario Valli valdesi 2023, a cura di Daniele Vola, 

mescolano vedute aeree delle Valli scattate grazie a un drone a immagini caratteristiche scattate da terra. 

Ogni mese è accompagnato da un versetto biblico.

Il retro delle pagine è dedicato alla storia e attualità di Radio Beckwith Evangelica www.rbe.it

Con un messaggio della Moderatora della Tavola valdese per il 2023.
I versetti e tutti i testi sono in italiano, francese, inglese, tedesco e spagnolo.

In allegato: l’indirizzario delle Chiese Evangeliche Valdesi e Metodiste in Italia; Chiese Valdesi nel Rio de la Plata; Chiesa Evangelica Luterana in Italia; Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia; Esercito della Salvezza in Italia; Unione Italiana delle Chiese Cristiane Avventiste del 7° Giorno; Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia; Chiese evangeliche di lingua italiana in Svizzera.

www.claudiana.it

martedì 3 gennaio 2023

La Parola diventa pane quotidiano

 



Un Giorno Una Parola Letture bibliche quotidiane per il 2023

Disponibile anche nel formato EBOOK(EPUB)

Un invito alla lettura quotidiana della Bibbia

Uno strumento di comunione spirituale intorno al testo biblico

Un lezionario ecumenico di passi biblici e meditazioni giornaliere

Le famose Losungen, 

testi biblici e meditazioni giornaliere, preparate ogni anno, a partire dal 1731, 

dalla Chiesa evangelica dei Fratelli Moravi (Unità dei Fratelli di Herrnhut). 

La presente edizione, tradotta e adattata per il lettore italiano, è la 293a.


In appendice il Lezionario comune riveduto (Revised Common Lectionary) 

per il 2023.


Introduzione di Paolo Ricca dal titolo: LA PAROLA NECESSARIA


Le otto illustrazioni a colori che quest'anno accompagnano e abbelliscono 

Un giorno una parola sono di Silvia Gastaldi,

otto illustrazioni che descrivono, ciascuna, una tappa o un aspetto fondamentali

della vita di Gesù. 

Silvia Gastaldi ha gentilmente concesso di utilizzare i suoi lavori, già apparsi,

insieme a molti altri, nel volume di Maria Girardet e Thomas Soggin,

Racconta la Bibbia ai tuoi ragazzi, Claudiana 2012, 

in seconda edizione (la prima edizione era del 2005).


www.claudiana.it

lunedì 2 gennaio 2023

Epifania: siamo figli delle stelle


tratto da: www.chiesavaldese.org

Gesù è davvero cattolico


di Gianni Genre

L’epifania riguarda tutti e tutte al di là di ogni pretesa di parzialità 

Torre Pellice, 2 Gennaio 2023

Straordinario racconto, i magi pagani che seguono una stella ed arrivano alla mangiatoia di Betlemme. L’epifania: l’apparizione, la manifestazione divina di Gesù al mondo intero, ai pagani.

Un racconto che ha stinto sempre di più nella leggenda. Una sorta di fiaba fantastica che non ha nulla di credibile, ma è carica di dettagli pieni di verità. 

Nell’evangelo di Matteo, il più ebraico dei quattro vangeli, quello che più degli altri tre ha davanti a sé una comunità legatissima alla Legge di Mosè, ci viene detto che sono i pagani che si mettono in cammino (un lunghissimo cammino) per andare a cercare Gesù e per rendergli omaggio. 

I primi ad adorare Gesù appena nato sono dunque dei pagani. Il primo a confessare Gesù come Figlio di Dio davanti al Crocifisso appena morto, sarà un altro pagano, il centurione romano. 

Non si tratta di dettagli secondari. 

Perché Natale, come Gesù, è davvero cattolico. Cattolico, ma non romano. Cattolico, non protestante. Cattolico, non ortodosso. 

Cattolico, perché il termine cattolico contiene nella sua radice il significato di tutto, di tutti, di universale. Qualcosa che riguarda tutti e tutte. Qualcosa che si oppone a qualsiasi sequestro di parzialità! 

Le chiese hanno spesso tradito la cattolicità del Natale e di Gesù, hanno cercato di appropriarsene, di rivendicarne la proprietà e l’esclusivo diritto di interpretazione.

Ecco la grandezza di questo racconto fantastico, ma al tempo stesso così vero. 
Questi strampalati sapienti, astrologi (?) non sono ebrei, non hanno le carte in regola. 
Ma arrivano a Gesù perché si sono messi in viaggio, un lungo viaggio. Mentre tutti gli altri rimangono immobili. 
Se rimani paralizzato dalle tue certezze, non arriverai mai alla grotta di Betlemme. 

Una bella provocazione per tutti. 

La differenza la fa tutta il movimento, la capacità di lasciarsi mettere in movimento. 

Da una parte, nel racconto, c’è chi rimane immobile: 

la città di Gerusalemme, le autorità religiose, il potere politico rappresentato da Erode, 

piccolo re di provincia che è geloso di un Messia in fasce in cui intravede già una minaccia. 

Dall’altra ci sono dei pagani che arrivano da Oriente, 

cioè da ciò che di più lontano vi sia, che vengono e poi ripartono per terre lontane. 

La fede è cammino, è ricerca, è inquietudine. 

Non è proprietà, possesso, non è rivendicazione di terre e di certezze. 

L’Oriente, lo sappiamo, non è solo un punto cardinale geografico, 

può anche essere qualcosa di interiore, che riguarda te e me. 

Ogni persona ha un Oriente, da dove nasce la luce, 

qualcosa che indica il nuovo, quello che verrà, che appartiene e indica il futuro, 

qualcosa che spaventa e affascina al tempo stesso. 

Gesù viene trovato da chi ha grandi orizzonti e si mette in cammino, 

non da chi è preoccupato delle sue piccole certezze da difendere. 

In questo racconto ci sono stelle e sogni, tutte cose che noi (io per primo) guardiamo da sempre con estrema diffidenza. Gesù però nasce in una grotta sotto una stella. 

E anche noi sappiamo che siamo figli delle stelle. 

Carl Sagan, il famoso astrofisico e divulgatore scientifico, circa quarant'anni anni fa, 

ci insegnò che la metà degli atomi che costituiscono il nostro corpo viene da molto lontano, 

è materia che viene da fuori dalla Via Lattea. 

Siamo polvere di stelle, siamo figli dell’universo. 

Duemila anni fa l’evangelista Matteo non lo poteva sapere, 

ma già ci diceva che Gesù nasce sotto una stella, è figlio del Dio dell’universo. 

E che per arrivare a scoprirlo, devi cercare di recuperare questa consapevolezza. 

Non devi avere paura, devi metterti in marcia immediatamente. E a farlo nella gioia.

La gioia dei Magi, incorruttibili, 

la gioia che ti fa sentire finalmente “a casa” dal punto di vista spirituale. 

E per questo davvero libero. 

Come i Magi... 




domenica 1 gennaio 2023

1 gennaio memoria dell'ebraicità di Gesù


Il primo gennaio si fa memoria, nella liturgia cristiana, 

della circoncisione di Gesù, 

dell'ebreo Gesù quindi della sua appartenenza ad Israele.


Con le parole del teologo Helmut Gollwitzer:

"Gesù è un uomo ebreo.

La centralità di Gesù per l'umanità intera, affermata nel Nuovo Testamento,

nasce dalla centralità che egli ha per Israele;

ed è per questo che il Nuovo Testamento non può essere staccato 

dalla Bibbia ebraica.

Per questo, pure, non si può parlare in termini cristiani della centralità

di Gesù senza parlare anche della funzione centrale attribuita al popolo ebraico

nei confronti di tutta l'umanità."


tratto da: 

- Helmut Gollwitzer

Liberazione e Solidarietà Introduzione alla Teologia Evangelica

Traduzione di Gino Conte

Editrice Claudiana, Torino, 1986, pagine 47-48.