sabato 31 ottobre 2020

Verso la Bibbia della Riforma un passo avanti

 


Culto Evangelico - Festa della Riforma Protestante

 


1° novembre. Culto della Riforma in eurovisione da Lugano

Domenica 1° novembre alle 10 su RaiDue lo speciale Protestantesimo per il culto evangelico della Riforma

Va in onda domenica  1° novembre alle 10 su RaiDue lo speciale Protestantesimo per il culto evangelico della Riforma, in eurovisione dalla chiesa evangelica riformata di Lugano.

 

 Interno della Chiesa Riformata di Lugano

 

 

La trasmissione è a cura della rubrica Protestantesimo. Nella presentazione del culto, che ha per tema il Rinnovamento della vita cristiana”, si legge: “In un tempo come il nostro, segnato dall’incertezza e dall’inquietudine a causa di una pandemia che incide pesantemente sulla vita della società e degli individui, la speranza non viene meno, assume nuove forme e si nutre della Parola di Dio”.

La liturgia sarà curata dal pastore Angelo Reginato

Predicazione del pastore Daniele Campoli e della pastora Lidia Maggi.

 

 

 

Per la parte musicale partecipano la formazione polifonica lombarda “Gruppo Vocale Famiglia Sala” e “Ensemble” di Andrea Jermin.

 


In tutto il mondo il 31 ottobre si svolgono iniziative e culti per celebrare la Giornata della Riforma protestante. 

 

L'articolo integrale in: 

www.riforma.it

www.nev.it


Donne della Riforma

 

 

Germania. Un francobollo per le 

Donne della Riforma


Roma (NEV), 28 ottobre 2020 – Il Ministero delle finanze tedesco ha emesso un francobollo speciale “Donne della Riforma”.

“Molti associano Martin Lutero alla Riforma. Tuttavia essa è stata plasmata da molti, comprese le donne” ha detto Nikolaus Schneider, già presidente del consiglio della Chiesa evangelica in Germania (EKD).

In un articolo di Eske Wollrad del centro evangelico di donne e uomini di Hannover, su bundesfinanzministerium.de, si legge delle donne che hanno svolto un ruolo decisivo nel plasmare la Riforma, da Elisabeth von Calenberg-Göttingen a Elisabeth von Rochlitz. “La parola di Dio non è legata a un mediatore, incarnata da un sacerdote, ma piuttosto è resa accessibile attraverso il proprio studio biblico. Così, la Riforma è stata un movimento anche per le donne, motivandole a diventare teologicamente attive” scrive Wollrad.

Tra le donne della Riforma anche Argula von Grumbach, baronessa della Franconia, una delle più famose autrici di opuscoli del movimento e conosciuta ben oltre i confini della Franconia. 

E poi Katharina Zell, che difese pubblicamente, su base biblica, il suo matrimonio con un sacerdote della cattedrale di Strasburgo. “Il messaggio della Riforma era, per le donne ma non solo, la libertà – conclude Wollrad -. Non c’è bisogno di alcuna autorità per interpretare la Scrittura come infallibile insegnamento della chiesa. Ogni cristiano, e la chiesa nel suo insieme, può leggere le Sacre Scritture. Da questa intuizione teologica si giunge, anche se non sempre in modo lineare, ai valori moderni di una società democratica, nonché alla libertà di parola e di pensiero”.

Il francobollo speciale e l’annullo del primo giorno sono stati disegnati da Susann Stefanizen.

Il francobollo ha un valore di 370 cent ed è disponibile dal 1° ottobre 2020 presso gli uffici postali della Deutsche Post.

 

venerdì 30 ottobre 2020

I Valdesi oggi: Memoria di una Storia, Storia di una Memoria

 


I valdesi

Una storia di fede e di libertà

A cura di

Marco Fratini e Dino Carpanetto

Premessa di Davide Rosso


con saggi di 

Samuele Tourn Boncoeur, La storia del Museo

Margherita Bert e Massimo Venegoni, Nuovo allestimento del Museo Valdese e riorganizzazione degli spazi di accoglienza

 

Claudiana/Centro Culturale Valdese Editore

 

"   La storia dei valdesi, da movimento di protesta evangelica

nato nella crisi religiosa del Medioevo, all’adesione alla

Riforma protestante del XVI secolo, dalla presenza attiva nella

storia italiana tra Otto e Novecento, fino alla più recente

partecipazione alla vita civile e democratica dello Stato

repubblicano. Illustrato con documenti, materiali e immagini

del Museo Valdese di Torre Pellice e rivolto a un pubblico

di lettori che cerca informazioni documentate, il libro offre

un viaggio nella storia di una minoranza religiosa che ha

lottato per la libertà, propria e di tutti. "

(dalla IV di copertina)

 

 dalla  Premessa, pagina 7:

   " Il presente volume racconta, ripercorrendoli anche attraverso la

narrazione del Museo storico valdese di Torre Pellice, gli oltre otto

secoli della storia valdese. 

L'esposizione museale parte dall'idea

di rappresentare la storia valdese "come una vicenda collettiva"

di donne e uomini nel tempo, e questo intento è mantenuto nel 

libro che ne è una rielaborazione che utilizza, 

come spiegano nella loro introduzione i curatori "

 

giovedì 29 ottobre 2020

Se serve ancora pregare

 

    - Sono passati cinque anni dalla pubblicazione dalla preghiera di Corrado,

la sua sensibilità ed intensità sono sempre attuali nell'urgenza di una fede che, 

nonostante tutto, non si rassegna. C'è da imparare.

                                                                                             Maurizio Abbà

 

 

 

" Signore e Padre mio, serve ancora pregare?
 

Io e altri come me non per colpa nostra abbiamo perso tutto
 

e siamo senza futuro e senza speranza. 

 

Quando alla sera ti cerco sento solo silenzio

dove una volta c’era la tua voce.

 

Ho tenuto la mano di Giovanni, che non voleva morire solo.
 

Sono stato l’unico a pregare per lui, che Tu lo prendessi finalmente con Te.  

Signore e Padre mio,

se serve ancora pregare vieni alla sera nel silenzio a dormire con me.
 

Amen."

                                                                                           Corrado


CORRADO

Laureato in Economia, rimasto senza lavoro, senza casa e abbandonato dalla famiglia, è uno dei tanti “senza tetto” di Roma e dorme in un sacco a pelo nei pressi della Stazione Tiburtina. Di giorno mangia nelle mense assistenziali, ma di notte deve stare attento al suo sacco, che contiene tutti i suoi averi. 

È rimasto molto impressionato dalla morte di un suo vicino “di letto”, molto malato, che gli aveva sempre chiesto di non chiamare un’ambulanza.

 

Preghiera e testo tratti da:

- a cura di Giorgio Rovesti (da una suggestione del Cardinale Martini)

Il mio Padre Nostro come prega ognuno di noi

prefazione di Ferruccio De Bortoli, Imprimatur, Reggio Emilia, 2015, 38-39.

mercoledì 28 ottobre 2020

Energia festiva per giorni feriali

 



Erio Castellucci

«In Ogni cosa rendete grazie» Commento ai Vangeli festivi. Anno B

(Collana Predicare la Parola),

EDB Edizioni Dehoniane Bologna, 2020.

Quando la gioia e l’allegria vanno insieme, regalano momenti belli e spensierati. Eppure talvolta possiamo sperimentare un’allegria senza gioia, cioè una spensieratezza superficiale, senza radici. Perché la gioia profonda è la pace con se stessi e con gli altri, la convinzione che tutto ha un senso, la persuasione di essere amati.
La fede è un nutrimento prezioso della gioia, proprio perché aiuta a custodire queste convinzioni: anche quando non viviamo buone relazioni con gli altri e non ci sentiamo amati abbastanza, sappiamo che Dio ci ama sempre, ci accompagna e ci attende.
Sommario
I. Tempo di Avvento.  II. Tempo di Natale.  III. Tempo di Quaresima.  IV. Triduo pasquale e Tempo di Pasqua.  V. Tempo ordinario.  VI. Solennità.
 
 
 

Incredibile Grazia del Signor

Immensa grazia del Signor!

fu lei che mi trovò; da Lui lontano, a me guardò, perduto, mi salvò.


Mel. tradiz. scozzese - F. Corsani (da John Newton)

tratto da:  

- Innario Cristiano 

Claudiana, Torino, nuova edizione 2000, Inno 48, prima strofa.

martedì 27 ottobre 2020

Vivere pienamente e saggiamente

 

La vita corre in fretta

 

         

       La vita corre in fretta:

 

ci deruba gli affetti,

 

riduce i margini del nostro agire,

 

accorcia il tempo

 

che ci sta dinnanzi.

        

         Sono motivi in più

 

per riempirla di significato,

 

per guardare oltre i propri confini,

 

per non sprecare

 

quel che resta del giorno.

 

             

                               Mirella Argentieri Bein – Impegno - Italia

 

 

citato nella Raccolta di testi di fede Allarga la tua Tenda

Cevaa  partager pour agir

a cura del Comitato italiano per la CEVAA  Comunità di Chiese in missione

Raccolta e traduzione testi a cura di Renato Coïsson

Stampato ma non pubblicato, 2016, 200.


 

domenica 25 ottobre 2020

Riscoprire la realtà della chiesa nel mondo

Ricomporre l'unità tra il tempio e la strada,

ritrovare il legame tra la fede e la vita,

ricondurre la Parola di Dio dal margine al centro, 

riscoprire la realtà della chiesa nel mondo: non è questa la consegna

dell'ora presente?

                                                                                     Vittorio Subilia

Preghiera e Giustizia

Congiungere le mani per pregare significa iniziare

a lottare contro il disordine del mondo. 

Tacere di fronte all'ingiustizia e alla violenza significa abbandonare

il mondo ai malvagi.

                                                                                Karl Barth

La fede è ...

La fede è credere ciò che tu non vedi ancora;

il premio per questa fede è vedere ciò che credi. 

    Agostino di Ippona

venerdì 23 ottobre 2020

Con Gianni Rodari spazio alla fantasia per liberare la lettura


GIANNI RODARI 
all'anagrafe GIOVANNI RODARI
(Omegna, 23 ottobre 1920 - Roma, 14 aprile 1980)
 
Il seguente articolo è tratto da: www.riforma.it
 

Rodari da guardare e ascoltare a cent’anni dalla sua nascita

di Redazione

Fate conoscere Gianni Rodari ai vostri figli ma, «non come alternativa alla televisione perché non funziona». Vi proponiamo alcuni link interessanti

 

 

Il 23 ottobre 2019 sono iniziati ufficialmente i festeggiamenti per l’anniversario dei 100 anni dalla nascita di Gianni Rodari. Un anno pieno di ricordi, di iniziative e di omaggi alla creatività di del più importante autore della letteratura per l’infanzia. 

Oggi proponiamo per queste giornate da passare nelle vostre abitazioni con i vostri figli alcuni link interessanti da guardare. Se, invece, avete alcuni libri di Rodari in casa meglio, vi consigliamo ovviamente la lettura insieme alle vostre bambine e bambini.  

Gianni Rodari nasce a Omegna, sul Lago d’Orta, il 23 ottobre del 1920 e dopo un’infanzia comune a 11 anni fa richiesta per entrare in un seminario per frequentare il ginnasio. Le sue ottime capacità e la sua propensione allo studio lo fanno distinguere tra i compagni di classe e lo rendono l’alunno con i risultati migliori, confermati poi anche nelle classi successive. I suoi anni di studio sono caratterizzati dall’abbandono degli studi liceali e l’iscrizione alle scuole Magistrali. […]. Ma è nel 1936, con la prima vera pubblicazione di otto racconti che inizia il suo percorso editoriale. […]

L’esperienza di vita di Gianni Rodari - ricorda Esperance H. Ripanti su Riforma.it - è costellata di passaggi duri e scelte complesse che ne segnano il carattere. Nel 1941 vince il concorso per maestro e inizia a insegnare come supplente. […] La caduta del fascismo gli permette di avvicinarsi nel 1944 al Partito Comunista e di partecipare alle lotte della resistenza. A 40 anni inizia la sua carriera da scrittore grazie alla casa editrice Einaudi con cui pubblica il suo primo libro «Filastrocca in cielo ed in terra». È il 1959; Rodari dovrà aspettare alcuni anni per riuscire a vivere con le sue parole grazie alla collaborazione con «La via migliore» e la notissima collana de «I quindici».

La parte più cospicua della vita editoriale del principale scrittore italiano per bambini è caratterizzata da importantissime collaborazioni, solo nel 1970 vincerà il Premio Andersen, il più importante riconoscimento per la letteratura dell'infanzia che lo rende famoso in tutto il mondo. Proprio da quegli anni inizia a pubblicare con Einaudi e poi con gli Editori Riuniti. Un percorso di scrittura che ha lasciato sugli scaffali di librerie e biblioteche testi indimenticabili tra i quali Filastrocche lunghe e cortePerché l'arcobaleno esce quando piove? Parole per giocare, Grammatica della fantasiaFilastrocche in cielo e in terraFavole al telefonoIl pianeta degli alberi di Natale. E tanti altri… 

Video consultabili su youtube:

Neri Marcorè legge Gianni Rodari

«Tutti a bordo! Pescatori di Livorno, fate disoccupate, l’intera dinastia dei Poltroni e tutti gli altri: si parte per un viaggio nel vasto regno della Fantasia. E saranno filastrocche impertinenti, giochi di parole e favole a rovescio, come quella del paese dove la bugia era obbligatoria. Con leggerezza e allegria, il grande poeta dell’infanzia continua a incantare con la sua amatissima raccolta di filastrocche. Pubblicate per la prima volta nel 1960, le Filastrocche in cielo e in terra furono ampliate da Rodari nel 1972». 

Claudio Bisio legge «Favole al telefono» di Gianni Rodari. Da Giovannino Perdigiorno ad Alice Cascherina, Favole al telefono è una raccolta di storie che un papà commesso  viaggiatore narra ogni sera per telefono alla sua bambina. Con fantasia giocosa, geniale umorismo e con l’uso strampalato del linguaggio, Rodari invita grandi e piccini a guardare lontano, percorrendo le strade della tolleranza e le vie dell’amicizia.

«Gianni Rodari - scrive il sito di Rai Scuola - legge la filastrocca di Giovannino Perdigiorno e spiega la sua idea sulla scrittura per bambini. Giulio Einaudi (allora editore di Rodari) interviene sul rapporto dell’autore con la casa editrice e racconta l’inizio del loro connubio. Rodari, veniva dal giornalismo laico, progressivo degli anni ‘50 ed era direttore della rivista Il pioniere, in cui si parlava di attualità, di diritti e di valori. Il Rodari giornalista, soprattutto con “Benelux”, scavava e denunciava scandali e potere, con semplicità. Sapeva colpire, far sorridere e pensare. Tullio De Mauro si sofferma sul significato delle filastrocche di Rodari: per lui era importante buttare all’aria l’ordine naturale, precostituito, delle cose, per ricostruirlo in modo più umano. Rodari seguiva uno schema della “grammatica della fantasia”: partendo da due parole (per esempio, scarpa e pianeta) arrivava a scoprire i percorsi reali che le legavano. Conclude Emanuele Luzzati: “Rodari sapeva comunicare e cogliere i suggerimenti dei bambini”».

Donatella Lombello, studiosa di letteratura per l'infanzia, racconta Gianni Rodari. Servizio di Francesca Boccaletto

Riprese di Elisa Speronello. Montaggio di Anna Bellettato

Si ringrazia per la preziosa collaborazione "100 Gianni Rodari" di Edizioni EL, Einaudi Ragazzi ed Emme edizioni. Segui Il Bo Live sui social!

Dalla Tv Svizzera I bambini intervistano Gianni Rodari.

«Ho scoperto Gianni Rodari quando ho iniziato a cimentarmi con la scrittura per l’infanzia - afferma Bernard Friot sul sito rai cultura -. Ma solo poco a poco ho capito quanto questo incontro mi abbia influenzato, e oggi, dopo oltre trenta anni di scrittura sento sempre più il bisogno di tornare a lui, ai suoi libri per bambini e a i suoi testi sul mestiere dello scrittore per ragazzi: così si apre l'articolo “Quel che io devo a Rodari” di Bernard Friot, apparso sul numero speciale dedicato a Gianni Rodari dalla rivista Andersen. In questa intervista, realizzata nel foyer del teatro della Corte di Genova, Friot si sofferma sul senso di responsabilità dello scrittore per ragazzi da lui ripreso proprio da Rodari e sulla necessità di mettersi al servizio dei lettori. Parla poi dell’importanza del linguaggio per Rodari, dei suoi giochi sugli errori che servono ad aumentare la consapevolezza linguistica e la creatività dei ragazzi. Si sofferma infine sulla Grammatica della fantasia rodariana, suo grande punto di riferimento anche per le riflessioni sul bisogno di storie che accomuna giovani e meno giovani.

L’avventura dello Zero (0)

Primavera, filastrocca di Gianni Rodari (1920-1980), illustrata da Emanuele Luzzati (1921-2007); musica: I Variazione su "Dieu d'amour" di W.A. Mozart

Scherzi di Carnevale. Filastrocca di Gianni Rodari (1920-1980)

Una nuova invenzione

Filastrocca solitaria

Gianni Rodari è un autore di culto per i più piccoli e non solo; le sue storie piacciono a tutti, grandi e bambini, perché pur utilizzando semplicità e immediatezza, riescono a descrivere sentimenti e concetti universali e profondi. 

Ah… dimenticavamo… ci sono alcune cose che non devono essere assolutamente fatte, per Rodari:

1) Presentare un libro, come alternativo alla televisione 

2) Dire ai bambini di oggi che quelli di una volta leggevano di più 

3) Offrire loro poca scelta 

4) Rifiutarsi di leggere insieme

L’attività migliore, crediamo, sia leggere i suoi libri. 

 

tratto da: www.riforma.it in data 6 marzo 2020

 

 

Accoglienza reciproca a partire dalla preghiera

di Davide Rostan

«Confessate dunque i vostri peccati gli uni agli altri, pregate gli uni per gli altri affinché siate guariti»

Questa esortazione alla mutua confessione coglie noi protestanti, storicamente ostili al confessionale con il suo carattere clericale e di obbligatorietà, in qualche modo impreparati. Evocare il peccato in maniera generica in modo individuale o collettivo pone il rischio che questo rimanga come un peso sulla coscienza del credente.

Mostrarsi senza veli gli uni agli altri, mettendo la confessione in relazione con la preghiera di intercessione, ci richiama al senso di una comunità dello spirito nella quale questo possa avvenire.

Chi si mostra all’altro senza maschere deve poter contare sulla sua preghiera così come chi raccoglie la confessione ha il dovere di pregare per l’altro.

Ognuno di noi, e non necessariamente il ministro di culto, può trovarsi secondo Giacomo di volta in volta in entrambi i ruoli. Confessarsi comporta fiducia, sincerità, riservatezza, umiltà e rispetto. Laddove questo avviene la confessione e la preghiera con tutto il suo potere liberante è possibile.  In virtù di un perdono, che in Cristo è annunciato a tutti e a tutte, questo dono fa parte di ciò è possibile nelle nostre chiese e per questo Giacomo ce ne ricorda l’importanza esortandoci. 

Un modo dunque oggi per ricordare il senso della comunità nuova che nasce in Cristo e di cui noi siamo chiamati a dare testimonianza.

 

 

tratto da: www.chiesavaldese.org

giovedì 22 ottobre 2020

Un ritratto in ricordo di Kurt Marti poeta e pastore


Kurt Marti (1921 2017), pastore e poeta 

 

(Fulvio Ferrario) 

Kurt Marti nasce a Berna nel 1921, in una famiglia borghese. 

Il padre è notaio ed esponente politico liberale. Durante la seconda guerra mondiale, il giovane presta servizio militare. In seguito,dopo essersi iscritto alla Facoltà di Legge, passa a studiare Teologia a Berna e a Basilea, dove conosce Karl Barth; tra il 1947 e il 1948 trascorre un periodo a Parigi, nel quadro del lavoro ecumenico internazionale di assistenza ai prigionieri di guerra. Dopo il vicariato, inizia il ministero pastorale nel 1950 e, nello stesso anno, sposa Hanni Morgenthaler: la coppia avrà quattro figli.

La produzione letteraria inizia nella seconda metà degli anni Cinquanta, così come l’impegno politico, dapprima nel movimento contro l’armamento atomico della Svizzera. Gli anni Sessanta vedono la sua affermazione come poeta di livello nazionale e internazionale, la partecipazione al movimento contro la guerra americana nel Vietnam, la collaborazione alla rivista protestante svizzero-tedesca “Reformatio”. Dal 1961 è pastore presso la Nydeggkirche, nel centro storico di Berna. 

Nel quadro della cultura e del mondo ecclesiastico svizzero, Marti rappresenta una voce critica e molto discussa. La sua notorietà non gli evita fasi difficili anche nella sua attività pastorale, in particolare per quanto riguarda il tema del rapporto tra predicazione e impegno sociale della comunità. Insieme ad altri scrittori politicamente critici, esce dall’associazione svizzera dei letterati, a causa delle posizioni conservatrici della dirigenza, e fonda il "gruppo di Olten". Si moltiplicano i premi letterari per le sue raccolte di poesie, racconti, aforismi. 

Nel 1972, la Facoltà teologica di Berna vorrebbe conferirgli un incarico di insegnamento dell’omiletica, ma il progetto viene vanificato dall’opposizione del governo cantonale, che vede in Marti un pericoloso oppositore di sinistra. Tra le altre polemiche politiche che lo vedono protagonista, si segnala quella che lo oppone all’esponente liberalconservatore zurighese Ernst Cincera, noto come "il cacciatore di sovversivi". 

Nel 1977, la stessa Facoltà teologica bernese, a parziale risarcimento della mancata nomina, conferisce al poeta un dottorato honoris causa in teologia. 

Nel 1983 termina il servizio attivo come pastore e si moltiplicano i viaggi e le letture pubbliche delle sue poesie. 

Un durissimo colpo è costituito dalla morte, dopo una lunga malattia, della moglie Hanni, nel 2007: una testimonianza di questa esperienza di dolore è costituita dagli aforismi raccolti nel volumetto Heilige Vergänglichkeit (2010). Kurt Marti ha vissuto, fino alla morte, avvenuta all'inizio di febbraio 2017, in una casa di riposo a Berna. 

 

Opere disponibili in italiano: 

Alleati di Dio, a cura di Thomas Soggin, Claudiana, Torino 1998 (meditazioni) 

Orazioni funebri, a cura di Annarosa Zweifel Azzone, Crocetti, Milano 2001, con concisa ma assai utile introduzione e nota biobibliografica 

La passione della parola Dio, a cura di Fulvio Ferrario e Beata Ravasi, Claudiana, Torino 2014 (poesie)

 

testo e foto tratti da: www.voceevangelica.ch 

 

Le parole per dire: credo

  

 

un credo postapostolico

 

 

credo in dio 

che è amore

il creatore del cielo e della terra

 

credo in gesù

la sua parola divenuta essere umano 

il messia dei tormentati e degli oppressi

che ha annunciato il regno di dio

ed è stato crocifisso per questo 

abbandonato come noi all'annientamento della morte

ma il terzo giorno risorto

per agire ancora per la nostra liberazione

finché dio sarà tutto in tutto

 

credo nello spirito santo

che ci rende commilitoni del risorto

fratelli e sorelle di coloro

che per la giustizia combattono e soffrono

 

credo nella comunione

della chiesa universale

al perdono dei peccati

alla pace sulla terra per la quale ha senso lavorare

e a un compimento della vita

oltre la nostra vita

 Kurt Marti 

 

 

KURT MARTI (Berna, 31 gennaio 1921 - Berna, 11 febbraio 2017)

Poeta, pastore riformato.



Kurt Marti

La passione della parola DIO
Edizione italiana a cura di Beata Ravasi e Fulvio Ferrario
Testo originale a fronte
(Spiritualità 10), Claudiana, Torino, 2014, 93.

 

mercoledì 21 ottobre 2020

Alberi per vivere, far vivere gli Alberi


tratto da: www.riforma.it


 

Argentina. Una campagna per piantare 180mila alberi

L’iniziativa, sponsorizzata dalla Chiesa evangelica del Rio de la Plata, includerà anche programmi di sensibilizzazione sugli effetti del cambiamento climatico 

Con l’obiettivo di rimboschire oltre 3 chilometri quadrati di regioni forestali con 180mila alberi autoctoni lungo i torrenti e altre aree profanate dell’Argentina, la Fundacion Protestante Hora de Obrar, fondazione diaconale della Chiesa evangelica del Rio de la Plata (IERP), ha lanciato un progetto per piantare gli alberi tra il 2020-2022. 

L’iniziativa ha ricevuto l’apprezzamento dei funzionari del governo locale.

Il coordinatore di Crece Selva Misionera, è Romario Dohmann che, oltre ad essere membro della Rete giovanile dell’America Latina e Caraibi della Federazione luterana mondiale (Flm), è stato uno dei giovani delegati della Flm presenti alla Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici del 2018 (COP24).

Insieme a progetti di coltivazione di alberi, l'iniziativa includerà anche programmi di sensibilizzazione educativa sugli effetti del cambiamento climatico e della deforestazione.

«Siamo entusiasti che questa iniziativa non solo porterà ad azioni specifiche, ma aumenterà anche la consapevolezza della cura e della protezione delle nostre foreste, torrenti e fiumi», ha affermato Dohmann.

La Fondazione cita il recente picco di «incendi in Amazzonia e Paraguay come indicatori dell’attuale crisi ambientale» e la necessità della missione di riforestazione.

«Il cambiamento climatico è una delle più grandi sfide per tutta l’umanità. Abbiamo già iniziato a vedere un aumento dei disastri naturali e dei modelli meteorologici variabili, soprattutto nella regione dell’America Latina e dei Caraibi», ha dichiarato Elena Cedillo, direttrice del programma per la giustizia climatica della Flm.

«È una testimonianza per il mondo non solo che le chiese membro della Flm si interessino a questi problemi ma anche che i giovani prendano l’iniziativa. Sia progetti come questi, portati avanti dalla Chiesa, sia il fatto che i giovani affrontino l’impatto del cambiamento climatico, ci danno speranza».

Il Progetto è stato lanciato il 3 ottobre 2020 con la piantumazione degli alberi autoctoni presso la Congregazione Evangelica San Juan a Eldorado, in Argentina, chiesa membro dell’IERP. All’evento di lancio hanno partecipato funzionari statali, cittadini, rappresentanti del mondo dell’istruzione e dell’ambiente. L’iniziativa continuerà in 25 comuni della Province de Misiones, dove si trova la chiesa.

«Fare il lancio dell’iniziativa in questo luogo è più che simbolico, perché la cura e la conservazione della natura fa parte della nostra identità di chiesa», ha detto il rev. Carlos Kozel, pastore della congregazione IERP ad Eldorado.

«È un bellissimo luogo naturale circondato da montagne e dobbiamo cercare modi per continuare a custodirlo».

 

Photo: Prensa Barreto/IERP

 

La Bibbia ci legge, un caleidoscopio d'iniziative

 

   Il teologo Karl Barth parlava di 'Bibbia e giornale'

per 'leggere' la realtà quotidiana.

   Con le iniziative dei salotti biblici 

ecco uno spazio non chiuso, interdisciplinare, per attraversare la realtà a partire dall'universo biblico: 

i salotti biblici per gustare un ritaglio importante di cultura biblica in dialogo.


Per dirla con un altro famoso teologo, Rudolf Bultmann, per colorare il nostro  

Credere e Comprendere

 

 

Il seguente articolo è tratto da: www.riforma.it  

in data 20 Ottobre 2020

 


 

 

 

 

Accomodatevi: www.salottibiblici.com

Uno spazio virtuale in cui far circolare idee e riflessioni, con l’analisi del mondo in cui abitiamo partendo dai testi biblici

C’erano una volta i salotti letterari in Europa, tra il 1800 e gli inizi del 1900, luoghi preziosi, selettivi e quasi magici in cui artisti, filosofi, politici, intellettuali, scienziati si ritrovavano per discutere, confrontarsi, proporre e condividere idee. Alla base di questi incontri c’era la volontà di far circolare il pensiero, lasciare che nuovi progetti contaminassero la società per migliorarla.

Il sito www.salottibiblici.com nasce con lo stesso obiettivo di proporre uno spazio di circolazione di idee e pensieri.

Spiega Maria Teresa Milano

ideatrice del sito e docente di Lingua e Cultura Ebraica presso lo STI-ISSR di Fossano: 

«I salotti biblici dell’800 erano lo spazio dove circolavano idee e germogliavano nuovi progetti. 

Abbiamo ripreso questa immagine, trasferendola nell’ambito biblico, creando uno spazio virtuale dove parlare di argomenti che ci stanno a cuore, avendo come punto di riferimento il testo biblico, perché crediamo sia una sorta di modello di riferimento umano, un testo in cui sono raccontate tutte le nostre esistenze. 

Ci definiamo un gruppo di liberi pensatori, che hanno posto al centro della loro ricerca e della loro vita la Bibbia, ci siamo incontrati nelle aule delle Facoltà in cui teniamo i nostri corsi e abbiamo deciso di spostare la nostra esperienza di studio, ricerca e insegnamento dall’aula al salotto, per creare uno spazio di dialogo e di confronto con un pubblico più ampio e più variegato. 

Partendo dallo spunto dell’Abitare il mondo, nei vari salotti si analizza il mondo in cui abitiamo, nella sua bellezza ma anche nelle sue difficoltà e contraddizioni, partendo proprio dai brani della Bibbia che vengono ritenuti più opportuni. 

Ciascuno di noi crea un breve video in cui rielabora il tema scelto in base alla propria competenza. Abbiamo scelto di provare a leggere il mondo in cui abitiamo, nella sua bellezza e nelle sue difficoltà e contraddizioni a partire dalla Bibbia, una vera e propria enciclopedia dell’umanità, in cui si nasce, si muore, si ama, si odia, si ride e si piange, si celebrano le vittorie e si affrontano le sconfitte».

I salotti sono sette, come i giorni della settimana: Arte (Alessandro Cavo), Cinema (Sarah Kaminski), Teologia (Claudio Margaria), Filosofia (Luca Margaria), Donne (Maria Teresa Milano).

Nel sito trovano spazio anche il Salotto degli Ospiti, in cui Francesca Viglione e Noemi Beccaria propongono interviste a personaggi della cultura e dell’accademia e il Salotto della Musica, e il Caffè Gospel in cui le Voci Fuori dal Coro eseguono i Salmi su musica originale di Roberto Beccaria. Infine, da segnalare una raccolta di suggerimenti bibliografici come spunti di lettura.

Salotti declinato al plurale, quindi, proprio perché interessano vari ambiti della nostra quotidianità. 

A seconda degli interessi e preferenze si può scegliere in quale salotto entrare, visionare ciò che è stato pubblicato e interagire scrivendo alla mail accomodati@salottibiblici.com.

martedì 20 ottobre 2020

Quello che vale davvero

 “Non è detto che tutto ciò che si può contare sia ciò che conta davvero,
   mentre ciò che conta non sempre può essere contato”.

                                                                                                  Albert Einstein


domenica 18 ottobre 2020

Un Angelo per Ricominciare

 

Un angelo toccò Elia, e gli disse: «Alzati e mangia.» 

Egli si alzò, mangiò e bevve; e per la forza che quel cibo gli aveva dato, 

camminò quaranta giorni e quaranta notti fino a Oreb, il monte di Dio.

 

I Re 19,5.8

 

 

 

 

“ Anche a noi capita di essere stanchi e scoraggiati nella nostra fede.

Ci accade di avere la sensazione che tutto sia grigio, che più nulla serva a qualcosa.

Ci accade di divenire preda di una stanchezza immensa. 

In questi momenti, abbiamo voglia di smettere di camminare, di coricarci e  aspettare, 

di lasciarci andare all’indifferenza, alla passività, alla pigrizia. 

 

Ma a volte ci capita anche di ricevere la visita di un angelo: 

nella parola di un amico che ci tocca e ci smuove, in un incoraggiamento, in un dono, 

in una buona notizia, un’attenzione ricevuta, un versetto biblico che ci raggiunge e ci parla.

Allora, è come se una luce rischiarasse la nostra notte, come se anche a noi fosse rivolta questa parola: «Alzati e mangia, perché il cammino sarà molto lungo per te».

 

Antoine Nouis

 

 

 

testo citato da:  

- Un Giorno Una Parola Letture bibliche quotidiane per il 2020, Claudiana, Torino, 2019, 272.

venerdì 16 ottobre 2020

Il Padre nostro: La preghiera

Sermone di Marco Gisola pastore delle chiese valdesi di Biella, Piedicavallo 

e Chivasso

 

Il Padre Nostro: Padre Nostro che sei nei Cieli

Padre nostro che sei nei cieli” (Matteo 6,9b)

Pregare significa parlare con Dio nella certezza che Dio ascolta quello che noi abbiamo da dirgli. E nella preghiera che Gesù ci ha insegnato, noi ci indirizziamo a Dio chiamandolo “Padre nostro che sei nei cieli”. Lo chiamiamo innanzitutto “Padre”.
 
C’è un motivo ben preciso per cui noi chiamiamo Dio “Padre”: noi chiamiamo Dio Padre perché egli è il Padre di Gesù Cristo e in lui Dio ci ha resi suoi figli. Il vangelo di Giovanni, parlando di Cristo, dice: “a tutti quelli che l’hanno ricevuto, egli ha dato il diritto di diventare figli di Dio” (Giovanni 1,12). E l’apostolo Paolo dice che siamo figli adottivi di Dio (Romani 8,14-17): Gesù è il figlio “naturale” di Dio, tutti quelli che credono in lui sono figli adottivi, per grazia.
 
È infatti un dono essere figli di Dio e poter chiamare Dio Padre. Non è un evento naturale, non è una nostra decisione, non dipende da noi. Siamo stati resi figli e figlie.
Anche il “Padre nostro” quindi è una preghiera che facciamo nel nome di Gesù, e anche se non diciamo esplicitamente “nel nome di Gesù Cristo”, Cristo è però presente già nella prima frase, nel momento in cui chiamiamo Dio “Padre”, perché solo attraverso Gesù Dio è nostro Padre. Dio quindi non è solo come un padre, ma è padre nostro attraverso Gesù.
 
È vero che il paragone tra l’amore di Dio e l’amore dei genitori per il proprio figlio è uno dei paragoni più azzeccati che possiamo utilizzare, umanamente parlando. 
 
L’amore dei genitori per i loro figli e le loro figlie è solitamente l’amore più gratuito che esista.
 
L’immagine più conosciuta e anche più bella per esprimere il rapporto tra il credente e Dio, è quella del bambino piccolo che ha bisogno in tutto e per tutto dei genitori, ai quali si affida e dei quali si fida.
Ma sappiamo che non sempre un genitore riesce ad amare i propri figli, e non sempre questo amore è gratuito. Già molto prima di Gesù un salmo diceva “qualora mio padre e mia madre mi abbandonino, il Signore mi accoglierà” (salmo 27,10).
 
Pensate in quanti modi Gesù avrebbe potuto insegnarci a chiamare Dio; quante volte, anche nella Bibbia, Dio è paragonato a forza, a potenza, a altezza. Eppure, nella preghiera che Gesù ci ha insegnato, Dio non è chiamato né forza, né potenza, ne altezza, ma semplicemente “Padre”. Questo vuol dire che quando preghiamo, non dobbiamo avere un sentimento di timore, bensì di fiducia, dobbiamo essere a nostro agio come una bambino sulle ginocchia di suo Padre.

Gesù invita a pregare nel privato, nella propria cameretta. Eppure non insegna a dire “Padre mio”, ma “Padre nostro”. Anche quando con le parole del “Padre nostro” prego da solo, sono in comunione con tutte le sorelle e tutti i fratelli che sono, come me, figli e figlie di quel Padre.
 
Questo vuol dire che chi dice “Padre nostro” è fratello o sorella di chi prega la stessa preghiera. Anzi, non si può pregare “Padre nostro” senza considerare fratelli e sorelle coloro che come noi dicono “Padre nostro” e dunque essere in comunione con queste sorelle e questi fratelli.
 
Abbiamo detto che siamo figli adottivi di Dio. Dio, cioè, non ci ha generati, ma è nostro Padre perché ci ha scelti. E come noi ha scelto anche molti altri e altre che sono i nostri fratelli e le nostre sorelle. 
Così come noi non abbiamo scelto i nostri fratelli e le nostre sorelle naturali, non scegliamo nemmeno le nostre sorelle e i nostri fratelli in fede: li ha scelti Dio per noi e tutti e tutte loro sono coinvolti mentre diciamo “Padre Nostro”, anche se non sono lì accanto  a noi.
 
Il “Padre nostro” è la preghiera inclusiva e comunitaria per eccellenza; già dal suo inizio è chiaro che non prego solo per me: il “Padre nostro” è tutto al plurale! Non dico “dammi …”, ma “dacci oggi il nostro pane quotidiano”, non chiedo “liberami …, ma “liberaci dal male”, e così via. Il “Padre nostro” è una sorta di terapia contro ogni egoismo.
Anche quando prego da solo, anche se pregassi nel mezzo della foresta amazzonica o nel deserto del Sahara, dicendo “Padre nostro” sono in comunione con tutti quelli che credono in Gesù Cristo.
Anche qui ci sono delle conseguenze pratiche, etiche. Non posso dire “Padre nostro”, o “dacci oggi il pane quotidiano”, e poi vivere come se esistessi solo io. Sarei un ipocrita se chiedessi “dacci oggi il nostro pane quotidiano”, se poi io non fossi disposto a condividere il mio pane con il prossimo.
 
La fede e l’amore di Dio non si vivono mai da soli, e il “Padre nostro” ce lo ricorda dicendo “nostro” subito dopo aver chiamato Dio “Padre”. La fede e l’amore di Dio si condividono, come si condivide il pane, la gioia e l’amicizia.
 
La parola “nostro” ci ricorda che a Dio non dobbiamo mai chiedere nulla per noi che non chiediamo anche per gli altri. Se chiedo a Dio di avere gioia, non posso non chiederla anche per gli altri; se chiedo a Dio di avere forza, non posso non chiederla anche per gli altri. 
 
Il Padre Nostro non è una preghiera che faccio solo per me, Gesù non ci ha insegnato a pregare solo per noi stessi.

“Padre nostro che sei nei cieli”. Vuol dire che Dio abita sulle nuvole? No, già il re  Salomone sapeva che “i cieli e i cieli dei cieli non ti possono contenere” (I Re 8,27). Il cielo non è un luogo, è un’immagine per esprimere alcune caratteristiche di Dio.
 
La grandezza e l’altezza di Dio: Dio è più grande di te ed è per questo che può fare ciò che tu gli chiedi. 
 
Se tu non pensi che Dio può fare ciò che gli chiedi, allora è inutile chiederglielo. È più grande di te come un Padre è più grande del suo figlio appena nato.
Dio è più alto di te; se saliamo su una montagna molto alta vediamo un vastissimo panorama. Così, dire che Dio è nei cieli, vuol dire che vede tutto il mondo che ha creato e veglia su di lui.
 
Se Dio è nei cieli non è afferrabile: non puoi prenderlo, catturarlo, ingabbiarlo. Non lo puoi rinchiudere in una idea, in un pensiero, in una ideologia, in un dogma, in una chiesa! Se Dio è nei cieli – che al tempo di Gesù era un luogo irraggiungibile – non lo puoi raggiungere come volevano gli uomini che hanno costruito la torre di Babele. Dio è nei cieli, perché sa che se potessimo afferrarlo ne faremmo quel che piace a noi per i nostri comodi.
 
Se Dio è nei cieli non è dentro di te. Dio non corrisponde ai tuoi desideri, Dio non è uguale a ciò che tu vuoi, a ciò che tu pensi e provi. 
 
Le tue sensazioni, i tuoi sentimenti, le tue emozioni non sono Dio; nemmeno le tua intelligenza e le tue riflessioni sono Dio. Dire che Dio è nei cieli significa che non devi cercarlo dentro di te, ma fuori di te.
 
E nemmeno lo trovi nella natura, nei fiori, nei tramonti. Natura, fiori e tramonti li ha creati lui, ma non sono Dio. Dio è più in alto e al tempo stesso più in basso; non è il cielo, ma nei cieli. Dio è il creatore del mondo che per farsi conoscere da noi ha preso il corpo di Gesù Cristo, e ha camminato per le strade polverose della Palestina; ha chiamato dei pescatori, guarito lebbrosi, frequentato le persone più povere e emarginate. È così che ha voluto farsi conoscere da noi, ed è in Gesù Cristo che noi lo dobbiamo cercare.
 
È attraverso Gesù Cristo che noi lo chiamiamo “Padre”. È grazie a Gesù Cristo, che è venuto per noi tutti, che possiamo dire “nostro”. Ed è nella certezza che in Gesù Cristo Dio ha parlato agli esseri umani, ha percorso e amato la terra che possiamo dire “che sei nei cieli”.
 
Ci dia il Signore di saper dire “Padre” con amore, dire “nostro” con spirito di comunione, dire “che sei nei cieli” con fiducia nella sua potenza e nella sua volontà. 
 
 
 
- primo di un ciclo di sette sermoni su il Padre nostro,
reperibili sul blog:  
biellaprotestante.blogspot.com -