Rémi Chéno
Dio al plurale Ripensare la teologia delle religioni
Traduzione dal francese di Gloria Romagnoli
(Collana Giornale di teologia 418), Editrice Queriniana, Brescia, 2019,
pp. 128.
Titolo originale: Dieu au pluriel. Penser les religions
In breve
Rémi Chéno si ricava uno spazio originale nella teologia cristiana delle religioni: «Il mio approccio, che definirei postliberale, opta per un esercizio umile della ragione nel confronto con le ricchezze dell’altro, senza peraltro cadere negli estremi dell’esclusivismo o del pluralismo».
Descrizione
Viviamo in una realtà frantumata, frastagliata.
Il pluralismo è il volto visibile della globalizzazione, e a questo
destino non sfugge nemmeno il mondo religioso. Ora, c’è chi reagisce
denunciando il supermercato delle credenze e lamentando il bricolage
religioso. E c’è chi si chiede che senso dare a questo fenomeno
rispetto alla fede del Dio unico che interviene nella storia per salvare
tutti gli esseri umani.
Alla cacofonia di Babele, Rémi Chéno
risponde con la sinfonia di Pentecoste: insegna ad accogliere
teologicamente la diversità che non abolisce le differenze (e la
verità!), ma le trasfigura in cangianti riflessi policromi. Lo fa
inseguendo, con umiltà e rispetto, le orme di Colui per mezzo del quale
tutto esiste.
Ecco allora un libro talvolta scomodo, spesso sorprendente, sempre rivelatore: una guida intelligente per integrare nella fede cristiana lo “scandaloso” pluralismo religioso dei nostri giorni.
tratto da: www.queriniana.it
" Questo dialogo delle religioni (o delle altre narrazioni del mondo) non è un bricolage, per riprendere l’espressione forgiata da Danièle Hervieu-Léger nel 1999 nel suo libro Il pellegrino e il convertito: la religione in movimento.
La postmodernità non è il trionfo di un relativismo scatenato. Prende sul serio le nostre differenze e non si inventa delle convergenze facili per ridurle.
Le sottopone al lavoro della traduzione, sempre ricominciato. Resiste alla tentazione di erigere come muri invalicabili ciò che già ci separa, senza ingenuità, ma perché è nell’incontro dell’altro che ciascuno diventa più umano, e dunque più cristiano, o più musulmano, o più induista, o più buddhista... "
tratto da:
- Rémi Chéno, Dio al plurale ripensare la teologia delle religioni, 113-114.
