lunedì 5 ottobre 2020

Cristologia e dottrina della creazione

 

 

Rowan Williams

Cristo, Cuore della Creazione

Traduzione dall'inglese di Marta Pescatori 

(Biblioteca di Teologia Contemporanea 202), Editrice Queriniana, Brescia, 2020.

Titolo originale: Christ the Heart of Creation

 

 

In breve

Rowan Williams, già docente di teologia a Cambridge e Oxford, già arcivescovo di Canterbury, porta alla luce in questo studio le connessioni cruciali fra la cristologia e la dottrina della creazione, proponendo una visione cosmica del Cristo. E svela, allo stesso tempo, il modus operandi tipico del linguaggio ecclesiale, consentendo di comprendere meglio perché sia credibile.

 

Descrizione

«Quello che cerco di fare in questo libro è di portare alla luce un aspetto cruciale del modo di operare del linguaggio della chiesa relativo a Gesù. Se noi avessimo un po’ più chiaro come opera questo linguaggio, potremmo comprendere meglio perché è credibile».

Il teologo Rowan Williams muove qui alla scoperta delle connessioni fra la cristologia e la dottrina della creazione, proponendo una visione cosmica del Cristo. Nel contempo, egli porta alla luce il modus operandi tipico del linguaggio ecclesiale, consentendo di comprendere meglio perché sia credibile.

In particolare, in questo studio di ampio respiro, egli sostiene una tesi decisiva: ciò che la chiesa dice di Gesù Cristo è la chiave per comprendere ciò che la fede cristiana dice del Creatore e della creazione, della relazione cioè che la fede cristiana dice del Creatore e della creazione, della relazione cioè tra il finito e l’infinito. Analizzando in maniera dettagliata un insieme di testi che vanno dai primi secoli a oggi, e che appartengono alla tradizione sia occidentale che orientale, si svelano i modi vari e indefinibili in cui i cristiani hanno scoperto, nelle loro riflessioni su Cristo, la possibilità di un approccio profondamente positivo alla creazione. Ed emerge una serie di intuizioni radicali su temi fondamentali per la fede cristiana, oltre che sull’etica e sulla politica. «Il linguaggio della dottrina ha senso non tanto come spiegazione delle cose, quanto piuttosto come ambientazione credibile per l’azione e l’immaginazione: offre un mondo in cui vivere».

  tratto dal sito:

www.queriniana.it

 

RINGRAZIAMENTI

Questo libro ha avuto una gestazione piuttosto lunga. Cominciai a insegnare teologia a Cambridge verso la fine degli anni Settanta, un periodo in cui il dibattito teologico su cosa si poteva – si doveva – dire di Gesù Cristo era eccezionalmente vivace e polemico. 

Partecipando al seminario quindicinale di cristologia e preparando il saggio sulla cristologia moderna per il corso universitario di teologia mi feci un’idea della portata dei dibattiti contemporanei; ma il mio interesse al riguardo fu ulteriormente ampliato dall’invito ricevuto all’inizio degli anni Ottanta a scrivere due contributi per l’opera tedesca di consultazione teologica, Theologische Realenzyklopädie, sullo sviluppo della cristologia nei primi secoli e nel periodo medievale.

La raccolta di materiale per questo compito ha permesso di acquisire una certa familiarità con i dettagli delle relative argomentazioni bizantine e medievali; gran parte di ciò che si trova in questo libro ha le sue origini in quell’incarico particolare, come pure nell’impegno continuo di insegnare temi più moderni. 

Quando i membri dell’Hulsean Lectureship di Cambridge mi fecero l’onore di invitarmi a tenere un ciclo di lezioni nel 2016, fui grato per l’opportunità di rivisitare e di aggiornare gli appunti e le ricerche svolte nell’arco di tre decenni e di esplorare più in profondità l’approccio alla cristologia tradizionale le cui radici si devono trovare soprattutto nelle mie prime letture di Tommaso d’Aquino. 

Questo libro è per lo più una versione molto ampliata di quelle lezioni tenute alla Facoltà di Teologia di Cambridge nel secondo trimestre del 2016.

Alcuni capitoli o sezioni di capitoli sono stati diffusi in altri contesti. Parti del capitolo introduttivo furono adattate per una conferenza del corso De Lubac alla St Louis University nel 2017; il materiale del capitolo 2 su Giovanni Damasceno è stato condiviso con il seminario del professor Graham Ward a Oxford nel marzo 2018; il capitolo 4 ha dato forma alla sostanza delle conferenze Du Bose alla University of South di Sewanee nel 2016, e in parte furono lette al Congresso Internazionale Bonhoeffer di Basilea dello stesso anno. 

L’appendice su Wittgenstein quale esponente improbabile e indiretto della cristologia classica in origine era un saggio per l’incontro della British Wittgenstein Society di Leeds nel 2016, e una versione più breve fu proposta come conferenza per il Dipartimento di Teologia dell’Università di Uppsala nel 2017. 

 
Sono grato al pubblico di tutti quegli eventi e a coloro che hanno seguito e commentato le lezioni a Cambridge; in ogni circostanza le domande e i commenti hanno avuto il merito effettivo di affinare e migliorare il testo. 
 
Il confronto continuo con tanti colleghi e studenti è stato per me di grande importanza; Isidoros Katsos e Pui Ip in particolare hanno reso più preciso il mio modo di esprimermi e arricchito le mie percezioni in ogni conversazione avuta con loro, e i miei colleghi di Cambridge Sarah Coakley, Ian McFarland e Catherine Pickstock mi hanno aiutato più di quanto io possa dire con il loro studio e la loro riflessione. Il mio debito verso mia moglie Jane continua a crscere di giorno in giorno

Rowan Williams

Cambridge, Quaresima 2018 

 

tratto da: 

- Rowan Williams, Cristo, Cuore della Creazione, 5-6.