- Sono passati cinque anni dalla pubblicazione dalla preghiera di Corrado,
la sua sensibilità ed intensità sono sempre attuali nell'urgenza di una fede che,
nonostante tutto, non si rassegna. C'è da imparare.
Maurizio Abbà
" Signore e Padre mio,
serve ancora pregare?
Io e altri come me non per colpa nostra
abbiamo perso tutto
e siamo senza futuro e senza speranza.
Quando alla sera ti cerco sento solo silenzio
dove una volta c’era la tua voce.
Ho tenuto la mano di Giovanni, che non voleva morire solo.
Sono stato l’unico a pregare per lui, che Tu lo prendessi finalmente con Te.
Signore e Padre mio,
se serve ancora pregare
vieni alla sera nel silenzio
a dormire con me.
Amen."
Corrado
CORRADO
Laureato in Economia, rimasto senza lavoro, senza casa e abbandonato dalla famiglia, è uno dei tanti “senza tetto” di Roma e dorme in un sacco a pelo nei pressi della Stazione Tiburtina. Di giorno mangia nelle mense assistenziali, ma di notte deve stare attento al suo sacco, che contiene tutti i suoi averi.
È rimasto molto impressionato dalla morte di un suo vicino “di letto”, molto malato, che gli aveva sempre chiesto di non chiamare un’ambulanza.
Preghiera e testo tratti da:
- a cura di Giorgio Rovesti (da una suggestione del Cardinale Martini)
Il mio Padre Nostro come prega ognuno di noi
prefazione di Ferruccio De Bortoli, Imprimatur, Reggio Emilia, 2015, 38-39.