“ Benché la collocazione del vangelo di Marco nel canone cristiano sia sempre stata sicura, esso è stato a lungo negletto in quanto epitome di Matteo dotato di scarso valore autonomo.
Fu apprezzato appieno nel tardo XVIII secolo e soprattutto nel XIX in relazione alla ricerca del Gesù storico, quando si iniziò a considerarlo il più antico dei vangeli e fonte attendibile per la vita di Gesù.
[...]
Il riconoscimento sempre più esteso della sua indipendenza e intenzionalità unitamente all’affermarsi dell’idea che fosse il vangelo più antico portarono a individuare in Marco il primo ad aver tentato di fornire un resoconto narrativo degli eventi associati alla proclamazione postpasquale da parte dei seguaci di Gesù, il «vangelo» inteso come comprensivo dell’attività di Gesù prima dell’arresto e dell’esecuzione.
Questo resoconto narrativo mostra insieme una tensione culturale e un adattamento culturale. Come si vedrà nella sezione dell’introduzione dedicata al genere di Marco e come poi illustrerà puntualmente il commento, l’autore ha creato un corrispettivo escatologico di un genere biblico più antico, le storie sacre di fondazione.
La storia biblica descrive l’azione di Dio tramite Mosè volta a
costituire un popolo e istruirlo sul retto modo di vivere. La storia di Marco presenta l’azione di Dio
tramite Gesù volta a riformare il popolo e condurlo nella nuova era.
Come i libri di Mosè, Marco è il prodotto di una lunga tradizione che coinvolge molti autori e redattori. In entrambi i casi la storia è raccontata da un autore che crede in essa e intende persuadere altri, e in nessuno dei due casi il narratore parla a proprio nome.
L’autore di Marco ha adottato il modello della
storia sacra biblica e lo ha trasformato, in primo luogo infondendovi una
prospettiva escatologica e apocalittica, in secondo luogo adattandolo alle
tradizioni storiografiche e biografiche ellenistiche, operazione compiuta mettendo
al centro la personalità di Gesù e presentandone la vita e l’insegnamento in
modo da conformarlo ai filosofi ellenistici.
Un altro importante risultato conseguito da Marco è l’aver illustrato il significato della vita, della morte e della risurrezione di Gesù a un uditorio ellenistico secondo una prospettiva che lo assimilava agli eroi della tradizione greca ed ellenistica. “
dall’Introduzione, 59-60.
Vangelo di Marco
Adela Yarbro Collins
Edizione italiana a cura di Donatella Zoroddu
Traduzione italiana di Franco Bassani, Maria Luisa Della Seta, Lorenzo Miletti
Volume I
Introduzione e commento ai capp. 1 – 8,26
(Commentario Paideia Nuovo Testamento 2.1), Claudiana, Torino, 2018, 59-60,
pagine 634.
Excursus
Il battesimo di Giovanni
Il segreto messianico
La tradizione del figlio dell’uomo
Storicità di Giuda
Frutto di anni di studi e di ricerche dedicate al testo, alla lingua, al contesto e al pubblico del vangelo di Marco, l’opera si articola in pericopi commentate anzitutto sotto l’aspetto della trasmissione del testo, a giustificazione delle varianti adottate o respinte, indi in un’ottica precipuamente letteraria e morfologica e infine sotto il profilo esegetico.
Il lettore viene in tal modo a trovarsi costantemente in grado di valutare e seguire autonomamente l’argomentazione e l’esegesi sviluppate dall’autrice, e così di addentrarsi in tutta la profondità del testo che ha inaugurato il genere letterario del vangelo.
Preceduto da una lunga introduzione in cui si presta particolare attenzione all’interpretazione che nel vangelo di Marco si fornisce della figura di Gesù, in questo primo volume il commento giunge fino al cap. 8,26.
Vangelo di Marco
Adela Yarbro Collins
Volume II
Edizione italiana a cura di Donatella Zoroddu
Traduzione italiana di Franco Bassani
| titolo | Vangelo di Marco. Vol II | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| sottotitolo | Commento ai capp. 8,27-16,20 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| autore | Adela Yarbro Collins | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| collana | Commentario Paideia, 2.2 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| marchio | Paideia | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| editore | Claudiana |
pagine 708
Il commento di Adela Yarbro Collins si distingue per affrontare il vangelo di Marco
nell’ottica storico-critica più recente e per il rigore sempre esauriente con cui espone questioni anche controverse, come il rapporto del Marco canonico con il cosiddetto «vangelo segreto di Marco», argomento al quale è dedicato un lungo e documentato excursus.
Il secondo volume del commento comporta ulteriori quattro excursus
su problematiche fondamentali dell’interpretazione di Marco: il racconto della passione, la Galilea e Gerusalemme nella visuale del vangelo più antico, l’esegesi plurimillenaria del passo in cui si parla del giovane che sfuggì nudo alle mani della masnada inviata ad arrestare Gesù, e infine la risurrezione e la vita ultraterrena nelle culture antiche.
L’opera si conclude con utili quanto nutriti indici: dei passi citati, biblici e non, delle parole greche, degli argomenti e degli autori moderni.
Biografia dell'autore
Adela Yarbro Collins
è Buckingham
Professor Emerita di Critica e Interpretazione neotestamentarie
all’Università di Yale.
È stata presidente della Society of the New Testament Studies e della New England Religion della Society of Biblical Literature.
Oltre che del vangelo di Marco si è occupata in particolare dell’Apocalisse di Giovanni e dell’apocalittica giudaica e cristiana.
tratto dal sito
www.claudiana.it

