sabato 31 agosto 2024

La gioia del desiderio della Preghiera

 

O Dio, che unisci in un solo volere le menti dei fedeli,

concedi al tuo popolo di amare ciò che comandi

e desiderare ciò che prometti,

perché tra le vicende del mondo

là siano fissi i nostri cuori dove è la vera gioia.

Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,

e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,

per tutti i secoli dei secoli.


                                                        Preghiera di Colletta dalla Liturgia della Chiesa Cattolica

venerdì 30 agosto 2024

Adottati da Dio per una fede libera e partecipata

 

Versione Biblica Nuova Riveduta

Lettera ai Romani 8,14-17

infatti tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio sono figli di Dio. E voi non avete ricevuto uno spirito di servitù per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito di adozione, mediante il quale gridiamo: «Abbà! Padre!» Lo Spirito stesso attesta insieme con il nostro spirito che siamo figli di Dio. Se siamo figli, siamo anche eredi; eredi di Dio e coeredi di Cristo, se veramente soffriamo con lui, per essere anche glorificati con lui.


BRICIOLE DI FEDE

per una fede non in briciole

Adottati da Dio per una fede libera e partecipata

                                                             Meditazione di Maurizio Abbà


La Lettera ai cristiani di Roma dell'apostolo Paolo, forse da Corinto, e scritta o trascritta, dall'amanuense Tertius, Terzio, segretario dell'apostolo (Rm 16,22). 

Periodo di composizione: negli anni anni tra il 55-57 circa.

- Lettera che ha segnato grandi tappe della storia del cristianesimo, dove grandi pensatori hanno lasciato traccia: si pensi ad Agostino, e soprattutto a Lutero, Barth, solo per citarne alcuni.


Qui vi sono parole su cui meditare, eccone alcune:

Eredità parola scottante, diverse volte è divisiva, finanche aspra, qualche volta persino violenta, 

quando muore una persona, a volte, la sua eredità è 'spartita', 

i dissapori sono ingigantiti, la morte continua a stendere i suoi tentacoli su chi resta, 

è una morte pestifera, contagiosa nell'avvelenare le relazioni famigliari, sociali.

Però,

non è l'unico significato delle possibilità insite nella parola eredità,

infatti:

Eredità con radici nel passato da valorizzare per dare loro un futuro,

può essere la consapevolezza di essere parte di una Storia 

che proiettata in una dimensione futura

vuole innanzitutto riscoprire nel presente l'amare e non l'amaro!


Abbà! Padre!  

Abbà è parola della lingua aramaica che Gesù utilizza (Mc 14,36) 

e diviene poi preghiera nelle comunità cristiane delle origini, 

come indicato e rilevato da Paolo (Rm 8,15; Gal 4,6).

Sarà una preghiera "gridata" di affidamento fiducioso a Dio Padre, 

rivolgendosi con un familiare e struggente 'babbo'.


Una preghiera per sciogliere i legami della paura, 

per essere una preghiera di libertà


eredi di Dio e coeredi di Cristo vuol dire compagnia, affidamento

a dirci questo è lo Spirito stesso di Dio, compagno di Cristo e nostro


soffriamo  il dolorismo non è la soluzione religiosa.

                   Piuttosto bisogna imparare a non essere indifferenti, 

                    ad avere empatia, 

                   sentire una compassione intensa.

                   

Certamente la sofferenza evangelicamente intesa non è un mezzo per arrivare ad ottenere la

gloria, 

la fede non ha bisogno del dolore e della malattia per esprimersi, 

ma può essere di aiuto ad attraversarli, liberando energie vitali per gustare la vita

                  

glorificati   essere motivati nell'essere orgogliosi di essere 

                   adottati da Dio per una fede libera e partecipata, 

                   una fede che inizia già a risorgere ora, adesso, 

                   esortando ad un cambio di vita, 

                   nella gratitudine, per essere appunto figli di Dio

                                                                                               Maurizio Abbà


venerdì 23 agosto 2024

In (Attualità) del Levitico

 

LEVITICO 19,1-3.13-18.33-34

Versione Bibbia Nuova Riveduta

Il SIGNORE disse ancora a Mosè: 

«Parla a tutta la comunità dei figli d'Israele, e di' loro:

"Siate santi, perché io, il SIGNORE vostro Dio, sono santo.

Rispetti ciascuno sua madre e suo padre, e osservate i miei sabati. 

Io sono il SIGNORE vostro Dio.


Non opprimerai il tuo prossimo, e non gli rapirai ciò che è suo; 

il salario dell'operaio al tuo servizio non ti resti in mano la notte fino al mattino.

Non maledirai il sordo, e non metterai inciampo davanti al cieco, ma temerai il tuo Dio. 

Io sono il SIGNORE.

Non commetterete iniquità nel giudicare; 

non avrai riguardo alla persona del povero, 

né tributerai speciale onore alla persona del potente; ma giudicherai il tuo prossimo con giustizia.

Non andrai qua e là facendo il diffamatore in mezzo al tuo popolo, 

né ti presenterai ad attestare il falso a danno della vita del tuo prossimo. Io sono il SIGNORE.

Non odierai tuo fratello nel tuo cuore; rimprovera pure il tuo prossimo, 

ma non ti caricare di un peccato a causa sua. 

Non ti vendicherai e non serberai rancore contro i figli del tuo popolo, 

ma amerai il prossimo tuo come te stesso. Io sono il SIGNORE.


Quando qualche straniero abiterà con voi nel vostro paese, non gli farete torto. 

Tratterete lo straniero, che abita fra voi, come chi è nato fra voi; tu lo amerai come te stesso; 

poiché anche voi foste stranieri nel paese d'Egitto. Io sono il SIGNORE vostro Dio.



BRICIOLE DI FEDE 

per una fede non in briciole

In (Attualità) del Levitico

                                                    

                                Meditazione di Maurizio Abbà

Se c’è un libro, nella Bibbia, che pare noioso, il più noioso con i suoi cerimoniali, 

i suoi rituali, le sue prescrizioni, a volte molto obsolete, 

e con sacrifici animali tanto cruenti, è proprio il libro biblico del Levitico...

Il tutto risulta molto inattuale (inattuale per certi versi lo era anche allora),

ma c’è nel messaggio di questo libro qualcosa da imparare...

di una attualità incredibile!

Per delle liturgie aperte, spaziose, soleggiate.



Come dicono i biblisti l'importanza della santità come diversità, 

il SIGNORE Dio è santo, 

vuol dire Dio è diverso,

esempio?

L'uomo fa la guerra, Dio no! 

(ma sovente si attribuisce a Dio la volontà del conflitto bellico).


Il rispetto per i genitori, 

rispetto per le radici che possano fare il loro 'mestiere'

porgere rami e consentire di dare frutto abbondante e saporito.

'Mestiere' quello di genitore davvero difficile, il più difficile.


Il rispetto per le persone disabili,

per città a misura di tutti,

senza barriere architettoniche

e molto altro.

Con giustizia poter ascoltare e vedere per chi non può farlo.


Giustizia è anche elargire il salario al lavoratore, 

pane e lavoro, 

la sua paga,

ma non solo il denaro,

tutelare la sua vita sul luogo di lavoro.

Si lavora per vivere, ma tante volte, nel 2024, lavorando si muore.


Serenità ed armonia da cercare a partire dalle case dove si abita,

i legami famigliari di sangue, 

non sopravvalutati, la fratellanza è universale, no?

Legami famigliari che non vanno insanguinati 

dalle violenze 'sorde' e 'cieche' tra le pareti di casa,

non sarebbe più 'casa', no davvero.


Il rispetto per gli animali, le loro vite, 

i loro sentimenti, emozioni, i loro affetti,

(le feste religiose purtroppo diventano invece un massacro di animali).

Gli Animali sono esseri senzienti che meritano attenzione, cura, premura.

Non sono certo creature d'abbandonare o maltrattare.


Da qualsiasi Paese arriviamo,

poter sentire che non siamo respinti,

ma si è accolti e si accoglie, vicendevolmente,

così che nessuna creatura si senta straniera.

Perché Dio è santo, cioè diversa.

E anche noi dobbiamo cominciare almeno un pochettino ad esserlo,

anche seguendo ritmi e tempi di vita diversi (appunto), più creativi, più artistici.


Amerai è proteso al futuro da realizzare adesso,

amare il prossimo, se stessi, Dio,

sarebbe la fine di egoismi, fanatismi, fondamentalismi, bocciati!

Osare invece l'amore, energia che promuove relazioni.

Riscoprire anche l'amore e quindi la cura per l'ambiente in cui si vive, 

l'aria che si respira, in cui si beve l'acqua che ci disseta.




martedì 20 agosto 2024

Teologia delle nuove possibilità

 

A chi Dio chiude una porta, apre dieci finestre.

                                        

                                                          Proverbio dalla Spagna

venerdì 16 agosto 2024

Dimorare in Dio - La dimora di Dio in noi

 

Spirito di Dio per la nostra terra, 

Fuoco che consumi i nostri rifiuti ed i nostri silenzi, 

Fuoco che purifichi le nostre esistenze, 

Abbi pietà di noi! 


Spirito di Dio per la nostra terra, 

Fuoco che dissolvi l'orgoglio e l'odio, 

Fuoco che bruci le nostre divisioni, 

Abbi pietà di noi! 


Spirito di Dio per la nostra terra, 

Fuoco che illumini la nostra fede, 

Fuoco che accendi in noi la festa per la tua presenza, 

Scava in noi il posto di Dio. 

Amen!


Suzanne Schell


giovedì 15 agosto 2024

Dio o gli idoli. Una riflessione di Paolo Ricca

 


Che cos'è un idolo? È ciò che esige o suscita la fede dell'uomo senza essere Dio.

L'idolo funziona come Dio: ne ha tutte le apparenze e le pretese 

senza possederne la sostanza.

Il suo potere di suggestione e seduzione si esercita tanto sui non credenti quanto sui credenti

[...]


Uno stesso idolo è spesso adorato nel mondo e nella chiesa; 

una sua caratteristica è proprio quella di varcare senza difficoltà la soglia della chiesa. 

Per questo la chiesa deve guardarsene come e più del mondo. 

Siccome l'idolatria assume di solito forme religiose, 

gli uomini religiosi ne sono sovente le prime vittime. 


Il trionfo della religione può coincidere col colmo dell'idolatria. 

A questo proposito c'è da chiedersi se oggi la chiesa non sia troppo assillata dal problema

 dell'incredulità e troppo poco da quello dell'idolatria, propria e altrui. 

La sua predicazione e la sua teologia quasi la ignorano, 

oppure ne danno una versione banalmente moralistica.

Sembra sfuggire alla chiesa l'importanza cruciale dell'alternativa: Dio o gli idoli.


Tratto da: 

- Paolo Ricca, La fede e gli idoli  «Figlioletti, guardatevi dagli idoli» (I Giovanni 5,21)

Riflessione pubblicata originariamente in «Bozze '78», luglio-agosto 1978, pp. 43-54,

e ripresentata in: 

- Paolo Ricca, Alle Radici della Fede. Meditazioni bibliche, Claudiana, Torino, 1987, 

pp. 41-50, qui pp. 45-46. (Libro di cui è auspicabile la ristampa).




mercoledì 14 agosto 2024

Gesù diacono. Una meditazione di Paolo Ricca (1936-2024)

 


    La diaconia, diciamo così, è la dimora di Gesù. 

Diacono non è un titolo fra gli altri, ma il titolo che Gesù ha preferito 

e nel quale si riconosce più volentieri.

Diaconia è la parola che sintetizza più felicemente tutta l'azione di Gesù. 

Ora constatiamo con sorpresa che la chiesa non dà a Gesù il titolo di diacono.

Sembra che si vergogni di essere la comunità di un diacono. 

Non chiama mai Gesù Diacono! Non è un caso. 

Gesù diacono è stato dimenticato perché è stato calpestato. 

Ed è stato calpestato perché la chiesa non voleva essere diacona. 

Ha preferito esercitare la diaconia e questo lo ha fatto; anche con serietà, amore, dedizione.

Ma non è stata capace di comprendere se stessa come corpo di un diacono.

Ecco perché Gesù diacono è scomparso dal suo orizzonte.


tratto da:

- Paolo Ricca, Gesù il diacono, Conferenza diaconale, Trondheim, gennaio 1995,

in Paolo Ricca, Grazia senza confini, Claudiana, Torino, 2006, pp. 41-51, qui p. 43.





Paolo Ricca 

(Torre Pellice, 19 gennaio 1936 - Roma, 14 agosto 2024)

pastore valdese teologo professore alla Facoltà Valdese di Teologia di Roma

curatore della collana Lutero Opere Scelte per l'Editrice Claudiana, 

autore di numerosi scritti






Preghiera controcorrente

 


VERAMENTE NON POSSIAMO PREGARTI


Oh Dio, veramente non possiamo pregarti 

perché cessi la guerra: 

infatti sappiamo che Tu hai fatto il mondo 

in modo tale che l'uomo deve trovare 

la strada della pace, 

in se stesso e con il suo vicino.


Oh Dio, veramente non possiamo pregarti 

perché cessi la fame: 

infatti Tu ci hai dato risorse abbondanti, 

sufficienti a nutrire il mondo intero, 

a condizione di usarle con saggezza. 


Oh Dio, veramente non possiamo pregarti 

di sradicare l'ingiustizia: 

infatti Tu ci hai dato occhi 

capaci di vedere il bene presente in ogni creatura, 

a condizione di usarli con saggezza.


Oh Dio, veramente non possiamo pregarti 

di far scomparire la disperazione: 

poiché tu ci hai dato il potere 

di trasformare i tuguri e di seminare la speranza, 

a condizione di usarlo con saggezza.


Oh Dio, veramente non possiamo pregarti 

di far cessare le malattie: 

poiché tu ci hai dato un'intelligenza capace di trovare cure e medicamenti, 

a condizione di usarla con saggezza.


Per questo, oh Dio, ti preghiamo piuttosto 

di darci forza, determinazione e coraggio 

di agire e non solo di pregare, 

e soprattutto di vivere e non soltanto di sperare.


Jack Riemer - Teologo ebreo



tratto dalla raccolta di testi di fede: 

a cura del Comitato Italiano per la  CEVAA - Comunità di Chiese in missione,

Spalanca la Finestra, raccolta e traduzione testi: a cura di Renato Coïsson, 

stampato ma non pubblicato, 2000, p. 60.

lunedì 12 agosto 2024

La ricerca di Dio

 

NIENTE DI STRANO

Niente di strano, dice Dio, se la nostra storia
è costellata di appuntamenti mancati.

Mi aspettate nell’onnipotenza,
ed Io vi aspetto nella fragilità delle nascite.

Mi cercate nelle stelle del cielo,
e vi incontro nei volti che popolano la terra.

Mi classificate negli archivi delle idee ricevute,
e vengo a voi nella freschezza del perdono.

Mi volete come risposta,
ed ecco io sono nel cuore delle vostre domande.

 Culto Vitrolles

tratto dalla raccolta di testi di fede: 
a cura del Comitato Italiano per la  CEVAA - Comunità di Chiese in missione,
Spalanca la Finestra, raccolta e traduzione testi: a cura di Renato Coïsson, 
stampato ma non pubblicato, 2000, p. 58.

venerdì 9 agosto 2024

Fede e Preghiera

 

La fede nella sua fragilità 

richiede:

preghiera 


la preghiera nel suo dialogo

richiede:

fede


C'è bisogno d'interazione tra queste due deboli 'forze' spirituali

anche quando non sembrano essere vigorose 

persino quando non sono palesi!

Ri-scoprendo gli antichi racconti biblici con occhi nuovi ed orecchie nuove

questo è un regalo che (ci) possiamo fare   


Mordere la fede, masticarla, ruminarla con l'ausilio della preghiera,

masticare la Parola di Gesù Cristo (Gv 6,54), 

berla a piccoli sorsi, piano piano,

per non essere divorati e per non trangugiare qualsiasi creduloneria,

ma essere incontrati vitalmente da Fede e Preghiera.

                                                                                    

                                                                                                Maurizio Abbà

giovedì 8 agosto 2024

Speranza luminosa

 

Nulla impedirà al sole di sorgere ancora,

nemmeno la notte più buia.

Perché oltre la nera cortina della notte

c'è un'alba che ci aspetta.

                                                          Khalil Gibran

martedì 6 agosto 2024

Preghiera casa dell'anima

 

La preghiera non è uno strumento a uso e consumo,

né l'ultima via di fuga da certe situazioni,

ma piuttosto una fissa dimora per il nucleo intimo della persona.


Ogni cosa ha la sua casa: l'uccello ha il suo nido,

la volpe ha la sua tana e le api hanno le loro arnie.


Un'anima senza preghiera è un'anima senza casa.


                                                                            Abraham Joshua Heschel

domenica 4 agosto 2024

Briciole e Gocce di Fede - 2

 


La parola di Dio è un cibo: chi la mangia ne ha sempre più fame.

                                       

                                                                                       Martin Lutero



Ciò che Dio ha detto a qualsiasi santo riguarda tutti.

Ovunque egli apra una sorgente all'individuo, tutti ne saranno rinfrescati.

Che abbia dato la parola della promessa a Mosè o ad Abramo, è lo stesso:

l'ha data anche a te, 

perché anche tu appartieni alla discendenza dell'alleanza.


                                                                                       Charles Haddon Spurgeon

venerdì 2 agosto 2024

Briciole e Gocce di Fede


DOMENICA 4 AGOSTO  - 11a DOPO PENTECOSTE (Domenica di Israele) 


Evangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 6,35

Gesù disse loro: 

«Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà più fame 

   e chi crede in me non avrà mai più sete.



BRICIOLE DI FEDE

per una fede non in briciole


Briciole e Gocce di Fede

                                     Meditazione di Maurizio Abbà


Io sono Gesù riafferma la sua identità di azione e di pensiero con il divino.


pane non di solo pane vivrà l'uomo. Perfetto. 

Certo che però quando si è a stomaco pieno è più facile dirlo, 

altrimenti si comprendono bene le motivazioni della Teologia della Liberazione 

e la sua opzione per i poveri. Appunto.


sete si ha sete, allora si cerca l'acqua, 

Occorre trovare sorgenti d'acqua per dissetarsi,

ma non è l'acqua crea la sete, 

ossia non è la fede che crea Dio.


Con Antonio Gramsci che certo l'utilizzava in un altro contesto,

potremmo affermare e lasciarci dire:

'studiate', studiate in quanto c'è bisogno d'intelligenza

in questi tempi superficiali e violenti

ci vuole invece studio ed intelligenza

per dare spazio e tempo alla comprensione ed alla vita.


Gesù ebreo

Nella Domenica di Israele per la fede cristiana è importante ricordare

la centralità di Gesù, dell'ebreo Gesù. Un ricordo che vale per ogni Domenica, per ogni giorno.

La fede della chiesa cristiana 

ri-posa, ma non sonnecchia, nell'ebreo Gesù.


La prassi di Gesù è un ricordo vivo, attuale,

è di vitale importanza.


Gesù è il Cristo

questa breve, semplice confessione di fede 

è davvero molto intensa.

Ed è ancora tutta da riscoprire e da vivere.

Briciole e Gocce di Fede che riceviamo ed accogliamo 

insieme.

                                                                                                         Maurizio Abbà


Domenica di Israele

 

Quest'anno Domenica 4 agosto, 11a dopo Pentecoste,  liturgicamente è denominata anche

DOMENICA DI ISRAELE

specificazione: le Chiese evangeliche in Germania denominano così la decima domenica dopo la

 Domenica della Trinità (la Domenica successiva a Pentecoste).

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Domenica di Israele: cosa vuol dire?

Prima della II Guerra Mondiale, si chiamava Memoriale della distruzione del Tempio (spesso questa domenica cade vicina a Tisha beAv) ed era utilizzata con compiti missionari verso Israele. 

Dopo la Shoah e in particolare dagli anni '70 è in cambiamento la sensibilità cristiana al riguardo. 

La Domenica è stata ridenominata: Domenica di Israele ed è dedicata alla riflessione teologica sul rapporto con Israele e l’Ebraismo. 

In alcune chiese cristiane c'è la scelta del colore viola come colore liturgico, per indicare il pentimento.

(Ringrazio per le sopra citate delucidazioni storico-teologiche il professore Daniele Garrone docente di Antico Testamento alla Facoltà Valdese di Teologia di Roma).


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Tisha beAv (o 9 di Av) è un giorno caratterizzato dal lutto e dal digiuno nel calendario luni-solare seguito dall'ebraismo. Può essere in luglio o in agosto. 

Il suo nome significa il nono giorno Tisha del mese giudaico di Av


Tisha beAv 'Giorno di Memoria' di fatti tragici in cui gli Ebrei sono stati vittime, 

nell'arco della Storia, tra cui:

distruzione del Primo Tempio da parte delle truppe di Nabucodonosor II (586 a.e.v.) 

distruzione del Secondo Tempio da parte delle truppe di Tito (70)

sconfitta degli insorti guidati da Bar Kochba (135)

distruzione di Gerusalemme (136) e inizio della diaspora ebraica.


Nella Storia l'espulsione degli ebrei è stata tristemente e tragicamente ricorrente,

alcune date in cui l'ideologia razzista ed antisemita ha flagellato il continente europeo:

dall'Inghilterra    (1290)

dalla Spagna       (1492)

dal Portogallo     (1497)

dalla Lombardia  (1565).


La deportazione e lo sterminio di ebrei e di altre vittime 

tra cui: gli oppositori politici, disabili fisici e psichici, Testimoni di Geova, Pentecostali, i neri europei, i zingari Roma

tutti deportati nei lager nazisti, 

la Shoah in Europa (1939-1945),

da non dimenticare perché non si ripeta.


                                                                                                          Maurizio Abbà

giovedì 1 agosto 2024

Preghiera di con-divisione

 

FA CHE AMI TUTTI GLI UOMINI


Fa che ami tutti gli uomini,

gli animali, le piante.

Fa che io possa dividere il mio pane

con chi ha fame;

che io possa dividere la mia acqua

con chi ha sete;

che possa far sorridere

chi piange;

che possa ospitare

chi non ha una casa.

Fa che io possa fare queste cose,

o Signore, perché solo così

mi sentirò vicino a Te!


                                                  Preghiera indiana