venerdì 30 agosto 2024

Adottati da Dio per una fede libera e partecipata

 

Versione Biblica Nuova Riveduta

Lettera ai Romani 8,14-17

infatti tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio sono figli di Dio. E voi non avete ricevuto uno spirito di servitù per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito di adozione, mediante il quale gridiamo: «Abbà! Padre!» Lo Spirito stesso attesta insieme con il nostro spirito che siamo figli di Dio. Se siamo figli, siamo anche eredi; eredi di Dio e coeredi di Cristo, se veramente soffriamo con lui, per essere anche glorificati con lui.


BRICIOLE DI FEDE

per una fede non in briciole

Adottati da Dio per una fede libera e partecipata

                                                             Meditazione di Maurizio Abbà


La Lettera ai cristiani di Roma dell'apostolo Paolo, forse da Corinto, e scritta o trascritta, dall'amanuense Tertius, Terzio, segretario dell'apostolo (Rm 16,22). 

Periodo di composizione: negli anni anni tra il 55-57 circa.

- Lettera che ha segnato grandi tappe della storia del cristianesimo, dove grandi pensatori hanno lasciato traccia: si pensi ad Agostino, e soprattutto a Lutero, Barth, solo per citarne alcuni.


Qui vi sono parole su cui meditare, eccone alcune:

Eredità parola scottante, diverse volte è divisiva, finanche aspra, qualche volta persino violenta, 

quando muore una persona, a volte, la sua eredità è 'spartita', 

i dissapori sono ingigantiti, la morte continua a stendere i suoi tentacoli su chi resta, 

è una morte pestifera, contagiosa nell'avvelenare le relazioni famigliari, sociali.

Però,

non è l'unico significato delle possibilità insite nella parola eredità,

infatti:

Eredità con radici nel passato da valorizzare per dare loro un futuro,

può essere la consapevolezza di essere parte di una Storia 

che proiettata in una dimensione futura

vuole innanzitutto riscoprire nel presente l'amare e non l'amaro!


Abbà! Padre!  

Abbà è parola della lingua aramaica che Gesù utilizza (Mc 14,36) 

e diviene poi preghiera nelle comunità cristiane delle origini, 

come indicato e rilevato da Paolo (Rm 8,15; Gal 4,6).

Sarà una preghiera "gridata" di affidamento fiducioso a Dio Padre, 

rivolgendosi con un familiare e struggente 'babbo'.


Una preghiera per sciogliere i legami della paura, 

per essere una preghiera di libertà


eredi di Dio e coeredi di Cristo vuol dire compagnia, affidamento

a dirci questo è lo Spirito stesso di Dio, compagno di Cristo e nostro


soffriamo  il dolorismo non è la soluzione religiosa.

                   Piuttosto bisogna imparare a non essere indifferenti, 

                    ad avere empatia, 

                   sentire una compassione intensa.

                   

Certamente la sofferenza evangelicamente intesa non è un mezzo per arrivare ad ottenere la

gloria, 

la fede non ha bisogno del dolore e della malattia per esprimersi, 

ma può essere di aiuto ad attraversarli, liberando energie vitali per gustare la vita

                  

glorificati   essere motivati nell'essere orgogliosi di essere 

                   adottati da Dio per una fede libera e partecipata, 

                   una fede che inizia già a risorgere ora, adesso, 

                   esortando ad un cambio di vita, 

                   nella gratitudine, per essere appunto figli di Dio

                                                                                               Maurizio Abbà