lunedì 31 dicembre 2018

Cercate Dio



Cercate Dio, trovatelo e fate di lui una forza nella

vostra vita.

Senza di lui tutti i nostri sforzi si riducono in cenere

e le nostre aurore diventano le più oscure delle notti.

Senza di lui, la vita è un dramma senza senso

a cui mancano le scene decisive.

Ma con lui noi possiamo passare

dalla fatica della disperazione

alla serenità della speranza.

Con lui noi possiamo passare

dalla notte della disperazione

all’alba della gioia.



             Martin Luther King – U.S.A.
             testo riportato dal settimanale Riforma n. 45 — 2015



tratto da: 
- Comitato italiano per la CEVAA 
Comunità di Chiese in missione,  
Allarga la Tua Tenda raccolta di testi di fede

Raccolta e traduzione testi a cura di Renato Coïsson

Stampato ma non pubblicato Agosto 2016, 89.

sabato 29 dicembre 2018

la Lumière - Domenica 30 dicembre 2018


foglio biblico-teologico-liturgico
gratuito


un angelo del Signore gli apparve in sogno, dicendo: 
«Giuseppe, figlio di Davide, 
non temere di prendere con te Maria, tua moglie; 
perché ciò che in lei è generato, viene dallo Spirito Santo.
21 Ella partorirà un figlio, e tu gli porrai nome Gesù, 
perché è lui che salverà il suo popolo dai loro peccati».

                                 Evangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 1,20b-21



BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole

prima del Natale
le affermazioni dell'angelo su Gesù prima della sua nascita

Maurizio Abbà

siamo già dopo questo Natale,
tanto atteso che è sfilato via.
Ma ci sono, nella fede, domande che trovano risposta nelle affermazioni dell'angelo del Signore
su Gesù, prima della sua nascita.
Dio non è contro di noi,
proprio no,
Dio ci vuole aiutare, lasciamo che ci aiuti!
Daniel Bourguet ci accompagna in questo sentiero di fede
dove è chiaro che Gesù è Dio.


Daniel Bourguet pastore della Chiesa Riformata di Francia

   Il volto del Dio medico è una realtà profondamente biblica è per questo vorrei cominciare con un percorso biblico su questo tema per scoprire in quale misura la Bibbia ne sia segnata. Questo approccio al Dio medico è stato tenuto presente dai Padri greci, mentre i Padri latini l’hanno a poco a poco abbandonato, fino a farcelo dimenticare, per privilegiare, talvolta persino in modo ipertrofico, quello del Dio giudice. Questa deriva occidentale è tale da costarci una fatica infinita per poter ritrovare oggi, nella sua giusta misura, questa rivelazione del Dio medico, peraltro così importante.

(...)



    L’idea che Dio sia medico non è per nulla marginale o secondaria nella Bibbia; essa trova la sua sorgente in una della parole chiave della Bibbia: la salvezza; diciamo di più: essa trova la sua sorgente nel nome stesso di Gesù. Ciò indica a che punto noi ci addentriamo in uno degli aspetti più importanti della rivelazione cristiana.



    Nella Bibbia, il nome di una persona, un nome proprio, rivela l’essere della persona che lo porta; rivela il mistero profondo dell’esistenza di quella persona. Il nome di «Gesù» significa «il Signore salva» e cioè «Dio salva». 
Quel nome è una confessione di fede che riguarda una delle attività più importanti di Dio. 
Colui che porta un tale nome è invitato a testimoniare con la sua vita di questa attività salvifica di Dio.
    Il Vangelo di Matteo (1,21) ci fa sapere che il nome di Gesù è stato proposto a suo padre da un angelo. 
Non sono né Maria né Giuseppe che hanno deciso di chiamare così il loro figlio, ma è Dio che lo ha fatto sapere per mezzo del suo inviato. 
E quando l’angelo è venuto a proporre a Giuseppe quel nome, ne ha dato nello stesso tempo la spiegazione, ma con uno slittamento di significato di una portata immensa. L’angelo, in effetti, non ha detto: «gli porrai nome Gesù perché Dio salva», ma «tu gli porrai nome Gesù, perché è lui che salverà », facendo di questo «lui» una designazione del figlio annunciato. È «lui», quel figlio, che salverà e non «Dio». Ma anziché dedurre dalle parole dell’angelo un’opposizione tra il figlio e Dio, dobbiamo semplicemente intendere che c’è un’equivalenza; «questo figlio salverà» significa certo: «Dio salva», ciò che vale a dire che questo figlio è Dio stesso, il Dio che salva.
     Ecco dunque la prima annotazione da fare su questo testo di Matteo: il figlio annunciato, Gesù, è presentato dall’inviato di Dio come Dio stesso, fatto che può sembrare abbastanza sorprendente ma che è confermato dalle affermazioni successive dell’angelo. In effetti, l’angelo prosegue dando al verbo «salvare» due complementi: «salverà il suo popolo dai loro peccati». Ora, considerando il secondo, il solo che può «salvare dai peccati», e cioè che può perdonare i peccati, è Dio stesso, come è detto in Mc. 2,7, e in tutto l’Antico Testamento che dà al verbo «perdonare», sâlah, un solo soggetto: Dio. 
È dunque chiaro, ascoltando l’angelo, che il figlio annunciato, in quanto salvatore dai peccati, non è altri che Dio stesso.
    Tali sono dunque le affermazioni dell’angelo su Gesù prima della sua nascita. “


tratto da:
- Daniel Bourguet, Il Dio che guarisce (Spiritualità 7), Claudiana, Torino, 2013. Traduzione di Franco Giampiccoli, 9.11-12.
www.claudiana.it

Daniel Bourguet pastore della Chiesa Riformata di Francia, 
ha ricoperto diversi incarichi in ambito pastorale e insegnato teologia.
Ha condotto la Fraternité spirituelle des Veilleurs, ordine religioso ecumenico,
legato al cristianesimo sociale, 
fondato nel 1923 da Wilfred e Théodore Monod e ispirato all'opera di Francesco d'Assisi e Valdo di Lione.








 

martedì 25 dicembre 2018

la Lumière - martedì 25 Dicembre 2018 - NATALE


BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole
Maurizio Abbà

Nella corona dell'Avvento la quinta candela (solitamente di colore bianco)
ha questo significato:
è la luce che porta Gesù Cristo, le tenebre non prevalgono perché

  Gesù è la luce del mondo
Gesù è la luce della vita
                                              Evangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 8,12



Meditazione di Dietrich Bonhoeffer:

Chi, alla mangiatoia,

depone finalmente

ogni violenza,

ogni onore,

ogni reputazione,

ogni vanità,

ogni superbia,

ogni ostinazione,

chi sta dalla parte degli umili

e lascia Dio solo essere grande,

chi, nel bambino nella mangiatoia,

vede la magnificenza di Dio

proprio nell'umiliazione, 

costui festeggerà l'autentico Natale.


Dietrich Bonhoeffer, Meditazioni sul Natale
a cura di Manfred Weber, Claudiana editrice, Torino, 2004.

lunedì 24 dicembre 2018

AMARE

AMARE

in specie principalmente è :
credere nei valori universali positivi.
Volere bene al prossimo come a sè stessi.
Rispettare gli animali, il territorio, l’ambiente.
Esercitare trasparenza, tolleranza, solidarietà.


Aiutare chi è nella malattia e nella sofferenza.
Tendere una mano a deboli, poveri e agli ultimi.
Essere consapevoli del dono primario della vita.


Non fare agli altri ciò che non vuoi sia fatto a te.
Riflettere su come comportarsi con responsabilità.
Agire contro ipocrisie, odi, ingiustizie, sopraffazioni.


Meditare e sforzarsi per contenere il proprio “ ego “.
Comprendere culture, ragioni, fedi e intendimenti altrui.


Lottare per un mondo migliore che possa diventare realtà.
Capire che in fondo è soltanto l’amore in tutte le sue forme
il sale prezioso e il senso fondamentale dell’esistenza umana !

ALDO FAPPANI  e  famiglia
( Vivi senza pretendere -   Ama senza richiedere -
Ogni giorno è un’avventura, vivila ! )
Buone Feste e Felice Anno Nuovo ( 2019 ) !

domenica 23 dicembre 2018

la Lumière - Domenica 23 Dicembre 2018

foglio biblico-teologico-liturgico
gratuito

IV NELL'AVVENTO

BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole
Maurizio Abbà


Nella corona dell'Avvento la quarta candela può essere indicata come la candela "degli Angeli".
Angeli: nella Bibbia un modo per dire l'aiuto di Dio.
Gli angeli di Dio non hanno bisogno di ali 
(è il titolo di un libro di Claus Westermann, edito in Italia da Piemme).




Questo per voi il segno:
troverete un bambino avvolto in fasce,
     adagiato in una mangiatoia
 Evangelo di Gesù Cristo secondo  Luca 2,12


Il dottore in teologia e monaco benedettino Anselm Grün
ci offre su questo passo queste riflessioni, sul "Segno del futuro"

" L'angelo non si ferma all'annuncio della Lieta Notizia.
Indica ai pastori un segno.
Il segno del messaggio dirompente, destinato a cambiare 
la faccia della terra e a riempirla di gioia, 
è all'apparenza piccolo e insignificante.
È un bambino piccolo, un neonato, avvolto in fasce
e adagiato in una mangiatoia.
L'immagine è in contrasto con il grande annuncio di guarigione,
salvezza, liberazione e signoria di Dio.


   È un bambino piccolo e indifeso, che non è nato in un palazzo,
ma in una stalla.
È adagiato in una mangiatoia, da cui, di solito, prendono il cibo gli animali.
È nato al di fuori della città, al di fuori del popolo.
    Proprio come i pastori fanno pascolare le loro greggi al di fuori della città,
anche il Salvatore nasce in un ricovero per gli animali.
Non sono soltanto gli esseri umani a venire trasformati da questa nascita,
bensì il mondo intero, compresi gli animali. Anche per loro è avvenuto qualcosa.
Dio stesso è venuto loro vicino. 
Abbiamo bisogno di segni per riuscire a credere nel lieto annuncio. 
Questi segni, però, anche nella nostra vita non di rado sono molto insignificanti.
Sono piccoli e delicati come il Bambino nella mangiatoia. 
Un bambino è sempre il simbolo di qualcosa di nuovo e il nuovo si annuncia
nella nostra anima in maniera delicata e poco appariscente. "


tratto da: - Anselm Grün, Angeli del Natale Meditazioni,
Traduzione dal tedesco di Anna Bologna,
(collana meditazioni 216), Editrice Queriniana, Brescia, 2012, 57-58.
(La citazione biblica lucana è riportata nella traduzione indicata a p. 55.
La meditazione ha come titolo: Segno del futuro, p. 55).

sabato 15 dicembre 2018

la Lumière - Domenica 16 dicembre 2018 -

foglio biblico-teologico-liturgico
gratuito
(esce quando può)


DOMENICA TERZA NELL'AVVENTO

  
Evangelo di Gesù Cristo secondo Luca 2,8-20:

8 In quella stessa regione c'erano dei pastori che stavano nei campi e di notte facevano la guardia al loro gregge.  
9 E un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore risplendé intorno a loro, e furono presi da gran timore.  
10 L'angelo disse loro: «Non temete, perché io vi porto la buona notizia di una grande gioia che tutto il popolo avrà: 
11 "Oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è il Cristo, il Signore. 
12 E questo vi servirà di segno: troverete un bambino avvolto in fasce e coricato in una mangiatoia"».
13 E a un tratto vi fu con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste, che lodava Dio e diceva:
14 «Gloria a Dio nei luoghi altissimi, e pace in terra agli uomini ch'egli gradisce!»
15 Quando gli angeli se ne furono andati verso il cielo, i pastori dicevano tra di loro: «Andiamo fino a Betlemme e vediamo ciò che è avvenuto, e che il Signore ci ha fatto sapere».  
16 Andarono in fretta, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia; 
17 e, vedutolo, divulgarono quello che era stato loro detto di quel bambino. 
18 E tutti quelli che li udirono si meravigliarono delle cose dette loro dai pastori.  
19 Maria serbava in sé tutte queste cose, meditandole in cuor suo. 
20 E i pastori tornarono indietro, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com'era stato loro annunciato.



BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole

Maurizio Abbà

la terza candela della corona dell'Avvento
è detta la candela "dei pastori". 
I pastori: i primi che si recano
con passo determinato, a vedere il segno, segno fragile
di umanità nella sua infanzia, forte di un significato 
per un messaggio che raggiunge le persone più umili e semplici.
I pastori procedono con passo determinato e sicuro, è un tempo da cogliere.
Da cogliere ed accogliere, in pieno, tutto, senza indugi.
Qui la "fretta" è giustificata, mentre ordinariamente è il soffermarsi,
che va ricercato, 
come ci ricorda il seguente testo di Elli Michler, poetessa tedesca (1923 - 2014),
per poter gustare i sapori e i colori della vita:


Ti auguro di trovare il tempo

Non ti auguro un dono qualsiasi,

ti auguro soltanto quello che i più non hanno.


Ti auguro di trovare il tempo, per divertirti e per ridere;

se lo impiegherai bene, potrai ricavarne qualcosa.


Ti auguro di trovare il tempo,

per il tuo fare e il tuo pensare,

non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.


Ti auguro di trovare il tempo,

non per affrettarti e correre,

ma il tempo per essere contento.


Ti auguro di trovare il tempo,

non soltanto per trascorrerlo,

ti auguro tempo perché te ne resti;

un tempo per stupirti e un tempo per fidarti

e non soltanto per guardarlo sull’orologio.


Ti auguro il tempo per toccare le stelle

e il tempo per crescere, per maturare.


Ti auguro di trovare il tempo,

per sperare nuovamente e per amare.

Non ha più senso rimandare.


Ti auguro di trovare il tempo per ritrovare te stesso,

per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono.

Ti auguro di trovare il tempo anche per perdonare.

Ti auguro di trovare il tempo, il tempo per la vita.


                                                                             Elli Michler

  
 

domenica 9 dicembre 2018

la Lumière - Domenica 9 dicembre 2018

foglio biblico-teologico-liturgico
gratuito



DOMENICA 2a NELL'AVVENTO


BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole

Maurizio Abbà


Quando si realizza una corona dell'Avvento nell'intimità delle case 
o nei locali comunitari di una Chiesa, di una Comunità,
delle quattro candele che la costituiscono
la prima candela accesa per la prima Domenica nell'Avvento è denominata 
solitamente (ma non obbligatoriamente) la candela dei Profeti, 
è la candela della SPERANZA.
La Seconda Domenica dell'Avvento è la candela detta di BETLEMME, dove nasce Gesù.
Betlemme, letteralmente: 'casa del pane'.
Gesù è pane di vita. Pane spirituale che porge senso e significato alla vita.

Il pane come cibo abbonda su alcune tavole fino allo spreco
e scarseggia su altre, su altre manca del tutto.
A stomaco vuoto è difficile essere spirituali, Gesù lo sa bene, per questo invita i suoi discepoli molto concretamente: 
"Date loro voi da mangiare
Marco 6,37; Matteo 14,16; Luca 9,13;

domenica 2 dicembre 2018

la Lumière - Domenica 2 dicembre 2018

foglio biblico-teologico-liturgico
gratuito

                                                                   I DOMENICA nell'AVVENTO


dal libro biblico dei Proverbi 10,28a:
L'attesa dei giusti è gioia


BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole


La prima Domenica nell'Avvento
inaugura il nuovo Anno Liturgico,
è, infatti, il Capodanno ... dell'Anno Liturgico.

Un tempo di attesa che occorre nutrire di Speranza.

Viviamo in un tempo che non sa attendere, 
che non ha il gusto dell'attesa, si vuole tutto e subito, 
per una gratificazione che dovrebbe soddisfare l'istante.

Saper attendere significa invece saper costruire,
edificare, insomma vuol dire saper amare, 
in quanto s'impara ad ascoltare, a gioire,
a chiedere giustizia e pace.


Una fede speranzosa è una fede che non ha paura,
una fede che, per quanto fragile, sa attraversare
l'avventura della vita senza farsi sconvolgere, senza farsi travolgere.

L'attesa non è passiva rassegnazione
ma è attiva preghiera per una sete di giustizia e di pace.


                                                                                              Maurizio Abbà


 

domenica 25 novembre 2018

la Lumière - Domenica 25 novembre 2018

foglio biblico-teologico-liturgico
gratuito

Domenica 25 novembre 2018
Ultima dell'Anno Liturgico - Domenica dell'Eternità

Ecclesiaste - Qohèlet 7,14

traduzione Nuova Riveduta:

Nel giorno della prosperità godi del bene, e nel giorno dell'avversità rifletti.
Dio ha fatto l'uno come l'altro, affinché l'uomo non scopra nulla di ciò che sarà dopo di lui.


traduzione Cei:        non riesce a scoprire cià che verrà dopo di lui.

traduzione Tob:       …non trovi nulla di ciò che sarà dopo di lui.

traduzione Diodati:  non troverà nulla dopo sè.


 

Il libro dell'Ecclesiaste, in ebraico: Qohèlet - che vuol dire 'predicatore' -.
ll libro fu attribuito a re Salomone, l'autore resta ignoto.
Qohèlet ha fama di tonalità pessimiste. Sì, in parte sembra così, ma questa fama
non è del tutto meritata, in realtà 'legge' lo svolgersi del gomitolo dell'esistenza,
dove si svolgono, s'intrecciano le vicende delle vita, vicende ora liete, ora aspre, 
infatti: nel giorno della prosperità godi del bene.
L'invito è a gustare la gioia, ad essere artisti, perché gustare la vita è un'arte. 
Il che vuol dire riempire i giorni e le notti di grandi cose,
il rispetto per le donne è una di queste,
cose semplici e vere.
La fede evangelica è anche una di queste


e nel giorno dell'avversità rifletti 

i dolori e le asprezze della vita ci attraversano la vita,
Qohèlet invita ad essere noi ad attraversare i dolori per superarli, 
per ri-cominciare. 
Per rialzarci dalla cadute della vita, 
anche più forti. 
Tutto questo non da soli, mai da soli.
Il tempo che ci è donato è per le donne e per gli uomini.
Per trovare un pezzo di cielo nella nostra vita.
Eternità è già vivere bene adesso, senza rancori e con tanta serenità.
Allora via le malinconie e le tristezze. 
Il pessimismo tante volte sembra prevalere,
ma non ha l'ultima parola.

Ciò che accadrà non è a noi disponibile, 
solo in piccola parte lo è,
solo in piccola parte significa: cercare di discernere,
e a seconda di ciò che accade nella vita:
di resistere nelle difficoltà,
di accogliere i buoni momenti
(attenzione: purtroppo sappiamo rovinare anche ciò che è bello).
Bisogna cercare di costruire buone relazioni sulla fiducia,
cerchiamo condizioni di vita migliori per gli altri e per noi, per tutti,
donne e uomini.


Theologica

" Il tempo è la cosa più preziosa nella vita dell'uomo. 
(...)
Nella tradizione biblica invece il senso profondo del tempo non è
l'eternità astratta, ma la festa, laddove è invitata tutta la creazione "

tratto da: - Kurt APPEL, Tempo e Dio 
Aperture contemporanee a partire da Hegel e Schelling
Traduzione di Kurt Appel e Mattia Coser.
(Biblioteca di teologia contemporanea 187) Editrice Queriniana, Brescia, 2018, 5.

  


 



venerdì 12 ottobre 2018

Gesù dice:
«Io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza»
Giovanni 10,10

sabato 29 settembre 2018

la Lumière - no al settarismo


Briciole di Fede
per una fede non in briciole



No al settarismo che porta al fondamentalismo.
Il settarismo sa solo dire No e non edifica.

         La fede vera, non bisogna mai stancarsi di ripeterlo, conduce alla liberazione.

Il valore del Sì 
che costruisce, che libera,

Sì a comprendere, a capire, ad accogliere,
Sì all'essere accolti.


lunedì 24 settembre 2018

la Lumière - Domenica 23 settembre 2018

foglio biblico-liturgico
gratuito


Evangelo di Gesù Cristo secondo Marco 9,30-37
versione Nuova Riveduta


30 Poi, partiti di là, attraversarono la Galilea; e Gesù non voleva che si sapesse. 31 Infatti egli istruiva i suoi discepoli, dicendo loro: «Il Figlio dell'uomo sta per essere dato nelle mani degli uomini ed essi l'uccideranno; ma tre giorni dopo essere stato ucciso, risusciterà». 32 Ma essi non capivano le sue parole e temevano d'interrogarlo.

33 Giunsero a Capernaum; quando fu in casa, domandò loro: «Di che discorrevate per strada?» 34 Essi tacevano, perché per via avevano discusso tra di loro chi fosse il più grande. 35 Allora, sedutosi, chiamò i dodici e disse loro: «Se qualcuno vuol essere il primo, sarà l'ultimo di tutti e il servitore di tutti». 36 E preso un bambino, lo mise in mezzo a loro; poi lo prese in braccio e disse loro: 37 «Chiunque riceve uno di questi bambini nel nome mio, riceve me; e chiunque riceve me, non riceve me, ma colui che mi ha mandato».



BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole

Una piccola grande prospettiva
Maurizio Abbà


Il desiderio di primeggiare può essere una buona cosa ma sovente non lo è.
Se per primeggiare s'intende cercare sempre di migliorarsi migliorando la 
qualità delle relazioni sociali in cui siamo impegnati, portando beneficio a noi stessi
e agli altri, ecco è una cosa valida.
Se, invece, per primeggiare s'intende lo sgomitare a qualsiasi costo, per raggiungere qualcosa
questo, è evidente, che non è una cosa buona.

Gesù indica una prospettiva diversa da cui vedere la realtà, 
una prospettiva piccola ma grande.
- Stare con gli ultimi per cercare di non perdere nessuno.
  




domenica 2 settembre 2018

la Lumière - Domenica 2 settembre 2018

foglio biblico-teologico
gratuito



DOMENICA 2 SETTEMBRE - 15a dopo Pentecoste 
Testo Biblico Nuova Riveduta
- Genesi 9,12-17


12 Dio disse: «Ecco il segno del patto che io faccio tra me e voi e tutti gli esseri viventi che sono con voi, per tutte le generazioni future. 13 Io pongo il mio arco nella nuvola e servirà di segno del patto fra me e la terra. 14 Avverrà che quando avrò raccolto delle nuvole al di sopra della terra, l'arco apparirà nelle nuvole; 15 io mi ricorderò del mio patto fra me e voi e ogni essere vivente di ogni specie, e le acque non diventeranno più un diluvio per distruggere ogni essere vivente. 16 L'arco dunque sarà nelle nuvole e io lo guarderò per ricordarmi del patto perpetuo fra Dio e ogni essere vivente, di qualunque specie che è sulla terra». 17 Dio disse a Noè: «Questo è il segno del patto che io ho stabilito fra me e ogni essere vivente che è sulla terra».



BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole 

 Un patto di libertà
Maurizio Abbà


Patto un legame che, biblicamente, sorge dalla volontà unilaterale di Dio 
          che chiama a libertà
           il suo popolo anzi di più con tutte le sue creature, anche gli animali, 
           anche le piante, questo è il suo "popolo"!
           Si delineano le coordinate di un vivere diverso: 
           nella nonviolenza e nella giustizia.


Arcobaleno promemoria per la giustizia e la nonviolenza.
                   Un arco da strumento bellico diventa segno di pace. 
                   - L'abbandono delle armi 
                     con la riconversion dell'industria militare 
                     in strumenti di pace sarebbe decisiva per la vita - .
                     Insomma: è un programma ancora tutto da realizzare.
                     Ma non si parte dal nulla, ci sono buone cose da cui ripartire:
                   - la Bibbia con il suo messaggio da interpretare 
                     e da mettere in pratica;
                   - la diversità è un valore, l'arcobaleno ha 7 colori, 
                     questo è un valido promemoria anche contro il razzismo.
                   - Si riparte da una fede libera e liberatrice. 
                     Altrimenti non è vera fede.

domenica 26 agosto 2018

la Lumière - Domenica 26 agosto 2018

foglio biblico-teologico
gratuito

DOMENICA - 26 agosto 2018 - 14a DOPO PENTECOSTE


Testi biblici nella Versione Nuova Riveduta
Isaia 49,16-17 

Ecco, io ti ho scolpita sulle palme delle mie mani;
le tue mura mi stanno sempre davanti agli occhi.
I tuoi figli accorrono;
i tuoi distruttori, i tuoi devastatori
si allontanano da te.

Isaia 48,17
Così parla il SIGNORE, il tuo redentore, il Santo d'Israele:
Io sono il SIGNORE, il tuo Dio, che t'insegna per il tuo bene,
che ti guida per la via che devi seguire.




BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole

Buone Notizie
Maurizio Abbà 

Dio si è "tatuato" i nostri nomi sulle mani, di più: le nostre esistenze
sono "scolpite" in lui: non esiste radice più solida e profonda!
Doppia buona notizia: 
prima buona notizia: 
- arrivano gli aiutanti, qui i figli, la possibilità di futuro, 
di testimoniare la fede alle nuove generazioni,
- la trad. C.E.I. traduce con " I tuoi costruttori accorrono " - ,
si costruisce il futuro già nel presente;

seconda buona notizia:
i tuoi distruttori, i tuoi devastatori
si allontanano da te.
Finalmente via tante ansie, paure, preoccupazioni,
sono già lontane, non fanno più presa sulla nostra vita.
Non siamo più loro prigionieri.

Il tutto è preceduto come indicato, pochi passi prima: Isaia 48,17
che il Signore ci parla, quindi dialoga con noi;
il Signore c'insegna pertanto siamo sue discepole e discepoli
che prima di tutto ascoltano e che parlano non su Dio ma con Dio;
il Signore porge a noi l'orientamento necessario per vivere giorno dopo giorno.
Tutte Buone Notizie, di cui abbiamo bisogno come il pane quotidiano.




lunedì 13 agosto 2018

la Lumière - Domenica 19 agosto 2018 - Isaia 42,3

foglio biblico-teologico
gratuito

DOMENICA 19 agosto 2018 - 13a DOPO PENTECOSTE

ISAIA 42,3

Non frantumerà la canna rotta e non spegnerà il lucignolo fumante; 
manifesterà la giustizia secondo verità.



BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole

Per ricominciare a vivere a sperare

Maurizio Abbà


Il testo tratto dal libro del profeta Isaia (Bibbia - Antico Testamento) è chiaramente un testo d'incoraggiamento e di giustizia. 
Giustizia attesa che si manifesterà e quindi si realizzerà.
Un testo che incoraggia, proprio quando la vita ci strapazza e tutto sembra perduto, invece ecco che c'è una scintilla, uno spiraglio, un frammento, una luce per ri-cominciare a vivere,
per ri-cominciare a sperare.



" Considerando i tempi in cui viviamo, appare evidente l'urgenza di predicare quei passi della Scrittura in grado di scuotere gli uomini dall'apatia. Tuttavia, non dobbiamo dimenticare che abbiamo a che fare anche con cuori afflitti, che hanno bisogno di una parola dolce e lenitiva. 
Anche nei momenti di peggiore apostasia, i profeti hanno sempre avuto delle parole di conforto per "il residuo" fedele a Dio. "

tratto da: - Richard Sibbes, La canna rotta e il lucignolo fumante, Prefazione di Maurice Roberts, 
Alfa & Omega, 2000, 58, (edizione originale: The Bruised Reed and the Smoking Flax, 1630).
Richard Sibbes era un predicatore puritano inglese del XVII secolo.


martedì 7 agosto 2018

la Lumière - Domenica 12 agosto 2018 - Apocalisse 22,20b

foglio biblico-teologico
gratuito
Testo biblico (quando non diversamente indicato)
Nuova Riveduta

Apocalisse 22,20b

Amen! Vieni, Signore Gesù! 




BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole

vedi alla parola ri-cominciare
Maurizio Abbà


Fra le tante briciole di fede ( e sono davvero tante! )
per una fede che non vada in briciole ecco l'Amen.
Ad una prima rapida, troppo rapida, considerazione
l'Amen pare una briciolina con il senso di mettere la parola fine ad un discorso,
insomma risulta essere la conclusione di una meditazione,
non è così!

L'Amen non è la fine ma è la richiesta e, al contempo, la conferma!,
che le cose devono andare diversamente,
è il grande spunto per ri-cominciare. 
L'Amen ci parla dell'inizio di una nuova dimensione di fede.
L'Amen è il grande Sì a vedere le cose in prospettiva diversa.

Amen: all'origine è termine ebraico, dai molteplici significati,
infatti, vuol dire: verità, fedeltà, certezza.  

Amen è attestato sia nell'Antico Testamento (la Bibbia Ebraica),
sia nel Nuovo Testamento.
Lo si ritrova come risposta alla conclusione dei Salmi e nell'innologia di lode
(dossologia) della comunità che afferma con l'Amen: " così sia ".

Gesù nella letteratura evangelica canonica 
sovente introduce un suo insegnamento con l'affermazione
" Amen dico a voi " tradotto anche con " In verità vi dico ".


Amen lo troviamo anche nel libro che chiude la Bibbia cristiana:
la Ri-velazione di Giovanni (il IV Evangelo), l'Apocalisse.
Un libro, l'Apocalisse cristiana, che invita a scacciare le paure,
in quanto vuole incoraggiare.
Proprio così: l'Apocalisse, rettamente intesa, aiuta a mandare via le paure, 
in quanto vuole incoraggiare, per una fede non angosciata e non angosciosa!
Al termine della Bibbia riceviamo e l'accogliamo l'insegnamento
sull'attesa, sulla preghiera.
I biblisti che hanno commentato questo testo lo ricordano a noi
tra questi il pastore e teologo valdese Paolo Ricca:


" l'ultima parola della Bibbia (se si eccettua il saluto finale).
L'ultima parola è una preghiera. Già questo è un segno: alla fine,
una preghiera. L'ultima ora della verità, è l'ora della preghiera.
La verità ultima della nostra vita, anzi dell'intera storia umana, 
è una preghiera.  
L'ultimo respiro del mondo è il sospiro di una preghiera, 
di quella preghiera:
« Vieni, Signor Gesù! ». Alla fine, tutta la storia e ogni esistenza
si condensano in un'unica invocazione. 
Alla fine noi stessi, ciascuno di noi, diventa una preghiera. 
Non più solo pregare ma diventare preghiera - quella straordinaria,    
brevissima, intensissima preghiera: « Vieni, Signor Gesù!  ». "


tratto da: - Paolo Ricca, Alle Radici della Fede. Meditazioni bibliche
Edizione a cura di Eugenio Bernardini,
Claudiana Editrice, Torino, 1987, 191.