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(esce quando può)
DOMENICA TERZA NELL'AVVENTO
Evangelo di Gesù Cristo secondo Luca 2,8-20:
8 In quella stessa regione c'erano dei pastori che stavano nei campi e di notte facevano la guardia al loro gregge.
9 E un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore risplendé intorno a loro, e furono presi da gran timore.
10 L'angelo disse loro: «Non temete, perché io vi porto la buona notizia di una grande gioia che tutto il popolo avrà:
11 "Oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è il Cristo, il Signore.
12 E questo vi servirà di segno: troverete un bambino avvolto in fasce e coricato in una mangiatoia"».
13 E a un tratto vi fu con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste, che lodava Dio e diceva:
14 «Gloria a Dio nei luoghi altissimi, e pace in terra agli uomini ch'egli gradisce!»
15 Quando gli angeli se ne furono andati verso il cielo, i pastori dicevano tra di loro: «Andiamo fino a Betlemme e vediamo ciò che è avvenuto, e che il Signore ci ha fatto sapere».
13 E a un tratto vi fu con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste, che lodava Dio e diceva:
14 «Gloria a Dio nei luoghi altissimi, e pace in terra agli uomini ch'egli gradisce!»
15 Quando gli angeli se ne furono andati verso il cielo, i pastori dicevano tra di loro: «Andiamo fino a Betlemme e vediamo ciò che è avvenuto, e che il Signore ci ha fatto sapere».
16 Andarono in fretta, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia;
17 e, vedutolo, divulgarono quello che era stato loro detto di quel bambino.
18 E tutti quelli che li udirono si meravigliarono delle cose dette loro dai pastori.
19 Maria serbava in sé tutte queste cose, meditandole in cuor suo.
20 E
i pastori tornarono indietro, glorificando e lodando Dio per tutto
quello che avevano udito e visto, com'era stato loro annunciato.
BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole
Maurizio Abbà
la terza candela della corona dell'Avvento
è detta la candela "dei pastori".
I pastori: i primi che si recano
con passo determinato, a vedere il segno, segno fragile
di umanità nella sua infanzia, forte di un significato
per un messaggio che raggiunge le persone più umili e semplici.
I pastori procedono con passo determinato e sicuro, è un tempo da cogliere.
Da cogliere ed accogliere, in pieno, tutto, senza indugi.
Qui la "fretta" è giustificata, mentre ordinariamente è il soffermarsi,
che va ricercato,
come ci ricorda il seguente testo di Elli Michler, poetessa tedesca (1923 - 2014),
per poter gustare i sapori e i colori della vita:
Ti
auguro di trovare il tempo
Non ti auguro un dono qualsiasi,
ti auguro soltanto quello che i più non
hanno.
Ti auguro di
trovare il tempo, per divertirti e per ridere;
se lo impiegherai bene, potrai ricavarne
qualcosa.
Ti auguro di
trovare il tempo,
per il tuo fare e il tuo pensare,
non solo per te stesso, ma anche per
donarlo agli altri.
Ti auguro di
trovare il tempo,
non per affrettarti e correre,
ma il tempo per essere contento.
Ti auguro di
trovare il tempo,
non soltanto per trascorrerlo,
ti auguro tempo
perché te ne resti;
un tempo per stupirti e un tempo per
fidarti
e non soltanto per guardarlo
sull’orologio.
Ti auguro il
tempo per toccare le stelle
e il tempo per crescere, per maturare.
Ti auguro di
trovare il tempo,
per sperare nuovamente e per amare.
Non ha più senso rimandare.
Ti auguro di
trovare il tempo per ritrovare te stesso,
per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora
come un dono.
Ti auguro di
trovare il tempo anche per perdonare.
Ti auguro di
trovare il tempo, il tempo per la vita.
Elli
Michler