venerdì 27 settembre 2019

la Lumière - I Pietro 5,6-7 - Domenica 29 settembre 2019

foglio biblico, teologico, liturgico
gratuito


DOMENICA 29 settembre
 16a DOPO PENTECOSTE

I Pietro 5,6-7

6 Umiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio, affinché egli vi innalzi a suo tempo;  
7 gettando su di lui ogni vostra preoccupazione, perché egli ha cura di voi.


Leggendo le opere di Gandhi, sono rimasto profondamente affascinato 
dalle sue campagne di resistenza nonviolenta. 
Via via che scavavo a fondo nella filosofia di Gandhi, 
lo scetticismo che nutrivo nei confronti del potere dell'amore 
diminuiva gradualmente, e mi sono reso conto che la dottrina cristiana dell'amore, 
operante attraverso il metodo gandhiano della nonviolenza, 
è una delle armi più potenti che un popolo oppresso abbia a disposizione 
nella lotta per la libertà.

Martin Luther King



testo citato in:
Un Giorno Una Parola Letture bibliche quotidiane per il 2019
Claudiana, Torino, 2018, 236-237.





venerdì 20 settembre 2019

la Lumière - Esodo 13,21 - Domenica 22 settembre 2019

foglio biblico, teologico, liturgico

ESODO 13,21

Il Signore andava davanti a loro: 
di giorno, in una colonna di nuvola per guidarli
lungo il cammino;

di notte, in una colonna di fuoco per illuminarli,
perché potessero camminare giorno e notte.





Noi ti seguiamo, o Signore Gesù,
ma perché ti possiamo seguire chiamaci,
giacché senza di te nessuno può fare un passo avanti.

Tu solo sei la Via, la Verità e la Vita:
accoglici come una via comoda e invitante,
rassicuraci come la verità sa rassicurare,
fa' di noi degli esseri vivi, tu che sei la vita.

Ambrogio




Preghiere, testi di fede, informazioni storiche
per una meditazione ed una spiritualità evangelica quotidiana

venerdì 13 settembre 2019

la Lumière - Domenica 15 settembre - Marco 4,35-41

foglio biblico, teologico, liturgico



DOMENICA 15 Settembre 
14a DOPO PENTECOSTE

Evangelo di Gesù Cristo secondo Marco 4,35-41

35 In quello stesso giorno, alla sera, Gesù disse loro: «Passiamo all'altra riva».  
36 E lasciata la folla, lo presero con sé, così com'era, nella barca. C'erano delle altre barche con lui.  
37 Ed ecco levarsi una gran bufera di vento che gettava le onde nella barca, tanto che questa già si riempiva.  
38 Egli stava dormendo sul guanciale a poppa. Essi lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t'importa che noi moriamo?»  
39 Egli, svegliatosi, sgridò il vento e disse al mare: «Taci, càlmati!» Il vento cessò e si fece gran bonaccia. 
40 Egli disse loro: «Perché siete così paurosi? Non avete ancora fede?»  
41 Ed essi furono presi da gran timore e si dicevano gli uni gli altri: «Chi è dunque costui, al quale persino il vento e il mare ubbidiscono?»




BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole

Interrompere e vincere la tempesta
La fede vince la paura

  Maurizio Abbà

Sono tante le tempeste che attraversano e allagano le nostre vite.
Tempeste a volte irrimediabili.
I morti sul lavoro in Italia, tre al giorno, ieri vicino a Pavia: 4 vite perdute.
Morti sul lavoro: si lavora per vivere ma lavorando si muore.
Morti sul lavoro: una tempesta da interrompere e vincere.

   - Vi sono tempeste che si vogliono in nome dell'amore: 
femminicidi, donne uccise, per amore??? 

Ma se è violento che amore è ?

Com'è noto, una delle possibili radici etimologiche di amore
è  nel latino amors: a (privativa) mors - morte: senza morte.
La Bibbia nel Cantico dei Cantici  8,6:
l'amore è forte come la morte 

In Gesù Cristo, il Maestro ebreo che realizza la Torah:
l'amore è più forte della morte.

La Bibbia: Antico e Nuovo Testamento
insegna che la fede non può e non deve essere paurosa.

La fede libera e liberatrice vince le paure,
interrompe le tempeste e le vince.



mercoledì 11 settembre 2019

11 settembre 2001: Memoria per un futuro di dialogo e nonviolenza da costruire nel presente

 

 

tratto da: www.riforma.it

 

 

11 settembre 2001 - 11 settembre 2019

Dalla tragedia delle Torri Gemelle nacque e resiste tutt’ora un’esperienza positiva in Italia: la Giornata del dialogo cristiano islamico
L’11 settembre 2001 due aerei di linea l’American Airlines Flight 11 e la United Airlines Flight 175 si schiantarono contro le torri Nord e Sud del complesso del World Trade Center New York. Un martedì qualsiasi di settembre che in pochi minuti si trasforma nel peggiore attacco terroristico nella storia degli Stati Uniti. Sono le 8.46.

Le persone del mondo ricordano bene quel tragico giorno, dove si trovassero in quel preciso momento e cosa stessero facendo quando 2.996 persone persero la vita e più di 6000 rimasero ferite. Da quel giorno tutto sarebbe cambiato, si disse, e fu così.

Cambiarono, ad esempio, immediatamente i rapporti con le comunità musulmane, anche in Italia. Da quella data simbolo di dolore e di violenza nacque però in Italia un’esperienza positiva, un’iniziativa lodevole, una buona pratica che prosegue tutt’ora: la Giornata del dialogo cristiano-islamico.

La Giornata fu istituita proprio all’indomani della strage dell’11 settembre 2001. 

L’appello che diede vita alla Giornata fu promosso, tra gli altri e le altre, da padre Enzo BianchiBrunetto SalvaraniStefano AllieviPaolo NasoTommaso ValentinettiMaria BonafedeTonio Dell’OlioMaria VingianiPaolo De Benedetti e tanti altri, con lo scopo di alimentare un clima di dialogo tra cristiani e musulmani in Italia, contro ogni logica della contrapposizione. 

A fare da collegamento e capofila un sito web - www.ildialogo.org - che ancora oggi sotto la guida di Giovanni Sarubbi informa sulle diverse iniziative e offre interessanti materiali di approfondimento.

Una Giornata che dal 2008 coincide con l’incontro tra le religioni di Assisi e indetto nel 1986 da papa Giovanni Paolo II: «Incontro – sottolineò quell’anno nel messaggio inviato per la Giornata l’allora Presidente delle Repubblica Giorgio Napolitano – che vide uniti nella preghiera per la pace i rappresentanti di religioni di ogni parte del mondo. Ritengo – proseguiva Napolitano – che sia di grande importanza il contributo che le religioni possono dare attraverso un dialogo costruttivo, basato sul reciproco rispetto, al rafforzamento di rapporti di pace tra le Nazioni. Non è meno importante – proseguiva – il radunarsi delle religioni, all’interno dei singoli Paesi intorno a valori e impegni comuni al fine di difendere il principio della libertà religiosa e di combattere l’emergere di pericolose tendenze razziste e xenofobiche». 

Oggi 11 settembre 2019, passati 18 anni dal giorno che cambiò per sempre la storia degli Stati Uniti e del mondo intero, le parole pronunciate ormai undici anni fa da Napolitano, risuonano più che mai attuali. 

venerdì 6 settembre 2019

la Lumière - Domenica 8 settembre 2019 - Atti 3,1-10

foglio biblico, teologico, liturgico
gratuito




DOMENICA 8 Settembre - 13a DOPO PENTECOSTE

Atti 3,1-10

1 Pietro e Giovanni salivano al tempio per la preghiera dell'ora nona, 2 mentre si portava un uomo, zoppo fin dalla nascita, che ogni giorno deponevano presso la porta del tempio detta «Bella», per chiedere l'elemosina a quelli che entravano nel tempio. 3 Vedendo Pietro e Giovanni che stavano per entrare nel tempio, egli chiese loro l'elemosina. 4 Pietro, con Giovanni, fissando gli occhi su di lui, disse: «Guardaci!» 5 Ed egli li guardava attentamente, aspettando di ricevere qualcosa da loro. 6 Ma Pietro disse: «Dell'argento e dell'oro io non ne ho; ma quello che ho, te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, cammina!» 7 Lo prese per la mano destra, lo sollevò; e in quell'istante le piante dei piedi e le caviglie gli si rafforzarono. 8 E con un balzo si alzò in piedi e cominciò a camminare; ed entrò con loro nel tempio camminando, saltando e lodando Dio. 9 Tutto il popolo lo vide che camminava e lodava Dio; 10 e lo riconoscevano per colui che sedeva a chiedere l'elemosina alla porta «Bella» del tempio; e furono pieni di meraviglia e di stupore per quello che gli era accaduto.





Essere girasoli

    I salici piangenti, volenti o nolenti, non si possono sradicare dalla vita. Per tutti, presto o tardi, il dolore bussa alla porta della propria casa: per alcuni ha il profilo della sofferenza fisica o mentale, per altri il sapore amaro di ferite personali mai rimarginate, per altri ancora si annuncia attraverso l’aridità dello spirito e il vuoto di ideali.

   In primo luogo, la vita interpella ogni salice piangente a scavare nel profondo, per trovare e risvegliare il proprio medico interiore.
All’ombra di ogni salice piangente veglia un girasole, così come dietro ogni problema è nascosto un dono.
     Nessun volto è così pieno di lacrime da non avere spazio per un benefico sorriso, nessuna tragedia è così grave da non lasciare qualche filo di speranza lungo il percorso, e nessuna notte è così lunga da non essere seguita dal nuovo giorno.
Il lamento del salice piangente non annulla la presenza del girasole, che abita nello stesso giardino. Solo chi è in contatto con il proprio girasole sprigiona il canto della speranza.

    In secondo luogo, il mondo ha più bisogno di girasoli che non di salici piangenti.
Salici piangenti non sono solo i malati, ma anche coloro che guardano alla realtà con gli occhi del pessimismo, criticano tutto ciò che non corrisponde alle proprie aspettative, si sentono vittime dell’ingiustizia della vita, non sono contenti se non sono scontenti.

Le immagini di afflizione e negatività reclamano la presenza di girasoli che trasmettano sole, luce e risurrezione.
   Girasoli sono coloro che si accostano al dolore senza minimizzarlo o banalizzarlo, ma versando l’olio della guarigione e alimentando la speranza nel cuore del sofferente. Girasoli sono coloro che controbilanciano le giornate piovose con l’arcobaleno della comprensione e i raggi della gentilezza e della bontà.
  
    Il girasole ha una sua storia da raccontare: non pretende di crescere da solo, ma vive bene in comunione senza competere per spazio o per luce, perché per tutti c’è abbastanza sole e nutrimento. Il girasole non è egoista o avaro, ma accoglie tra le trame del suo viso api, farfalle e altri insetti che hanno bisogno della sua linfa e dei suoi doni.   



Il girasole non contempla la realtà dall’alto per dominarla, ma per illuminarla con la sua luce e baciarla con il suo sorriso. Si affida al sole per ricevere energia e vita, ma sa anche inchinarsi dinnanzi alla notte per onorare l’altra dimensione dell’esistenza.
  
   Nel mondo della salute sono simboli di speranza tutti coloro che onorano la vita come il girasole.
Il girasole non si illude che i doni che possiede, i sorrisi che dona, la luce che offre, l’olio che sprigiona siano merito personale: per questo è in costante adorazione di quel sole che lo nutre ed alimenta.
   Nel cuore di ogni girasole c’è un inno di gioia a Dio, datore di ogni bene.

 Arnaldo Pangrazzi


tratto da:
Arnaldo Pangrazzi
Sii un Girasole accanto ai Salici piangenti
Dialoghi con i malati
Edizioni Camilliane, Torino, 1999, Seconda edizione, 187-188.