tratto da: www.riforma.it
11 settembre 2001 - 11 settembre 2019
di Redazione
11 settembre 2019
Dalla
tragedia delle Torri Gemelle nacque e resiste tutt’ora un’esperienza
positiva in Italia: la Giornata del dialogo cristiano islamico
L’11 settembre 2001 due aerei di linea l’American Airlines Flight 11 e la United Airlines Flight 175 si schiantarono contro le torri Nord e Sud del complesso del World Trade Center a New York.
Un martedì qualsiasi di settembre che in pochi minuti si trasforma nel
peggiore attacco terroristico nella storia degli Stati Uniti. Sono le
8.46.
Le persone del mondo ricordano bene quel tragico
giorno, dove si trovassero in quel preciso momento e cosa stessero
facendo quando 2.996 persone persero la vita e più di 6000 rimasero
ferite. Da quel giorno tutto sarebbe cambiato, si disse, e fu così.
Cambiarono, ad esempio, immediatamente i rapporti
con le comunità musulmane, anche in Italia. Da quella data simbolo di
dolore e di violenza nacque però in Italia un’esperienza positiva,
un’iniziativa lodevole, una buona pratica che prosegue tutt’ora: la Giornata del dialogo cristiano-islamico.
La Giornata fu istituita proprio all’indomani della strage dell’11 settembre 2001.
L’appello che diede vita alla Giornata fu promosso, tra gli altri e le altre, da padre Enzo Bianchi, Brunetto Salvarani, Stefano Allievi, Paolo Naso, Tommaso Valentinetti, Maria Bonafede, Tonio Dell’Olio, Maria Vingiani, Paolo De Benedetti e
tanti altri, con lo scopo di alimentare un clima di dialogo tra
cristiani e musulmani in Italia, contro ogni logica della
contrapposizione.
A fare da collegamento e capofila un sito web - www.ildialogo.org - che ancora oggi sotto la guida di Giovanni Sarubbi informa sulle diverse iniziative e offre interessanti materiali di approfondimento.
Una Giornata che dal 2008 coincide con l’incontro tra le religioni di Assisi e indetto nel 1986 da papa Giovanni Paolo II: «Incontro – sottolineò quell’anno nel messaggio inviato per la Giornata l’allora Presidente delle Repubblica Giorgio Napolitano –
che vide uniti nella preghiera per la pace i rappresentanti di
religioni di ogni parte del mondo. Ritengo – proseguiva Napolitano – che
sia di grande importanza il contributo che le religioni possono dare
attraverso un dialogo costruttivo, basato sul reciproco rispetto, al
rafforzamento di rapporti di pace tra le Nazioni. Non è meno importante –
proseguiva – il radunarsi delle religioni, all’interno dei singoli
Paesi intorno a valori e impegni comuni al fine di difendere il
principio della libertà religiosa e di combattere l’emergere di
pericolose tendenze razziste e xenofobiche».
Oggi 11 settembre 2019, passati
18 anni dal giorno che cambiò per sempre la storia degli Stati Uniti e
del mondo intero, le parole pronunciate ormai undici anni fa da
Napolitano, risuonano più che mai attuali.