giovedì 31 dicembre 2020

Il tempo per ciò che conta davvero



Ti auguro di trovare il tempo


Non ti auguro un dono qualsiasi,

ti auguro soltanto quello che i più non hanno.


Ti auguro di trovare il tempo, per divertirti e per ridere;

se lo impiegherai bene, potrai ricavarne qualcosa.


Ti auguro di trovare il tempo,

per il tuo fare e il tuo pensare,

non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.


Ti auguro di trovare il tempo,

non per affrettarti e correre,

ma il tempo per essere contento.


Ti auguro di trovare il tempo,

non soltanto per trascorrerlo,

ti auguro tempo perché te ne resti;

un tempo per stupirti e un tempo per fidarti

e non soltanto per guardarlo sull’orologio.


Ti auguro il tempo per toccare le stelle

e il tempo per crescere, per maturare.


Ti auguro di trovare il tempo,

per sperare nuovamente e per amare.

Non ha più senso rimandare.


Ti auguro di trovare il tempo per ritrovare te stesso,

per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono.


Ti auguro di trovare il tempo anche per perdonare.

Ti auguro di trovare il tempo, il tempo per la vita.


                                                                             Elli Michler


martedì 29 dicembre 2020

Un raggio della sua luce

 Tra i libri che meritano di essere ristampati,

 vi è L'Appello alla Libertà di Ernst Käsemann

(eventualmente con una postfazione che contestualizzi il testo 

nella storia della teologia).

Ernst Käsemann (1906 - 1998) è stato un teologo luterano e docente universitario,

a Marburgo allievo di Rudolf Bultmann


Ecco un passo degno di nota su cui meditare:


“ La summa della dogmatica è per tutti noi qualcosa di troppo difficile, e Gesù non ha fatto il processo a nessuno per sapere se credesse alla nascita verginale, alla sua resurrezione dai morti o alla discesa all’inferno.
La solidarietà umana è stata invece da lui realmente vissuta, donata e richiesta.
Se non sapessi altro che questo, saprei pur sempre qualcosa di lui

Se non vivessi e non credessi null’altro, vivrei e crederei pur sempre con lui, 
ed un solo raggio della sua luce nella nostra esistenza mi sembra più importante 
di tutto il sole di un’intera ortodossia. 

Poiché secondo la mia teologia, appresa faticosamente in 40 anni, è decisivo per il tempo presente e per l’eternità non la quantità delle cose che abbiamo creduto, ma il fatto che abbiamo creduto in lui e l’abbiamo seguito, anche se non ne abbiamo capito molto. 

Chi la pensa in modo diverso mi metta tranquillamente tra gli eretici. 
Io mi appellerò ad un’istanza superiore. “

                                                                                                                     Ernst Käsemann

tratto da:
-Ernst Käsemann
L’Appello alla libertà  indagine polemica sul Nuovo Testamento
traduzione di Emmanuele Paschetto
copertina di Umberto Stagnaro
(Piccola biblioteca teologica / 6), Editrice Claudiana, Torino, 1972, 47
titolo originale:
Der Ruf der Freiheit
J.C.B. Mohr (Paul Siebeck), Tübingen 1968

in copertina: A. Dürer, L’arresto di Gesù (particolare)





domenica 27 dicembre 2020

Alla scuola dell'Avvento

DOMENICA 27 DICEMBRE 2020   1a DOPO NATALE

La Fonte della Parola

Colombe che si abbeverano

(V secolo)  Mosaico   Mausoleo di Galla Placidia - Ravenna
 

 

Evangelo di Gesù Cristo secondo Luca 2,25-26. 29-32

Vi era in Gerusalemme un uomo di nome Simeone; quest'uomo era giusto e timorato di Dio, 

e aspettava la consolazione d'Israele; lo Spirito Santo era sopra di lui;

e gli era stato rivelato dallo Spirito Santo che non sarebbe morto prima di aver visto 

il Cristo del Signore.

 

«Ora, o mio Signore, tu lasci andare in pace il tuo servo,

secondo la tua parola;

perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza

che hai preparata dinanzi a tutti i popoli

per essere luce da illuminare le genti

e gloria del tuo popolo Israele».

 

Rembrandt van Rijn 

Canto di lode di Simeone

(1631) 
olio su tavola, cm 60,9 x 47,9  L'Aia, Gabinetto reale di pitture Mauritshuis 
 
 

 

 

BRICIOLE DI FEDE

per una fede non in briciole

Maurizio Abbà 

 

   Kurt Marti (1921 - 2017) poeta e pastore protestante,

 

in una sua poesia sul tema del Natale 

 

spariglia le carte, 

ci sorprende alle solite immaginette della divinità che ci fabbrichiamo, 

ecco invece la Natività in cui sboccia il fiore della fragile diversità 

e sarà poi la diversità del messaggio ancor più fragile e vulnerabile

della teologia della croce, la croce del Dio crocifisso. 

La poesia di Kurt Marti è la seguente:


                                                    natale

allora

 

quando dio

nel grido del parto

distrusse le immagini di dio

 

e

 

tra le cosce di Maria

grinzoso e paonazzo

il bambino giacque


      

       Per il popolo dell'Avvento, di ieri e di oggi, tante sono le cose da imparare con il Natale.

      

Il Cantico di Simeone (Lc 2,29-32) noto anche come Nunc dimittis  

dalla traduzione latina: Nunc dimittis servuum tuum, Domine.


Il Cantico di Simeone è, com'è noto, parte di un trittico, infatti:

nel primo capitolo dell'Evangelo secondo Luca e precisamente in 

Lc 1,46-55: è collocato il Cantico di Myriam (Maria) è il celebre Magnificat

e in Lc 1,67-79: troviamo il Cantico di Zaccaria noto anche come Benedictus

 

Magnificat, Benedictus, Nunc dimittis

o se lo desideriamo:

Discepolato, Benedizione, Gratitudine

nella cura dalla parte degl'ultimi, 

imparando a bene-dire con il dire-bene

con animo profondamente grato e riconoscente a Dio

per cambiare dentro di noi e intorno a noi,

nella speranza di fede che diventa piccola grande realtà.

       Alla scuola dell'Avvento è importante soprattutto il meditare con mitezza energica.

                                                                                          
                                                             Maurizio Abbà

 

 

Kurt Marti

La passione della parola DIO
Edizione italiana a cura di Beata Ravasi e Fulvio Ferrario
Testo originale a fronte
(Spiritualità 10), Claudiana, Torino, 2014, 
la poesia natale è a pagina 23.


 

 

 

 

sabato 26 dicembre 2020

Natale nell'Arte

 

 

 "Riflettere sulla Natività di Cristo significa andare alla fonte 

  del messaggio rivoluzionario cristiano. 

  La nascita di Gesù coincide, infatti, con l'incarnazione del Verbo di Dio. 

   Nessuna religione precedente o successiva ha immaginato che Dio possa farsi uomo. "

   dall'Introduzione, 7.



-Il Natale nell’Arte d’Oriente e d’Occidente

di François Bœspflug – Emanuela Fogliadini, 

Jaca Book, Academy for Christian Art, Milano, 

Prima edizione italiana novembre 2020. 

Traduzione dal francese dei testi di François Bœspflug  Emanuela Fogliadini

in copertina:

Georges de La Tour, Le Nouveau-né,

(1648 circa), olio su tela, 76 x 81 cm,

Museo delle Belle Arti, Rennes

 

 

 

 

 

Natale senza confini

 

Le seguenti opere artistiche sono riportate da:

-Il Natale nell’Arte d’Oriente e d’Occidente

di François Bœspflug – Emanuela Fogliadini, 

Jaca Book, Academy for Christian Art, Milano.

Prima edizione italiana novembre 2020. 

Traduzione dal francese dei testi di François Bœspflug  Emanuela Fogliadini

 

 

 

He Qi

La Nascita di un Bambino

(1998)

inchiostro e tempera su carta di riso,

collezione particolare

 

 

 


Mosaico

(1143)

Cappella Palatina - Palermo

 

 

 

Joseph Mulamba-Mandangi

Natività

(2015)

pittura grattata su tela e carta   70 x 68 cm

Centro culturale Boboto       Kinshasa-Gombe

 

 

 

 


venerdì 25 dicembre 2020

la Lumière Gesù è nato, è veramente nato! - Meditazione Biblica Natale 2020

 


La Fonte della Parola

 

venerdì 25 Dicembre 2020

Meditazione di Maurizio Abbà

                                   NATALE

 

                                                   
Colombe che si abbeverano
(V secolo)
Mosaico

                                                Mausoleo di Galla Placidia - Ravenna

 

 

Buon Natale a tutti coloro che ascoltano e che leggono questa meditazione.

Come ci dicono i biblisti:

«La Parola si è fatta carne perché ogni carne si faccia Parola, cioè racconto di Dio»

(la citazione è di: Ermes Ronchi)

Allora Ascoltiamo il racconto del Natale dall’Evangelo di Gesù Cristo secondo Luca capitolo 2 i versetti da 1 a 14:

 

Evangelo di Gesù Cristo secondo Luca 2,1-14

1 In quel tempo uscì un decreto da parte di Cesare Augusto, che ordinava il censimento di tutto l'impero.  

2 Questo fu il primo censimento fatto quando Quirinio era governatore della Siria. 

3 Tutti andavano a farsi registrare, ciascuno alla sua città.


4 Dalla Galilea, dalla città di Nazaret, anche Giuseppe salì in Giudea, alla città di Davide chiamata Betlemme, perché era della casa e famiglia di Davide, 

5 per farsi registrare con Maria, sua sposa, che era incinta.
6 Mentre erano là, si compì per lei il tempo del parto; 

7 ed ella diede alla luce il suo figlio primogenito, lo fasciò, e lo coricò in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo.

8 In quella stessa regione c'erano dei pastori che stavano nei campi e di notte facevano la guardia al loro gregge. 

9 E un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore risplendé intorno a loro, e furono presi da gran timore. 

10 L'angelo disse loro: «Non temete, perché io vi porto la buona notizia di una grande gioia che tutto il popolo avrà: 

11 "Oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è il Cristo, il Signore. 

12 E questo vi servirà di segno: troverete un bambino avvolto in fasce e coricato in una mangiatoia"».
13 E a un tratto vi fu con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste, che lodava Dio e diceva:
14 «Gloria a Dio nei luoghi altissimi, e pace in terra agli uomini ch'egli gradisce!»

 

 

Un decreto da parte dell’autorità imperiale, un decreto da parte del potere,

il potere domina e decide, anche ai nostri giorni,

sarebbe invece necessario e decisivo che nelle discussioni su come spendere le risorse economiche pubbliche

vi fosse una linea guida diversa a orientare appunto diversamente le spese del denaro pubblico, del tipo:

armi NO salute e cultura SÌ

Qualche esempio?

«Una fregata europea multi-missione, è una nave da guerra per intenderci, costa quanto l’assunzione di 1200 infermieri per dieci anni. Il costo di un pattugliatore d’altura, è un’altra nave militare, permetterebbe di ammodernare 410 ospedali italiani; mentre un elicottero militare NH90 ha lo stesso prezzo di 4500 respiratori polmonari.»

(dati dalla campagna Sbilanciamoci e Rete Italiana Pace e Disarmo).

L’angelo di Dio ossia Dio stesso ci porge la Buona Notizia di non aver paura, nonostante tutto. La Buona Notizia è rivolta ai pastori che stavano nei campi, non erano granché considerati ma è a loro, proprio a loro che l’Angelo di Dio si rivolge.

Il segno indicato fragile e vitale è quello fragilissimo di un cucciolo d’uomo,

una storia da raccontare,

in questo Natale inevitabilmente per la nostra salute, un Natale racchiuso e rinchiuso, dove a volte la compagnia è quella sgradita di malanni ed acciacchi, mentre aneliamo ad abbracci che sembrano appartenere ad un’era che pare ormai lontana,

un Natale senza alcuni dei nostri cari, anche per loro dobbiamo raccontare il Natale,

un giorno faremo festa tutti insieme, con noi anche i cari che ci hanno lasciato sì, ma non per sempre, torneremo a raccontare le storie dell’Evangelo anche con loro, sicuro, allora l’Evangelo di Natale risuonerà e sarà pienamente l’Evangelo di Pasqua di Risurrezione in Cristo.

La fede spera questo, la fede del Natale di Gesù Cristo crede questo, fede fragile e vitale, fede piccola come un cucciolo d’uomo, piccola ma grande come la speranza di vita che, nonostante tutto, ti raggiunge proprio là, là dove sei, dove vivi, credi, speri e ami.

Gesù è nato, Gesù è veramente nato! Buon Vero Natale!



giovedì 24 dicembre 2020

Chi di noi festeggia veramente il Natale?

Chi di noi festeggia veramente il Natale?

Chi depone ai piedi della mangiatoia ogni potere, ogni onore,

ogni boria, ogni superiorità, ogni egoismo; chi di noi 

si abbassa per innalzare solo il Signore?                                                        

                                                                         Dietrich Bonhoeffer

mercoledì 23 dicembre 2020

Natale una prospettiva biblica

tratta dalla rivista: Il Regno 

Meditazione di Stefania Monti

www.ilregno.it

per ingrandire il testo: cliccare sopra il testo una-due volte


martedì 22 dicembre 2020

Allegria e Mansuetudine sono doni dell'Avvento


Rallegratevi sempre nel Signore. Ripeto: rallegratevi.

La vostra mansuetudine sia nota a tutti gli uomini. Il Signore è vicino.

                                                                           apostolo Paolo
                                                                           Lettera ai Filippesi 4,4-5


Gli Angeli di Raffaello


MARCO CARMINATI

GLI ANGELI DI RAFFAELLO
con Tavole a colori
(Nativitas 96), Interlinea edizioni, Novara, 2020.

In copertina: particolare dalla Madonna Sistina (Dresda, Gemäldegalerie)

(Artothek/Archivi Alinari)



" È singolare constatare che il grande Raffaello Sanzio, in tutta la sua breve ma intensissima carriera di 

pittore, non abbia quasi mai trovato occasioni per dipingere scene di Natività. 

A tutt’oggi si conosce una sola tavola (trasportata su tela) con questo soggetto: 

si tratta del pannello centrale della predella della Pala Oddi

conservata nella Pinacoteca Vaticana a Roma. 

Il dipinto – dalle dimensioni contenute – rivela a una osservazione ravvicinata un’ulteriore singolarità: 

nella scena, che fissa l’episodio dell’Adorazione dei Magi, non compaiono angeli.

Per una collana che ha come titolo “Nativitas”, questa è un’assenza non irrilevante.

Tuttavia, un solido nesso che lega nascita, Raffaello e angeli per fortuna esiste, 

anche se va considerato da un diverso punto d’osservazione. 

Il Sanzio, infatti, cominciò prestissimo ad avere a che fare con gli angeli, 

esattamente nel giorno della sua nativitas, tradizionalmente fissato nel 6 aprile 1483. 

Sappiamo che appena aprì gli occhi alla vita, suo padre Giovanni Santi gli impose il nome del potente 

arcangelo Raffaele, il guaritore mandato dal Dio 

(virtù delle coincidenze: anche il “collega” e “nemico” Michelangelo Buonarroti 

era stato battezzato con il nome del potente Michele arcangelo, deputato a sconfiggere il demonio).

A ben vedere, Raffaello non si è mai neppure cimentato nella rappresentazione di quel “Raphael” di cui 

portava il nome, 

eppure angeli ed arcangeli sono una presenza diffusa e costante in tutta la produzione artistica 

del maestro di Urbino. "


citazione da: 

- Marco Carminati, Gli Angeli di Raffaello, 7.10.


La collana Nativitas - Interlinea edizioni

 

ERASMO DA ROTTERDAM

La capanna natale del bambino Gesù

A CURA DI CARLO CARENA CON INCISIONI D’EPOCA

(collana Nativitas 100), Interlinea edizioni, Novara, 2020.

In copertina: Martin Schongauer, Natività, particolare 

 

 

Premessa dell’editore

Nella primavera del 1993 al primo piccolo stand di Interlinea al Salone del libro di Torino 

passa a trovarci Carlo Carena, che significa classicità e progettualità einaudiana, 

avendo curato per lo Struzzo la segreteria editoriale e i “Millenni”. 

Ma significa anche radici, in quella nostra terra che guarda al lago d’Orta, 

cara a Montale, Rodari e altri numi ispiratori della casa editrice, 

ancora incerta sulle gambe e alla ricerca di una via.

Carena prende in mano i primi titoli della collana “Passio”, stampati artigianalmente nel segno della 

poesia – Turoldo, Rebora e Claudel –. Da quei volumetti, nel grigio della vecchia “Bur” ma tanto 

controcorrente in quel periodo di copertine sgargianti e plastificate, 

occhieggiano le incisioni a puntasecca del comune amico Mauro Maulini: «Perché non pubblicate testi 

classici natalizi, sempre impreziositi da incisioni originali? Dalla “Passio” alla “Nativitas”, no?»


Poco dopo passa un altro vecchio einaudiano di origini novaresi, Roberto Cerati: sornione, approva 

l’idea. 

Così pochi mesi dopo, nell’inverno successivo, escono, in cofanetto, i primi tre titoli della collana, con 

testi tratti da 

Protovangelo di Giacomo, Legenda aurea e La storia dei re magi di Giovanni da Hildesheim. 

Sarà la prima collana in Italia ed Europa interamente dedicata a testi tra letteratura e spiritualità ispirati 

o ambientati a Natale, dalla tradizione classica e moderna a opere di autori contemporanei. 

Carena ha ispirato diversi titoli, pur tradotti da altri, 

dai Sette discorsi di Natale di Agostino d’Ippona, con incisioni di Italo Valenti, agli Inni natalizi di 

Ambrogio, con incisioni di Albrecht Dürer.

Alla vigilia del Natale 2020 pubblichiamo una piccola ode giovanile di Erasmo, nel suo allestimento.

R.C.


 

lunedì 21 dicembre 2020

Tranquilla saggezza

 

SIATE TRANQUILLI 


Siate tranquilli in mezzo all'agitazione ed alla fretta,

ricordatevi sempre della pace che esiste nel silenzio. 

 

Senza acrimonia, vivete, per  quanto possibile, in buoni

termini con  tutti.  Affermate dolcemente  e chiaramente

la vostra verità; ascoltate gli altri, anche l'ingenuo e

l'ignorante, anche  essi hanno la loro  storia.  Evitate

gli spacconi ed i violenti, hanno lo spirito distorto. 

 

Non paragonatevi a nessuno:  rischiereste di diventare o

vani o vanitosi. 

C'è sempre qualcuno più  grande o più piccolo di voi. 

 

Rallegratevi sia  dei vostri  progetti che  delle vostre

realizzazioni.    Interessatevi   sempre   alla   vostra

carriera,  per quanto  modesta possa  essere, è  un vero

capitale  nelle  alterne   fortune  della  vita.   Siate

prudenti nei vostri  affari, il mondo è  pieno di furbi.

Ma non  siate ciechi nel discernere  i valori esistenti,

molte persone ricercano i grandi ideali, e da ogni parte

ci sono dei veri atti di eroismo. 

 

Siate  sempre  voi  stessi.   Soprattutto  non  deludete

l'amicizia,  e non  siate cinici  nell'amore, perché  si

devono  fronteggiare  tante  illusioni 

così  imperiture come l'erba. 

 

Accettate  con  bontà  i consigli  portati  dagli  anni,

rinunciando   con   grazia   alla   vostra   giovinezza.

Rafforzate la  resistenza del vostro spirito  per essere

pronti  in  caso di  disgrazie  improvvise.   Ma non  vi

addolorate a  causa delle  vostre chimere.   Molte paure

sono generate da stanchezza e solitudine. 

 

A parte una  sana disciplina, siate comprensivi  e dolci

con voi  stessi.  Siete una creatura  dell'universo, non

inferiore  agli alberi  ed  alle stelle;  avete tutti  i

diritti  di   esistere.   E,  che  lo   sappiate  o  no,

l'universo si comporta come deve. 

 

Siate in  pace con  Dio, qualunque  idea vi  facciate di

lui, e qualunque siano le vostre pene ed i vostri sogni,

conservate  nella tumultuosa  agitazione della  vita, la

pace della vostra anima. 

 

Malgrado tutte le perfidie, i  drammi nefasti ed i sogni

infranti,  il  mondo è  pur  bello.   Siate positivi  ed

attenti agli altri. 

 

Cercate di essere contenti. 



Autore sconosciuto.

Trovato nella cattedrale di Baltimora

nel 1692

da "Information évangelisation"


citato nella raccolta di testi di fede Al di là delle barriere

Comitato Italiano per la CEVAA, Stampato ma non pubblicato, 

Ottobre 1995, 160-161.

Raccolta testi: Renato COÏSSON


domenica 20 dicembre 2020

Credere dalla parte di lei

 


DOMENICA 20 DICEMBRE - 4a NELL'AVVENTO


CREDO DI DONNA


Credo in Dio,
che ha creato la donna e l'uomo a propria immagine, 

che ha creato il mondo ed ha affidato
all'uomo e alla donna la custodia della terra.

Credo in Gesù,
figlio di Dio, scelto da Dio,
nato da una donna, Maria.
Ascoltava le donne e le amava,
dimorava presso di loro, discuteva con loro delle questioni del Regno,
era seguito e sostenuto da donne discepole.

Credo in Gesù
che ha discusso di teologia
con una donna presso al pozzo,
la prima a cui ha rivelato la sua messianità e l'ha invitata a divulgare
questo buon annunzio alla città.

Credo in Gesù,
che ha ricevuto l'unzione da una donna
in casa di Simone, e che ha sgridato gli uomini che volevano cacciarla.
Credo in Gesù,
che ha detto che il ricordo di questa donna sarebbe stato tramandato nel tempo.

Credo in Gesù,
che ha guarito una donna, in giorno di sabato, ed ha riconosciuto in lei un essere umano.

Credo in Gesù,
che parlava del regno
come di una donna che cerca la moneta perduta come di una donna che pulisce la casa
per trovare l'oggetto smarrito.


Credo in Gesù,
che ha dato valore alla gravidanza ed al parto,
che non li ha considerati una punizione,
ma come un avvenimento lacerante,
metafora della trasformazione,
attraverso la nuova nascita, dall'angoscia alla gioia.

Credo in Gesù,
che parlava di se stesso, come di una chioccia, che raccoglie i pulcini sotto le sue ali.

Credo in Gesù, che Risorto,
è apparso per primo a Maria Maddalena
e l'ha invitata a diffondere
questo annuncio sconvolgente: "Và, e dì loro...!"

Credo che il Salvatore è uno,
lui, in cui non c'è né Giudeo, né Greco,
né schiavo, né libero, né uomo, né donna, perché, grazie alla salvezza, siamo tutti uno.

Credo nello Spirito Santo
che aleggiava sulle acque della creazione
e sulla terra.
Credo nello Spirito Santo,
espressione femminile di Dio
che ci ha creati, che ha dato vita all'umanità e la cova sotto le sue ali.


                           Rachel C.Wahlberg - USA 

              da "Mission" 1990




citato nella raccolta di testi di fede Al di là delle barriere

Comitato Italiano per la CEVAA, Stampato ma non pubblicato, 

Ottobre 1995, 76-77.

Raccolta testi: Renato COÏSSON